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Poesie catartiche


Scritta da: Dario Pautasso
in Poesie (Poesie catartiche)

I miei ricordi

Se volete sapere come la ricordi
non cercate nei miei pensieri
cercate nel futuro della mia nostalgia.
Lì, al cader del sole
vedrete una mano quasi tonda
quasi impubere
portare un dito di capelli
dietro l'orecchio involuto e sereno.
Un fiore vi germoglierà
tra d'immezzo
giallo come un ranuncolo selvatico.

Capelli di rame, brace viva, foglie d'autunno.

Oh com'è calda la nostalgia
con i suoi mirati ritagli
le sue sottigliezze scorrette,
com'è ingiusta nell'escluder i difetti
dietro la sua mano sempre tesa
aperta d'innanzi allo sguardo.

Ma è lì che dovete cercare
se volete sapere come la ricordi.

Occhio di terra, d'oliva, e di mare burrascoso
occhio liquido di stagno
bocca ampia, tesa a cercare...
fronte acuta.
Molta intelligenza e bisogno di sicurezza:
binomio di sconfitta.
Amore.
Binomio di sconfitta.

Ti auguro di perdere in trionfo,
che il suono delle fanfare però
non spazientisca il germe
della mia inedia. sol questo!

Lascia che il passato si faccia tale
mentre anche la nostalgia
si avvicina, irriverente,
a portarmi via dal futuro
i miei ricordi di te.
Composta sabato 30 maggio 2015
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    Scritta da: Gianluca Cristadoro
    in Poesie (Poesie catartiche)

    Maschere

    Giocavo ad intristirmi con la maschera della giovinezza.
    Nulla intaccava l'ironia e la forza che a tutto rimediavano.
    Ma poco alla volta le maschere lasciano il segno
    e ci assomigliano, mentre il fuoco rimane vivo per combattere.
    E ne indossiamo un'altra, allegra e irriverente,
    mentre ricuciamo gli strappi e leniamo le ferite.
    Composta mercoledì 20 maggio 2015
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      Scritta da: Linda Reale Ruffino
      in Poesie (Poesie catartiche)

      Acqua e fuoco

      Acqua e fuoco
      quale sono io dei due elementi?
      La purezza o la passione,
      la frescura o l'arsura,
      l'innocenza o il peccato?
      Due volti della stessa medaglia
      gettata in aria e attesa
      nella sua caduta libera ove resta di fianco,
      stretta a forza dal suo equilibrio
      e non mostra la sua completa natura
      perché il conflitto è fusione di entrambi.
      Composta giovedì 30 aprile 2015
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        Scritta da: Lucio Doria
        in Poesie (Poesie catartiche)

        Al ristorante

        Strizzando l'occhio per un congenito difetto
        Chiamò il camerier per ordinare un bel filetto
        Naturalmente nulla fu servito dal ristoratore
        Lasciando a bocca asciutta l'avventore
        si alzò inferocito il cliente
        richiamando il cameriere impertinente
        chiese di quell'ordine ignorato
        il servitor allor con ghigno irrispettoso gli rispose
        dell'evidente scherzo che di occhio gli appariva
        sicché dell'apertur di palpebra con dita
        l'avventor fece forzatamente
        e tirando su un bel fiato ampiamente
        con tono autoritario senza aver di altre prove
        mandò l'indisponente cameriere fare in posterior altrove.
        Composta venerdì 24 aprile 2015
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          Scritta da: Angelo Minacapilli
          in Poesie (Poesie catartiche)

          Salmo 4 Giobbe

          Mi hai donato nuova vita
          Mi hai umiliato e rialzato come facesti con Giobbe
          Sono tuo perché sei Tu il mio profondo,
          Sei Tu il mio prossimo,
          Sei Tu il mio cielo
          e io non posso che aspirare a Te
          Non basta una vita per conoscere l'Infinito
          Come potrei conoscere i Tuoi Segreti
          Sono cieco ai tuoi Occhi
          E nel mio vuoto mi chiedo,
          chi potrà mutare un tuo disegno?
          Ai bambini è concesso immaginare ed anche sognare
          ad occhi aperti
          in questo consiste il dono di una vita
          Io non posso far altro che definirmi un bambino
          perché su questo ho meditato
          perché così Gesù ha affermato mentre
          curavo un lebbroso
          Ora che interi eserciti si sono schierati contro di me
          salva i miei corpi
          bacia i fiori di loto
          dammi scampo da Adamo
          Scuoti il mio Eidos
          Signore degli Eserciti.
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            Scritta da: Dorothy96
            in Poesie (Poesie catartiche)

            Desideri irrealizzabili

            Volerò
            Sulle mie ali di cartapesta
            Raggiungerò
            La libertà
            Il sole, il fuoco
            Nel cielo violaceo
            Respirerò
            Profumo di spensieratezza
            Mi libererò
            Dagli affanni terreni
            Dal dolore materiale
            Volerò
            Sulle mie ali di cartapesta
            Prenderanno fuoco
            E cadrò
            Tristemente cadrò
            Nel mare ghiacciato
            Non sentirò più niente
            E affogherò
            Tristemente affogherò.
            Composta domenica 22 febbraio 2015
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              Scritta da: Dario Pautasso
              in Poesie (Poesie catartiche)

              Daccapo

              Occhi d'un cielo d'inverno,
              iridi smeraldine, ghirlande lucenti:
              m'avvolgono.
              Accasciarmi e risalire
              al loro scintillio
              è un po' la mia vita.
              Così mi geli
              infinito ghiacciaio di pace.
              Così m'accendi
              sole verde, basso,
              sole d'alba.

              Labbra vermiglie, labbra di carne viva
              attendono silenziose, vibranti
              come un taglio di luna rossa.
              Aspettano labbra più sciatte
              ma più coraggiose nel venirgli appresso.
              Le accolgono.
              Labbra di lampone, ruvide
              vellutate,
              scelte da mano d'artista.
              Labbra nere di cera intiepidita.
              Labbra che odorano di vento
              e di ciliegia scura.
              Le cerco tra le trame del viso.
              Le prendo. Le assumo.
              Medicina dell'animo, veleno
              del mio cuore
              frettoloso.

              Alle volte ti cerco tutta intera
              e la tua espressione volubile,
              mutevole di volta in volta,
              mi rende cieco.
              Sono qui – mi dici.
              Eppur dev'essere un altro amore
              che sto avvicinando.
              Una forma nuova,
              un pensiero del tutto diverso.

              È bellezza – mi dice qualcuno
              - vive di metamorfosi.
              Va bene, di nuovo m'accascio
              e risalgo.
              Come daccapo.
              E tu sei la stessa.
              Composta giovedì 29 gennaio 2015
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                Scritta da: Dario Pautasso
                in Poesie (Poesie catartiche)

                Non adesso

                Ti dicono alzati
                Ti dicono di sorridere
                Ti dicono la vita è bella!
                Ti dicono un seme muore per ridare vita...
                Hanno gran voce e non fanno nulla, nulla.
                Portano via ratti ratti i loro bambini
                Che guardano un uomo che soffre:
                "non è bene che vedano piangere, capisci"
                S'arrabbiano, "smettila di piagnucolare!"
                Ti dicono, "ehi anche io sono a pezzi"... sai:
                Le tasse da pagare, il mutuo, la cucina nuova
                Mentre tu hai la morte nel petto
                Ed infinite ghirlande d'universo si sfilacciano
                Al suono troppo forte della vita che ti circonda
                e ruota sulle strade infinite del mondo.

                Ti dicono alzati
                Ti dicono di sorridere
                Ti dicono la vita è bella
                Poi ti lasciano solo, disteso, sfinito, morto
                Come una corteccia avviluppata dal tempo
                Come un fiore di gelido vento
                Come uno squarcio di luce verde in un tempio,
                Hanno adempiuto al loro dovere:
                hanno gettato le loro frasi circostanziali.
                Amico, se non capisci, non ti biasimo
                Non è facile. Ma risparmiami tutto questo.
                Leggimi un libro che parli leggero
                Di spazi comprensibili e finiti
                Di visi normali, di sorrisi corretti.
                Suonami la tua vecchia chitarra
                Sposta quest'aria di malattia con note
                Più gentili. Non a me l'Ipocrisia.
                Non adesso.
                Composta venerdì 18 giugno 2010
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                  Scritta da: Dario Pautasso
                  in Poesie (Poesie catartiche)
                  Ogni tanto sorge il sole
                  E mi trova ancora sgomento
                  S'insinua nelle palpebre
                  Mi abbaglia mentre è ancora notte
                  Dentro.

                  Sarà un sole pallido
                  Ma c'è,
                  Ed è come scivolare nella meraviglia
                  Come portare in seno dei fiori
                  Freschi
                  Di campo
                  Da donare a chi vuoi bene.

                  Ogni tanto sorge il sole
                  Quando è ancora notte
                  Ed io piango di commozione
                  Nel vapore di quei fiori
                  Odorosi
                  Di campo.

                  Ecco: la notte celere
                  Fa ritorno
                  Ricompare quando il sole è ancora alto
                  Giunge senza parola
                  Meschina
                  Fredda
                  Ammaliatrice.

                  Fa ritorno mentre il sole mi fissa
                  Mi avverte "adesso fermati"
                  Mi osserva, la notte,
                  Severa e forte
                  Ed io mi fermo
                  Col sole dritto in faccia.
                  Taccio.
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