Post di Alessandro Petrelli

Scrittore e Fisioterapista, nato giovedì 19 aprile 1990 a Lecce (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Poesie, in Umorismo e in Frasi per ogni occasione.

Scritto da: Alessandro Petrelli
Giovedì 13 maggio 2021, ore 11:37. Era da nove mesi che non passavo un po' di tempo coi miei genitori nel tepore della mia terra. Sono sul sedile posteriore di un'auto che profuma di nuovo. Mio padre è alla guida, mia madre gli siede a fianco e ha le mani posate sulle cosce. Porta una fede al dito da più di trent'anni, alla quale è rimasta sempre osservante. Il vento che si intrufola dal finestrino le accarezza i capelli. La radio suona una nostalgica canzone degli anni '80. Fuori, a due passi da me, scorrono il mare Adriatico e i vecchi ricordi.
Tutto ciò ha un effetto magico, mi fa vibrare il cuore. Vorrei che questo momento non finisse mai. Ho finalmente compreso il valore di ogni singolo istante.
Alessandro Petrelli
Composto giovedì 13 maggio 2021
Vota il post: Commenta
    Scritto da: Alessandro Petrelli
    È una continua rincorsa al traguardo, tra affanni e cadute, esultanze e tormenti. Consapevoli che ogni meta non sarà mai l'ultima, e che ci concederà soltanto pochi istanti di gratitudine, dopo i quali saremo costretti a rimetterci in marcia. Perché in fondo siamo nati per questo, per inseguire un sogno che prospera senza mai fermarsi. E noi non possiamo fare altro che correre.
    Alessandro Petrelli
    Vota il post: Commenta
      Scritto da: Alessandro Petrelli
      Scrivere è l'attività più ardua che conosco: richiede energia mentale, freschezza quando dovresti essere già cotto, dedizione, pazienza, passione, sacrificio, autocritica, perseveranza, e un numero di ore che non pensavi nemmeno di avere a disposizione nelle tue giornate.
      La maggior parte degli scrittori non guadagna quasi nulla con ciò che pubblica, e se devo essere sincero non saprei quale possa essere la somma di denaro adatta a ripagare tutto il lavoro che c'è dietro. Ma io non scrivo per soldi, né per fama, né per immagine. Scrivo perché voglio far muovere qualcosa all'interno di uno sconosciuto lettore, scrivo perché voglio fargli provare le stesse emozioni che provo e che lui stesso ha provato, e per fargli ripercorrere sentieri della vita che ha ritenuto sperduti, dei quali non ha mai raccontato a nessuno; scrivo per fargli capire che in fondo non è mai stato solo, e che ci sono altre anime in giro che non conoscono nemmeno la sua faccia, ma che sarebbero in grado di comprenderlo. E mi rendo conto che in fondo la scrittura è proprio questo: è una pacca sulla spalla data a una persona che non hai mai visto, uno scambio di confidenze con un amico che non hai mai conosciuto, un abbraccio caloroso a una madre che non ti ha mai partorito, un bacio sulle labbra a una ragazza che non hai mai amato. E non importa quanto lunga possa essere la lista dei lettori, perché se alla fine della mia vita sarò stato in grado di far provare anche una sola di queste emozioni a uno di essi, allora non avrò scritto invano.
      Alessandro Petrelli
      Composto martedì 13 ottobre 2020
      Vota il post: Commenta
        Scritto da: Alessandro Petrelli
        Nel giorno della sua sessantesima seduta di fisioterapia, dopo aver subito il graduale peggioramento al quale si era già preparato, il paziente si fermò durante un esercizio e si sedette, spossato da un'attività che fino a qualche anno prima non gli avrebbe causato nemmeno il minimo sforzo.
        "Perché si è seduto? Dobbiamo terminare l'esercizio", gli disse il fisioterapista.
        Il paziente scosse la testa e fissò il pavimento. "Non serve a niente", rispose.
        Il fisioterapista si accovacciò di fronte al paziente e lo fissò con un'espressione severa. "Lei sta giocando una partita molto complicata", gli disse. "Contro un avversario temibile, che prima o poi, in un modo o nell'altro, avrà la meglio. Nessuno ha mai battuto il Parkinson, fino ad oggi ha sempre vinto lui. Ma possiamo scegliere tra due opzioni: la prima è far durare questa partita pochi giorni, arrenderci e dargliela vinta. La seconda è lottare fino in fondo, aggredirlo, farlo stancare, dargli testa per tutti gli anni in cui riusciremo a farlo.
        Quando lei sta a casa può decidere di arrendersi, perché sta solo e la decisione spetta solo a lei. Ma quando lei viene qui non gioca da solo, ci sono anch'io in campo. E io detesto perdere!".
        Alessandro Petrelli
        Composto venerdì 21 giugno 2019
        Vota il post: Commenta
          Scritto da: Alessandro Petrelli
          Auguri,

          Auguri al bambino che sta lottando con un male, e auguri ai suoi genitori, che nonostante il dolore lo guardano e sorridono mentre scarta il loro regalo. In questo giorno così speciale nel quale ci tengono a togliere dal viso del figlio le macchie della sofferenza più brutta del mondo e a fargli accogliere il Natale in un modo normale, come fanno tutti...
          Auguri a chi sta lottando contro la povertà: ai bambini, alle mamme, ai papà, ai medici senza frontiere...
          Auguri a chi sta talmente lontano da casa da non riuscire a tornare, perché quei soldi che riesce a guadagnare li spedisce proprio lì, alla sua famiglia, per non farle mancare nulla...
          Auguri a chi non ha persone a cui dare gli auguri...
          Auguri a chi si è pentito dei propri errori e lotta ogni giorno per rimediare...
          Auguri a chi ha perso persone care e darebbe tutto per stare a fianco a loro in questo momento...
          Auguri ai meno fortunati, a chi non sa nemmeno che oggi sia Natale, a chi non lo può capire...
          Auguri a chi ha paura che questo possa essere il suo ultimo Natale...
          Auguri a chi, nonostante tutto, riesce ancora a sognare. Perché il Natale è un luogo dove il cuore rimane per sempre bambino, e il cuore di un bambino è il cuore più felice...
          Auguri a chi crede in un mondo migliore, perché credendoci lo sta già rendendo tale...

          Auguri!
          Alessandro Petrelli
          Composto martedì 25 dicembre 2018
          Vota il post: Commenta
            Scritto da: Alessandro Petrelli
            Cara Susanne,

            mentre viaggio allontanandomi da te sento il mio cuore che si sgretola. E così facendo lascia residui lungo il percorso che si portano via i pezzi di quella felicità dello stare insieme.
            Ho preso di mira una montagna mentre partivo, quella più vicina alla tua casa. E più passa il tempo, più quella montagna diventa piccola. Viceversa la mia tristezza cresce a dismisura. Alla fine di questo viaggio la vera montagna sarà la mia angoscia, e quella presa di mira all'inizio sarà ormai invisibile. Ma tra le due vi sarà sempre un arcobaleno ad unire i nostri cuori. Come nei più bei dipinti.

            Ti amo, tuo Christopher.
            Alessandro Petrelli
            Composto martedì 24 aprile 2018
            Vota il post: Commenta