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Poesie di Giuseppe Bartolomeo

Pensionato, nato venerdì 27 agosto 1943 a Cirigliano (MT) (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti, in Frasi per ogni occasione, in Proverbi, in Diario e in Preghiere.

Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO

Coronavirus

Cosa succede all'umanità terrestre
che improvvisamente muore
per una nuova peste?

Chiusi nelle case tutto il giorno
mentre il sole cammina
e la luna dorme.

In pochi mesi la gente di oggi
viene uccisa da invisibili coronavirus
che viaggiano silenziosi
senza rimorsi.

La scienza umana matura in laboratori
ma spesso invisibili creature mortali
passeggiano di nascosto
burlando scienziati, dottori
e microscopi.

La natura è savia e gentile
invia messaggi ai suoi ospiti
ma spesso ci sentiamo padroni
della vita e della morte.

Per fortuna esiste gente buona
che aiuta, ama e ristora.
Solo la scienza non cura l'uomo
se i suoi pilastri non hanno cuore.

Alcuni momenti tristi della storia umana
sorgono per noi cambiare strada.
La nostra vita è appesa a un filo
e chi lo muove è solo Dio.

Diamo una grande sterzata alla vita
se non vogliamo morire soli
andando al camposanto
senza familiari
e lacrime amare.
Giuseppe Bartolomeo
Composta sabato 28 marzo 2020
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
    Un minuscolo virus mette in ginocchio
    l'umanità intera rinchiusa nelle sue tane.
    Si chiude nei suoi misteri pieni di paura
    in solitudine e i suoi sogni distrutti.

    Pensiamo di essere padroni e signori
    di questo grande mondo che ci accoglie
    invece stiamo ancora leggendo il titolo
    di questa nostra enciclopedia storica.

    Siamo umili servitori della filosofia divina
    che ci parla nel silenzio del cuore umano
    aprendoci spiragli di luce e di saggezza:
    la vita è dono e la morte certezza.

    Ogni tanto un morso alla nostra scienza
    basta per capire che da soli siamo niente.
    L'umiltà è la grande stampella della vita
    apprendiamo dalla semplicità divina.
    Giuseppe Bartolomeo
    Composta sabato 14 marzo 2020
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
      Un invisibile virus chiuso in una goccia
      diventa corona visibile della nostra fine
      che ci allontana dalle case dei cari vivi
      prima ancora che pensassimo di morire.

      La scienza umana spesso vive in trappole
      di uomini e donne che studiano la materia
      viva o morta che sia con un certo rispetto
      pur sapendo che la vita è appesa a un filo.

      Basta uno starnuto o un solo colpo di tosse
      mani sporche, un abbraccio o stretta di mano
      per trovarci chiusi in ospedali o in quarantena
      perché il virus previene la scienza e la pena.

      Spesso dietro i virus c'è la sporca mano dell'uomo
      che nei laboratori studiano la nuova guerra fredda
      nata dalla testa di demoni umani su troni di potere
      senza scrupoli e con delicati fiori di cimiteri.
      Giuseppe Bartolomeo
      Composta giovedì 20 febbraio 2020
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        È il tempo magico della speranza
        il tempo che si leggono le stelle
        il tempo della luce che risplende
        negli occhi di bambini e vecchi.

        Si avvicina il Natale di molte luci
        scende sui monti la bianca neve
        i camini sono rifugio degli anziani
        i presepi la casa del Dio Bambino.

        Iniziamo un avvento pieno di doni
        un tempo pieno di simpatia e amore
        un tempo per ritornare tutti bambini
        in attesa della vera stella sul cammino.

        È tempo di gioia vera, amore sincero
        sforzandoci di essere buoni bambini
        portando un regalo a Cristo Signore
        fattosi carne mortale vivendo fra noi.
        Giuseppe Bartolomeo
        Composta venerdì 20 dicembre 2019
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          Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
          Sii amico della speranza e aprirai cammini
          stretti o larghi che siano, lei ti darà la gioia.
          Cammini retto verso la meta che indicherà
          troverai la bellezza che illuminerà gli occhi
          dove chiuderai a chiave la luce del giorno.

          Riconciliati con te stesso e con tutti gli altri
          perché l'amicizia è il più bel regalo della vita
          essa non usa chiavistelli, catenacci o catene.
          Lei è come i fiori dei campi liberi, belli, aperti
          a tutti gli occhi che osservano e contemplano.

          Su questa terra dove tutti viviamo e moriamo
          portiamoci la giustizia come nostro emblema.
          Amiamola come l'unica nostra figlia prediletta
          affinché le nostre bilance siano senza zavorre
          e il peso della nostra vita sia diafano e leggero.

          Sia la nostra madre intima la pura e santa verità
          che guidi i nostri passi sul cammino dell'amore
          senza sofisticati sotterfugi e bugie che bruciano
          come le fornaci ardenti quando riflettiamo da soli
          portando addosso pesi che distruggono l'amore.
          Giuseppe Bartolomeo
          Composta giovedì 31 ottobre 2019
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            Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
            Abbiamo ingoiato dolore e tristezza nella vita
            quando per galateo o perché lontani dai fatti
            abbiamo dovuto fare silenzio ingoiando rospi
            pur sapendo che chi mentisce spesso fracassa.

            La lingua è una brutta bestia senza buone redini
            per trattenere calci prima di lanciarli dalla bocca.
            Una volta che sgangiamo la spoletta senza riflettere
            il cielo ci cade addosso come un meteorite che scoppia

            Allora vorremmo gridare e tagliare la maledetta lingua
            ma il dado è tratto e indietro la lingua non sa ritornare.
            Possiamo solo ingannarci pensando che l'altro perdoni
            sapendo che la sporcizia lanciatagli è un colpo al cuore.

            Prima di lanciare i dardi dalla bocca bisogna riflettere
            perché la vita è fatta di salite e discese, di sete e fame.
            Tocca a ciascun uomo chiudere o aprire la sua bocca
            se non vuole distruggere un'amicizia e rimanere solo.
            Giuseppe Bartolomeo
            Composta giovedì 31 ottobre 2019
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              Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
              Cosa pensi quando ti guardi in uno specchio?
              Che sei un uomo che vola masticando segreti,
              donna felice perché sei nata da carne di Adamo
              e non dalla pura creta lavorata da chi dà la vita?

              Cosa pensi, o uomo, quando diventi una bestia
              credendo di essere il vero padrone dell'universo?
              Ricordati che appena nato dicesti al tuo creatore:
              "ho paura, perché sono nudo e mi sono nascosto".

              Maledetto fu il serpente che ancora striscia a terra
              moltiplicarono, donna, i dolori della tua gravidanza
              per te, o uomo, fu maledetto il suolo di questa terra:
              mangerai pane con il tuo sudore e ritornerai polvere.

              Tutto questo discorso ce lo ripete a tutti uno specchio:
              esso non parla, non è bugiardo, ci fa arrossire tacendo
              perché il silenzio ferisce il cuore e l'anima si contorce.
              Ricordiamoci: per essere uomini bisogna essere onesti.
              Giuseppe Bartolomeo
              Composta giovedì 31 ottobre 2019
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                Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                Bruciamo le ferite di false carezze
                con sorrisi come mamme di paese
                sapendo che son vipere con veleno
                mordendo con sguardi menzogneri.

                Persone con doppia e ipocrita faccia
                sanno simulare il veleno che ospitano
                chiuso nei sorrisi e nelle luride menti
                presentandosi come angeli celesti.

                Quanti falsi abbracci e sporchi baci
                esistono camufflando cuore umano
                che pieno di melma di pozzanghere
                una persona si trasforma in animale.

                C'è gente che vive con doppia faccia
                una per vendersi buona davanti ad altri
                l'altra per rubare beni ad anime buone
                cadendo in bolge di gente senza cuore.
                Giuseppe Bartolomeo
                Composta mercoledì 31 luglio 2019
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                  Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                  Sul muro della memoria ascolto la vita
                  di un paese sorto da echi di speranze
                  racchiusi in caverne di tufo millenario
                  dove sono nascosti tramonti e pianti.

                  Sento l'alito di uomini, donne e bambini
                  riscaldare il tempo racchiuso sui muri
                  dove le conchiglie marcano i millenni
                  della storia trascorsa sotto sole e luna.

                  La nostra vita umana ha tracciato strade
                  su questa nostra terra calpestata da passi.
                  Le grida di dolore, gioie, preghiere e morte
                  vagano nell'aria e la notte le chiude nei fiori.

                  Sulle anziane mura di città e paesi con storia
                  giacciono le voci, i nomi, la bellezza e allegria
                  di gente che ci ha tracciato gli umani cammini
                  regalandoci la speranza di incontrarci con Dio.
                  Giuseppe Bartolomeo
                  Composta venerdì 31 maggio 2019
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                    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                    Al crepuscolo della nostra umana vita:
                    quando i giorni si allungano sotto il sole
                    le sere stentano a richiamare le stelle
                    gli occhi si chiudono per capire il silenzio
                    allora qualche lacrima scenderà solitaria
                    a lavare ricordi che ci nascondiamo dentro.

                    Il tempo ci ha scolpito il volto con molte rughe
                    dove abbiamo accartocciato i sogni realizzati
                    mentre certe voci giovanili si sentono lontano
                    come un eco racchiuso nella nostra memoria
                    che trasporta gli anni maturati nel duro lavoro
                    oggi chiusi negli acciacchi che l'età non perdona.

                    I nostri giorni trascorrono appesi a tanti ricordi
                    che ci invitano a dialogare con vecchie fotografie
                    dove i volti e i sorrisi ci parlano e ci interrogano
                    masticando il tempo trascorso chiuso negli occhi.
                    Le ore ce le marca l'orologio della torre silenziosa
                    che ci invita a tornare a casa appoggiati al bastone.

                    Tutti noi che abbiamo la fortuna di essere vecchi
                    ringraziamo il grande inventore dei bei tramonti
                    dove riposano tenui raggi di sole che si nasconde.
                    Aggrappiamoci con gioia alla nostalgia passata
                    in attesa che sboccino i fiori del nostro autunno
                    per portarceli sulla bara come ultimo nostro bacio.
                    Giuseppe Bartolomeo
                    Composta martedì 30 aprile 2019
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