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Poesie catartiche


Scritta da: Dario Pautasso
in Poesie (Poesie catartiche)

Normale

Quando hai paura e non sai perché
quando tutto ti infastidisce
quando un cruccio diventa un peso insopportabile
quando cerchi tenerezza senza voler rinunciare alla tua solitudine
quando anche alzarsi è una fatica troppo grande
beh, in quei casi, sì, sei normale.

Sei normale se soffri d'amore fino a tremare
se il petto ti si chiude per una sconvenienza
che chiunque giudicherebbe leggera
ma non tu.
Non sei normale se tutto questo non accade
se procedi sempre sicuro sulle macerie, dico
no! Non sei normale.
Se non piangi, se non urli, se non scuoti le fronde
pesanti dei tuoi pensieri
dimmi tu, come ti senti?

Se in certi momenti vorresti sparire
se in altri morire
ecco, io dico, è normale anche questo.

Se desideri mostrarti al mondo mentre tutt'attorno
esplodono le bombe
ti pare normale?

Fai di te il meglio che puoi
ma, Dio, lascia perdere i confronti:
non è normale.
Composta sabato 13 giugno 2015
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    Scritta da: ROBERTO POZZI
    in Poesie (Poesie catartiche)

    L'armadio senza chiave

    Se sbagliare è umano,
    devo avere oltrepassato il limite
    concesso dall'onnipotente Dio
    credendo di potere di cambiare
    la natura che lui mi ha donato.

    Assecondando le dottrine di una chiesa
    da secoli svuotate della compassione
    del suo umano e divino creatore,
    come l'ennesimo Giuda rinato
    ho tradito me stesso.

    Rinnegando la consapevolezza dell'essere,
    ho lottato per decenni contro il fato
    che mi conduceva verso l'accettazione
    di un originale ma odiata diversità,
    ho rinchiuso nell'armadio senza chiave
    quella parte che illuminava
    la mia anima persa.

    Il disprezzo verso quell'innominabile frammento
    di una personalità da dover annientare
    aveva quasi distrutto il mio vitale istinto,
    finché ho compreso l'assoluta verità:
    nessuno ha il diritto di erigersi a padre eterno,
    distruggere chi sei sempre stato
    e chi sei destinato a diventare.
    Composta giovedì 1 ottobre 2015
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      Scritta da: Marco Sette
      in Poesie (Poesie catartiche)

      Saranno diversi i giorni e il mondo intero

      Sarà diverso il respiro, lo sguardo che affonda nel buio
      sarà diverso il tocco e la pelle, saranno diversi i baci
      ogni bacio sarà diverso
      sarà diverso il raggio di sole, il bagno di luce
      le parole che diciamo, ogni canto ogni grido
      sarà diverso il cielo e il vento, le onde impazzite
      sarà diverso il sonno e l'odio, sarà diverso il male
      la gioia e ogni singolo ricordo.
      Saranno diversi i giorni e il mondo intero
      tutto sarà diverso piccola mia, sarà tutto diverso.
      Ora dormi.
      Non soffrire.
      Non pensarci.
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        Scritta da: Dario Pautasso
        in Poesie (Poesie catartiche)

        E lei non c'era

        Mi svegliai, ricordo era un Martedì
        e colsi subito il sapore amaro della tristezza
        rimasi a letto per ore
        non credo avrei potuto fare diversamente.

        Fuori c'era un sole che appariva opaco
        i miei gatti dormivano e dormivano
        sembravano non dovessero svegliarsi mai
        nessuno dei due venne a chiedermi un buffetto
        la tv mandava in onda programmi così deprimenti
        che la tenni accesa solo perché la mia angoscia avesse una compagnia

        Mi alzai per bere, l'acqua aveva un gusto rancido
        mi sedetti un attimo sul divano,
        inserii The Wall dei Pink Floyd nel pc
        ma quel suono che tanto amo
        annodava la gola

        e lei non c'era

        e il telefono non emise un suono in tutta la giornata
        ed ero solo al mondo
        e i cani non abbaiarono
        e non una voce di bambino filtrò dalle finestre
        non un canto d'uccello

        e lei non c'era

        ma non mi riuscì di far scendere una lacrima di catarsi
        mai, finché fu sera
        e la luna taciturna e sottile guardava minacciosa
        e le stelle cadenti scappavano fugaci
        sembravano puntare altrove
        altrove altrove

        infine venne la notte
        e i sogni erano severi
        mi scuotevano irreprensibili
        e finalmente sorse il sole
        e tutto riprese come sempre
        ma quel giorno, quel martedì
        lo ricordo,
        il mondo non si voltò mai dalla mia parte.

        Poi, lei non c'era.
        Composta mercoledì 16 settembre 2015
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          Scritta da: Dario Pautasso
          in Poesie (Poesie catartiche)

          Buio e miele

          Dipingi ancora le mie giornate
          con la pennellata lieve delle tue
          mani nelle mani mie.
          Non ti chiedo molto per
          ritrarre un po' di colore, vedi?

          Lanciami nell'incompresa speranza
          e se devi raccogliermi pulcino
          qualche volta, non temere!
          Io saprò ancora volare
          nel tuo incondizionato abbraccio.
          Volerò un po' più alto,
          o un po' più basso.
          Ma volerò, e tu con me.

          Perché il petto si chiude al bello, talvolta.
          Sì, lo ammetto, talvolta, si chiude.
          E mi devo concedere solitario
          alla lotta eterna dell'io.

          Amore, non voltiamo più le spalle
          all'incompreso. Siamo uccelli, siamo gialli girasoli,
          volti al sole nel giorno più bello.
          Non tutto può essere ammissibile alla mente.
          Ragiona sul sentimento e avrai scordato il sentimento.

          Facciamo di mille errori grano per per le stagioni buie
          e non sperpero di gioia,
          non abbattimento di volontà.

          Facciamo sbocciare fiori
          dove tutti si aspettano il freddo dell'inverno,
          nelle lande dove apparirebbe impossibile,
          lasciamo intercorrere un fascio di luce
          tra i nostri visi che, giocosi,
          tornano a specchiarsi.
          Occhi tuoi nei miei.
          Cielo e terra.
          Composta lunedì 31 agosto 2015
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            Scritta da: Dario Pautasso
            in Poesie (Poesie catartiche)

            La mia tristezza

            Prova a chiedere ad un bambino
            cosa non vada,
            perché stia piangendo:
            allargherà le braccia,
            scuoterà la testa,
            piangerà, dirà: "non lo so",
            "ho paura".

            È la tristezza.

            Io talvolta mi aggiro
            muto come una tomba,
            le gambi tremanti.
            "Cosa c'è che non va?".
            "Sono un bambino", vorrei dire.
            Ma allargo le braccia,
            e sussurro "ho paura".

            È la mia tristezza.
            Composta giovedì 16 luglio 2015
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              Scritta da: Elcoche
              in Poesie (Poesie catartiche)
              Ti ho incontrato stanotte, nei miei sogni agitati, ti sentivo pervadermi e riempirmi di fuoco.
              Il nostro incontro è stato senza respiro, il tuo calore mi bruciava in modo così continuo da divenire soffocante.
              Cercavo di sfuggirti, poi ad un tratto ho compreso che non avrei mai potuto continuare senza di te.
              Dopo la tua iniziale richiesta è diventata un obbligo:
              "Raffaele ho deciso di spossarti".
              Grazie caldo estivo.
              Composta lunedì 29 giugno 2015
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