Mai si dorme. Mai si respira. Mai si sogna. Ogni singolo atomo del nostro essere è fagocitato dal Nulla. Io ti cerco nel buio, ormai troppo denso per darsi la mano... Mai si vive! Su questa terra aliena e strana che pure ci accoglie per il transito di un passaggio... Mai si ascolta la eco lontana della vita che lenta fluisce come un placido fiume tranquillo... Vediamo soltanto la corsa, e corriamo, corriamo, corriamo. Incontro alla nostra fine. Mai si ama chi si dice di amare, perché ormai l'Amore è solo una parola vuota; un grembiale insudiciato da tanti aggettivi... Mai si spera di trovare l'amore, perché non sappiamo nemmeno di non possederlo... eppure! Eros, fanciullo magnifico, con il tuo arco dorato, nessuno più ti ha veramente conosciuto, sei rimasto lassù sull'Olimpo, a sedere accanto a Zeus... ma lui è già innamorato. Mai vorremmo morire alla fine, eppure non abbiamo nemmeno Mai vissuto!
La tua piccola bocca. Un bacio sussurrato sulla mia pelle. Le tue piccole e tenere labbra si aprono nella parola magica: "mamma!" Tutto si trasforma. Un caleidoscopio d'amore gira nel mio animo e mi riscalda il cuore e bagna di lacrime i miei pensieri di madre... Sgorga da dentro, il tuo enorme sentimento per me, cucciolo, tesoro, ...sogno.... "isola che non c'è". "Mamma" È solo un sussurro, la tua piccola voce, eppure erompe, straripa, travolge, tutti gli argini della mia mente. Guardo i tuoi occhi: traboccano passione per la tua mamma ed io in essi mi perdo... affogo dolcemente... I miei occhi, invece non riescono quasi a contenere il tuo amore, grande, infinito, assoluto, cieco e totale. Mi strugge l'anima il tuo sguardo crucciato. Mi strappa il cuore la tua fronte corrugata in un momento di sconforto. Muore ogni cosa in me quando sento il tuo pianto. "Mamma!", "Sì, sono qui!" Sono sempre stata qui, ad aspettarti, a coccolarti nei miei pensieri... Sono qui, per te, quando mi vorrai, quando mi chiamerai, quando avrai bisogno di me. Sempre!
Incontri nella solitudine. Lasciami almeno questa illusione: che nel vuoto incolmabile della tua solitudine io sia una perla, che fa luce un po' attorno.
Un bambino. La mia mente. Il tuo pianto di neonato. Sgorgava vita ovunque e noi ne eravamo sommersi. Occhi neri che celano una vita. Sguardi opachi che rubano ombre ad un mondo alieno e strano. Braccia di madre sul tuo corpo bambino. Baci estranei. Di stupore. D'amore. Di novità. Per te era tutto così sconosciuto! Ma anche per me. Tu eri un magico mistero incomprensibile ai miei sensi di allora. Ma la vita fluiva mugghiando come un fiume in piena. E scardinò porte che tenevano celati segreti... Sentimenti per un figlio. Gioia di avere un bambino. Stupore perfetto nell'ammirare la tua bellezza. Così la tua forza mi ha reso madre. E mi ha donato l'incanto unico di provare ad amarti.
Ti hanno portato da me un mattino, all'alba della tua vita e della mia. Avevi soltanto poche ore e già eri con me. Tutto il mondo ho attraversato! perché tu mi chiamavi. Ti ho preso fra le braccia e fu come se ti avessi sempre tenuto. Un grande stupore pervase la mia anima, che, dopo averti nutrito per così tanto tempo dentro di sè, adesso poteva toccare la tua. La linfa vitale che ci ha uniti dal principio del tempo, fu il mio pensiero, che in volo raggiunse il tuo e lo legò per sempre. Io ero tua madre; tu eri mio figlio, già prima che nascesse il mondo; già prima che sgorgassero gli Oceani e si riempisse il cielo di stelle. Dovevamo soltanto aspettarci... E poi ci trovammo.
Un "besa flor" si è posato sul mio grembo rendendomi madre. Ebbro di vita. Prodigo di promesse. Incanta il mio animo che lo guarda stupito. Un frullo d'ali, impercettibile all'ascolto, è il tuo respiro privo di ansie. Ti guardo, bambino prezioso, e sento un muto boato echeggiarmi dentro. Sono sensi svegliati dal tuo tenero volo. Sono passioni rinate nel mio pensiero. Sei tu, bambino, dono dell'amore più puro: amore tu stesso e latore di vita futura. ... Sprigioni in me tutta l'esistenza!
Rorida aria infuocata. L'equatore sovrasta il cielo che ci tiene; mentre tu guardi con occhi neonati, rivolti soltanto all'anima tua. Ci imprigiona un caldo soffocante e nemico, ma tu, mio bambino, trovi riposo sul mio grembo. Le giornate inclementi, iniziano presto qui, e ci torturano. Anche tu piangi, mio figlio!, ed il calore ti brucia. Mille punture di insetti invadono gli anfratti segreti della nostra pelle. Il tuo corpo neonato si ribella al dolore; e urla proteste, il tuo pianto. La tortura é così grande! Non posso far nulla, io, tua madre, per alleviare il pianto disperato. Ti prendo su di me, ma il calore ostile ci bagna le membra rendendo viscido anche il nostro abbraccio. Non hai ancora aperto gli occhi al di qua del tuo sguardo, che già devi soffrire in questo mostruoso fuoco stillante sudore. Ti guardo con infinito stupore, mio figlio. Sei così bello! Può essere reale che io ti meriti?
Ti amo di un amore così profondo che nemmeno gli déi potrebbero comprendere, perché questo amore trascende anche gli déi.
Ogni limite ed ogni misura non hanno senso per spiegare il mio sentimento.
E tu mi chiedi se ti amo!
Nell'ignoto dell'Universo che è dentro di noi, e che pure ci imprigiona, io ti ho incontrato; ci siamo presi le mani e abbiamo camminato insieme.
Sconfinati orizzonti si sono aperti allora, come voragini, sotto e dentro di noi... sono gli abissi dell'amore.
E allora, in un momento perfetto, rarefatto nel tempo e nello spazio, noi ci siamo immersi nel profondo, volando... nuotando... bevendo...
Abbiamo bevuto l'ambrosia eterna dell'anima, ed essa è divenuta il sangue delle nostre vene, ci ha reso immortali, divini, eternandoci nell'amplesso di questo sentimento.
E tu mi chiedi se ti amo!
Chi altri, se non tu ha aperto la mia vita alla vita?
Quale ignoto destino di cecità mi sarebbe toccato, se tu non fossi stato là, ad aspettarmi, nel Nulla sconfinato, nell'arido deserto di chi non sa cosa sia l' amare...
E tu mi chiedi se ti amo!
No! È vero! Questo non è soltanto amore: questo è l'eterno infinito che si è palesato, è il miracolo della vita che si è amplificato, è il canto dell'universo, misterioso e inudibile, che adesso suona per noi, e riecheggia nelle profondità immense del nostro sentimento.