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Poesie generazionali


Scritta da: Cristina Metta
in Poesie (Poesie generazionali)

Who the fuck is Alice

L'aria è sottile fino ai polmoni
masticata diventa carbone ed io un uccello con piume e branchie
quando le apnee di sole richiedono muta per il nuoto al buio
sempre che il blu non pesi di stelle sui miei sogni
dimmi perché dovrei essere diverso da quello che sono
navigatore dittatore genio superbo pazzo e insonne
dimmi perché vorresti dare un metro all'uomo
nessuno è immune ai propri atti
in fuga smarrito qualunque città a coda di drago una gabbia
chiatte a forma di nubi sopra le acque Tamigi

l'aria è sottile quasi una lama
io ladro di nuvole una tomba di pietra la porta di Keats già batte il vento
nevica con creature in pozioni di panna nel caffè Starbucks resiste
è ufficiale! siamo tutti remoti tutti un download sul generis dei fantasmi
Londra è un server di flashback dall'inossidabile dentatura
pakistan cab s'infiltra nel traffico fermo al semaforo canta "Who the fuck is Alice"
e allora appoggio la testa alla prima vetrina con chineese butter cakes
sognando
in un piccolo perimetro della mia anima canto – Re di tutti i ladri di sorrisi.
Composta lunedì 7 ottobre 2019
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    Scritta da: Cristina Metta
    in Poesie (Poesie generazionali)

    Domani avrò sole

    Buon Happy morning! Non è mai abbastanza Domenica ma è fin troppo smisurato Lunedì
    domani avrò sole un Ade melmoso Caronte traghetta un fiume caffè
    una fata aracnide appesa a un filo di zucchero trema l'Olimpo
    castelli la neve sultano il lampione davanti al parcheggio sull'Inferno - la nebbia

    mille luci alba Gennaio col nodo alla gola smarriti gli astri
    coperta in spalla viaggi per casa sposa di pile fragile al freddo
    un fondo di vino piange in bottiglia rosso il sangue la lava
    mattino chimera battiti i mostri grida all'orgasmo il cuore

    portami via alle ossa strappami un urlo piacere detona memoria
    nutrimi di rimorsi
    di sbagli
    di code in autostrada cercami una tempesta dove amarti
    scivola in me profumo di rosa dai fuoco alla casa su Marte
    e chiudi quello che resta del buio in un Oh! di straordinario
    domani io avrò sole
    tu ferma il tempo.
    Composta lunedì 7 ottobre 2019
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      Scritta da: Rossella Di Venti
      in Poesie (Poesie generazionali)
      Al mercato delle pulci ho venduto dei ricordi.
      Non dovevo sì lo so,
      ma ci pensavo già da un po'.
      Ho comunque fatto un affare
      ed ora la mia mente fa ciò che le pare.
      Ops! Ho dimenticato un piccolo dettaglio...
      Il mio cuore dice che ho fatto uno sbaglio.
      Stai zitto tu che rompi sempre... mica ho chiesto il tuo parere...
      brutto impertinente!
      Non ti offendere dai... lo sai che mi piace mettermi nei guai.
      Ma stavolta ho fatto un affare anche per te cuore mio
      perché, prima o poi, tutto cadrà tutto nell'oblio.
      Composta lunedì 7 ottobre 2019
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        Scritta da: ambercastle
        in Poesie (Poesie generazionali)
        Era ritornata
        Nella sua vecchia casa...
        i raggi del sole
        Filtravano attraverso le persiane
        i tendaggi erano
        Accarezzati dal vento settembrino...
        Le maniglie della cassettiera...
        Riflettevano, amplificando
        l'effetto della luce...
        mentre un velo di polvere
        La proteggeva...
        accarezzò con un dito
        i suoi bordi...
        Decise di non aprire quei cassetti
        Le piaceva quel velo...
        Custodiva
        i suoi ricordi...
        il passato non ritornava
        ... i suoi ricordi erano protetti.
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          Scritta da: Marta Emme
          in Poesie (Poesie generazionali)

          Il bollito

          Vediam or di far chiarezza sul fatto
          che i giovani non voglion vivere più
          nella monnezza (inquinamento),
          frutto delle scelte dei potenti, quelli
          che sembravan, allor (1700, 1800,
          1900) dei portenti ma che, sulla
          distanza (ad oggi), han fatto poi
          una grave dimenticanza, e cioè che
          non han creduto necessario gestire
          ciò che anche in natura era una
          innovazione, creata dal processo
          continuo di industrializzazione.
          Siccome, parlan per loro i fatti
          (inquinamento, desertificazione,
          risorse...), e, or, par che i giovani e i
          poveri sian diventati tutti matti nel
          chieder di cambiar modello (di
          sviluppo) che quello non si è
          dimostrato, per nessuno, proprio un
          fiore all'occhiello. Se, questo registro
          (operare), i Paesi industrializzati, non
          son disposti a cambiare, non lo
          faranno certo i Paesi che si devono
          ancora sviluppare. Da traino, perciò,
          essi devono fare. Un altro modello
          ed ecosostenibile dobbiamo, dunque,
          allestire se non si vuol tutti a
          gambe all'aria finire. Cominciamo,
          l'energia, a rivoluzionare; non è
          che non si sa fare, è che non lo si
          vuol fare, perché i ricchi petrolieri
          e gli sceicchi non si voglion
          disturbare giacché tensioni folli
          andremmo a fomentare, a cui
          certo non si potrà ovviare! Banale?
          E la ricerca, ancora, che ci sta a fare?
          In tanti anni, ma chi, seriamente,
          ha investito in ciò, oibò? Si dice:
          "interesse, vedi, non ne ho, neanche
          un po'. E al mercato che dirò?"
          Servono i dissalatori, perché anche
          i poveri possano avere i loro
          abbeveratoi. Pur ciò non si vuol fare,
          oibò! Si dice: "in ricerca non investirò,
          che me ne fò, di sete io non morirò."
          Le vostre illustri idee mi han proprio
          seccato. Va, forse, di moda il bollito
          (i gretini)? Eppur ho ben capito che
          anche sul clima, l'accordo, tra i potenti,
          è proprio come un ago appuntito, che
          fa male se entra nelle carni, per questo
          sono tutti duri come marmi. E ai più
          potenti dico che si nascondon tutti
          dietro a un dito, perché nessuno, in
          realtà, si è fatto lesso (bollito) ed è
          chiaro che, senza rispetto (per la natura
          e i simili), volete continuare a viver solo
          nel vostro, o ciel, riflesso (per voi stessi,
          di convenienze).
          Composta domenica 6 ottobre 2019
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            Scritta da: Cristina Metta
            in Poesie (Poesie generazionali)

            Are you sleeping (canzone di Natale)

            Candida ma fredda la Luna e le stele argento
            un bacio di bianco sulla fronte di Terra un cristallo scintilla diamanti
            qualcosa si spezza nel dentro
            un brivido ferma il battito
            amore
            amore silenzio – parole sospirano senza labbra i legni
            voliamo coi sogni in un mondo etere e incandescente
            impalpabile solo il respiro davanti al nulla
            voliamo innamorati di strade
            di ombre
            di mani in strette perenni
            ghiacciai i silenzi
            occhi socchiusi e polvere di scintille dal cuore sfalda il tetto
            siamo unicorni
            farfalle di ghiaccio
            siamo tutti re e regine
            incastonati in qualche diadema fantasma sulla fronte di un Dio senza tempo
            villeggianti di un Paradiso con poca Fortuna in attesa del Luna Park della gioia
            mentre una canzone scende in fiocchi sopra i nostri capi
            are you sleeping
            ci attraversa le carni una stella cometa
            in folle viaggio verso un non dove
            il mare non ha un inizio o un abisso o un confine
            are you sleeping
            all'alba
            ovunque l'alba faccia decollare le nostre ali
            io inizio a cercarti per mai perderti
            così nella calma tutto pare abbia una sorte
            anche il dolce ricamo di neve sopra la mia pelle di lava
            are you sleeping
            si sente sussurrare di notte alle porte
            il vento soltanto conosce bene le parole di questa canzone
            are you sleeping
            significa stringimi forte al tuo petto
            ed ogni uomo o fantasma nel mondo
            diventa tutt'uno con altri battiti
            l'amore è un mistero
            vergini polveri d'astri avanzi di pane raffermo occhi pieni di pianto
            poveri o ricchi
            la Regina delle Nevi soffia incantesimi al buio
            piccoli in attesa di doni
            grandi col palpito d'amore
            nel vischio impronta fortuna
            a volte credere è l'attimo in cui tutto ha inizio.
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              Scritta da: Cristina Metta
              in Poesie (Poesie generazionali)

              Veloce follia

              Ero diventato veloce
              mi piaceva amarti
              sempre in fuga per non darti noia
              calzavo piedi piumati per rincorrerti nel sogno,
              dove mi aspettavi -
              mai ridendo ma col broncio.
              Eh, sì, ti facevi amare
              con tutti quei pensieri meticolosamente disordinati
              capaci solo loro di generare follia
              di cui ti vestivo per dare al tuo corpo l'aura
              da immortale.
              E molto prima del giorno

              aprivo la porta sulla disperazione per ritornare sveglio
              lasciandoti lì nella natura perfetta del tuo volo,
              e forse mi restava nel palpito la percezione di averti ancora con me
              sì mi mentivo, mi mentivo d'averti addosso, d'averti nel sangue, nella mente
              nelle mie gambe e nelle mie ossa
              ma più mi mentivo, sappi,
              più io ero felice.
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                Scritta da: Cristina Metta
                in Poesie (Poesie generazionali)

                Fot... ute Fiabe

                Ho crampi al cuore che soffre in un distillato di primavera e dolore
                bramo tutta l'incoscienza che mi rende libero di sedurti
                sotto sti cieli come campi di cotone nelle fiamme di una luna africana
                in mezzo ad astri disidratati che incornano l'oscurità cosmica _ bruciando

                dovrei dirti che
                ... di noi non si cura alcuna eternità sentimentale
                a noi vengono spediti ogni tanto per alleviare la vita – i sogni
                usati come propellente quotidiano
                da mostri da meno mostri da chi ha fame e non aspetta
                Sorte

                per te
                io diverrei un animale da corrida con la morte
                e farei pagare alle arene secondi in tempo di gioia per la tua vita
                perché ho visto come una luce nel buio dei giorni
                quando perdute le fot... ute fiabe nei libri letti a letto
                un luccicore un brillio una cometa
                eri tu
                eri tu nel "c'era una volta" sul comodino triste delle Parche
                ti vidi allora
                e da allora impossibile per me
                dimenticarti

                non ti domandi mai
                davvero _ mai ti domandi
                dove vivano gli Dei della Fortuna
                quando noi in astinenza
                o il delirio ti fa servizio a domicilio poiché Amore è insonne
                sebbene ci siano ambulanze della felicità chiamate droghe
                ahimè col mio carattere ci vorrebbe però... dell'esplosivo
                per superare le notti
                in cui ti penso
                in cui ti voglio
                in cui sudo
                in cui mi arrabbio
                o piango e rido da folle
                segnato da un liturgico tic tac delle dolci albe
                che si sostituiscono alle brutte mosse del buio
                mi sei
                come le magie del venerdì 17 cui alcuno crede
                come quel drago che ho tatuato sul petto e ogni tanto ringhia
                t'amo senza scervellarmi poiché m'è già complicato il verbo
                incartarlo abbellirlo col nonsense dei fatti
                guardami
                sono il caos che vede la vita dal proprio casino
                sono come un bambino che posticipa i pasti pur di giocare ai suoi sogni
                rimpatriato da chissà quale vecchio destino cui non ho dato abbastanza
                sono nella forza del tuono
                della solitudine bambina che corre nuda sui prati
                pioggia estate inverno e non la vede alcuno
                ma c'è una teoria
                laddove finisce il dolore inizia la gioia

                e il movente della fiaba non potrebbe farsi più avvincente
                motivante
                misterioso

                ecco perché ti amo
                come un Tarzan poetico appeso a liane d'ombre
                o un sorbetto al limone in una giornata torrida
                come quelle fot... ute fiabe lette a letto in giorno uggioso
                rimaste a grandinarmi di speranze
                nonostante il buio consumi il loro inchiostro
                e a volte persino il nostro sangue
                m'incendio fiore selvatico
                tu verrai - vero
                verrai a salvarmi?
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                  Scritta da: Marta Emme
                  in Poesie (Poesie generazionali)

                  Orgoglio fesso

                  Esser pronti a rinnegare (togliendo
                  i crocifissi) una propria radice
                  (cristianesimo), vuol dire esser
                  disposti a diventare un'appendice
                  (religiosa, minoranza); e non solo
                  culturalmente parlando, come se al
                  vangelo non ci fossimo nei secoli
                  sempre andati ispirando. Dunque,
                  fa una incredibile porcata, chi
                  (politica) vuol svendere (col
                  crocifisso) o ha già svenduto la
                  nostra tanto gloriosa e ammirata
                  patria (a Maometto, al nichilismo...).
                  Di questo orgoglio (patrio) parlo,
                  ma forse è solo un mio inguaribile e
                  vergognoso tarlo.
                  Composta giovedì 3 ottobre 2019
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