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Poesie di Alessandro Petrelli

Scrittore e Fisioterapista, nato giovedì 19 aprile 1990 a Lecce (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Alessandro Petrelli

La partenza

La partenza lascia sempre un retrogusto amaro. Che di volta in volta cresce, come le rughe sul viso dei nonni a ogni ritorno. E lascia anche un po' di rabbia, forse. Quando pensi che in fondo è irrazionale, in una terra così bella non poter fiorire. Infine ti lascia il dubbio. E fai il bilancio del tuo viaggio in barca, sospinto da una corrente di principi che ti sei imposto. E ancora una volta ti chiedi se la felicità sta in ciò che stai inseguendo o in ciò che ti sei lasciato indietro.
Alessandro Petrelli
Composta domenica 5 gennaio 2020
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    Scritta da: Alessandro Petrelli

    #17

    C'è ancora impresso il tuo sorriso
    tra le stanze della casa,
    e tra il vociare dei tuoi amici
    a tratti è come udirlo ancora.

    C'è quel numero un po' ovunque,
    nelle case e dentro i bar,
    o indelebile sui corpi
    di chi non lo accetta mai.

    C'è il tuo posto in mezzo al campo,
    non occorre un sostituto,
    è la tua carica a bastare
    ad altri mille incontri ancora.

    C'è il vigore dei tuoi abbracci,
    e se ne avverte la pressione,
    e sulla pelle anche il calore,
    e sui vestiti anche l'odore.

    È ancora tutto ben disposto,
    in cameretta e nei tuoi spazi,
    ogni tua cosa sta al suo posto
    e non hai modo di adirarti.

    C'è la tua squadra ogni week end
    e tu la segui e vince ancora,
    c'è la tensione e la speranza,
    la porta chiusa della stanza.

    È tutto come lo hai lasciato,
    perché non lo hai lasciato mai,
    persino quando il dubbio è tanto
    sei solo nella stanza a fianco.
    Alessandro Petrelli
    Composta lunedì 15 aprile 2019
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      Scritta da: Alessandro Petrelli

      Non ho mai sentito freddo

      Fuori dal tuo corpo
      e non ho mai sentito freddo,
      nemmeno negli inverni che sei brava a riscaldare;
      e neanche nelle notti
      ove il senno ancor non viene,
      e tu non sei maestra e mi hai coniato con la lode;
      e mai sei rimatrice,
      chi ti chiede quell'immenso?
      che svela una poesia che proprio mai saprò imitare;
      e parlan di egoismo,
      che nessuno si discerne,
      e tu sperperi vita per quel ché non ti appartiene.
      Non ho mai sentito freddo,
      e nemmeno una paura,
      che in mezzo ad ogni guerra mi recinti e sei trincea.
      E fendono il cordone,
      strillo il pianto del diniego,
      leggo l'indice col palmo, scorgo te, niente più freddo.
      Alessandro Petrelli
      Composta martedì 20 novembre 2018
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        Scritta da: Alessandro Petrelli

        Torre dell'orso

        Se i primi amori
        calpestando la tua sabbia ho incontrato,
        e la spensieratezza di non aver doveri,
        che la scuola o il lavoro eran lontani,
        sazio ogni giorno dei tuoi lauti averi.
        E intorno, in alto, a fissarci invidioso
        allunga la mano: ti vorrebbe il mondo;
        la torre zelante, il rivolo dolce
        e i mezzi busti premurosi in fondo.
        E il tempo corre, risoluto,
        col suo movente mi porta via,
        e ad ogni mio rimpatrio
        fisso il tuo corpo e ritorni mia.
        Riecco i pensieri, se contrastanti,
        di contentezza o immotivato rancore,
        calpestando la tua sabbia poi lo rincontro,
        è tutt'intorno, il mio primo amore.
        Alessandro Petrelli
        Composta domenica 18 novembre 2018
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          Scritta da: Alessandro Petrelli

          Se dovesse finire

          E se dovesse finire
          che si spenga il sole
          che nessuno possa più guardare il tuo viso sorridere come l'ho visto io,
          che a confronto il sole sembrava già spento.

          Se dovesse finire
          che detonino le stelle
          che chi vorrà starti a fianco nella notte non abbia nulla da mostrarti,
          come quando le ammiravamo insieme e paragonate a te erano il vuoto.
          Alessandro Petrelli
          Composta giovedì 19 luglio 2018
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            Scritta da: Alessandro Petrelli

            Ora che c'è il suo viso

            Come sarà, nell'avvenir, guardare il cielo?
            se nella somma grazia ai suoi iridi mai ha retto.
            Come sarà la coltre bianca giù in giardino?
            se nel candore immenso ben più niveo c'è il suo viso.
            E quel frumento aureo sopra cui rasenta il vento,
            se sfioro i suoi capelli, a malincuor, commette plagio.
            E il mondo che encomiate, se quel sole ve lo scalda,
            ostento il cuore mio, così da voi è perenne inverno.
            Alessandro Petrelli
            Composta venerdì 2 marzo 2018
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              Scritta da: Alessandro Petrelli

              Anime fiduciose su binari controcorrente

              È un'attesa perenne su banchine affollate,
              e i treni passano veloci,
              con anime confuse e su binari tortuosi.
              Sulle indicazioni sbiadite cospargiamo speranza,
              creduli di cambiare,
              per l'ultima volta,
              pensieri mutevoli come la rotta.
              Sorvoliamo passanti con anime affini,
              tralasciamo banchine su paesaggi verdi,
              siamo noi a scegliere oppure siamo scelti,
              da orizzonti ingannevoli e scenari apparenti.
              Con valigie pesanti e percorsi da rifare,
              ascoltando consigli su come sbagliare,
              con speranza ostinata o illusione insistente,
              siamo anime fiduciose su binari controcorrente.
              Alessandro Petrelli
              Composta lunedì 5 febbraio 2018
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