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Post di Alessandro Petrelli

Scrittore e Fisioterapista, nato giovedì 19 aprile 1990 a Lecce (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Poesie, in Umorismo e in Frasi per ogni occasione.

Scritto da: Alessandro Petrelli
Nel giorno della sua sessantesima seduta di fisioterapia, dopo aver subito il graduale peggioramento al quale si era già preparato, il paziente si fermò durante un esercizio e si sedette, spossato da un'attività che fino a qualche anno prima non gli avrebbe causato nemmeno il minimo sforzo.
"Perché si è seduto? Dobbiamo terminare l'esercizio", gli disse il fisioterapista.
Il paziente scosse la testa e fissò il pavimento. "Non serve a niente", rispose.
Il fisioterapista si accovacciò di fronte al paziente e lo fissò con un'espressione severa. "Lei sta giocando una partita molto complicata", gli disse. "Contro un avversario temibile, che prima o poi, in un modo o nell'altro, avrà la meglio. Nessuno ha mai battuto il Parkinson, fino ad oggi ha sempre vinto lui. Ma possiamo scegliere tra due opzioni: la prima è far durare questa partita pochi giorni, arrenderci e dargliela vinta. La seconda è lottare fino in fondo, aggredirlo, farlo stancare, dargli testa per tutti gli anni in cui riusciremo a farlo.
Quando lei sta a casa può decidere di arrendersi, perché sta solo e la decisione spetta solo a lei. Ma quando lei viene qui non gioca da solo, ci sono anch'io in campo. E io detesto perdere!".
Alessandro Petrelli
Composto venerdì 21 giugno 2019
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    Scritto da: Alessandro Petrelli
    Quando vi stancherete di pensare che la colpa della situazione attuale italiana sia solo dei politici? Quando comincerete a capire che siamo noi cittadini, con ogni minuscola azione, ogni singolo giorno, a rovinare l'Italia? È facile dare la colpa a chi sta ai piani più alti e lavarcene le mani, continuando ad assumere comportamenti deleteri per la nazione giustificati sempre dal solito, stupido movente: "fanno tutti così, quindi lo faccio anch'io".
    Siamo noi ad aver rovinato l'Italia, e siamo noi che continuiamo a rovinarla. Lo facciamo ogni volta che evitiamo di fare uno scontrino o una fattura nelle nostre attività, ogni volta che andiamo al ristorante di un amico e gli diciamo "tranquillo, non farmi lo scontrino", oppure "dai, ti pago 60 euro ma fai lo scontrino di 20"... e va bene, scambiamoci pure i favori tra amici, tanto "lo fanno tutti". Roviniamo l'Italia ogni volta che assumiamo un dipendente nella nostra azienda a tempo pieno e gli facciamo il contratto part-time, ogni volta che lo paghiamo dandogli la metà di quanto è riportato nel netto in busta paga, ogni volta che gli neghiamo le ferie e tutti i diritti che gli spettano, perché, cazzo: "gli stiamo facendo un favore, gli stiamo dando un posto di lavoro, quindi abbiamo tutto il diritto di pestargli la testa e di sfruttarlo fino all'osso, e poi perché cazzo dovrei pagare le tasse allo Stato? Lui frega me e io frego lui, no? Lo fanno tutti". Roviniamo l'Italia ogni volta che andiamo a chiedere un bonus o un diritto che in realtà non ci spetta, ogni volta che percepiamo un reddito di cittadinanza, o un'indennità naspi, o una cassa integrazione e nel frattempo lavoriamo in nero per scelta, ogni volta che non dichiariamo tutto quello che dobbiamo effettivamente dichiarare, ogni volta che ci facciamo togliere una multa "dall'amico che ha agganci", ogni volta che, grazie a una nostra posizione, influenziamo l'assunzione del personale di un'azienda raccomandando gli amici o chi in passato ci ha fatto dei favori, e anche ogni volta che ci facciamo raccomandare... ma bisogna farlo, mi raccomando, non puntiamo mai sulle nostre qualità, ma sulle raccomandazioni, perché, cazzo, "lo fanno tutti". Roviniamo l'Italia ogni volta che proponiamo ai nostri pazienti uno sconto sulla visita medica in cambio di un'evasione fiscale. Roviniamo l'Italia ogni volta che non rispettiamo qualsiasi regola, anche la più stupida, anche quando per esempio non ci fermiamo alle strisce pedonali, quando gettiamo la plastica nella carta, quando inquiniamo l'ambiente. Ogni volta che ignoriamo e non reagiamo di fronte a una questione ingiusta che ci passa vicina ma che non ci riguarda in modo diretto. Starete pensando che quest'ultime siano delle cazzate, ma qual è la prima cosa che notate quando fate un viaggio in un Paese ricco e civile? Il rispetto delle piccole regole! Si comincia da lì.
    Sì, lo so, diventa sempre più difficile essere onesti, diventa sempre più difficile mettersi dalla parte del bene, ci sono i falsi politici e i mafiosi, ci sono le truffe e le corruzioni, ci sono le tasse che aumentano di giorno in giorno, c'è di tutto, quindi mettiamoci tutto ciò che volete... oppure per una volta lasciamolo da parte e chiediamoci il perché di tutto questo, chiediamoci cosa possiamo fare, nel nostro piccolo, per cambiarlo anche solo di mezzo millimetro, chiediamoci se ciò che stiamo facendo ogni giorno cambia in meglio l'orrore che ci circonda o se invece gli dà carburante. Smettiamo, per una volta, di fare "quello che fanno tutti".
    Siamo uno dei Paesi più belli in assoluto, abbiamo tutto, abbiamo il mare, la montagna, la storia, l'arte, la cucina e la bellezza, siamo il luogo di nascita di scienziati, artisti e di alcune delle menti più brillanti che il mondo abbia mai conosciuto.
    Non deve cambiare l'Italia, dobbiamo cambiare noi italiani, e ci servono tanti "buoni esempi".
    Sii uno di quelli.
    Alessandro Petrelli
    Composto giovedì 9 maggio 2019
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      Scritto da: Alessandro Petrelli
      Auguri,

      Auguri al bambino che sta lottando con un male, e auguri ai suoi genitori, che nonostante il dolore lo guardano e sorridono mentre scarta il loro regalo. In questo giorno così speciale nel quale ci tengono a togliere dal viso del figlio le macchie della sofferenza più brutta del mondo e a fargli accogliere il Natale in un modo normale, come fanno tutti...
      Auguri a chi sta lottando contro la povertà: ai bambini, alle mamme, ai papà, ai medici senza frontiere...
      Auguri a chi sta talmente lontano da casa da non riuscire a tornare, perché quei soldi che riesce a guadagnare li spedisce proprio lì, alla sua famiglia, per non farle mancare nulla...
      Auguri a chi non ha persone a cui dare gli auguri...
      Auguri a chi si è pentito dei propri errori e lotta ogni giorno per rimediare...
      Auguri a chi ha perso persone care e darebbe tutto per stare a fianco a loro in questo momento...
      Auguri ai meno fortunati, a chi non sa nemmeno che oggi sia Natale, a chi non lo può capire...
      Auguri a chi ha paura che questo possa essere il suo ultimo Natale...
      Auguri a chi, nonostante tutto, riesce ancora a sognare. Perché il Natale è un luogo dove il cuore rimane per sempre bambino, e il cuore di un bambino è il cuore più felice...
      Auguri a chi crede in un mondo migliore, perché credendoci lo sta già rendendo tale...

      Auguri!
      Alessandro Petrelli
      Composto martedì 25 dicembre 2018
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        Scritto da: Alessandro Petrelli
        Cara Susanne,

        mentre viaggio allontanandomi da te sento il mio cuore che si sgretola. E così facendo lascia residui lungo il percorso che si portano via i pezzi di quella felicità dello stare insieme.
        Ho preso di mira una montagna mentre partivo, quella più vicina alla tua casa. E più passa il tempo, più quella montagna diventa piccola. Viceversa la mia tristezza cresce a dismisura. Alla fine di questo viaggio la vera montagna sarà la mia angoscia, e quella presa di mira all'inizio sarà ormai invisibile. Ma tra le due vi sarà sempre un arcobaleno ad unire i nostri cuori. Come nei più bei dipinti.

        Ti amo, tuo Christopher.
        Alessandro Petrelli
        Composto martedì 24 aprile 2018
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          Scritto da: Alessandro Petrelli
          Non importava come e quando, è bastato incontrarsi, è bastato guardarsi negli occhi e scrutarsi un attimo all'interno per creare quel legame. E non importavano le condizioni dei soggetti o le loro intenzioni, quel legame si è creato in un modo egoisticamente perfetto ed è cresciuto, fregandosene delle loro menti, delle loro paure, delle loro sicurezze. Non sono importate le conseguenze, né i dolori, né i sensi di colpa, quel legame doveva crescere senza pensare a nient'altro. Non ci fu un caso, non ci fu una coincidenza, nessuna forza avrebbe retto, nessuna negazione sarebbe durata, quel legame doveva crearsi, era tutto scritto, bastava un incontro, un semplice sguardo.
          Alessandro Petrelli
          Composto sabato 6 maggio 2017
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            Scritto da: Alessandro Petrelli
            Mi piace dividere gli anni in cui ho vissuto in due periodi: il periodo della riva e il periodo del mare aperto. La maggior parte delle persone passa la vita standosene a riva. In fondo si sta bene: c'è la spiaggia, il bel mare, gli ombrelloni, altre persone con le quali scambiare qualche parola. Perché mai dovremmo inoltrarci in mare aperto? A riva non c'è bisogno di nuotare, in mare aperto si. Altrimenti anneghi. A riva stai rilassato a prendere il sole, in mare aperto sei costretto a lottare anche con te stesso. Ma avete mai provato a pensare a cosa rappresenta la spiaggia in cui vivete sul planisfero? Niente, soltanto un puntino indistinguibile dal resto. C'è un mondo oltre l'orizzonte. Ho deciso di inoltrarmi in mare aperto quando ho capito che avevo voglia di scoprire quel mondo. Non mi andava di accontentarmi di quella sola spiaggia. Avrei voluto vedere altri posti, se più belli o più brutti non avrebbe fatto differenza. Sarebbe servito comunque. Perché nessuno mi ha mai assicurato che quella spiaggia fosse il posto adatto a me. Sono semplicemente nato lì per caso. I primi anni in mare aperto sono stati difficili. L'orizzonte inizialmente è sempre uguale: un'infinita distesa blu che sembra non volerti mostrare altro. È l'orizzonte la cosa che ci rende più insicuri, che ci impedisce di partire. A volte mi son sentito annegare. A volte mi è venuta voglia di tornare indietro. Ma ora sto cominciando a vedere nuovi posti e ho capito che spreco sarebbe stato passare la vita su quella spiaggia. Sono all'inizio del mio lungo viaggio ma mi sento di consigliarvi una cosa: non abbiate paura di nuotare da soli. Oltrepassatelo quell'orizzonte!
            Alessandro Petrelli
            Composto sabato 28 gennaio 2017
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