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Poesie catartiche migliori


Scritta da: Andrea Manfrè
in Poesie (Poesie catartiche)

Se...

Se lei ti morde un orecchio,
ma quella "lei" è un rottweiler...

Se lei ti dice: "Lasciati andare",
ma tu sei appeso al cornicione...
Se quando fai la barba la prima lama tira fuori il pelo,
ma la seconda lo rimette a posto...

Se una mattina arrivi in anticipo al lavoro e pensi: "Che culo non ho trovato traffico",
ma poi ti accorgi che è domenica...

Se lei ha il reggiseno a balconcino,
ma ha anche le mutande a saracinesca...

Se la fortuna è cieca,
ma tu sulla fronte hai scritto: "Sono sfigato" in braille...

Se pesti una merda e dici: "Porta fortuna! ",
ma cazzo... in salotto!

Se sei sano come un pesce,
ma ti fanno male le branchie...

Se ti sei montato la testa,
ma non hai seguito le istruzioni...

Se la vita è una ruota,
ma sulla tua gira un criceto...

Se la prima volta che hai fatto l'amore è stata un'esperienza unica,
ma purtroppo è rimasta un'esperienza unica...

Se giochi a nascondino,
ma nessuno ti viene a cercare...

Se lei ha il viso d'angelo,
ma, cazzo!
Angelo è tuo fratello...

Se hai un sogno nel cassetto,
ma ti hanno fottuto la scrivania...

Se tu rincorri il mito del fallo,
ma lei rincorre il fallo del mito...

Se una sera decidi di fargliela pesare...
e scopri che sono due chili!

Se hai vinto una vacanza a Capri,
ma ci abiti da trent'anni...

Se dal tuo viso sprigiona una luce,
ma è solo perché hai le dita nella presa...

Se il mattino ha l'oro in bocca,
ma tu hai un termometro nel culo...

Se parli sette lingue,
ma tutte in italiano...

Se lei ti tiene sulla corda,
ma dà anche un calcio allo sgabello...

Se quando il gioco si fà duro,
lei è già andata via...

Se non ti entra la retro,
ma nel retro ti entra...

Se a Capodanno hai trombato,
ma poi hai capito che i proverbi sono solo una gran presa per il culo...

Se, messo di fronte ad un sacchetto di tisana,
ci metti solo due minuti per fumarla tutta...

Se hai preso il coraggio a due mani,
ma poi guardi bene...
e non è il coraggio...
e forse non servivano nemmeno due mani...

Se il paese và a puttane...
e sono tutti a casa tua...

Se succede tutto questo...
e tu riesci a mantenere la calma mentre tutti attorno a te hanno perso la testa...

Forse non hai capito bene che cazzo sta succedendo.
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    Scritta da: Andrea Manfrè
    in Poesie (Poesie catartiche)

    Nel mondo

    Nel mondo la povertà aumenta di continuo ma...
    domani il sole sorgerà ancora.

    Nel mondo le guerre mietono vittime ma...
    domani il sole sorgerà ancora.

    Nel mondo la fame di ricchezza distrugge ogni cosa ma...
    domani il sole sorgerà ancora.

    Nel mondo...

    Certo che il sole se ne sbatte i coglioni di quel che accade nel mondo!
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      in Poesie (Poesie catartiche)

      Loro e noi

      Stavano tutti fuori sulla veranda
      a chiacchierare:
      Hemingway, Faulkner, T. S. Eliot,
      Ezra Pound, Hamsun, Wally Stevens,
      E. E. Cummings e qualcun altro.
      "Senti", disse mia madre, "puoi
      dirgli di starsi zitti?".
      "No", dissi io.
      "Stanno dicendo solo fesserie", disse mio
      padre, "dovrebbero trovarsi
      un lavoro".
      "Ce l'hanno un lavoro", dissi
      io.
      "Un accidenti", disse mio
      padre.
      "Esattamente", dissi
      io.

      A quel punto Faulkner entrò
      dentro barcollando.
      trovò il whisky nella
      credenza e se lo portò
      fuori.
      "Una persona tremenda",
      disse mia madre.
      Poi si alzò e sbirciò fuori
      in veranda.
      "C'è una donna con loro",
      disse lei, "solo che sembra un
      uomo".
      "È Gertrude", dissi
      io.
      "C'è un altro tizio che sta facendo vedere i
      muscoli", disse lei, "dice di
      poterli battere a tre
      a tre".
      "È Ernie", dissi io.
      "E lui", mio padre mi indicò,
      "vuole essere come loro!".
      "È vero?", chiese mia madre.
      "Non come loro", dissi io, "ma uno
      di loro".
      "Trovati uno stramaledetto lavoro",
      disse mio padre.
      "Statti zitto", dissi io.
      "Che?".
      "Ho detto, statti zitto, sto ascoltando
      queste persone".
      Mio padre guardò sua moglie:
      "Questo non è figlio
      mio!".
      "Spero di no", dissi io.

      Faulkner entrò di nuovo nella stanza
      barcollando.
      "Dov'è il telefono?",
      chiese.
      "A che diavolo ti serve?", chiese
      mio padre.
      "Ernie si è appena fatto saltare
      le cervella", disse lui.
      "Lo vedi cosa succede alla gente
      così?", urlò mio padre.
      Mi alzai
      lentamente
      e aiutai Bill a trovare
      il
      telefono.
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