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Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Il muro

Di giorno, sul muro sboccia la Rosa
nascendo un mare mosso dipinto di rosso.
Tra le dita bluastre del magico bosco
il sole bevendo la rugiada, scende fin all'osso del Mondo.
Ed io mi perdo,
mi perdo sotto la pelle prima che il sangue potesse risvegliarsi...
silenzio...
C'è stata un'eclissi
ma il sangue che direzione prese prima che si registrasse ilo Tempo?
Perduta nelle fiamme de nuances con i loro denti aguzzi
si dilata la Realtà verso l'esausta fine
e tace.
Desideri vestiti di broccato,
l'implicita fiamma del proprio Ego
si aggiudica le chances in onde
sempre più rose.
Nessun passaggio sotterraneo pieno di presenze metaforiche
Nessuna fiamma sui verbi.
Solamente cenere e profumo secco, opaco
di ambra, tempo e talco
potrebbero incriminare la mia presenza astrale.
Composta giovedì 3 ottobre 2019
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    Scritta da: Aurora Sisi
    in Poesie (Poesie personali)
    Mi ero messa lì,
    in un angolo,
    mi ero dimenticata di me,
    di ciò di cui avevo
    realmente bisogno.

    Di qualcuno
    che mi tendesse la mano,
    che mi regalasse un paio d'ali,
    e, mi portasse ad ammirare
    dall'alto, oltre quell'orizzonte
    che avevo tracciato intorno a me,
    che mi aiutasse a guardarmi dentro
    e farmi capire che,
    la vita è al di là di quell'angolo.
    Composta sabato 11 luglio 2015
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      Scritta da: ambercastle
      in Poesie (Poesie personali)
      Seduta
      sulla sedia a dondolo
      Maneggia sapientemente
      i ferri che
      si intrecciano come la vita
      Creando piccoli capolavori...
      Sono mani rugose
      come il suo viso
      Solchi che testimoniano
      Il vissuto...
      Solchi
      come pilastri
      Che sorreggono il passaggio delle emozioni
      Che splendono
      Negli occhi...
      Sguardi che si
      Posano sui piccoli pargoli
      dalle mani lisce...
      Piccole mani
      che diverranno mani rugose
      Nonni.
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        Scritta da: Aurora Sisi
        in Poesie (Poesie personali)
        Tra le righe
        di questa vita,
        si aprono spazi
        immensi,
        fatti di sogni,
        emozioni,
        mi portano
        a navigare
        tra le onde
        di vasti mari,
        per mondi immaginari
        di libertà.
        Tra visioni nostalgiche
        di infinito,
        tra memorie definite,
        in cerca di una meta
        permanente,
        lì... oltre tutto,
        dove il sole tramonta,
        voglio un angolo mio,
        voglio vivere
        il mio tempo,
        capire i miei pensieri,
        ripararmi da
        questo uragano
        che, a volte
        mi piega,
        dai momenti incerti.

        Tra le righe di
        questa vita
        voglio disegnare
        Iil mio incantesimo,
        conservando la magia
        dei miei sogni,
        sfidando la malinconia,

        ... Voglio sentirmi... viva.
        Composta venerdì 29 gennaio 2016
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          Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
          in Poesie (Poesie personali)
          Ho sentito le armi assassine dell'uomo
          rompere il silenzio della preghiera
          in un mattino di luce e dialogo
          fra il cielo e la terra.

          I colpi di mitraglia hanno flagellato
          donne, vecchi e bambini
          distruggendo la vita in nome
          di un falso dio.

          Già non si uccide solo in campi di battaglia
          ma nelle chiese dove l'anima cerca riposo
          mentre gli assassini pieni di vendetta
          pensano di servire il loro Dio.

          Povero Dio che vogliamo salvare coi fucili:
          chi uccide in nome del proprio dio
          è perché non lo ha mai conosciuto.
          L'uomo non è il suo giustiziere:
          Egli è amore e non conosce
          né vendette né frontiere!

          Leggiamoci il cuore prima di sparare
          perché i fucili sono del diavolo
          mentre il dialogo con Dio
          si fa con la lingua e il cuore
          non massacrando i propri fratelli
          di sangue e fede nel Signore
          che dà la vita a tutti noi.
          Composta mercoledì 17 luglio 2019
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            Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
            in Poesie (Poesie personali)
            Sono sbocciati i fiori di glicine
            come grappoli di uva azzurra
            appesi al ramo contorto, avvinchiato
            alla ringhiera del mio balcone.

            Il profumo purifica l'aria di marzo
            mentre le api danzano allegre
            succhiando il nettare
            inebriandole di bellezza.

            Incantato contemplo l'azzurro del cielo
            finito nei fiori pendolanti
            mentre a terra i fiori di malva
            si aprono alla luce del giorno
            quando io lancio un bacio all'aurora.

            È uno spettacolo di bellezza
            la parete piena di cielo
            dove l'azzurro dei fiori
            saluta il nuovo giorno
            con un elegante inchino
            di stupore e di saggezza.

            Nei fiori sono chiusi i nostri sogni
            che poi regaliamo a chi amiamo:
            possono sbocciare per aprirci all'amore
            per dare un bacio stando lontano
            o ringraziare per la delicatezza
            dell'anima della persona amata.
            Composta martedì 20 agosto 2019
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              Scritta da: Giuseppe Profeta
              in Poesie (Poesie personali)

              Ritagli di tempo

              Siamo ritagli di tempo
              ascoltiamo il vento che ci porta
              lontano lontano
              da ciò che vogliamo
              una sola vita non basta
              a portarti via
              a tenerti con me
              a spendere bene l'amore
              a donarti un solo indimenticabile attimo
              restiamo in questo spazio
              senza motivo da rendere
              senz'altro che la vita
              senza questo momento
              senza sosta per connetterti
              con chi ha già fatto tutto
              una connessione fallita
              che fallirà ancora.
              Composta lunedì 30 settembre 2019
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                Scritta da: Rosario Lubrano
                in Poesie (Poesie personali)

                Alzheimer

                Anche se non te lo so dire,
                nel mio girovagare,
                mi ritorni dalle parti del cuore.
                Perdonami se domani non ricorderò più il tuo nome,
                a volte non ricordo il mio.
                Conservo i ricordi in tasche bucate,
                o almeno ci provo,
                ma li perdo nell'oblio,
                di stanze buie e svuotate.
                Lo specchio mi rimanda ogni giorno l'immagine di un volto sconosciuto,
                il contorno sbiadito
                di un tempo passato.
                La vita è solo la scia di sé stessa,
                una coperta su una fune appesa,
                un lenzuolo che sventola al sole ad asciugare,
                una mano al vuoto tesa,
                una finestra affacciata sul mare,
                un cuore in attesa.
                Domani mi verrai a cercare,
                domani mi farò trovare,
                perdonami se non ricorderò il tuo nome.
                Perdonami, amore.
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