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Poesie catartiche


Scritta da: Roberta Canu
in Poesie (Poesie catartiche)

Il sole della laguna

Il sole della notte
Ha la laguna nel cuore.
Spiriti allegri si muovono
Come a festa con le teste rivolte
Alle nuvole.
Le correnti crescono,
L'aria è ricca di iodio
Cosicché il mare possa
Naufragare meglio.
Il sole della laguna
È concettuale, simile
Ad un segreto che
Si spiaggia e riceve cure
Dalle meduse allegre.
Il sole della laguna è un osservatore colto
E prega in silenzio.
Composta mercoledì 15 maggio 2019
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    Scritta da: Laura De Luca
    in Poesie (Poesie catartiche)

    La vecchia Maserati blu

    Ricevi adesso la mia confessione
    oh notte.
    Ruffiana meretrice!
    Tu assolvi financo i diavoli del profondo inferno.
    Ma nel buio non esiston ombre e
    sotto il tuo vestito s'inabissa il niente
    Giro per le tue strade buie
    e vedo quello che nascondi al giorno.
    Gettata ai margini d'un marciapiede sporco
    da un destino che di lei si è fatto beffa
    una donna gracile e malvestita
    spreme dolore da una risata acuta.
    Ride a tre uomini
    che se ne vanno
    dopo aver lasciato nel suo sesso
    seme marcio e inutile violenza.
    La scherniscono con oscenità e risate.
    mentre si allontanano su una vecchia Maserati blu.
    Lei resta sola e ride, ride forte
    ride in faccia al freddo e alla paura,
    Ride sguaiata, volgare, quasi a dar ragione a loro
    e a quegli insulti che si allontanano veloci e festanti insieme al rombo del motore della
    vecchia Maserati blu.
    Scende il tuo silenzio, oh notte, sui protagonisti di questa triste storia e su tutte le storie tristi che non hanno voce.
    Ho voglia di gridare ma la donna gracile e malvestita, come un fantasma, sorge dall'abisso dell'inesistenza, mi guarda e mi fa segno di tacere. "È inutile" mi dice "Io sono stata scritta su questo marciapiede, non su una Maserati!"
    Ride, ride sguaiata e volgare mentre scompare tra le pieghe della sua triste storia.
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      Scritta da: Bryan Finadri
      in Poesie (Poesie catartiche)

      Zeitgeist (Alla ricerca del Senso perduto)

      Lo spirito del tempo
      Colui che vuoto imprime la sua immagine
      Su imparziali cristalli liquidi

      Colui che preme tasti a caso
      Senza alcun senso logico o decenza
      Purché il distratto mondo ascolti la sua voce

      Colui che anonimo è terrorizzato
      Dal vivere e perire
      Nell'anonimato

      E che escogita metodi improbabili
      Barattando la già poca dignità
      Per qualche "like"

      È il perdente servile
      Zittito dalla gerarchia capitalista
      Che frustrato sbraita ingiurie
      Tamburellando la tastiera

      Grida ogni millimetro della sua incolore nullità
      Davanti uno schermo
      Come iena in mezzo al branco
      Urla contro il diverso

      Sputa in viso al debole e all'effemminato
      La sua ignorante malignità
      E su chi è tanto insolente
      Da avere la pelle di un altro colore

      Lo spirito del tempo
      Tecnocratico ed esibizionista perverso
      Che sacrifica il pianeta
      Sull'altare di un'economia antieconomica

      E ride beffardo di grasse risate
      Dell'ingenuità dei sognatori
      E degli utopisti

      Lui che ancora si racconta
      Per poter rasserenarsi
      La favola della crescita infinita

      Uomo moderno
      Affacciato al futuro
      Ciononostante frenato
      Da pregiudizi vecchi di secoli

      Perdi gli anni
      Ciò che cerchi è la dissociazione
      Della mente dal cuore
      Del sentir dalla ragione

      Oltre la noia
      Riempi oggi il tuo vuoto!
      Mettiti in cerca
      Del tuo Senso perduto.
      Composta venerdì 18 maggio 2018
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        in Poesie (Poesie catartiche)
        Ti abbracciai stringendoti a me,
        mentre un tramonto era intento a illuminare la tua pelle.
        Pensai di giocherellare coi tuoi soffici capelli,
        arrotolandoli fra le mie dita,
        mentre il tuo respiro si sarebbe fatto calamita
        per le mie labbra.
        Pensai di fermare il tempo,
        per poter passare la mia esistenza ad ammirare l'istante in cui,
        i tuoi occhi,
        si sarebbero socchiusi avvicinandosi a me.
        Pensai di rubare una sfumatura al tramonto e fartene dono,
        posandola sulle tue piccole mani.
        Lo pensai,
        ma venni distratto dalla pressione delle tette
        contro il mio petto,
        quindi mi dissi «'sti cazzi, oggi si tromba!».
        Composta martedì 1 maggio 2018
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          Scritta da: Mdanimation
          in Poesie (Poesie catartiche)

          Alghe negli scogli

          Ero bianca latte
          Sono cianotica

          L'elemento acqua
          Amato a lungo
          Mi ha avvolta
          Riempita
          Ha sostituito l'aria
          La terra
          Il fuoco

          Solo acqua dentro e fuori
          Onnipresente

          E mi sento a casa
          Nonostante la morte
          Nonostante i polmoni
          Morta in tutto resto vivo in lei.
          Composta domenica 8 aprile 2018
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