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Poesie catartiche


Scritta da: Angela Randisi
in Poesie (Poesie catartiche)

Bracconieri

In fondo la strada
si beava lo sguardo.
Tutto sembrava perfetto:
la neve imbiancava il sentiero,
e le ultime foglie
cadevano timidamente.
Sui rami, nidiate
di teneri uccelli...
e nell'incavo profondo
di un tronco d'albero,
un riparo prezioso...
ma poi un richiamo
insidioso:
la cattura di un'aquila
che non potrà più sfamare
fragili bocche innocenti.
Il solito bracconiere
che uccide per diletto...
perché ha deciso che
la vita non merita di
volare.
Composta venerdì 19 giugno 2020
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    Scritta da: alessandro82
    in Poesie (Poesie catartiche)
    Notizie
    fine del mondo imminente
    crisi globale
    il vicino che litiga
    la borsa che crolla
    dibattiti sterili
    parole per niente
    di nuovo il telegiornale
    il governo che arranca
    le intese si spendono
    i titoli dei giornali esagerano
    la follia dilaga
    il vero amore non esiste
    l'italia è straniera
    i problemi sono marginali
    la salvezza è alle porte
    la disoccupazione è alle stelle
    la ripresa è lontana
    forse c'è uno spiraglio di luce
    comanda l'europa
    il casino è la russia con l'america
    per strada festeggiano
    la gelateria è piena
    la gente è ormai stanca
    la gente è l'unica che lavora
    lo stato è corrotto
    in galera si ribellano
    i ministri non hanno titolo
    i confini vanno chiusi
    dobbiamo essere solidali
    tornare al lavoro nei campi
    magari da casa
    visti i tempi che corrono
    ci sono risparmi
    avanti coi tagli
    tutele crescenti
    garanzie di lavoro
    guerra tra poveri
    serrate porte e finestre
    default trasparente
    pacifica rivolta
    nell'intermezzo di una breve vacanza
    le proteste a distanza
    si dia voce alla piazza
    la mafia non è mai stata sconfitta
    tutto ciò non mi è familiare
    scendo giù
    a portare il cane.
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      Scritta da: Angela Randisi
      in Poesie (Poesie catartiche)

      Solo nel buio

      In quel campo di violette
      c'era qualcuno che cantava la vita
      ingannando il dolore.
      Si avvaleva solo del ritmo
      del suo cuore e dell'amica solitudine
      che aveva trasformato in una dolce lirica.
      Il suo bisogno di parlare con Dio era talmente grande
      che fissando il cielo era in grado di sentirne anche la voce.
      Era un escluso, non per suo volere,
      ma per la malattia degli uomini che l'additavano in nome di Dio.
      Non si arrese, e non smise mai di credere alla luce del sole
      che ogni giorno lo esortava a uscire dal suo grande buio.
      Composta domenica 26 aprile 2020
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        Scritta da: ITALO SPADA
        in Poesie (Poesie catartiche)

        Quando la luce

        Frena la rabbia, giorno di tempesta:
        togli la voce al tuono
        e lo scudiscio al lampo.

        Sarà un prodigio a squarciare il buio.
        Saranno le campane a dire "è vivo!"

        Quando la luce
        svuoterà la tomba
        dammi le tue ali, vento,
        per passeggiare in cielo;
        culla i miei sogni, mare,
        con canti di sirene;
        cedimi le braccia, arcobaleno,
        per legare le distanze.

        E tu, sole,
        regalami un fascio dei tuoi raggi
        da mutare in baci.
        Composta venerdì 3 aprile 2020
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