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Poesie di Giuseppe Bartolomeo

Professore di lingue, nato venerdì 27 agosto 1943 a Cirigliano (MT) (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Frasi per ogni occasione e in Proverbi.

Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
Si sbriciolano svelti i nostri giorni
che ci annusano come il cane
dietro la muta ombra che ci segue.
Ci ricorda che la nostra vita
è un calendario vissuto in fretta
con i piedi a terra per sognare
un domani più fiorito e bello.

I nostri occhi sono sempre aperti
rivolgendoli al cielo azzurro
in attesa che la luce del giorno
sia la nostra vera guida
anche nelle notti oscure
quando i sogni non brillano.
Giorno e notte sono gemelli
che sopravvivono
nel cuore e nella mente.

La nostra vita è piena di briciole
che luccicano nella notte
aspettando che si aprano
le porte chiuse dalle tenebre.
Nascondiamo negli occhi
e nell'arzilla mente
le fiamme ardenti
di un grande amore
per volare liberi in eterno.
Giuseppe Bartolomeo
Composta venerdì 26 aprile 2019
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
    Una scampagnata primaverile di chilometri
    mi ha aperto tante finestre su vasti orizzonti
    pieni di molti boschi di pini verdi e rigogliosi
    campi arati da poco con zolle baciate dal sole.

    Distesi campi di piante di olivo giovani e verdi
    giocavano con gli alberi di mandorli in fiore
    emanando dei profumi di primavera in anticipo
    in questi campi aragonesi circondati da colline
    tracciando sull'orizzonte volti distesi nell'infinito.

    Il silenzio della natura ha riempito le mie vene
    di ozono purificando l'aria che noi respiriamo.
    Le macchie bianco-rosa dei mandorli in festa
    mi hanno regalato nuovi profumi e dolci colori
    racchiusi nei miei occhi celesti pieni di cielo.

    Una bella scampagnata: io, mia moglie e cocò
    il nostro cane malalute, l'allegria di bimbi e turisti
    con carezze e fotografie per gli album dei ricordi.
    Ogni tanto la prematura primavera ci stupisce.
    Giuseppe Bartolomeo
    Composta martedì 2 aprile 2019
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
      Siamo lenti nel captare il soffio misterioso
      che aleggia leggero nella cappa celeste
      quando ci avvolge sotto un mantello divino
      nei momenti di estasi di un silenzio sublime.

      Si fermano le ore nascoste nel vento che tace
      volano i sogni racchiusi in nuvolette strane.
      La musica assopisce i frastuoni del duro giorno
      mentre noi voliamo leggeri insieme alle allodole.

      Nella quiete del giorno che avanza al tramonto
      su piste di tanti colori prestati dall'arcobaleno
      ci culliamo su nuvole d'incenso che si elevano
      su un cielo di aria pura e troppi umani misteri.

      Liberiamoci dai pesi che frustrano la memoria
      voliamo anche noi insieme agli uccelli del cielo
      innalziamo le nostre pupille nella luce feconda
      per far nascere uomini nuovi figli della concordia.
      Giuseppe Bartolomeo
      Composta sabato 30 marzo 2019
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        Brindiamo alla vita che è un regalo
        regalatoci dall'amore che è sbocciato
        in un fiore nuovo sotto il nostro cielo
        dove la notte e il giorno tramontano
        per darci vita e sogni che s'innamorano.

        Siamo nati nudi sotto il cielo azzurro
        abbiamo pianto per dire di essere vivi.
        Un abbraccio di mamma e una lacrima
        per dire che è nato un nuovo bel fiore
        nel giardino umano dove Dio innamora.

        Siamo uomini per guardare in alto il cielo
        che ci illumina e ci richiama per risalire
        le montagne o le colline della nostra vita.
        Ogni giorno ha il suo peso di ferro o d'oro
        dipende da noi farli brillare e non essere soli.

        Brindiamo ogni giorno alla vita che ci resta
        perché la vita è bella se siamo uomini onesti.
        Non siamo soli nel cammino che percorriamo
        perché la solitudine è un frutto triste e amaro
        che avvelena lo spirito e impedisce di volare.
        Giuseppe Bartolomeo
        Composta lunedì 1 aprile 2019
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          Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
          Viaggiare da vecchio con la memoria rotta
          ridotta a brandelli di luce fioca sotto il tetto
          è come volare con una ala di uccello ferito
          che saltella di allegria perché sa che è vivo.

          Ricordiamo gli anni di maturità e sapienza
          vissuta sotto la pioggia o sotto i raggi di sole
          sulla cattedra del puro sapere e della scienza
          che ci faceva assaporare la dolcezza della vita.

          Gli anni passano veloci quando si vive soli
          ma se si ama la natura, l'amicizia e il lavoro
          la mente si mantiene viva come una fiamma
          di legno secco che brucia allegra nel camino.

          La vita umana è un viaggio di andata e ritorno:

          nella prima tappa dipendiamo tutto dagli altri
          nella seconda apriamo gli occhi e batte il cuore
          nella terza ci fermiamo a visitare molte stazioni
          nell'ultima una bella preghiera e l'ultimo riposo.
          Giuseppe Bartolomeo
          Composta venerdì 22 marzo 2019
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            Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
            La libertà e la solitudine sono due dee bendate
            che ci giocano brutti scherzi nella breve vita:
            da giovani vogliamo esseri liberi senza briglie
            da vecchi si piange soli lasciati in ripostiglio.

            La vita chiede un equilibrio di mente e di cuore
            per non cadere dalle nuvole quando poi piove.
            La gioventù passa svelto come le sue illusioni.
            Riempiamo i nostri anni di saggezza e amore.

            Per alcuni la vita è una biblioteca di avventure
            dove i libri hanno pagine in bianco o ingiallite:
            non vi sono indici per seguire il filo di Arianna
            per uscire dalla solitudine del triste labirinto.

            Dobbiamo riempire i giorni della nostra vita
            con sogni, amore, gioia e anche i malumori.
            L'essenziale non essere preda dell'erosione
            perché la vita va coltivata con sudore e amore.
            Giuseppe Bartolomeo
            Composta lunedì 25 marzo 2019
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              Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
              La vitalità dei bambini è l'allegria di Dio
              che si manifesta nella gioia innocente
              di chi ancora non conosce la malizia
              ma vive di stupore sotto la pioggia
              sotto il sole o in aiuole piene di fiori.

              I bambini sono l'innocenza fatta carne
              in un amplesso amoroso dei genitori.
              Quando il cuore trabocca di vero amore
              il sorriso paterno di Dio fa germogliare
              in noi esseri umani il soffio della vita.

              I bambini sono il futuro del nostro mondo
              la semplicità fatta carne e sogni germogliati
              su questa terra ricca di sorprese e dolori
              ma tutto si dimentica quando l'amore canta
              e nella cuna di una casa germoglia l'amore.

              Cantiamo il nostro inno più bello alla vita
              mentre abbiamo ancora la forza per cantare
              insieme ai bambini che giocano al girotondo
              dove il mondo diventa un gioco di fantasia
              e la fantasia la più bella cosa del mondo.
              Giuseppe Bartolomeo
              Composta giovedì 28 febbraio 2019
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                Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                L'umida nebbia ci ha nascosto l'orizzonte
                per aiutarci a meditare un po' su noi stessi
                sotto la cappa bianca di intimo puro pudore
                lavandoci di dentro e di fuori le apparenze:
                eliminando così timori, rancori e falsi colori.

                In piedi senza le lunghe ombre che ci spiano
                possiamo captare nei vari respiri della gente
                la tristezza, il malumore, l'affetto e l'amicizia
                che ognuno di noi ci nascondiamo dentro.

                Spesso i lontani orizzonti sono inaccessibili
                perché ci riempiono gli occhi di colori ardenti
                mentre se captiamo nel silenzio un messaggio
                il cuore lo matura e lo fa sbocciare in un fiore.

                La nebbia ci invita a scoprirci così come siamo
                senza pezze a colori per coprire amare illusioni.
                Nella solitudine e nel cielo umido che ci copre
                le buone idee sbocciano come stelle nella notte.

                Cerchiamo di capire prima di tutto noi stessi
                chiamati a essere onesti, sinceri e servizievoli.
                L'umanità con nebbia negli occhi ogni giorno
                sarebbe come vivere senza luna e senza sole.
                Giuseppe Bartolomeo
                Composta martedì 16 aprile 2019
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                  Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                  Mi hanno dato una batosta nel cuore
                  mentre gironzolavo con i miei ricordi
                  su un sentiero che mi portava in collina
                  dove da ragazzo cacciavo piccoli uccelli
                  cercando sotto le foglie funghi freschi.

                  Giovinezza e vecchiaia oggi giocano
                  in un'altalena che mi portano lontano
                  su monti lucani con querce maestose
                  ruscelli che cantano il loro ritornello
                  insieme ai granchi che mi guardavano.

                  Allora ero un ragazzino a servizio di altri:
                  appresi a studiare, lavorare e sognare
                  crescendo in età e a chiudere gli occhi
                  su cose che restano appese nel cuore
                  come i soldi che i devoti appendevano
                  al santo patrono durante la processione.

                  Adesso sono sotto l'arco della vecchiaia
                  leggendo il mio diario vissuto non scritto
                  incollato nella mia memoria che non muore
                  perché tutte le cose brutte e belle feriscono
                  e gioiscono ma non escono mai dal cuore.
                  Giuseppe Bartolomeo
                  Composta domenica 31 marzo 2019
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                    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                    Camminare soli sull'orlo di un grande precipizio
                    dove l'abisso nasconde dei volti senza nome
                    vuol dire che siamo in cerca di echi umani
                    che pendono dai fili di ragnatele ancestrali.

                    Gli abissi sono variazioni di posizioni di vista:
                    siamo in alto e guardiamo giù nella profondità
                    se siamo in basso guardiamo in su alle vette.
                    Saliamo e scendiamo la montagna della vita.

                    La vallata e i monti, il cielo e la terra, su e giù:
                    gli estremi della nostra umana e celeste natura
                    salendo e scendendo scale ripide dell'esistenza.
                    Continuiamo a giocare sull'altalena della vita.

                    Ammiriamo con gli occhi la tavolozza dei colori
                    nascosti nell'aria che continuamente baciamo
                    inspirando ed espirando con i nostri polmoni
                    mentre il cuore segue il suo ritmo per amore.
                    Giuseppe Bartolomeo
                    Composta venerdì 15 febbraio 2019
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