Questo sito contribuisce alla audience di

Poesie catartiche


Scritta da: Mdanimation
in Poesie (Poesie catartiche)

Puff

E dopo sorrisi e lotte
Schianto
Frattura
Squarcio
Non basta il filo
Si spezza l'ago
Piove su pensieri morti

E lo tsunami
Dilania ciò che c'è
E ciò che ci sarebbe dovuto essere

Immobile affogo
Tra le illusioni di una mezza estate
Uccisa da chi porta il mio cuore.
Composta domenica 7 febbraio 1999
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Alessandro Petrelli
    in Poesie (Poesie catartiche)

    Anime fiduciose su binari controcorrente

    È un'attesa perenne su banchine affollate,
    e i treni passano veloci,
    con anime confuse e su binari tortuosi.
    Sulle indicazioni sbiadite cospargiamo speranza,
    creduli di cambiare,
    per l'ultima volta,
    pensieri mutevoli come la rotta.
    Sorvoliamo passanti con anime affini,
    tralasciamo banchine su paesaggi verdi,
    siamo noi a scegliere oppure siamo scelti,
    da orizzonti ingannevoli e scenari apparenti.
    Con valigie pesanti e percorsi da rifare,
    ascoltando consigli su come sbagliare,
    con speranza ostinata o illusione insistente,
    siamo anime fiduciose su binari controcorrente.
    Composta lunedì 5 febbraio 2018
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Carmime Di Salvo
      in Poesie (Poesie catartiche)
      L'araba fenice.
      Cos'è l'araba fenice se non risorgere dalle proprie macerie.
      Che cos'è se non un cartone animato surreale senza vincitori. Cos'e l'araba fenice se non le proprie miserie, le proprie incapacità. Che cos'è se non il ricordo di Carlo che la nominava in continuazione.
      Cos'è se non fare i conti con il proprio passato. Cos'è se non lottare contro i propri demoni. Combattere ogni giorno, smettere di gridare e di usare violenza. Cos'è l'araba fenice se non essere adulti.
      Composta venerdì 12 gennaio 2018
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Angelo Minacapilli
        in Poesie (Poesie catartiche)

        Hana-BI

        Ho finito le lacrime,
        mi rifugio in un fragile paradiso.
        Spero di essere forte da questo momento,
        fino alle porte dell'eterno.

        Mi aspettano poeti estinti e filosofi misantropi
        e chi come me difende il coraggio dei gesti estremi

        non sono spento, il mio cuore,
        nido di vermi, torna a battere
        per amare, amare ancora
        ciò che resta della luce,
        ciò che resta della luce dell'anima

        fiori di fuoco cantano la fine di un giovane spensierato,
        poetiche illusioni, placide tentazioni.
        Voglio superare la luce e spegnermi nel mio sole
        cuore di vastità,
        padrone dell'autunno.

        L'estate sta per finire ed io inizio a costruire
        il mio paradiso di fiori di fuoco.
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Rosetta.Z
          in Poesie (Poesie catartiche)

          Remare per non cadere

          Alzo lo sguardo nel cielo notturno
          in cerca di stelle o della luna
          ma non brilla più niente lassù...
          anche il sole di giorno,
          si nasconde e si oscura.
          È tutto spento in questo momento
          il firmamento.
          C'è una "piccola barca" che vorrebbe navigare
          ormai da tempo, in cerca di orizzonti migliori.
          Ma il cielo è in tempesta
          Il vento gli soffia contro,
          l'oscurità la sta per sopraffare,
          la nebbia intorno è così fitta
          che sembra quasi la voglia soffocare.
          onde giganti sono pronte a trascinare
          questo veliero giù in fondo al mare.
          Quattro marinai intenti ad ormeggiare,
          remano essi,
          pur non sapendo dove andare
          "Remare per non cadere"
          Perché ahimè sarebbe la fine
          per chi di loro non sa nuotare.
          La tempesta è forte,
          ma sperano che li lasci andare
          e senza arrendersi mai
          continuano a remare
          aspettando "la luce dell'alba" che dovrà
          prima o poi arrivare.
          E questo "mare agitato" si dovrà pur calmare.
          Composta domenica 2 luglio 2017
          Vota la poesia: Commenta