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Poesie personali


Scritta da: Cristina Metta
in Poesie (Poesie personali)

Melacembrina e panbriciole invernale

Cospargi sentieri con briciole
torsoli di mela dicembrina
lanciami petali gelati di rose o argento in fiocchi
disfa i miei segreti dal corpo
paga all'inverno il tributo di semi
nascondi a Dicembre il tuo fuoco
e stringimi
stringimi alle tue tempie
di notte col silenzio in trama alla lana
erigimi templi
monumenti
d'amore
portami sul filo di un abisso per poi salvarmi
non farmi mai capire il costo delle tue fatiche
ma solo il ridere di ogni giorno il premio
da ogni mal guarita

fai suonare Chopin in mia assenza
parla a Eliott a Byron a Keats delle tue pene
incolla una mia foto al muro di casa per allontanare il buio
così che la speranza non smetta mai di cercarci

abbracciami se non mi avrai ancora conosciuto
fermami in strada non sospettando nemmeno il mio nome
ti terrò per la camicia per non perdere i tuoi occhi
senza sentire i colpi dell'inverno entrarmi in gola con l'aria

ti dirò che amore è per sempre e ovunque
porta solo un paio di jeans e scarpe basse non alla moda
danza sulle foglie morte con il ritmo di uno strano fuoco
consapevole che la vita duri - quanto durano i sogni.
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    Scritta da: Cristina Metta
    in Poesie (Poesie personali)

    Abbracciami! In fondo è Natale

    Eccomi qui sull'orlo di un anno a sperare a consumare a resistere
    appese libellule di ghiaccio a un albero rianimato con stelle a basso consumo
    eccomi qui a credere a sognare a pensare a domandare – ancora
    chiudimi tu che mi leggi in un abbraccio
    in fondo è Natale!
    Forse non so credere abbastanza
    forse ho troppa fede per la mia specie
    ma tu che vedi oltre le parole
    fami crescere ali sulle spalle
    con che cosa?
    Con quello in cui credi
    semplicemente vivendo
    tornando da me ogni tanto
    da me che alzo castelli con blasoni e regni di draghi
    salva la mia anima dalla guerra romantica con i fiocchi di neve
    nascondimi in una astronave dormitorio d'angeli per folleggiare eternauta
    fumando di nascosto
    bevendo fino a crollare
    fissando il blu del cielo senza motivi
    cercando dell'amore il senso magari in una favola

    stringimi
    stringimi
    stringimi forte alla tua anima
    lotta con me contro il freddo inverno
    t'insegnerò ad accendere appena riposa il nuvolo – le stelle
    così a Natale tristi o felici
    poveri o ricchi
    amati o solitari
    tutti avranno la propria stella accesa sopra il capo
    per sperare.
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      Scritta da: Gabriella Stigliano
      in Poesie (Poesie personali)

      Quest'umana ferita

      Ho capito che bisogna stringere
      i denti per andare avanti,
      ho capito che se rimani
      dietro l'angolo
      ti assalgono i fantasmi.
      Ho capito che i nervi della vita
      sono troppo scoperti
      e che si deve stare attenti
      ai lupi nascosti anche dentro
      i propri tormenti.
      Ho capito che l'amore
      non fa sempre sognare
      ed è imperfetto fino a stare male.
      Ho capito di restare vuota
      dopo parole che ci vengono dette
      nel rumore di attese
      verso viaggi più luminosi,
      ho capito di tremare
      quando mi sei vicino
      e sento il cuore che non ha pace.
      Forse ho capito delle cose,
      forse non ho ancora capito niente,
      mi accorgo però
      che quest'umana ferita,
      che si apre a metà
      tra le righe di questo foglio,
      ha bisogno di silenziose grida
      per farmi restare ancora a bordo
      di questa esistenza,
      vissuta fra tracce d'amore,
      arcane storie, pianti di angeli,
      passioni ribelli e memorie lontane.
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        Scritta da: Rosalia Polizzano
        in Poesie (Poesie personali)

        Luna dolce luna

        Luna, dolce amica dei poeti,
        complice degli amanti
        e degli innamorati,
        tu conosci i segreti
        di ogni storia appena nata,
        rivale dei lampioni
        di città o di borgata.
        Sei dolce e candida
        come zucchero filato,
        ispiratrice di chi sogna
        e di chi ha già sognato.
        Luna, dolce amica di tante sere
        trascorse ad ascoltare
        il cri cri dei grilli nei prati in fiore
        oppure a passeggiare in riva al mare
        dove tu ti puoi specchiare
        mentre ti lasci ammirare.
        Compagna dei marinai
        e di chi va a cercar fortuna
        e sogna, sogna e spera
        sotto il chiar di luna:
        spera ancor, in un grande amor
        luna, dolce luna.
        Composta martedì 9 aprile 2013
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          Scritta da: Rosalia Polizzano
          in Poesie (Poesie personali)

          Sogno

          Come gocce di rugiada
          sui fili d'erba
          e sui petali dei fiori
          si poggia lieve
          la notte sul mondo
          salutando il giorno
          che fugge via funesto
          dando un arrivederci al sole
          ad un momento migliore.
          Nell'oscurità totale
          una voce suadente
          avvolge la mente:
          è la voce del silenzio
          che accarezza le ciglia
          socchiuse per la meraviglia
          di un magico... sogno.
          Composta mercoledì 20 marzo 2013
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            Scritta da: Rosalia Polizzano
            in Poesie (Poesie personali)

            All'ombra di un grande albero

            All'ombra di un grande albero
            mi addormentai
            e sognai
            di camminare in riva al mare,
            a volte rischiai
            di cadere
            ma qualcuno
            mi tese la mano.
            La luna luminosa
            con la sua voce armoniosa
            mi disse: "Non temere,
            continua pure,
            hai ancora tanta strada
            da fare,
            non ti fermare,
            coraggio, ce la puoi fare".
            All'ombra del grande albero
            mi risvegliai
            e lentamente...
            continuo a camminare.
            Composta giovedì 10 gennaio 2013
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              Scritta da: Rosalia Polizzano
              in Poesie (Poesie personali)

              Pensieri e parole

              Fra un soffio di vento
              e un raggio di sole
              sfiorano l'anima
              pensieri e parole,
              dolci emozioni
              che rubano il cuore
              pensieri e parole
              parole d'amore.

              Tenere frasi cullate dal vento
              dolci espressioni di sentimento,
              fanno capire e fanno sperare
              fanno gioire e fanno sognare.

              Pensieri e parole come le viole
              schiudono il cuore al primo sole,
              pensieri e parole che non puoi scordare
              perché hai bisogno... bisogno d'amare.
              Composta lunedì 7 gennaio 2013
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                Scritta da: Cristina Metta
                in Poesie (Poesie personali)

                Ladri di nuvole

                Il mio cuore brucia per te come cartagine in fiamme
                ho scritto a keats del mio amore e lo tiene in ostaggio
                dice di restare come i bambini _ occhi golosi di stelle e innamorati
                ma cosa ne sa lui che è morto...
                per scontare l'idillio del suo secolo – nel limbo

                prometto
                di toglierti al dolore della rinascita
                di passarmi i tuoi peccati
                e di fare doppia eternità all'inferno
                dandomi al diavolo in dolore e carne

                ho comprato spazio dentro i giornali
                un cuore leccabile gusto frutta e petrolio
                tanto trash tanto umano e tanto disarmante
                questa idea fissa
                questa fissa idea di ogni mattino che mi toglie la vita
                per portarla alla tua
                finché oltre

                tu

                m'emozioni
                come un ghirigoro di nuvole arancio in un cielo fresco d'alba in viola
                mentre l'aria è paciosa d'anime col culto poetico in fasce

                ti respiro
                e come un ladro di acrobazie aeree
                salto la barriera del suono fino a rincorrere temporali
                fino a esserti arcobaleno
                aspettando
                di leggerti negli occhi
                la felicità con cui la loro luce ingannano
                per amor mio la morte

                e mi fai perdere i sensi sognandoti
                col buio di giorno a tutte le ore.
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                  Scritta da: Cristina Metta
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Principe del Caos

                  Ho una granata al posto del sangue con sorte fatale
                  sono uno spirito scomunicato con appetititi umani
                  non mi inginocchio più agli idoli _ alle campane _ alle croci _ al nulla
                  sono un bastardo
                  nutrito da reggimenti legioni armate
                  d'ideali _ in romantico tempio senza oracoli
                  fatto unicamente di cellule di atomi folli e di carne
                  spinti all'ignoto
                  insaziabili
                  dicono
                  io sia un testimone scomodo che vede nell'eden la noia
                  cerco di salvarmi dalla morte dell'amore
                  dal freddo e dagli occhi spenti
                  sperando di prendere la forma della pioggia o della marea
                  quando sarà livida e buia la notte

                  e vedo una via che nessuno altro vede
                  oltre la rete wifi oltre il pentagono oltre la santa sede
                  persino oltre i temporali cosmici di asteroidi
                  di soli a nane spaziali senz'energia
                  io vedo il sogno

                  c'è una voce che mi canta nel capo sera mattino
                  sera
                  mattino
                  ho l'anima come una chitarra per le dita dolci del tempo
                  in me si espande e irrequieta... l'insonnia
                  come una felicità bambina solo con molte più chiassose radici

                  m'esplode come una musica nel petto – la vita
                  cattivo maestro delle mie brame
                  ma ardo – io ardo fiaccola incontenibile incontentabile irreprensibile
                  ardo come se non ci fossero stelle con più forte foco del mio.
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                    Scritta da: Cristina Metta
                    in Poesie (Poesie personali)

                    Ehi assassino

                    Portami al culmine dell'amore
                    mio assassino
                    fiume di vandali che hanno incendiato una intera città
                    il corso del sangue
                    quando in arena tutti leoni i partecipanti
                    mentre la fame ordina al forte di azzannare la preda

                    Tu fallo con me
                    ti passerò il mio male
                    di Luna
                    di stelle
                    di sogni
                    di corse notturne su fiere selvatiche
                    in un cosmo con carcerati e streghe rimaste a rimembrare della vita
                    i giorni
                    muore ancora l'estate col governo alla fine
                    Amazzonia in fiamme
                    Hong Kong già ribelle
                    ed è come un mare freddo evaso dai gabbiani
                    il tempo tra noi distanti
                    Elena tra i pianeti gli occhi di Venere
                    così luminosi da fare gridare l'Ade di paura

                    Tu mi manchi manchi
                    mio folle eroe eroe.
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