Poesie catartiche


Scritta da: Gianluca Cristadoro
in Poesie (Poesie catartiche)

Il cigno

Di vita ormai risolta l’equazione,
il velo tolto e nebbie fatte rade.

Da fango s’è rimossa la carcassa
dell’uomo vecchio, solo e deprivato
di luce, sole e tiepida speranza
ch'a giovine virgulto vien donato.

Da quella coltre grave e soffocante
è nato un cigno candido e lucente
che mondo solcherà cercando vita
e dedicar la propria a umana gente.
Composta martedì 18 febbraio 2020
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    in Poesie (Poesie catartiche)

    La ricerca

    Ho tante parole dentro,
    come un vocabolario,
    un romanzo o un diario,
    qualcuno ancora non mi ha letta,
    altri mi hanno solo consultata,
    altri credono
    di avermi studiata e imparata.

    Ho lasciato pagine bianche,
    per poter imparare,
    ho allegato alle parole,
    anche delle immagini per poterle
    meglio assimilare.

    Ma ho anche lasciato spazi vuoti
    dove la mia fragile punta acuminata
    si è spesso spezzata,
    di tante parole,
    cerco e ricerco ancora le definizioni,
    di molte altre circolano solo tante voci.

    Dimmelo tu che sottolinei
    i miei aspetti,
    che evidenzi i miei difetti,
    dimmelo tu cosa vuol dire vivere!
    Io che cerco ancora di scrivere,
    Tu sei solo una voce dislessica
    che diventa anche anoressica,
    Quando ti aspetti da me una ricerca,
    ti dimostri solo una fonte incerta.
    Composta giovedì 23 gennaio 2014
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      in Poesie (Poesie catartiche)

      Il suono della fragilità

      Sotto i miei passi
      non solo asfalti,
      sui marciapiedi di città
      tappeti di foglie morte
      che svelano una verità.

      Un secco scricchiolio
      è una sensazione che condivido
      come se mi sentissi io stessa
      artefice e vittima della sofferenza
      che riecheggia la mia stessa fragilità.
      Composta sabato 16 agosto 2014
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        Scritta da: Roberta Canu
        in Poesie (Poesie catartiche)

        Il sole della laguna

        Il sole della notte
        Ha la laguna nel cuore.
        Spiriti allegri si muovono
        Come a festa con le teste rivolte
        Alle nuvole.
        Le correnti crescono,
        L'aria è ricca di iodio
        Cosicché il mare possa
        Naufragare meglio.
        Il sole della laguna
        È concettuale, simile
        Ad un segreto che
        Si spiaggia e riceve cure
        Dalle meduse allegre.
        Il sole della laguna è un osservatore colto
        E prega in silenzio.
        Composta mercoledì 15 maggio 2019
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          Scritta da: Laura De Luca
          in Poesie (Poesie catartiche)

          La vecchia Maserati blu

          Ricevi adesso la mia confessione
          oh notte.
          Ruffiana meretrice!
          Tu assolvi financo i diavoli del profondo inferno.
          Ma nel buio non esiston ombre e
          sotto il tuo vestito s'inabissa il niente
          Giro per le tue strade buie
          e vedo quello che nascondi al giorno.
          Gettata ai margini d'un marciapiede sporco
          da un destino che di lei si è fatto beffa
          una donna gracile e malvestita
          spreme dolore da una risata acuta.
          Ride a tre uomini
          che se ne vanno
          dopo aver lasciato nel suo sesso
          seme marcio e inutile violenza.
          La scherniscono con oscenità e risate.
          mentre si allontanano su una vecchia Maserati blu.
          Lei resta sola e ride, ride forte
          ride in faccia al freddo e alla paura,
          Ride sguaiata, volgare, quasi a dar ragione a loro
          e a quegli insulti che si allontanano veloci e festanti insieme al rombo del motore della
          vecchia Maserati blu.
          Scende il tuo silenzio, oh notte, sui protagonisti di questa triste storia e su tutte le storie tristi che non hanno voce.
          Ho voglia di gridare ma la donna gracile e malvestita, come un fantasma, sorge dall'abisso dell'inesistenza, mi guarda e mi fa segno di tacere. "È inutile" mi dice "Io sono stata scritta su questo marciapiede, non su una Maserati!"
          Ride, ride sguaiata e volgare mentre scompare tra le pieghe della sua triste storia.
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