Poesie catartiche


Scritta da: F. Novelli
in Poesie (Poesie catartiche)

Il tempo sigillato

In questa sgomenta attesa
di chi lotta in trincea
e di chi vive in una tregua sospesa
si sigilla il tempo infetto
Il tempo malato
in cui ci si guarda con sospetto
mantenendo le distanze
ognuno rintanato sotto il proprio tetto
Dai balconi e dalle finestre
scorre la vista
sul mondo silenzioso
e inanimato
Anche le ambulanze
attraversano le città deserte
con le sirene spente
mentre i telegiornali contano le assenze
al quotidiano appello.
Composta venerdì 13 marzo 2020
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    Scritta da: F. Novelli
    in Poesie (Poesie catartiche)

    Lisoformio

    Il lisoformio
    strofinato sulla superficie dei desideri
    sfregando con accanimento
    gli aloni lasciati dalle passioni
    disinfettando le ferite
    procurate dalle illusioni
    ha assottigliato lo strato di pelle
    che ci divide dal mondo
    che ci separa dalla vita
    che ci rende contagiabili
    e fragilmente umani.
    Composta mercoledì 4 marzo 2020
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      Scritta da: F. Novelli
      in Poesie (Poesie catartiche)

      Nessun uomo è un'isola

      Nessun uomo è un'isola
      "ad ognuno di noi rimane la responsabilità
      della parte che egli ha nella vita dell'intero corpo"
      Qualcuno oggi
      per la prima volta
      lo apprende
      qualcuno oggi
      sulla sua pelle
      lo comprende
      La teoria diventa prassi
      quando irrompe nella vita quotidiana
      E chi ancora si crede
      un'intangibile monade perfetta
      dovrà presto fare i conti
      con la reale immagine di sé
      riflessa nello specchio impietoso
      della realtà universale
      e a volte
      virale.
      Composta lunedì 9 marzo 2020
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        Scritta da: Alessia
        in Poesie (Poesie catartiche)

        Speranza

        Sulle fredde, aride terre del mondo una fresca brezza sta arrivando.
        Immagini di speranza attraverseranno i mari.

        Forse una nuova alba sta avanzando?
        La speranza si poserà leggera. Impalpabile sulle nostre menti, sulle nostre azioni.

        Giocherà con la nostra umana furbizia.

        Ci donerà acume e sagacia per creare nuovi orizzonti e nuove tecniche.

        Solo il presente e il futuro nelle nostre mani.

        Cancelliamo il passato con un colpo di spugna.
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          Scritta da: Alessia
          in Poesie (Poesie catartiche)
          Un silenzio augurale
          accarezza il mio risveglio.

          Prendo così coscienza della comprensione umana.

          Il paradosso dell'ignoto riserba una natura come mai luminosa.

          Il mondo è di nuovo degli uccelli che cinguettano di vita,
          del sole quanto mai presente,
          di un cielo azzurro intenso puntellato di nuvole ovattate.

          La natura respira
          l'umanità si ritrae.

          La natura canta la sua vittoria
          l'umanità si ferma.

          L'aria tersa vince sull'umano veleno.

          L'umanità si ferma
          per sentire
          per meditare
          per rinascere.
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            Scritta da: Scyna Suffiotti
            in Poesie (Poesie catartiche)

            Io resto a casa in primavera

            Ed è vero,
            come quel mandorlo perlaceo,
            che vedo dalla finestra
            come quel sottile gambo
            che tiene alto e forte
            quella spiga di lavanda,
            al di là del mio sguardo
            oltre quel muro
            oltre la mia paura,
            se mi si priverà della primavera,
            io,
            si...
            proprio io,
            sboccerò lo stesso.
            Perché io,
            proprio io...
            la primavera
            me la porto dentro.
            Composta martedì 31 marzo 2020
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              Scritta da: Giovanni Minio
              in Poesie (Poesie catartiche)

              Alì Babà e la quarantena

              Alì Babà calò quaranta
              e chiuse la partita.
              I quaranta ladroni
              andarono in quarantena
              e non ci fu più, quell'altalena,
              solita delle Borse.
              Nessuno più rincorse
              il Dio denaro,
              in quel destino amaro,
              che colpì il Pianeta.
              Vuoi per obbligo,
              vuoi perché ci fu una sola meta,
              quella di guarire dall'infezione,
              ogni Nazione
              dichiarò la pace
              e rifiutò la guerra.
              Così sulla Terra,
              da allora, regnò il buon senso,
              l'Uomo non più visse,
              per l'autodistruzione
              ed il corso della storia
              cambiò di direzione.
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                Scritta da: Giovanni Minio
                in Poesie (Poesie catartiche)

                Un nuovo fiore

                La penna mi viene in mano
                e piano, piano, scrivo:
                Chi sono Io?
                Chi sei te?
                Ed il virus, cos'è?
                Orme di melma umana,
                impresse sul Pianeta,
                A poco, a poco, scemano.
                Dai deserti dell'Apocalisse,
                inusitate forze intervengono tra noi
                e neppure Ulisse
                saprebbe più dove andare,
                se non a casa.
                Fuori piove
                ma Primavera è alle porte.
                Sboccerà, quest'anno, un nuovo fiore,
                per la nostra Umanità?
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                  Scritta da: Giovanni Minio
                  in Poesie (Poesie catartiche)

                  Il dopo-virus

                  Attaccati dal virus,
                  ma attaccati alla vita,
                  combattiamo in prima linea,
                  strenuamente tutti,
                  stringendo i denti.
                  La battaglia è incerta
                  e la vittoria ancora lontana,
                  ma ce la faremo, nonostante tutto,
                  a vincere la malattia.
                  Intanto, chiusi in trincea,
                  seminiamo nuovi semi,
                  per un futuro migliore.
                  Verrà l'alba
                  ed una nuova Era
                  s'avvicenderà alla vecchia,
                  ormai marcia, alle radici.
                  Il dopo-virus, già s'affaccia all'orizzonte.
                  Non demordiamo,
                  ma a testa alta,
                  distruggiamo il nemico.
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                    Scritta da: Giovanni Minio
                    in Poesie (Poesie catartiche)

                    L'Italia s'è desta

                    Cantiamo tutti in coro dalla finestra.
                    Vinceremo su questo virus,
                    Vinceremo su ciò che resta.
                    Balliamo dai balconi
                    e facciamo karaoke.
                    Da finestra a finestra,
                    passiamoci un caffè,
                    Paese più bello al mondo, non c'è!
                    Tutto andrà bene,
                    tutto andrà per il meglio,
                    Il paese è ancora sveglio,
                    il Paese ce la farà.
                    Cantiamo tutti in coro
                    contro questa malattia,
                    perché più non ci sia,
                    perché vada via da qua!
                    Ed anche da casa mia,
                    si alza la bandiera.
                    Viva l'Italia,
                    l'Italia tutta intera.
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