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Poesie personali


Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
in Poesie (Poesie personali)
Sul muro della memoria ascolto la vita
di un paese sorto da echi di speranze
racchiusi in caverne di tufo millenario
dove sono nascosti tramonti e pianti.

Sento l'alito di uomini, donne e bambini
riscaldare il tempo racchiuso sui muri
dove le conchiglie marcano i millenni
della storia trascorsa sotto sole e luna.

La nostra vita umana ha tracciato strade
su questa nostra terra calpestata da passi.
Le grida di dolore, gioie, preghiere e morte
vagano nell'aria e la notte le chiude nei fiori.

Sulle anziane mura di città e paesi con storia
giacciono le voci, i nomi, la bellezza e allegria
di gente che ci ha tracciato gli umani cammini
regalandoci la speranza di incontrarci con Dio.
Composta venerdì 31 maggio 2019
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
    in Poesie (Poesie personali)
    Al crepuscolo della nostra umana vita:
    quando i giorni si allungano sotto il sole
    le sere stentano a richiamare le stelle
    gli occhi si chiudono per capire il silenzio
    allora qualche lacrima scenderà solitaria
    a lavare ricordi che ci nascondiamo dentro.

    Il tempo ci ha scolpito il volto con molte rughe
    dove abbiamo accartocciato i sogni realizzati
    mentre certe voci giovanili si sentono lontano
    come un eco racchiuso nella nostra memoria
    che trasporta gli anni maturati nel duro lavoro
    oggi chiusi negli acciacchi che l'età non perdona.

    I nostri giorni trascorrono appesi a tanti ricordi
    che ci invitano a dialogare con vecchie fotografie
    dove i volti e i sorrisi ci parlano e ci interrogano
    masticando il tempo trascorso chiuso negli occhi.
    Le ore ce le marca l'orologio della torre silenziosa
    che ci invita a tornare a casa appoggiati al bastone.

    Tutti noi che abbiamo la fortuna di essere vecchi
    ringraziamo il grande inventore dei bei tramonti
    dove riposano tenui raggi di sole che si nasconde.
    Aggrappiamoci con gioia alla nostalgia passata
    in attesa che sboccino i fiori del nostro autunno
    per portarceli sulla bara come ultimo nostro bacio.
    Composta martedì 30 aprile 2019
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
      in Poesie (Poesie personali)
      Durante un passeggio lungo campi verdi di foraggio
      dopo una curva i miei occhi si riempiono di colore:
      sono i rossi papaveri aperti che salutano il tramonto
      prima che arrivi la notte a chiudere gli occhi al giorno.

      Mi fermo e ammiro il campo trapunto di chiazze vive
      che la lieve brezza primaverile accarezza con dolcezza
      mentre i tanti petali soffici e delicati s'inchinano al sole
      che lentamente scende sul tramonto con delicatezza.

      Racchiudo il momento in una foto mentre il sole scende.
      Il rosso dei papaveri lentamente perde il suo splendore
      per perdersi lenta nell'ombra mentre la luce si nasconde.
      Mi incammino meditando sul rosso simbolo dell'amore.

      Affido ai papaveri il messaggio degli amori teneri, delicati.
      Alle rose rosse la gran passione dei primi amplessi amorosi.
      Alle buganville color sangue una lunga vita agli sposi santi.
      Gli altri colori li nascondiamo nel cuore per altre occasioni.
      Composta martedì 30 aprile 2019
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        in Poesie (Poesie personali)
        In un piccolo verde bosco fluviale
        senza cammini né grandi animali
        mi hanno accompagnato uccelli
        invitandomi dolcemente a cantare.

        Il sottobosco era pieno di alte erbe
        tappeto verde che copriva le ferite
        di tronchi abbattuti dal forte vento
        con rami secchi vestiti di silenzio.

        Un pomeriggio tiepido primaverile
        mi accompagnava senza mormorare
        mentre con un bastone e uno zaino
        respiravo sentendo la natura cantare.

        Mancava solo una bella pioggerellina
        per dare un tocco di decorazione nuova
        a questo bosco lasciato come Dio vuole
        senza un aiuto alla natura che muore.
        Composta domenica 31 marzo 2019
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          Scritta da: Elena Piccinini
          in Poesie (Poesie personali)

          L'occhio aggraziato

          L'edera selvaggia ha murato la soglia
          e accecato le finestre.
          Forse, al di là del muro, qualcuno
          nell'ora eterna, vive l'attesa.
          Ma il tempo tace e tutto accetta.
          Sul tiepido comignolo,
          l'occhio aggraziato della tortora
          che il petto gonfia e la smisurata agonia
          cede allo spazio.
          Come se non bastasse
          la mia semplice lontananza.
          Composta sabato 4 ottobre 2014
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            Scritta da: Michele Gentile
            in Poesie (Poesie personali)

            Distici Crepuscolari

            Ne distinguo appena i contorni
            albeggianti di stupore.
            Strappo l'inferno del cielo
            in mille, dannate
            scintillanti verità
            mentre il silenzio
            sottintende la follia.
            La speranza è un rancido pasto!
            Coraggio uomini,
            issate le vele
            nutritevi di quegli orizzonti
            che dilaniano il giorno;
            ci è dovuta la salvezza
            ci è permesso morire
            solo se impareremo
            a non farci trovare.
            Composta martedì 3 marzo 2020
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              Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
              in Poesie (Poesie personali)
              Fuggono le ombre della notte
              dietro tronchi di alti cipressi
              dove riposano uccelli nostrani
              con fantasmi che dormono lieti
              mentre il giorno lento si accende.

              Le vedo aprendo il mio balcone
              ogni mattina quando mi sveglo.
              I miei occhi le seguono volare
              nell'aria che protegge i sogni
              nell'oscurità che si nasconde.

              Il giorno si sveglia e sotto il sole
              la gente aspetta il primo autobus
              che li porterà a salutare il lavoro.
              La mia cagna chiama abbaiando
              per uscire a salutare i compagni.

              Ringraziamo il giorno che avanza
              offrendoci la luce e l'aria limpida
              dove i nostri occhi si specchiano
              nell'azzurro cielo del mese di aprile
              mentre io ringrazio chi mi dà la vita.
              Composta venerdì 30 novembre 2018
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