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Poesie catartiche


Scritta da: Mdanimation
in Poesie (Poesie catartiche)

Tra peso e leggerezza

Quanto si può soffrire per un istante?
Credevo di aver trovato il limite
Ma non è così

Ho scoperto che il dolore non ha fondo
Forse perché un fondo non voglio che l'abbia
Forse perché penso di meritare questo dolore

Ma come è possibile che sia così massiccio?
Pesa e grava su di me
Su quello che sono
Su quello che ho dipinto di me

Forse è un bene che io soffra
Così da liberarmi di questi pesi
Così da scoprire chi sono
Così da alleggerimi.
Composta sabato 21 dicembre 2019
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    Scritta da: Gianluca Cristadoro
    in Poesie (Poesie catartiche)

    Il cigno

    Di vita ormai risolta l’equazione,
    il velo tolto e nebbie fatte rade.

    Da fango s’è rimossa la carcassa
    dell’uomo vecchio, solo e deprivato
    di luce, sole e tiepida speranza
    ch'a giovine virgulto vien donato.

    Da quella coltre grave e soffocante
    è nato un cigno candido e lucente
    che mondo solcherà cercando vita
    e dedicar la propria a umana gente.
    Composta martedì 18 febbraio 2020
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      in Poesie (Poesie catartiche)

      La ricerca

      Ho tante parole dentro,
      come un vocabolario,
      un romanzo o un diario,
      qualcuno ancora non mi ha letta,
      altri mi hanno solo consultata,
      altri credono
      di avermi studiata e imparata.

      Ho lasciato pagine bianche,
      per poter imparare,
      ho allegato alle parole,
      anche delle immagini per poterle
      meglio assimilare.

      Ma ho anche lasciato spazi vuoti
      dove la mia fragile punta acuminata
      si è spesso spezzata,
      di tante parole,
      cerco e ricerco ancora le definizioni,
      di molte altre circolano solo tante voci.

      Dimmelo tu che sottolinei
      i miei aspetti,
      che evidenzi i miei difetti,
      dimmelo tu cosa vuol dire vivere!
      Io che cerco ancora di scrivere,
      Tu sei solo una voce dislessica
      che diventa anche anoressica,
      Quando ti aspetti da me una ricerca,
      ti dimostri solo una fonte incerta.
      Composta giovedì 23 gennaio 2014
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        in Poesie (Poesie catartiche)

        Il suono della fragilità

        Sotto i miei passi
        non solo asfalti,
        sui marciapiedi di città
        tappeti di foglie morte
        che svelano una verità.

        Un secco scricchiolio
        è una sensazione che condivido
        come se mi sentissi io stessa
        artefice e vittima della sofferenza
        che riecheggia la mia stessa fragilità.
        Composta sabato 16 agosto 2014
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          Scritta da: Roberta Canu
          in Poesie (Poesie catartiche)

          Il sole della laguna

          Il sole della notte
          Ha la laguna nel cuore.
          Spiriti allegri si muovono
          Come a festa con le teste rivolte
          Alle nuvole.
          Le correnti crescono,
          L'aria è ricca di iodio
          Cosicché il mare possa
          Naufragare meglio.
          Il sole della laguna
          È concettuale, simile
          Ad un segreto che
          Si spiaggia e riceve cure
          Dalle meduse allegre.
          Il sole della laguna è un osservatore colto
          E prega in silenzio.
          Composta mercoledì 15 maggio 2019
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            Scritta da: Laura De Luca
            in Poesie (Poesie catartiche)

            La vecchia Maserati blu

            Ricevi adesso la mia confessione
            oh notte.
            Ruffiana meretrice!
            Tu assolvi financo i diavoli del profondo inferno.
            Ma nel buio non esiston ombre e
            sotto il tuo vestito s'inabissa il niente
            Giro per le tue strade buie
            e vedo quello che nascondi al giorno.
            Gettata ai margini d'un marciapiede sporco
            da un destino che di lei si è fatto beffa
            una donna gracile e malvestita
            spreme dolore da una risata acuta.
            Ride a tre uomini
            che se ne vanno
            dopo aver lasciato nel suo sesso
            seme marcio e inutile violenza.
            La scherniscono con oscenità e risate.
            mentre si allontanano su una vecchia Maserati blu.
            Lei resta sola e ride, ride forte
            ride in faccia al freddo e alla paura,
            Ride sguaiata, volgare, quasi a dar ragione a loro
            e a quegli insulti che si allontanano veloci e festanti insieme al rombo del motore della
            vecchia Maserati blu.
            Scende il tuo silenzio, oh notte, sui protagonisti di questa triste storia e su tutte le storie tristi che non hanno voce.
            Ho voglia di gridare ma la donna gracile e malvestita, come un fantasma, sorge dall'abisso dell'inesistenza, mi guarda e mi fa segno di tacere. "È inutile" mi dice "Io sono stata scritta su questo marciapiede, non su una Maserati!"
            Ride, ride sguaiata e volgare mentre scompare tra le pieghe della sua triste storia.
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