Poesie di Giuseppe Bartolomeo

Pensionato, nato venerdì 27 agosto 1943 a Cirigliano (MT) (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti, in Frasi per ogni occasione, in Proverbi, in Diario e in Preghiere.

Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
Agosto di calore e feste patronali
nelle terre del regno di Aragona
pieno di storia, orgoglio e nostalgia
dove las vaquillas
non possono mai mancare
per far germogliare ricordi del passato
qualche lacrima per chi manca all'appello
ma presenti nel cuore della gente.
Autentiche feste popolari
dove i grandi rivivono l'infanzia
e i giovani diventano grandi.

Ho trascorso un giorno comunitario
nella terra delle cinque ville
festeggiando a Bardenas
un gran pranzo all'aperto
all'ombra di pini e con molta gente onesta.
Un'immensa paella per quattrocento persone,
un buon vino rosso e delizie dell'orto.
Giornata di allegria campestre
una buona e lunga tertulia
parlando di tutto, passato e presente.

In questi giorni sbocciano fiori di amicizia
dove non esistono frontiere di età e paesi.
Le feste sono per viverle insieme
dove tutti siamo fratelli e sorelle
sotto il sole e sotto le stelle.
Giuseppe Bartolomeo
Composta venerdì 3 agosto 2018
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
    Spari di festa paesana festeggiano la sera
    vestita di stupendi fuochi artificiali
    con profumo di stelle e buon vino
    con lontani balli senza fine.

    Passeggiano ragazze immaginando baci
    con abbracci d'innamorati.
    Le ore passano lente nel giorno afoso
    in attesa che spunti la notte
    per aprire le porte dell'amore.
    Molte ballano con le ombre
    che indossano pantaloni
    di ragazzi ancora in fiore.

    Ogni tanto uno sparo rompe il silenzio:
    chiama a raccolta i danzanti
    riempiendo di tipico folklore
    le lunghe ore morte della notte.

    Le feste dei santi sono ormai secolarizzate:
    restano i nomi sui nudi calendari:
    alcool, sesso e ubriachezza
    sono le nuove mete
    della gente in festa.
    Giuseppe Bartolomeo
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
      Ognuno di noi porta nei suoi occhi la morte
      pur non conoscendo chi sia, né il tempo, né l'ora
      né dove, né quando ce la incontreremo
      faccia a faccia per scrivere FINE
      al breve indice della nostra vita.

      Ho accompagnato molti alla loro ultima dimora:
      bambini, giovani, adulti, vecchi, uomini e donne.
      Tutti finiamo a mani vuote e occhi spenti da altri.
      La morte tutti l'affrontiamo
      con occhi ben aperti.

      Quando nasciamo salutiamo la luce con il pianto
      perché è il nostro gran grido di giubilo e incanto.
      La vita è qualcosa di sublime, troppo grande e bella
      per questo mamma ci porta
      per nove mesi in grembo.

      Vita e morte
      due estremi d'un breve o lungo camminare.
      Tocca a noi riempire le due tasche
      della nostra bisaccia che carichiamo:
      quella sotto gli occhi la colmiamo
      durante gli anni vissuti
      quella sulle spalle la vedremo aperta
      solo quando spiriamo.
      Giuseppe Bartolomeo
      Composta venerdì 30 novembre 2018
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        Cinguettano le amiche colombe sul mio tetto
        perché il sole d'agosto si è nascosto
        dietro nuvoloni neri pieni di pioggia
        che aspettano di lavare il giorno
        sotto un cielo di polvere.

        Foglie al vento impazziscono nell'aria umida.
        L'orizzonte con nebbia copre le verdi colline
        mentre gli uomini incappucciati corrono
        per non essere raggiunti dalle grinfie
        di un vento che rimbomba.

        S'inchinano umiliate le cime di cipressi verdi
        che trafiggono l'aria piena di calde lacrime
        spuntate d'improvviso sul volto senz'occhi
        del cielo con polvere, aghi secchi e foglie morte
        che lacerano la faccia del giorno.
        Giuseppe Bartolomeo
        Composta venerdì 30 novembre 2018
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          Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
          Era sera tardi quando i pipistrelli strillavano
          rincorrendo fantasmi di insetti
          sotto le luci di una strada deserta.
          Pallide erano le ore di quel giorno senza voce
          passato in fretta nei miei occhi
          perduti dietro echi di voci morte,
          sospiri e lacrime di un amico
          che sentiva la morte galoppare.

          Fu un giorno di un calendario muto
          aprendo il mattino al capezzale
          di una donna che aveva vicino la morte
          in una silenziosa stanza d'ospedale.
          Soli marito e moglie:
          lei occhi chiusi e respiro profondo
          lui che le stringeva la mano
          cosciente che lei stava per viaggiare.

          Il silenzio nascondeva i ricordi di una vita:
          le lacrime e la bellezza di un'amore che finiva.
          Le ultime ore di un lungo viaggiare insieme
          pesavano come un macigno nel cuore.
          Siamo uomini che baciamo
          la vita e la morte
          superando i limiti dell'orizzonte
          dando un salto su un nuovo orizzonte.
          Giuseppe Bartolomeo
          Composta venerdì 30 novembre 2018
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            Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
            Le nuvole e il vento irrompono d'improvviso
            nei miei occhi azzurri pomeridiani
            di una domenica d'agosto spagnola
            al suono di musica universale
            e balli tipici popolari.

            Le note rimbalzano nel silenzio del cuore
            senza teatri né attori, ma solo note pure
            al ritmo di tuoni e lampi estivi
            che segnano il ritmo di danze esotiche
            in questi pomeriggi di lunghe ore.

            La musica rompe il silenzio attonito
            racchiuso nelle mura della stanza
            mentre dal balcone osservo
            un cielo cupo e borbottone
            che balla con nuvoloni neri
            con guizzi di luce nel cielo.

            Le note dei grandi maestri della musica
            inebriano l'atmosfera estiva.
            Le mie mani dirigono l'orchestra
            racchiusa nei miei occhi
            mentre il pomeriggio avanza
            galoppando sui cavalli bianchi
            al ritmo di maestri famosi.
            Giuseppe Bartolomeo
            Composta venerdì 30 novembre 2018
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              Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
              Ombra e luce giocano giorno e notte:
              in questi tardi pomeriggi pieni di luce
              quando il silenzio si veste di vento
              le foglie volano sui balconi
              dove il sole sta quasi morendo
              in attesa che spunti la luna
              per baciare le ombre.

              Le foglie degli alberi danzano allegre
              al ritmo inebriante di colori celesti.
              Le foglie dell'ulivo si vestono d'argento
              i rami del giovane gelso piangono
              scendendo fino a terra.
              La luce della sera trasforma le ore
              di un pomeriggio ricco di suoni.

              Sento nell'aria suoni di strumenti a fiato
              voci di festa allegra e popolare
              ritmo di tamburi si avvicinano
              rompendo il gioco delle poche ombre
              che lente si abbracciano al tramonto
              per varcare i limiti lontani
              di nuovi sorrisi umani.
              Giuseppe Bartolomeo
              Composta sabato 30 giugno 2018
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                Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                Camminano le ore con occhi spenti
                su sentieri che sanno di nostalgia
                dove gli occhi socchiusi
                nascondono lacrime di allegria.
                Sono in attesa che si svegli l'uomo
                specchiandosi in acque chiare
                di un fiume che allegro
                scende da montagne lontane.

                È un viaggio senza stazioni né biglietti
                pieno di suoni di strumenti sconosciuti
                che mi trasportano su ali di farfalle
                posandosi su archi di fiori freschi
                depositati su arcobaleni.
                I colori si trasformano in volti
                di fanciulle senza corpo
                con capelli lunghi
                ornati con petali di fiori sconosciuti.

                Deposito i miei sospiri sperduti
                sui primi raggi di sole del mattino.
                Li seguo perdendomi nella luce
                mentre il giorno bussa dolcemente
                sulle mie palpebre chiuse.
                Giuseppe Bartolomeo
                Composta venerdì 30 novembre 2018
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                  Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                  Con l'anima a passeggio lungo il fiume
                  avanzo nel giorno pieno di fantasmi
                  che danzano al ritmo di brezza estiva
                  in cerca di due occhi pieni di speranza.

                  Appare da lontano una chiazza bianca
                  sembra una nuvola che avanza leggera
                  invece sono gabbiani in cerca di cibo
                  che vengono da lontano pieni di fame.

                  Volo con le ali dei gabbiani nel cielo
                  trafitto da raggi di una luce strana:
                  sono gli occhi di uomini morti soli
                  sognando pane oltre le onde del mare.

                  Osservo immobile il volo dei gabbiani
                  avanzare su sabbie sterili del fiume
                  mentre i loro occhi leggono il futuro
                  in nuove aurore sul fondo del mare.
                  Giuseppe Bartolomeo
                  Composta venerdì 30 novembre 2018
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                    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                    Sulle bianche rive del tempo che fugge
                    nasce ogni giorno la speranza dell'uomo
                    in attesa di tendere una mano fraterna
                    a chi piange solo il suo intimo dolore.

                    La luce forte del tramonto umano
                    non è la stessa del grande universo
                    perché le ombre terrestri hanno occhi
                    che non scrutano in cieli molto tersi.

                    La nostra sera si veste di colori strani
                    offrendo agli uomini panorami d'arte.
                    I giorni cantano con delle voci nostrane
                    captando volti, gioie e tristezze umane.

                    Sulle rive del tempo piene di fantasmi
                    camminiamo leggendo il libro della vita:
                    ci sono pagine vuote, bianche di silenzio
                    mentre in altre color rosa e sorrisi eterni.
                    Giuseppe Bartolomeo
                    Composta venerdì 30 novembre 2018
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