Poesie di Bryan Finadri

Vivere, nato lunedì 26 settembre 1988 a Nizza (Francia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi.

Scritta da: Bryan Finadri

Nichil

Davanti un foglio bianco
Dove l'abisso dei miei vuoti non dà pace
Perché ha da esser vomitato
Lì davanti
Che non sia più affar mio
Col petto gonfio a celar le più misere viltà
Per dare un senso
Per dare un nome
Che possa anche un solo rigo legittimare
Le pene del nulla e i singhiozzi del troppo
Perché di altro non son buono
Abbellire ciò che già è bello
Ed imprimere il mio dolore su queste pagine
Sicché tu possa fingere
Per un momento
Che sia tuo
Quasi fossi ancora vivo
Ma non lo sei
No
Non lo sei.
Bryan Finadri
Composta giovedì 9 novembre 2017
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    Scritta da: Bryan Finadri

    Zeitgeist (Alla ricerca del Senso perduto)

    Lo spirito del tempo
    Colui che vuoto imprime la sua immagine
    Su imparziali cristalli liquidi

    Colui che preme tasti a caso
    Senza alcun senso logico o decenza
    Purché il distratto mondo ascolti la sua voce

    Colui che anonimo è terrorizzato
    Dal vivere e perire
    Nell'anonimato

    E che escogita metodi improbabili
    Barattando la già poca dignità
    Per qualche "like"

    È il perdente servile
    Zittito dalla gerarchia capitalista
    Che frustrato sbraita ingiurie
    Tamburellando la tastiera

    Grida ogni millimetro della sua incolore nullità
    Davanti uno schermo
    Come iena in mezzo al branco
    Urla contro il diverso

    Sputa in viso al debole e all'effemminato
    La sua ignorante malignità
    E su chi è tanto insolente
    Da avere la pelle di un altro colore

    Lo spirito del tempo
    Tecnocratico ed esibizionista perverso
    Che sacrifica il pianeta
    Sull'altare di un'economia antieconomica

    E ride beffardo di grasse risate
    Dell'ingenuità dei sognatori
    E degli utopisti

    Lui che ancora si racconta
    Per poter rasserenarsi
    La favola della crescita infinita

    Uomo moderno
    Affacciato al futuro
    Ciononostante frenato
    Da pregiudizi vecchi di secoli

    Perdi gli anni
    Ciò che cerchi è la dissociazione
    Della mente dal cuore
    Del sentir dalla ragione

    Oltre la noia
    Riempi oggi il tuo vuoto!
    Mettiti in cerca
    Del tuo Senso perduto.
    Bryan Finadri
    Composta venerdì 18 maggio 2018
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      Scritta da: Bryan Finadri

      Diana

      Ho confrontato i tuoi occhi col riflesso di Luna sul mare
      Non c'è paragone
      Chiedilo a Lei
      Lo confermerà

      Ho scrutato La Bellezza che il mondo può offrire
      Quando Le ho detto che io solo ho il privilegio di amarti
      E non vi è bello che ti possa eguagliare
      Lei, affranta e rattristita
      Ha distolto lo sguardo
      Ne era consapevole

      Ho affrontato a muso duro La Dedizione
      Certo di avere la ragione dalla mia
      E le ho rimproverato
      Di non essere all'altezza del sacrificio che da anni mi doni
      Ogni giorno dei tuoi giorni

      Lei
      Assediata dal rimorso
      Non mi ha saputo confutare

      E di tutti i più remoti angoli
      O delle più altisonanti e archetipiche Verità
      Non m'è riuscito di scovare nemmeno una
      Tra le miliardi di Singolarità
      Che avrebbe anche sol potuto sperare di somigliarti

      Tanto ti devo. Altrettanto ti ringrazio.
      Ti amo, Anima mia.
      Bryan Finadri
      Composta giovedì 28 gennaio 2016
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        Scritta da: Bryan Finadri

        SFACELO

        Per inerzia rantolante rinnovi la tua agonia
        Ti nutri di morte, oh tu mostro scisso tra paranoia e follia
        Ingurgiti Amazzonia oh tu ebbro di saudita bile
        Forte dei tuoi crediti, forte del tuo fucile

        Il futuro per te è noia, semmai futile preoccupazione
        Schiavo come sei d'ogni tua totalitaria compulsione
        Non sopporti distrazione né ostacolo alcuno
        Tu che del tuo parassitismo ne hai fatto motivo primo

        Tu che senti e non ascolti lo strazio che t'attornia
        E che seguiti incurante nella tua perenne sbornia
        Stritoli la vita rendendo vuoto e desolazione
        Par questione di principio una teleologica estinzione

        Psicosi, schizofrenia! Dipendenza, malattia!
        Cancerogena devianza che non teme terapia!
        L'epilogo è vicino, morte o sopravvivenza
        Non vi è posto nella vita per una tale connivenza

        Oh tu Uomo prendi posizione
        Scrolla di dosso la tua degenerata fissazione
        Non esiste sollievo dalle pene del tempo
        Se si persiste incuranti al lamento di un altro

        La terra è silente ancora per poco
        Transizione impetuosa dallo statico al moto
        Foss'anche evitata la suicida follia
        Sarà lei che opterà per l'eutanasia

        Ma la terra che è grande vivrà ancor per molto
        Oh tu piccolo uomo, sarai morto tu stolto
        La vita è invincibile, mai saremmo privilegiati detentori
        Né padroni del cosmo, noi semplici e sacrificabili attori.
        Bryan Finadri
        Composta nel 2015
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          Scritta da: Bryan Finadri

          L'Essere e il Nulla

          Ricolmi vibrante di superba vacuità
          Dimori nell'atomo, nel paradosso della tua infinità
          Sei grembo che acclude, l'Istante, l'Eterno
          Sei germe che quieto aspetta passi l'inverno

          Sei la somma dei più, la sottrazione dei meno
          Sei il serpente, la mela, sei Eva ed Adamo
          Dall'Alpha all'Omega, dal Santo alla strega
          Tu l'esercito vinto, tu il vittorioso stratega

          Ti celi oltre i limiti d'umane rappresentazioni
          Che designano il Tutto come opposte fazioni
          E l'uomo si perde tra i mille e più specchi
          Bendati son gl'occhi, tappati gli orecchi

          Si confonde nel flusso, nella corsa dei giorni
          Frenetici e apatici le andate e i ritorni
          Nel vano tentar di dare un senso a quel vuoto
          S'ingozza d'impegni, s'ingozza di moto

          Futile e vana compulsione lo scorta
          All'ultimo giorno, alla soglia, alla porta
          Tremori e sussurri, candela morente
          Che aspetta l'oblio, l'arrivo del niente

          Ma il nulla cos'è, se non ciò che contiene
          Non vi fosse luce chi il buio sostiene?
          Strappa di dosso fardelli e bendaggi
          Osserva che Sole. Contempla i suoi raggi.
          Bryan Finadri
          Composta giovedì 16 luglio 2015
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