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Poesie di Angela Mori

Poetessa e scrittrice, nato a CATANIA (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: ANGELIKA MORI

Piccola trasgressione

Avevo voglia di tepore
che nella grigia stanza non trovavo
colma com'era
di ricordi ed ossessioni
d'amore e passione.
Avevo voglia di colore
di un bacio rubato senza cuore,
di mani calde senza timore
di scommesse folli e non false promesse d'amore.
Lui era lì,
sul ciglio della strada semivuota:
un istante ed uno sguardo
che valse forse una vita,
una sfida, un rischio
un palpito di cuore che tolse il respiro:
un bacio azzardato, voluto, impazzito ad uno sconosciuto
dagli occhi di ghiaccio e le labbra fuoco!
Angela Mori
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    Scritta da: ANGELIKA MORI
    Ti darei il mio mondo
    Ogni emozione che ho dentro
    Ogni ricordo, desiderio o gioia
    Ma il mio mondo è anche rinuncia;
    è dolore è indecisione e sconforto.
    Ti darei la mia vita
    i miei giorni più belli
    Le mie parole da sempre taciute
    i miei pensieri più dolci
    e quelli più passionali
    Ma tu non meriti cadute
    Ed io temo di farti scivolare
    Tu sei il sole
    Ed io luna
    Il buio che mi circonda
    Spegnerebbe la tua fulgida luce.
    Angela Mori
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      Scritta da: ANGELIKA MORI
      Rinchiusa nell'ombra,
      prigioniera di un passato
      Troppo bello per durare a lungo
      Taciturna ed immobile
      alla mercé di sguardi curiosi
      Ed azioni poco interessanti,
      Quella donna se ne stava.
      Avvolta nella sua vestaglia
      Con le mani sul grembo
      pareva opera d'ignoto artista.
      Seduta in quella seggiola
      In quella stanza al secondo piano
      Di un palazzo sciupato dal tempo.
      Stava così da anni,
      Dall'alba al tramonto
      Ero certa d'aver la veduta li
      Anche dopo mesi dopo aver saputo
      Che il suo cuore più non batteva
      E che il suo sguardo vuoto
      Sì era finalmente colmato d'infinito
      In un tiepido pomeriggio d'estate.
      Angela Mori
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        Scritta da: ANGELIKA MORI

        Cupido

        Scagliò con il suo ardore
        il dardo avvelenato dell'amore
        contro un cuore che taceva
        che d'amore s'innamorò
        ma di un amor che fingeva.
        Angariato e contuso,
        ora solo sta piangendo
        lacrime di sangue
        esso versa in sofferenza
        e baci sparsi nei ricordi,
        che sciupano l'essenza.
        Cuore trafitto per sbaglio,
        da un abbaglio di Cupido
        che sbadato e burlone
        ora sogghigna e dileggia.
        Per il suo svago e il suo errore,
        soffre oggi da solo, il mio cuore!
        Angela Mori
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          Scritta da: ANGELIKA MORI

          Dea

          Vulcano ha onorato i tuoi capelli
          Mettendo le sue fiamme nella sfumatura
          E Bacco ha donato alla tua bocca che baciò Cupido,
          Tingendola del colore dell'amore,
          La sua risata più frizzante,
          Ricordo del vino migliore.

          Tripudio delle selve di Diana
          Nei tuoi occhi che osservano,
          Che raggianti esplodono di scintillii,
          Come gocce di mare di Nettuno.

          Sapienza di Atena riempie la tua mente
          Tu Demetra,
          Musa di Febe,
          Divina saggezza di Minerva.

          Silente e bella come Maia,
          Te ne stai sdraiata all'ombra,
          Nel bosco dove Irene regna
          Forte come Bia,
          Sembri umana come Pandora.

          Apri la mia anima,
          Coraggiosa come Ippolita,
          Non temere il peccato che a me non spaventa,
          Tu perpetua Dea
          Cadi tra le mie braccia,
          Calde come l'Auriga d'Apollo
          E splendi come Luna nel firmamento.

          Baciami coma essa fece con Ermione,
          Giunonica e immensa bellezza,
          Amami come Calliope amò Omero.

          Ti vedo a pochi passi e non ti raggiungo,
          Venere resistente alla mia orazione
          Sii mia e illumina la mia ragione,
          Persuadi in me la verità
          Seppur divenissi
          Non diletta e non seguita come Cassandra.

          Mostrami la vera bellezza,
          Guida la mia mano alla ricerca
          Della narrazione a te più adatta.
          Poesia è musica che ammalia,
          Ed io di te voglio esser piena.

          Poesia è il tuo corpo
          Che in me si addentra,
          E resta in me,
          Finché non avrò steso l'opera
          Che tu mi consigliasti.
          Angela Mori
          Composta mercoledì 20 gennaio 2016
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            Scritta da: ANGELIKA MORI

            Dal sogno alla realtà

            S'imprigionava nei miei sogni ogni sera,
            diventava ciò che volevo fosse
            conversava le lingue che sapevo parlare,
            giocava agli spassi che volevo fare,
            vestiva di chiaro e mi stringeva la mano,
            tra prati città e spiagge lontano
            con lui correvo e mai mi fermavo.
            Passava la notte in fretta
            e appariva il mattino;
            se ne andava dissolvendosi,
            sfolgorando come stella
            nel primo respiro che da sveglia esalavo
            mentre il sole piano schiariva
            e tra le mie ciglia con i suoi raggi appariva.
            Cedeva sul mio cuscino una lacrima,
            e sulla mia guancia una carezza.
            Risuonava durante il giorno la sua risata,
            nella mia mente fiduciosa
            che voglia della notte mi dava
            e paura del buio mi contestava.
            Ora sono donna e sono moglie,
            non sogno più un gioco fanciullesco
            della triste realtà mi deturpo,
            e da bambino ora lui è uomo,
            la notte non aspetta gli incanti,
            di carne è adesso plasmato,
            mi prende l'anima e il corpo a suo volere,
            a quando era fanciullo, non è per nulla uguale,
            concepisce poco amore e molto astio
            crudele mi mortifica nel suo gioco,
            la mela del peccato è il frutto di cui mi sfama,
            di semplicità non e fatta la sua brama,
            non corre e non ride nel crudele sguardo,
            la sua risata non echeggia durante il giorno,
            solo le sue urla se non è assecondato
            nel nero della notte non brilla,
            e la sua mano, non lascia sul mio viso una carezza.
            Matrimonio frustrato che non finisce al mattino,
            bagna adesso una lacrima ancora,
            il mio cuscino.
            Angela Mori
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              Scritta da: ANGELIKA MORI

              In quel giorno non mio

              Ti vedo tra la folla
              mentre campane
              suonano a festa;
              tieni quella mano non mia
              nella tua
              scosti quel bianco leggero
              dalla fronte sua
              poggiando le labbra su essa
              giurando poi sul metallo
              davanti a Dio
              ciò che non giurerei a me.
              Ti scorgo tra la folla
              e ricordo ogni singolo istante
              sento ognuna delle tue bugie
              e piango amore vestito di rabbia
              mentre perdo per sempre
              e tra le lacrime,
              ogni speranza
              in quel giorno non mio.
              Angela Mori
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                Scritta da: ANGELIKA MORI

                Vicino al Natale

                Piccoli abbagli di colori un anno ogni anno portano via.
                Emozioni impazzite che si ricorrono come i giorni che passano inesorabili e rapidi;
                ora lucenti, ora più cupi e spenti.
                Gironi dall'alto al basso come dall'inizio la fanciullezza
                fino a giungere
                alla completezza degli anni
                per finire, alla fine, sottoterra.
                Un albero mi sento
                ornato a festa:
                fuori luogo, rinchiuso ed inerme
                solo per compiacere a chi mi osserva.
                Angela Mori
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