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Poesie personali


Scritta da: Leo M.
in Poesie (Poesie personali)
Sospiri, sospiri di te, tachicardia, stress, stanchezza, calore, riflessioni, preoccupazioni, consapevolezza, consapevolezza di me, di ciò che posso donare, affiancare, decidere, considerare, maturare ogni giorno consapolezze, di quello che più non ho, che parlano anche un po' di te. Li rinchiuso in una camera affacciato in quel buco di finestra con sguardo distratto e stanco, triste, la voglia di strivere che incombe, la voglia di vederti lo stesso, la sera mi bussi, ti faccio entrare solo ancora per un po', per chiudere poi ogni istante per sempre, la consapevolezza di chi mi accetta senza paura, la rabbia che incombe perché mi metti da parte come un qualcosa di normale e inutile, la forza che cerco e che trovo da chi ho intorno, da chi ha accettato e compreso il mio modo di fare. Donami la forza Signore di accettare ciò che non posso cambiare, l'umiltà di comprendere ogni parola, persona, prove che percorrono la mia strada. La dignità di accettare ciò che mi fa bene e lasciare andare ciò che mi fa male, pensare, non comprendere. Le spiegazioni servono a poco, chi vuole resta senza che tu glielo chieda.
Composta domenica 10 novembre 2019
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    Scritta da: Leo M.
    in Poesie (Poesie personali)
    Sei la mia schiavitù sei la mia libertà,
    sei la mia carne che brucia
    come la nuda carne delle notti d'estate
    sei la mia patria,
    tu, coi riflessi dei tuoi occhi,
    tu, sei la mia nostalgia
    di saperti inaccessibile
    nel momento stesso
    in cui ti afferro, e ti perdo, e rimane ancora addosso quel profumo che tanto adoro, e restano ancora addosso i tuoi capelli, che ondeggiano mentre cammini, come i tuoi fianchi sul mio corpo, tu il veleno e l'antidoto mai trovarai più chi ti tiene testa e voglia di costruire tutto con te... tu che mi guardi ancora prima dell'ultimo bacio, che mi sfiori le labbra e lo desidera, che lo attendi, tu che mi hai trafitto rendendomi più forte di prima, ti lascio andare nell'ennesima notte vuota, che può essere riempita solo con te al mio fianco.
    Composta domenica 10 novembre 2019
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      Scritta da: Stefano Tini
      in Poesie (Poesie personali)

      Cammino

      Cammino

      Cammino solo
      Sotto le nubi,
      Sotto la pioggia,
      Sotto questo cielo
      Grigio d'autunno.

      L'estate se n'è andata
      Lasciando il posto
      A qualche goccia
      Di malinconia
      Che addolcisce
      I nostri pensieri.

      Attendo il vento
      Del prossimo inverno,
      I giorni bui di novembre,
      Le foglie gialle
      Che ricoprono i viali.

      E di nuovo,
      Oltre il gelo della neve,
      Il fiorire dei biancospini
      E poi dei mandorli
      E delle margherite nei prati.

      Tornerà il verde delle foglie,
      Il primo sole caldo
      Tra la pioggia di marzo
      Ed il tepore incerto di aprile.

      Tornerà maggio
      Col regno delle rose
      Come un soffio di speranza
      A posarsi sulle cose.
      Composta domenica 17 settembre 2017
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        Scritta da: Stefano Tini
        in Poesie (Poesie personali)

        New York

        New York

        Le tante sfumature
        Sulla trama della pelle
        Si sciolgono nei colori
        Intrecciati da mille culture,
        Come al mattino
        Il profilo dei grattacieli
        Si confonde
        Nella nebbia grigia della baia.

        Il vento dell'Atlantico
        S'incunea nelle strade,
        Percorrendo i ponti sospesi,
        Portando con sè
        Un pizzico di silenzio
        E l'antico sapore
        Di storie lontane.

        Il lungo fiume di auto gialle
        Lega le ore frenetiche del giorno
        Agli angoli stupefacenti
        Dipinti con le luci
        Ipnotiche della notte.

        Verticalità vitree
        Di moderna trasparenza
        Si lanciano contro il cielo
        Svettando sopra le facciate
        Dalla pelle di mattoni.

        Carretti fumanti
        Di cibi consumati correndo
        Accompagnano il ritmo
        Veloce della vita,
        Tra la solitudine di chi guarda
        La punta dei grattacieli
        Dal basso di un marciapiede.

        Ed in questo insieme
        Di colori, di sguardi, di odori
        Di luci strabilianti,
        In queste strade colme di vita
        Ognuno tiene la sua libertà,
        La sua mela rossa tra le dita.

        Le note jazz di una tromba
        Annunciano il mattino:
        Ho solo sfiorato le tue strade
        Scattando qualche foto
        Lungo il mio cammino.

        Si risveglia la Broadway
        Ed ognuno che vi passa
        Per poco o per sempre,
        Bianco, nero, giallo,
        Povero o ricco che sia
        Sarà solo un tuo cittadino
        Che farai sognare sempre
        Confondendo un po' la realtà
        Mentre accendi,
        Dall'Empire State Building,
        Tutte le luci della fantasia.

        NYC, lunedì 2 aprile 2018.
        Composta lunedì 2 aprile 2018
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          Scritta da: Stefano Tini
          in Poesie (Poesie personali)

          Acqua

          Acqua

          Gocce
          Che scivolano
          Lentamente
          Sul verde
          Delle foglie,
          Come carezze
          Di mani
          Seducenti,
          Come
          Note d'arpa lievi
          Ed effervescenti.

          Gocce di
          Pioggia
          Che bagnano
          La polvere
          Sulla strada,
          Che si tuffano
          Allegre
          Sullo specchio
          Della rada.

          Acqua corrente,
          Acqua scrosciante,
          Acqua lucente.

          Acqua
          Che lava
          Il presente,
          Acqua tiepida
          Che scioglie
          Gli antichi nodi
          Rinchiusi
          Nella mia mente.
          Composta domenica 21 aprile 2019
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            Scritta da: Stefano Tini
            in Poesie (Poesie personali)

            Cala del Riccio

            Il mare nella notte,
            Immenso e sopito,
            Racchiuso fra la cala
            E l'orizzonte scuro,
            Lascia scorgere solo
            Le luci lontane
            Di una nave alla fonda.

            Piccole onde s'infrangono
            timide sulla scogliera,
            Come ad accompagnare dolcemente,
            Il poco tempo che della sera rimane,
            Dal nostro quotidiano,
            Apatico, addormentarci.

            La prima falce della luna,
            Specchiandosi sull'acqua,
            Sparge, nel suo lento declinare
            Verso la linea d'occidente,
            Quei tremolii luccicanti,
            che sembrano quasi apparire,
            nel sonno leggero che ci coglie,
            Come sottili stelline ritagliate
            Da fogli di lucida carta d'argento.

            Così, regalandoci
            Una tenue strada di luce,
            Nel lungo cammino delle ore,
            Verso lo splendore dell'alba.
            Composta martedì 1 luglio 2014
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              Scritta da: Giuseppe Profeta
              in Poesie (Poesie personali)
              Scuro il tempo che non ha te
              Porta il buio senza la tua luce
              Piove e diluvia in questo spazio vuoto

              Credere che non è così semplice
              È diversamente credibile

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              In una dolce e piccola storia di te.
              Composta lunedì 14 ottobre 2019
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