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Poesie generazionali


Scritta da: Marta Emme
in Poesie (Poesie generazionali)

Occhi da triglia

Insieme agli elefanti del passato (persone di gran
peso, importanti, che decidono le sorti) questo
mondo ci avete lasciato, pieno di passioni, come
afflizioni di cui c'è dunque poco da esultare se
ogni giorno, a onor del male, è un gran baccanale
tra guerre, alluvioni e il più tremendo e feroce
fortunale (uragano devastante in Giappone).
Siete dei potenti col mestolo (valete poco al
comando), siete quelli che di prosopopee
(paroloni vuoti) si vestono e il buon senso intanto
pestano. Per poterci ancor gabbare, che tanto
come ochette dietro a voi ci avete abituati ad
andare. È un'imprinting che oggi non funziona
perché si è visto che la Terra non a voi domani
non perdona. Perché saranno i giovani a pagare
per le vostre castronate che ancor oggi
sbandierate. E se pensate che Greta viva per quel
premio (Nobel) avete bisogno di una chemio, che
un cancro cerebrale avete addosso a forza di
pensar al color del codirosso (in modo marginale).
Altro qui ci vuole: del popolo la ribellione, altro che
per il Nobel una menzione. Da persone tanto ottuse
non bastano le scuse, giacché non volete cambiar
niente, manco se vi arriva un nutrito e fottuto
accidente, mandato da quei condannati (vittime
dei disastri ambientali) che ci hanno
prematutamente già lasciati. Stolti, con quegli
occhi a triglia, tipici di chi con l'intelligenza non ci
piglia. Siete quelli che Greta (Thunberg) vogliono
distruggere per non farsi proprio da lei distruggere,
perché anch'ella ha un potere forte dietro le spalle,
quello di rompervi il più possibile le palle, per
mandarvi, in quanto ciuchi, tutti quanti nella stalle.
Composta domenica 13 ottobre 2019
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    Scritta da: djfmp3
    in Poesie (Poesie generazionali)

    Sognare il Futuro

    Sognare il Futuro
    è un po' come camminare
    senza la paura di dovere
    difendere i propri diritti
    e le proprie idee che dai pensieri
    si lasciano trasportare lontano
    tra la gente che non guarda
    il colore della tua pelle e che ti porge sempre una mano
    per non lasciarti in un barcone ad affogare
    il futuro e il mio pensiero fisso che in ordine
    al dopo di noi vorrei lasciare
    il futuro e un albero da poco piantato
    che va curato come un bimbo da poco nato
    che alza le mani al cielo per essere abbracciato
    da una mamma e un papa che camminare
    vogliono impararti a fare, il futuro e sapere ascoltare
    e sapere sempre da che parte stare
    il futuro non sono castelli di sabbia che dal vento
    lontano si lascia trasportare
    il futuro è la strada che ti vorrei indicare
    per camminare ancora per un po' di tempo
    al tuo fianco finché stanche si faranno le mie gambe
    e lontano mi porterà la clessidra del tempo
    che svuoterà il mio carpo, e liberi le mie idee e i miei pensieri lascerà volare via senza
    la paura di parlare e di cantare
    che uniti si può stare e che per lottare per il domani
    una sola risposta bisogna saper dare. "libertà".
    Composta domenica 20 ottobre 2019
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      in Poesie (Poesie generazionali)

      Sasha

      Piccolo ed inerme
      colpito da quest'amara realtà
      una mamma che abbandona un figlio,
      non ha un cuore...
      né tanto meno amore!

      Sono nato così,
      in fondo non provo dolore...
      attendo con pazienza amore
      un tetto con tanto affetto!

      Il mio piccolo difetto?
      Essere diverso dagli altri...
      ora capisco il perché,
      il mondo non ama essere visto da me.

      Esistono tante crudeltà
      cattiverie e atrocità!
      Io sono allegro, rido e gioco
      se tu sei lì...

      vieni a prendermi,
      ti riempirò di gioia
      ed illuminerò la tua vita
      piena di colori e felicità.
      Composta venerdì 18 ottobre 2019
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        Scritta da: Marta Emme
        in Poesie (Poesie generazionali)

        Quel po' di masochismo.

        Il masochismo è una sorta di manierismo
        (modalità), il modo stesso con cui
        tortuosamente si affrontano le cose, è il
        non saper misurare mai la dose (nel fare),
        come se si fosse ancor convinti che i
        dinosauri non si sono mai estinti (diversa
        percezione della realtà) così ci si infila in
        tali labirinti che fan prevaler gli istinti,
        siccome la testa non ragiona e il danno
        che ne viene alla persona con l'assurdo
        s'intona. Insomma il masochismo è
        un'arte sublime, ci si impegna, per aver
        piacere, a farsi del male perché in
        profondità veramente non si sa guardare,
        dato che, sul canterale (cassettone), gli
        occhiali, con quella messa a fuoco, li
        abbiam lasciati la mattina insieme a un
        po' di caffeina (vigore). Forse, uno così,
        ama troppo l'altro per questo non riesce,
        per sua natura, ad esser scaltro (attento
        a sé).
        Composta venerdì 11 ottobre 2019
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          Scritta da: Cristina Metta
          in Poesie (Poesie generazionali)

          Who the fuck is Alice

          L'aria è sottile fino ai polmoni
          masticata diventa carbone ed io un uccello con piume e branchie
          quando le apnee di sole richiedono muta per il nuoto al buio
          sempre che il blu non pesi di stelle sui miei sogni
          dimmi perché dovrei essere diverso da quello che sono
          navigatore dittatore genio superbo pazzo e insonne
          dimmi perché vorresti dare un metro all'uomo
          nessuno è immune ai propri atti
          in fuga smarrito qualunque città a coda di drago una gabbia
          chiatte a forma di nubi sopra le acque Tamigi

          l'aria è sottile quasi una lama
          io ladro di nuvole una tomba di pietra la porta di Keats già batte il vento
          nevica con creature in pozioni di panna nel caffè Starbucks resiste
          è ufficiale! siamo tutti remoti tutti un download sul generis dei fantasmi
          Londra è un server di flashback dall'inossidabile dentatura
          pakistan cab s'infiltra nel traffico fermo al semaforo canta "Who the fuck is Alice"
          e allora appoggio la testa alla prima vetrina con chineese butter cakes
          sognando
          in un piccolo perimetro della mia anima canto – Re di tutti i ladri di sorrisi.
          Composta lunedì 7 ottobre 2019
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            Scritta da: Cristina Metta
            in Poesie (Poesie generazionali)

            Domani avrò sole

            Buon Happy morning! Non è mai abbastanza Domenica ma è fin troppo smisurato Lunedì
            domani avrò sole un Ade melmoso Caronte traghetta un fiume caffè
            una fata aracnide appesa a un filo di zucchero trema l'Olimpo
            castelli la neve sultano il lampione davanti al parcheggio sull'Inferno - la nebbia

            mille luci alba Gennaio col nodo alla gola smarriti gli astri
            coperta in spalla viaggi per casa sposa di pile fragile al freddo
            un fondo di vino piange in bottiglia rosso il sangue la lava
            mattino chimera battiti i mostri grida all'orgasmo il cuore

            portami via alle ossa strappami un urlo piacere detona memoria
            nutrimi di rimorsi
            di sbagli
            di code in autostrada cercami una tempesta dove amarti
            scivola in me profumo di rosa dai fuoco alla casa su Marte
            e chiudi quello che resta del buio in un Oh! di straordinario
            domani io avrò sole
            tu ferma il tempo.
            Composta lunedì 7 ottobre 2019
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              Scritta da: Rossella Di Venti
              in Poesie (Poesie generazionali)
              Al mercato delle pulci ho venduto dei ricordi.
              Non dovevo sì lo so,
              ma ci pensavo già da un po'.
              Ho comunque fatto un affare
              ed ora la mia mente fa ciò che le pare.
              Ops! Ho dimenticato un piccolo dettaglio...
              Il mio cuore dice che ho fatto uno sbaglio.
              Stai zitto tu che rompi sempre... mica ho chiesto il tuo parere...
              brutto impertinente!
              Non ti offendere dai... lo sai che mi piace mettermi nei guai.
              Ma stavolta ho fatto un affare anche per te cuore mio
              perché, prima o poi, tutto cadrà tutto nell'oblio.
              Composta lunedì 7 ottobre 2019
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                Scritta da: ambercastle
                in Poesie (Poesie generazionali)
                Era ritornata
                Nella sua vecchia casa...
                i raggi del sole
                Filtravano attraverso le persiane
                i tendaggi erano
                Accarezzati dal vento settembrino...
                Le maniglie della cassettiera...
                Riflettevano, amplificando
                l'effetto della luce...
                mentre un velo di polvere
                La proteggeva...
                accarezzò con un dito
                i suoi bordi...
                Decise di non aprire quei cassetti
                Le piaceva quel velo...
                Custodiva
                i suoi ricordi...
                il passato non ritornava
                ... i suoi ricordi erano protetti.
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                  Scritta da: Marta Emme
                  in Poesie (Poesie generazionali)

                  Il bollito

                  Vediam or di far chiarezza sul fatto
                  che i giovani non voglion vivere più
                  nella monnezza (inquinamento),
                  frutto delle scelte dei potenti, quelli
                  che sembravan, allor (1700, 1800,
                  1900) dei portenti ma che, sulla
                  distanza (ad oggi), han fatto poi
                  una grave dimenticanza, e cioè che
                  non han creduto necessario gestire
                  ciò che anche in natura era una
                  innovazione, creata dal processo
                  continuo di industrializzazione.
                  Siccome, parlan per loro i fatti
                  (inquinamento, desertificazione,
                  risorse...), e, or, par che i giovani e i
                  poveri sian diventati tutti matti nel
                  chieder di cambiar modello (di
                  sviluppo) che quello non si è
                  dimostrato, per nessuno, proprio un
                  fiore all'occhiello. Se, questo registro
                  (operare), i Paesi industrializzati, non
                  son disposti a cambiare, non lo
                  faranno certo i Paesi che si devono
                  ancora sviluppare. Da traino, perciò,
                  essi devono fare. Un altro modello
                  ed ecosostenibile dobbiamo, dunque,
                  allestire se non si vuol tutti a
                  gambe all'aria finire. Cominciamo,
                  l'energia, a rivoluzionare; non è
                  che non si sa fare, è che non lo si
                  vuol fare, perché i ricchi petrolieri
                  e gli sceicchi non si voglion
                  disturbare giacché tensioni folli
                  andremmo a fomentare, a cui
                  certo non si potrà ovviare! Banale?
                  E la ricerca, ancora, che ci sta a fare?
                  In tanti anni, ma chi, seriamente,
                  ha investito in ciò, oibò? Si dice:
                  "interesse, vedi, non ne ho, neanche
                  un po'. E al mercato che dirò?"
                  Servono i dissalatori, perché anche
                  i poveri possano avere i loro
                  abbeveratoi. Pur ciò non si vuol fare,
                  oibò! Si dice: "in ricerca non investirò,
                  che me ne fò, di sete io non morirò."
                  Le vostre illustri idee mi han proprio
                  seccato. Va, forse, di moda il bollito
                  (i gretini)? Eppur ho ben capito che
                  anche sul clima, l'accordo, tra i potenti,
                  è proprio come un ago appuntito, che
                  fa male se entra nelle carni, per questo
                  sono tutti duri come marmi. E ai più
                  potenti dico che si nascondon tutti
                  dietro a un dito, perché nessuno, in
                  realtà, si è fatto lesso (bollito) ed è
                  chiaro che, senza rispetto (per la natura
                  e i simili), volete continuare a viver solo
                  nel vostro, o ciel, riflesso (per voi stessi,
                  di convenienze).
                  Composta domenica 6 ottobre 2019
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