Scritta da: Cristina Tarabella
in Poesie (Poesie personali)
Cosa è la vita?
Un passaggio di infiniti attimi,
che sempre improvvisi mutano;
ti mutano...
E in un attimo tutto è finito.
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Cosa è la vita?
Un passaggio di infiniti attimi,
che sempre improvvisi mutano;
ti mutano...
E in un attimo tutto è finito.
... Il mio presente solo un'ombra pallida del mio passato, vuoto e privo di desideri avverati, solitudine, dolore, un'anima triste avvolta nello sconforto.
... voglia di dimenticare, voglia di non sentire, voglia di allontanare l'infelicità ed il suo ricordo.
Le emozioni? Le gioie? I sogni?... uccisi! Per lasciar posto alla devastazione.
... il verme strisciante
io che imploro attenzioni,
io che supplico amore.
... il verme strisciante
io che non riesco a mettere fine a questo complicato mio essere, a questo mio vivere,
io che credo ancora alle favole.
... il verme strisciante
io che spero nella magia,
io una principessa ferita dalle spade della vita reale...
Vago, per meas tristes cogitationes
ad cogitandum tuas suaves verba
que signifacas somnium sit;
sed non potest basis facere amoris quod a sensibus sevocatum,
quia somnium excitatum animadverto me:
non habere te iam mecum.
Et excrucior ab sententia solum.
Un attimo, un istante, un battito d'ali,
la perpetuazione del volere.
La sensazione del sogno,
dell'incanto, della magia.
17-24Ottobre2004
Sogno D'un angelo sofferente
Amore mio perduto,
tra vaghi sentieri irti d'insicurezze
di una vita strana ed amori difficili
finalmente ti avevo trovata!
Amore mio perduto,
non ho saputo tenerti con me
perché troppo giovane per pensare all'amore come un sogno.
Amore mio perduto
in una corsa immortale e
di mani insanguinate
ti cerco pura come sei,
perché non hai mai saputo
che per le tue fobie del mondo
dietro una finestra, inattesa
ti aspettava una tempesta.
Ed un angelo fiero
anche dei tuoi sbagli
ma anche con offese
voleva che tu fossi perfetta.
e non curava voci popolane,
consigli di amici, che
sapevano che per te avrebbe sofferto,
perché per amore si soffre,
ma deciso, come in una guerra
contro il nemico cercò di conquistarti
ma quel cuore era troppo freddo per lui, che silenziosamente ne soffriva in solitudine,
perché credeva in dì diversi
ma cogitava illusioni e s'illudeva
che tu saresti tornata
come una rondine in primavera
e per restare nel calore del suo cuore
e per riscaldarti nei freddi inverni
e mattine nevose, e per farti ombra
nei pomeriggi estivi.
Ma solo vago, aspettandoti
e in porte che non si apriranno forse mai
ripongo vana la mia speranza
che musicalmente mi da vita.
E tu che preferisci divergenze e
continui a struggere la sua esistenza
con delicato e vellutato amore
rallegrami l'anima anche per un secondo
che duri per eterno e
e che dopo la morte viva in noi con
disprezzo perché a noi inferiore,
ma nel sogno di una vita.
Concedimi almeno un bacio,
che duri una vita e che si sciolga
come neve al sole,
perché desiderio vano in me.
Amore mio perduto, dammi un'ultima gioia perché il mio cuore,
mi ha detto di aver scoperto tardi
cosa tu fossi per me,
e concedimi di dirti prima "T'amo"
come tante volte che ho provato a dirti
e tu mi allontanavi dalla mia sponda
prima che finisse il mio sogno.
Amore mio perduto, che forse mai più
tra silenzi dolorosi
rivolgerti la parola non potrò.
Taci, tra il canto d'usignolo
la piogga cade lentamente
in porti dove il mare è calmo e luoghi in cui baci menzognieri si diedero vita.
Ripensa, una vita inesistente
di un uomo fuggente a se stesso, un sogno di notti stellate, nel chiarore estivo
Sappi, che al morir d'immaturità c'è chi t'ha guardato dietro porte invisibili
e che ora in amori di carni intatte, tra il fragrore di gesta, sferrate da chi credeva diversa.
Porto la mia vista
in un punto d'infinito,
immagino il tuo occhio,
il naso, il mento
e poi di nuovo il vento,
un fiume, un monte,
appoggio il tuo profilo
sulla linea d'orizzonte,
guardo intorno,
ascolto il cuore
ciò che sente,
manipolo natura
con le mani della mente,
spingo il sole oltre.
Tutto si scolora
e poi ancora sorge luna,
illumina il tuo viso
e lì che la natura
ha dipinto il suo sorriso
per non farlo più scappare
lo rinchiudo nel mio occhio,
cancello tutto il resto
resti solo viso in occhio,
mi appare luminoso, acceso, terso:
il riflesso di una perla
in conchiglia d'universo.
Fato volle che fosti presente, vita che non potei ripudiarti.
Errai sulla via del ritorno
e la mia stella illuminò il cammino altrui.
Brilla nella notte scura che
dal mio terrazzo vedrò te
in una costellazione vana
e rimpiangerò il tempo che errai.
Cuore ne andrebbe a pezzi
Vorrei essere una stella,
così mi guarderesti nei cieli chiari.
Vorrei essere un pianeta,
per affascinarti di ciò che non puoi sapere.
Vorrei essere un asteroide, per poterti colpire quando ne avrei voglia
ma poi soffrendone, perché il mio cuore ne andrebbe a pezzi.
Vorrei essere l'universo,
perché anche se non mi ami,
sono immerso nella mia solitudine.
In grigia aurea di
solitudine
aspramente verserò lacrime intatte,
che cadranno su pensieri avviliti,
di ciò che era la speme, un dì.
E forse quando ti vedrò felice
di un desìo che credevi vano,
potrò allora capire che con me fosti triste.
E solo allora capirò che per te è molto importante,
e ciò ch'un dì fu presente
oggi e solo un lieto ricordo.