Poesie catartiche


Scritta da: Alessandro Russo
in Poesie (Poesie catartiche)

Speranze grandi

Vorrei vedere il sorriso
sul viso di una madonna,
anche quando
si guarda attorno
e non trova nessuno
a invocarla.
Vorrei sentire
sempre la musica
da un disco che gira,
anche se dovesse arrivare
in volo da un mondo lontano.
Vorrei ricordarmi di te
anche quando
la carne che ci ha legati,
sarà il concime
di stelle che non sapranno
splendere separatamente.
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    Scritta da: Mario Dainese
    in Poesie (Poesie catartiche)

    Maledetta sera

    Sera, sera,
    maledetta sera...
    Stasera più che mai
    m'instilli 'l tormento.

    Cos'ho nel cuore non so,
    a legger non riesco
    o forse non voglio.

    Sto perdendo le forze
    per l'invano pugnar
    e la vana attesa
    d'ogni sorte mutar.

    Fa' ch'io m'azzeri
    e tornì l Mondo a rimirar
    con occhi di bimbo.
    Composta mercoledì 14 febbraio 2018
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      Scritta da: F. Novelli
      in Poesie (Poesie catartiche)

      Torneranno i giorni

      Ci sono stati i giorni
      dei contatti carnali
      degli abbracci
      e delle strette di mano
      come gesti quotidiani normali
      Ora viviamo giorni di distanze imposte
      e di affettività composte
      nelle nostre case rintanati
      Ma torneranno i giorni
      dell'umana fusione
      e saranno più consapevoli
      dopo essere passati attraverso il setaccio
      della ragione
      che ci arricchirà della comprensione
      del valore profondo
      di ogni abbraccio
      di ogni stretta di mano
      di ogni carezza
      di ogni bacio.
      Composta giovedì 12 marzo 2020
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        Scritta da: F. Novelli
        in Poesie (Poesie catartiche)

        Come saremo

        Come saremo domani
        quando tutto sarà finito
        con quali occhi ci guarderemo
        quando ci rincontreremo
        Saranno chiusi o aperti i nostri cuori
        Spalancheremo le braccia
        o a malapena ci saluteremo
        Come saremo domani
        quando tutto sarà cambiato
        Saremo più umani
        o ancora più distanti?
        Composta venerdì 20 marzo 2020
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          Scritta da: F. Novelli
          in Poesie (Poesie catartiche)

          Il tempo sigillato

          In questa sgomenta attesa
          di chi lotta in trincea
          e di chi vive in una tregua sospesa
          si sigilla il tempo infetto
          Il tempo malato
          in cui ci si guarda con sospetto
          mantenendo le distanze
          ognuno rintanato sotto il proprio tetto
          Dai balconi e dalle finestre
          scorre la vista
          sul mondo silenzioso
          e inanimato
          Anche le ambulanze
          attraversano le città deserte
          con le sirene spente
          mentre i telegiornali contano le assenze
          al quotidiano appello.
          Composta venerdì 13 marzo 2020
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            Scritta da: F. Novelli
            in Poesie (Poesie catartiche)

            Lisoformio

            Il lisoformio
            strofinato sulla superficie dei desideri
            sfregando con accanimento
            gli aloni lasciati dalle passioni
            disinfettando le ferite
            procurate dalle illusioni
            ha assottigliato lo strato di pelle
            che ci divide dal mondo
            che ci separa dalla vita
            che ci rende contagiabili
            e fragilmente umani.
            Composta mercoledì 4 marzo 2020
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              Scritta da: F. Novelli
              in Poesie (Poesie catartiche)

              Nessun uomo è un'isola

              Nessun uomo è un'isola
              "ad ognuno di noi rimane la responsabilità
              della parte che egli ha nella vita dell'intero corpo"
              Qualcuno oggi
              per la prima volta
              lo apprende
              qualcuno oggi
              sulla sua pelle
              lo comprende
              La teoria diventa prassi
              quando irrompe nella vita quotidiana
              E chi ancora si crede
              un'intangibile monade perfetta
              dovrà presto fare i conti
              con la reale immagine di sé
              riflessa nello specchio impietoso
              della realtà universale
              e a volte
              virale.
              Composta lunedì 9 marzo 2020
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                Scritta da: Alessia
                in Poesie (Poesie catartiche)

                Speranza

                Sulle fredde, aride terre del mondo una fresca brezza sta arrivando.
                Immagini di speranza attraverseranno i mari.

                Forse una nuova alba sta avanzando?
                La speranza si poserà leggera. Impalpabile sulle nostre menti, sulle nostre azioni.

                Giocherà con la nostra umana furbizia.

                Ci donerà acume e sagacia per creare nuovi orizzonti e nuove tecniche.

                Solo il presente e il futuro nelle nostre mani.

                Cancelliamo il passato con un colpo di spugna.
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                  Scritta da: Alessia
                  in Poesie (Poesie catartiche)
                  Un silenzio augurale
                  accarezza il mio risveglio.

                  Prendo così coscienza della comprensione umana.

                  Il paradosso dell'ignoto riserba una natura come mai luminosa.

                  Il mondo è di nuovo degli uccelli che cinguettano di vita,
                  del sole quanto mai presente,
                  di un cielo azzurro intenso puntellato di nuvole ovattate.

                  La natura respira
                  l'umanità si ritrae.

                  La natura canta la sua vittoria
                  l'umanità si ferma.

                  L'aria tersa vince sull'umano veleno.

                  L'umanità si ferma
                  per sentire
                  per meditare
                  per rinascere.
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                    Scritta da: Scyna Suffiotti
                    in Poesie (Poesie catartiche)

                    Io resto a casa in primavera

                    Ed è vero,
                    come quel mandorlo perlaceo,
                    che vedo dalla finestra
                    come quel sottile gambo
                    che tiene alto e forte
                    quella spiga di lavanda,
                    al di là del mio sguardo
                    oltre quel muro
                    oltre la mia paura,
                    se mi si priverà della primavera,
                    io,
                    si...
                    proprio io,
                    sboccerò lo stesso.
                    Perché io,
                    proprio io...
                    la primavera
                    me la porto dentro.
                    Composta martedì 31 marzo 2020
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