Poesie catartiche


Scritta da: Rosetta.Z
in Poesie (Poesie catartiche)

La verità del cuore

C'è una donna seduta nella sua stanza,
si guarda intorno, con una dolcezza affranta.
Mi avvicino, le chiedo
chi sta aspettando,
Lei risponde
"mia figlia" è andata in giardino.
Le chiedo se posso aspettarla con lei, e le siedo accanto.
E trattenendo il pianto
prendo la sua mano. Le faccio una carezza, piano piano.
Ella mi guarda, e
so che il cuore
non l'inganna, non è più smarrita e mi dice una cosa:
È tornata
dal giardino la mia "Rosa".
Composta domenica 8 maggio 2022
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    Scritta da: Gabriele Ceci
    in Poesie (Poesie catartiche)

    Nell'etere

    La fuggevolezza della vita
    cosa persa cosa finita
    la morte è quest'unica certezza,
    che la vita ci sia gioia, non tristezza

    l'essere stato cosa conta?
    È solo sabbia sotto la mia orma
    che senso ha questo strano viaggio?
    Torneremo in un luogo originario? Siamo solo di passaggio?

    Tutte le anime saranno riunite?
    Le frequenze ci daranno nuove vite?
    Siamo realmente luce e luce torneremo?
    Andremo nel fuoco o in un cielo sereno?

    L'unica certezza è che lo scopriremo
    andremo nel panico o ci divertiremo?
    Meglio essere cinico o essere sincero?
    Ma la coscienza in cosa può consistere nell'etereo?

    Ma meglio non pensaci, abbiamo tempo,
    ci penseremo all'ultimo momento,
    o non ci penseremo affatto.
    Composta domenica 20 marzo 2022
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      Scritta da: Dario Pautasso
      in Poesie (Poesie catartiche)

      Nessuno me lo chiede più

      Mi aspetto che qualcuno me lo dica
      Che sono superficiale
      Col mio capo piegato sulle sbarre
      E gli occhi vuoti assolti solo per pietà.

      Che se il sole acerbo di dicembre
      Ritaglia parallelepipedi di neve
      A me non riesce ad importare
      Che questi sussurri di bellezza
      D'occhi che cercano occhi
      Non posso guardarli, e non li vedo.

      Mi aspetto il dito puntato
      Mentre mi piego sul taglio
      Dei miei pensieri
      Con l'egoismo efferato di uno strazio perfetto.

      Me lo aspetto ma non arriva più.
      Nessuna accusa d'indolenza
      Forse appena il taglio amaro di un labbro tirato
      Di compassione
      Qualcosa che mi chiede di essere altrove.
      Nulla più.

      Sto qui.
      Senza dita puntate
      con i miei occhi che non possono guardare occhi,
      Piegato sulle sbarre
      Egoista sublime del dolore
      E nessuno me lo chiede più.
      No.
      Nessuno me lo chiede più.
      Composta lunedì 30 novembre 2015
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        Scritta da: Luca Paletti
        in Poesie (Poesie catartiche)

        La coscienza dell'arcobaleno

        Veli come muri
        in coscienze senza tempo;
        pensieri lontani
        come onde si avvicinano
        alle coste della nostra
        umana compassione,
        e siamo lì, in attesa
        che il vento porti con sé il buio
        e ci riveli un'alba diversa,
        dove cammineremo per le mani,
        con i colori dell'arcobaleno
        nel cuore.
        Composta venerdì 3 settembre 2021
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          Scritta da: Maurizio B.
          in Poesie (Poesie catartiche)

          Notte insonne

          Notte insonne in solitudine,
          ma non troppo, ci sei tu.

          Cerco di addormentarmi tra tanti pensieri,
          troppi problemi che si sentono quando si è soli.

          Cerco di addormentarmi, ma tu non dormi,
          vuoi qualcosa di me.

          Sei ben sveglia in questo aprile strano,
          di giorni isolati in casa, con la primavera che sprona ad uscire,
          dove la natura si risveglia dando bellezze infinite.

          Tu sei li, ti sento, ti lamenti perché non vuoi dormire e vuoi la vita da me,
          vuoi la continuazione, vuoi vivere ancora con il mio sangue.

          Maledetta zanzara.
          Composta lunedì 26 aprile 2021
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            Scritta da: Gabriele Ceci
            in Poesie (Poesie catartiche)

            Sfuggo

            Nel ricordarti affogo
            come dentro l'acqua
            a tratti non respiro
            e urlo dove nessuno può sentirmi il tuo nome
            per avere un tiepido sfogo malato
            una asmatica scarica

            Urlo dove nessuno può sentirmi
            il tuo nome
            e ripenso ai giorni belli andati
            con le nostre connessioni
            i nostri giochi di potere
            con le illusioni a pascolare

            Come dentro l'acqua annego
            annaspo affogo
            a tratti mi domando
            se non fossi stato io

            Nel ricordarti sfuggo
            alla tiepida illusione di rimandar pensiero
            a altrui dimora e concentrarmi
            su qualche cosa di banale

            le banane le banane.
            Composta mercoledì 9 dicembre 2020
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