Questo sito contribuisce alla audience di

Poesie catartiche


Scritta da: Loris P.
in Poesie (Poesie catartiche)

Ossesso d'autunno

Mi segui dappertutto,
nella mia testa trasmettono repliche varie,
massacranti e noiose,
dalle atmosfere cupe ed afose,
di un'estate che non avrei mai voluto vivere.

Rovine di sentimenti demoliti,
arazzi inceneriti,
corpi incandescenti
pregano di andare in fumo,
l'odore di carne bruciata
profuma la stanza,
i piatti sporchi di maionese
si nascondono dai soli stanchi,
nei pomeriggi delle domeniche d'ottobre,
nell'ombra del lavandino.

Non prego che tu te ne vada,
ti indispettirei solo,
sei in una culla
di latta,
e piangi perché hai paura
della luce accesa,
non ti urlo contro,
lascio che tu mi dia ancora
occhi chiusi e spazi neri,
lascio che tu mi faccia pensare
per sempre a ieri,
lascio che tu mi trascini
ancora verso il mio culto ingiustificato,
e morire continuamente su questo pavimento
perlato.
Composta domenica 16 ottobre 2016
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: FRANCA COLOZZO
    in Poesie (Poesie catartiche)

    In fuga dalla notte

    S'apre al silenzio,
    su arcani sentieri,
    la notte.
    Vertigini di sonno,
    prive di sogni, pesco
    nelle lagune del tempo
    dove, fantasma spento,
    fluttuo in cerca di risposte
    che non trovo.

    S'apre alle tenebre
    delle ore scandite
    da lancette virtuali,
    ai passi stanchi
    di presenze erranti
    da altre dimensioni.

    Fugge la notte
    la mia penna veloce
    che la veglia accompagna
    e che traccia spirali di luce
    nell'attesa dell'alba
    e d'un timido raggio di sole.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Lucia Donati
      in Poesie (Poesie catartiche)

      Vivere

      Il canto di libertà degli uccelli
      è lì perché tu possa vivere
      la libertà in te;
      la bellezza del fiore
      è lì, perché tu possa vivere
      la bellezza in te;
      la potenza del cuore è lì
      perché tu possa vivere
      la tua potenza del cuore,
      e goderne tutti i benefici.
      Composta mercoledì 31 agosto 2016
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: _4bendy4_
        in Poesie (Poesie catartiche)

        Caciotta marina

        Giallo e bianco,
        Dolce vergine,
        Salato ed odoroso,
        Profumato di un respiro:
        Respiro di casa,
        Respiro di fresco,
        Respiro d'età taciturna.
        Anni immersi
        Nel sapore,
        Segni di mani
        Che mi giravano
        E cambiavano la mia
        Prospettiva.
        Prospettiva di visi,
        di gusto e di vesti
        Che mi ricoprivano.
        Il mondo si scopre,
        Con le sue genti,
        Con i suoi modi e così,
        La mia fragranza,
        Venne assaggiata.
        Composta martedì 1 gennaio 3107
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: FRANCA COLOZZO
          in Poesie (Poesie catartiche)

          Lettera a Giulio Regeni

          Gocce disperse
          di sogni cristallizzati,
          forse mai nati
          sulle sponde di ieri,
          diaspore di pensieri
          nella mente affastellati
          frugo e non trovo
          e cerco invano
          giustizia per chi
          all'arbitrio del tempo
          il suo corpo spento
          lascia al silenzio
          d'uomini ignavi.

          E tu, Giulio, che
          brancoli nel buio
          di tenebre oscure
          senza giustizia,
          tu sai e taci,
          muta presenza
          nei ricordi cari
          o in chi insegue
          il tuo sentiero,
          aspro di pace,
          dove volti mendaci
          ti copron di torture.

          Il tuo sguardo
          appare lucido e franco
          sui sentieri a rischiarar
          l'ingiuria della vita
          e sol chi t'ama
          vede in fondo una luce,
          sfocata e lontana
          in fondo a un pozzo
          di menzogne truce.

          Giovane guerriero,
          non cedere alla sorte dell'oblio
          or che il mondo infame
          chiude gli occhi e non vede,
          perché non vuole,
          sangue e morte
          e della Siria il grido
          verso il cielo
          a un Dio sordo
          e muto come
          noi esseri mortali.
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: FRANCA COLOZZO
            in Poesie (Poesie catartiche)

            In marcia

            In marcia con lacere scarpe
            e piedi piagati, al proprio fato
            delusi e abbandonati.

            Donne e bambini,
            vecchi e malati,
            avanzano senza fiato.

            In marcia van
            verso l'illusoria meta
            dall'Europa tracciata.

            Era come un faro
            falso di luce,
            effimero e non vero.

            Copia brutta e sbiadita
            di Lampedusa,
            piccola isola amica.

            In chi marcia,
            deserto or è nel cuore
            senza trovar sosta e pace.

            Europa, smorta di memoria,
            braccia conserte tieni
            e muri elevi ancora.

            Seminasti odio e serri
            or gli occhi orbi
            alla vergogna della gogna.
            Vota la poesia: Commenta
              in Poesie (Poesie catartiche)

              Dolore

              Il dolore ci tocca nel punto in cui Dio si abbassa
              per elevarci oltre una coltre di nubi sparse
              Il dolore arrangia il nostro cuore
              con note solenni
              e ci costringe ad inchinarci ad un demone portato dal vento
              che si prende cura di noi
              e fatica a stare silente.
              Il dolore è un sospiro
              fra un bicchiere di vino
              e una sigaretta
              ma quel gemito ci costa caro
              più di ogni altra cosa al mondo.
              Getto via questo mio tormento
              e ti dedico questa poesia
              perché smetta di essere soltanto il mio demone
              e la tua presenza si faccia carne viva.
              Composta sabato 23 aprile 2016
              Vota la poesia: Commenta
                Scritta da: Giuseppe Valenti
                in Poesie (Poesie catartiche)

                Malovizio

                Cercano soldi disperatamente
                ingannando spesso la gente
                lavorano come animali
                ma finiscono sempre come i maiali.
                Quando la loro roba è pura
                credono di non avere più paura.
                Percorrendo la strada più buia
                vengono presi dalla furia.
                Tutto questo faticare
                per un corpo da sballare.
                Che sia un giovane, un padre o un adolescente
                questo è il percorso di un demente.
                Meglio mendicanti in buona fede
                che drogati come prede.
                Vota la poesia: Commenta
                  Scritta da: Luca Vitali Rosati
                  in Poesie (Poesie catartiche)

                  Il fiume

                  Arno sei una lagrima
                  del monte Falterona,
                  ché lungo il tuo corso
                  sparisci e riappari e
                  dividi i tui popoli,
                  riuniti poi dai ponti.

                  E quando in Firenze entri
                  il tuo colore muta,
                  sì anche il tuo olezzo
                  diviene nero assai,
                  dai peccati macchiato
                  (mostri fan capolino)
                  uscendo poi illibato e
                  tranquillo continuare
                  dopo, anno dopo anno,
                  lungo il tuo corso.
                  Vota la poesia: Commenta
                    Scritta da: Luca Vitali Rosati
                    in Poesie (Poesie catartiche)

                    L'albero

                    Immobili, ma non immutabili,
                    l'albero e il tempo, come due concetti,
                    sì diversi, come i rami: mobili.

                    Osservano la vita d'imperfetti
                    uomini: la nascita in primavera,
                    poi la gioventù gioviale in estate,
                    la maturazione e il decadimento
                    in autunno e nel gelido inverno.

                    L'albero invero non muore, rinasce
                    sempre, ogni anno, diviene eterno,
                    libero da amore e umane angosce.
                    Vota la poesia: Commenta