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Poesie catartiche


Scritta da: Giovanni Minio
in Poesie (Poesie catartiche)

L'Italia s'è desta

Cantiamo tutti in coro dalla finestra.
Vinceremo su questo virus,
Vinceremo su ciò che resta.
Balliamo dai balconi
e facciamo karaoke.
Da finestra a finestra,
passiamoci un caffè,
Paese più bello al mondo, non c'è!
Tutto andrà bene,
tutto andrà per il meglio,
Il paese è ancora sveglio,
il Paese ce la farà.
Cantiamo tutti in coro
contro questa malattia,
perché più non ci sia,
perché vada via da qua!
Ed anche da casa mia,
si alza la bandiera.
Viva l'Italia,
l'Italia tutta intera.
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    in Poesie (Poesie catartiche)

    Rinascita

    Mi apro come fiore primaverile
    per respirare ogni frammento d'aria
    ed inebriarmi di quel sole
    che avevamo dimenticato
    nel tempo dell'emergenza.

    Ed ora che tutto è passato
    ti abbraccio e ti bacio
    dopo il lungo periodo di lontananza
    perché ho voluto preservarti
    da un contagio micidiale,
    che avanzava inesorabile.

    Ho sperato ed t'ho amato a distanza
    per poterti ora amare e baciare
    nella quotidiana nostra realtà.
    Composta mercoledì 1 aprile 2020
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      in Poesie (Poesie catartiche)

      Sakura in quarantena

      Pallidi, timidi e spaventati
      sbocciano i primi fiori di ciliegi a Milano.
      Aprono gli occhi, guardano in giro
      e vedono un'immense deserto strano.
      Silenzio... silenzio... silenzio...
      Il vento tacce sotto un piccolo ramo.
      Preoccupati, hanno domandato un castagno
      perché tutto questo silenzio vuoto è sovrano.

      Il vecchio castagno, scambiandosi sguardi con i tulipani,
      raccontò cosa successe nei tempi della fioritura
      di queste puerili, fragili Sakura.
      I fiori di ciliegi hanno capito la sciagura
      poi, abbassando con tristezza i rami
      hanno cominciato a preparare
      un lutto di profumo e stupore,
      con tinta rosa, dolce e amore,
      in un silenzio soave, con calma e dolore.
      Sapevano che in Giappone le vallate
      abbondano di onde profumate,
      che la Cina ha i ciliegi già in fiore
      e troppa gente questo anno
      che non li vede perché muore...

      Per fratellanza, hanno scelto la distanza
      e si considerano anche loro in quarantena
      con tanto odio per ciò che avvelena
      con morte, panico, dolore
      la primavera che adesso prendeva vita e colore,
      la primavera quando mai nessuno muore.

      Un ramo ha fatto un inchino e le condoglianze
      e costruì d'un ramo secco un'antenna
      per dar speranze che la vita fa alleanze
      con la natura pura, com'è la Sakura,
      che lo spettacolo lo fa vedere anche se distanze
      dividono con i muri, abbracci, fiori, amici
      profumi e colori.

      I delicati fiori di ciliegi
      hanno detto tutti in coro
      persuasivo e con voce bassa:
      "Anch'io resto a casa!".
      Composta lunedì 9 marzo 2020
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        Scritta da: Asianne Merisi
        in Poesie (Poesie catartiche)
        Le parole fanno sentenza,
        le discriminazioni condannano,
        il giudizio accusa,
        l'ingiuria pugnala.
        La colpa di chi subisce tutto ciò è,
        essere uguali ma in modo diverso,
        e questo fa paura a chi si crede forte
        dietro maschere ciniche.
        Chi ci ha donato la vita
        ha posto un solo limite... la morte
        e in questo intermezzo ci ha dato
        il libero arbitrio.
        Composta giovedì 5 marzo 2020
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          Scritta da: Gianluca Cristadoro
          in Poesie (Poesie catartiche)

          Poeta

          Ti ho visto, sul letto di morte steso,
          lo sguardo volto al cielo e gli occhi chiusi
          il volto scavato e pallido da amor consunto e vinto.

          Prostra del mondo il triste affanno
          gli odori di muschio e alloro, stille di vita antiche.

          Inchiostro e pensieri arditi, contrappunto
          al nero tormento di spirto dolente e lieve.

          Memoria di genti, eterno riscatto e vacuo
          il verso tuo sospeso incanto.
          Composta venerdì 14 febbraio 2020
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