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Poesie di Michele Gentile

Poeta, nato martedì 4 gennaio 1972 a Ostia - Roma (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Michele Gentile

A Irma

Sudicio questo cielo
che trasuda inganni,
meschina la sua pioggia
che sporca le tombe.
Ottennero solo
il tuo coraggio,
ancora più piccoli,
dinanzi al tuo silenzio.
Siamo degni del tuo sorriso?
Sei maledetti giorni,
non oso neppure immaginare
sei maledette notti.
Quante croci per la libertà
non mettono radici
in questa terra malata,
deserto di chiese
e statue che giocano
a non farsi capire.
Meritiamo il tuo sorriso?
Michele Gentile
Composta lunedì 15 aprile 2019
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    Scritta da: Michele Gentile

    L'ora perduta

    La strada deserta promuove
    solitudini, troppe speranze
    ancora da puntellare.
    L'ora perduta è un rumore familiare
    la chirurgica attesa prima
    di chiudere la porta.
    Così il silenzio allaga questa stanza
    e io imparo a nuotare
    rubando al tempo
    la sabbia più amara.

    "L'ora perduta è d'improvviso una stagione ritrovata"
    Michele Gentile
    Composta sabato 22 settembre 2018
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      Scritta da: Michele Gentile

      La stirpe dei poeti

      Con radici aggrappate al vento
      e la morte ai suoi piedi
      torna alla luce
      la stirpe dei poeti.
      Continente sommerso, prole di tempesta
      nelle alcove del crepuscolo
      il seme del silenzio
      feconda parole.
      Trema l'aria al suo passaggio
      si accendono le costellazioni
      fino a tradurre gli orizzonti
      in violente vertigini.
      Non la gloria, l'onore del nome
      né medaglie sul petto trafitto
      va sperando
      ma pace, oblio e abbandono,
      l'onere della solitudine
      va chiedendo
      senza che nessuno si accorga
      di quanta strada ha fatto
      e di quanta ancora
      ne manchi per l'inverno.
      Michele Gentile
      Composta venerdì 6 luglio 2018
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        Scritta da: Michele Gentile

        In Viaggio

        Sii sempre la meta del tuo viaggio
        e del viaggio
        assaporane l'essenza
        le assenze lungo il sentiero.
        Governa i passi ma
        lascia sempre correre
        libero lo sguardo.
        Alimenta i giorni del cammino
        con il grano della curiosità
        e dissetati con le piogge della solitudine.
        Sentirai parlare di te
        dal vento del mattino,
        ti guiderà la saggezza del crepuscolo.
        Sii sempre la ragione del tuo viaggio
        e nessuna strada mai
        sarà stata inutile.
        Michele Gentile
        Composta mercoledì 6 giugno 2018
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          Scritta da: Michele Gentile

          L'Altrove

          Lo sconforto di braccia
          stanche di abbracciare.
          L'amarezza di occhi
          disinteressati alla vita.
          In alto le città non hanno nome
          né fossili,
          né strade per il ritorno.
          Tuttavia accade, non di rado
          di ritrovare il sapore di questo frutto
          negli archivi storici della sera
          quando la luce muore
          lasciando al mare
          i vincoli del buio.
          Se tutto ciò fosse vero,
          sarebbe uno scherzo ben riuscito
          se tutto questo non fosse vero
          sarebbe uno scherzo di pessimo gusto.
          Michele Gentile
          Composta venerdì 1 giugno 2018
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            Scritta da: Michele Gentile

            Primo binario

            La notte
            Sempre
            mi dissangua.
            Restano tracce di noi?
            Ricordiamo davvero la speranza
            nascosta nei sorrisi?
            Polvere sulle dita quando ricalco
            quei giorni, imprigionati in un futuro
            che dovevamo esaudire.
            Ma quest'alba, inattesa
            ci restituisce la preghiera
            di un'irrisa felicità, l'amaro
            della rinuncia.
            Quanti treni passati
            inconsapevoli,
            balenati nel buio della stanza.
            L'ultimo, al primo binario
            non ci ha neppure provato.
            Abbiamo perso tempo
            o il tempo si è scansato
            per farci cadere.
            Michele Gentile
            Composta giovedì 22 febbraio 2018
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              Scritta da: Michele Gentile

              Esecuzione capitale

              Perderò la testa
              per mastro titta
              per uno struggente tramonto
              in soffitta.
              Vilipeso tra
              un sconfitta in trasferta
              e il leggendario gra
              questo è un popolo in continuo movimento,
              in perenne migrazione;
              dal senso civico e la buona educazione
              agli alti pascoli della più cupa rassegnazione.
              Che di ottavi monarchi ne ho piene le tasche
              come gli spiccioli di questa fontana
              come le ore perse ad una fermata
              come a dire "a chi tocca nun sé ngrugna"
              porgendo l'altra guancia alla vergogna
              se solo mandi giù bocconi amari
              e ti rimane un filo di voce impigliato nelle mani.
              Ce ne sono di escrementi, di voragini, prestanome e cardinali
              neroni che incendiano la rabbia
              per questo castello sulla sabbia
              chiamato Roma, chiamato urbe
              di lupe e volpi poco furbe
              per decidere qualcosa di sensato
              senza darsi troppe arie su pè l naso.
              Non è pasquino che è tornato.
              È solo il canto stupido e spaesato
              di chi di quest'eterna capitale
              n'è ancora tutto sommato innamorato.
              Ma lorsignori saran d'accordo
              su questo fastidioso corso degli eventi
              che qui di fulgido e glorioso
              sono rimasti solo i monumenti.
              Il barcarolo va contro corrente
              parla ma non dice niente,
              fra le sponde e i ponti sul biondo incedere
              medita che in fin dei conti
              ciascuno ha quello che si merita.
              "Bonanotte popolo"
              l'eco finalmente si risente
              "torna a dormì e lassa perde
              tutte ste faccenne. Aricordete ora e ancora
              che nun ce stà nisuna assoluzione
              e che stamo e ce staremo sempre
              nell'anno der signore!"
              Michele Gentile
              Composta mercoledì 17 gennaio 2018
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                Scritta da: Michele Gentile

                Il giardino dei tigli

                Tace questo inverno di ingratitudine
                in equilibrio sulle paure.
                Considero le carezze della malinconia
                un penoso spreco di sangue.
                Mento con la voce dell'allegrezza
                mentre scavo più mansueti orizzonti.
                Dal silenzio dei boschi sino al fruscio delle onde
                il sole compie il suo giogo
                incredulo dinanzi ai nostri travagli.
                Perdiamoci nel giardino dei tigli;
                cogliamo il dolce grappolo
                prima che i venti
                ne assaporino la carne.
                Da questo naufragio
                possiamo salvarci
                stringendoci intorno al fuoco.
                Michele Gentile
                Composta giovedì 11 gennaio 2018
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                  Scritta da: Michele Gentile

                  Semplicemente Auguri

                  Semplicemente Auguri
                  alla terra e
                  ai mari,
                  ai cieli amari e
                  alle stelle cadenti,
                  ai perdenti
                  ai potenti
                  alle porte chiuse e
                  alle aurore deluse.
                  Semplicemente Auguri
                  ai tramonti e
                  alle lacrime
                  agli alberi e alle vette
                  alle fonti
                  alle solitudini costrette.
                  Semplicemente Auguri
                  alla poesia,
                  alla nostalgia
                  alla malinconia
                  di rive perdute e
                  alla frenesia di
                  di queste mani legate.
                  All'uomo, alle sue dimore
                  alla follia,
                  all'utopia
                  di un mondo migliore.
                  Alla notte e alle stagioni
                  ai sovrani e ai giullari
                  al silenzio dei fiori
                  al vento di domani
                  semplicemente Auguri.
                  Michele Gentile
                  Composta giovedì 21 dicembre 2017
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