Poesie di Dario Pautasso

Nato lunedì 19 settembre 1983 a Moncalieri
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Dario Pautasso

Ieri

Ieri ti ho scritto una lettera
Che ho buttato via

Avrei voluto dirti della paura:
Di questa foglia gialla
che crocchia poco a sud del cuore,
Del guscio che si dischiude,
Dell'urto che frange lo steccato.

Ho scritto piano:
Ho indugiato sulla L
E sul verso cupo della O,
perché sentissi che era vero.

Mi chiedo se avresti sorriso
Della mia mia ridicola grafia
O di questo travaglio del cielo
E del ronzio che l'accompagna.

Ti ho scritto una lettera
Che ho buttato via

Ti parlavo dell'onda che rumina
nel gorgo,
Della fiera che arranca.
Di questi occhi stanchi d'essere occhi,
Di una voce che non parla.

Sopra gli spazi
Ben al di là del mio sguardo
Ero io:
Con questa faccia che è la mia
Pallida come il palmo di una mano
Lo sguardo mormoro.

Ieri ti ho scritto una lettera:
L'ho buttata via.
Dario Pautasso
Composta giovedì 20 gennaio 2022
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    Scritta da: Dario Pautasso

    Nessuno me lo chiede più

    Mi aspetto che qualcuno me lo dica
    Che sono superficiale
    Col mio capo piegato sulle sbarre
    E gli occhi vuoti assolti solo per pietà.

    Che se il sole acerbo di dicembre
    Ritaglia parallelepipedi di neve
    A me non riesce ad importare
    Che questi sussurri di bellezza
    D'occhi che cercano occhi
    Non posso guardarli, e non li vedo.

    Mi aspetto il dito puntato
    Mentre mi piego sul taglio
    Dei miei pensieri
    Con l'egoismo efferato di uno strazio perfetto.

    Me lo aspetto ma non arriva più.
    Nessuna accusa d'indolenza
    Forse appena il taglio amaro di un labbro tirato
    Di compassione
    Qualcosa che mi chiede di essere altrove.
    Nulla più.

    Sto qui.
    Senza dita puntate
    con i miei occhi che non possono guardare occhi,
    Piegato sulle sbarre
    Egoista sublime del dolore
    E nessuno me lo chiede più.
    No.
    Nessuno me lo chiede più.
    Dario Pautasso
    Composta lunedì 30 novembre 2015
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      Scritta da: Dario Pautasso

      La canzone del ritorno

      Certe sere raggiungiamo la casa
      Come da lunghi viaggi
      Mai intrapresi.
      Ci pare estranea la collocazione degli oggetti.
      Alcuni mai li abbiamo conosciuti.
      Rincorriamo ritagli di luce sulle pareti
      O la solida tangibilità delle cose note.
      Invano.

      Il gatto che ci cerca
      Nel suo brontolio di tenerezza
      Ha sfumature che non ricordiamo.
      Una nostalgia di parole immaginate
      Satura lo spazio
      Come una saudade antica
      Una miope nostalgia.

      Ora la luna riaccende uno sguardo
      Mai scambiato con alcuno
      Ora le stelle disegnano spazi
      Di tempi mai esistiti
      Ora la memoria ringiovanisce
      Passioni congelate in ere differenti.

      Così viviamo due vite
      Mano nella mano con noi stessi
      I pensieri altrove
      Lontani
      Scompigliati da uno stesso vento.
      Dario Pautasso
      Composta giovedì 21 aprile 2016
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        Scritta da: Dario Pautasso

        Un duetto per uno soltanto

        Lasciai sollevare ogni emozione
        Come un volo di impavidi pulcini
        Ed esse, sicure, si appoggiarono ai miei soffitti
        Nude come semi di girasole
        Bianche come mani fredde.

        Per giorni non seppi che vedere con gli occhi
        Tutto era così oscuro e saggio

        Non provare più nulla - diceva la carogna in sogno
        E ci sarà solo un vulcano di sofferenza -

        Mi chinai a raccogliere un pensiero
        Tra i lacci aggrovigliati delle mie basse maree
        Ad uno ad uno si prestarono ancora tutti
        Ridiscendevano nell'incavo
        Come petali rossi, affocati...
        Chi alla bocca, chi alle mani
        I miei occhi li osservavano
        Le mie narici li fiutavano.

        Rinvenni ricco e tragicamente sconfitto
        Ogni cosa al suo posto
        Dio - urlai. Spegnate tutto questo
        Sollevate la mannaia! -

        Un sole, basso come una stella
        Mi chiamò dalla collina...
        Un secondo.
        E il mio stomaco tornò a torcersi.

        Come da millenni.
        Dario Pautasso
        Composta lunedì 21 dicembre 2015
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          Scritta da: Dario Pautasso

          Normale

          Quando hai paura e non sai perché
          quando tutto ti infastidisce
          quando un cruccio diventa un peso insopportabile
          quando cerchi tenerezza senza voler rinunciare alla tua solitudine
          quando anche alzarsi è una fatica troppo grande
          beh, in quei casi, sì, sei normale.

          Sei normale se soffri d'amore fino a tremare
          se il petto ti si chiude per una sconvenienza
          che chiunque giudicherebbe leggera
          ma non tu.
          Non sei normale se tutto questo non accade
          se procedi sempre sicuro sulle macerie, dico
          no! Non sei normale.
          Se non piangi, se non urli, se non scuoti le fronde
          pesanti dei tuoi pensieri
          dimmi tu, come ti senti?

          Se in certi momenti vorresti sparire
          se in altri morire
          ecco, io dico, è normale anche questo.

          Se desideri mostrarti al mondo mentre tutt'attorno
          esplodono le bombe
          ti pare normale?

          Fai di te il meglio che puoi
          ma, Dio, lascia perdere i confronti:
          non è normale.
          Dario Pautasso
          Composta sabato 13 giugno 2015
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            Scritta da: Dario Pautasso

            E lei non c'era

            Mi svegliai, ricordo era un Martedì
            e colsi subito il sapore amaro della tristezza
            rimasi a letto per ore
            non credo avrei potuto fare diversamente.

            Fuori c'era un sole che appariva opaco
            i miei gatti dormivano e dormivano
            sembravano non dovessero svegliarsi mai
            nessuno dei due venne a chiedermi un buffetto
            la tv mandava in onda programmi così deprimenti
            che la tenni accesa solo perché la mia angoscia avesse una compagnia

            Mi alzai per bere, l'acqua aveva un gusto rancido
            mi sedetti un attimo sul divano,
            inserii The Wall dei Pink Floyd nel pc
            ma quel suono che tanto amo
            annodava la gola

            e lei non c'era

            e il telefono non emise un suono in tutta la giornata
            ed ero solo al mondo
            e i cani non abbaiarono
            e non una voce di bambino filtrò dalle finestre
            non un canto d'uccello

            e lei non c'era

            ma non mi riuscì di far scendere una lacrima di catarsi
            mai, finché fu sera
            e la luna taciturna e sottile guardava minacciosa
            e le stelle cadenti scappavano fugaci
            sembravano puntare altrove
            altrove altrove

            infine venne la notte
            e i sogni erano severi
            mi scuotevano irreprensibili
            e finalmente sorse il sole
            e tutto riprese come sempre
            ma quel giorno, quel martedì
            lo ricordo,
            il mondo non si voltò mai dalla mia parte.

            Poi, lei non c'era.
            Dario Pautasso
            Composta mercoledì 16 settembre 2015
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              Scritta da: Dario Pautasso

              Buio e miele

              Dipingi ancora le mie giornate
              con la pennellata lieve delle tue
              mani nelle mani mie.
              Non ti chiedo molto per
              ritrarre un po' di colore, vedi?

              Lanciami nell'incompresa speranza
              e se devi raccogliermi pulcino
              qualche volta, non temere!
              Io saprò ancora volare
              nel tuo incondizionato abbraccio.
              Volerò un po' più alto,
              o un po' più basso.
              Ma volerò, e tu con me.

              Perché il petto si chiude al bello, talvolta.
              Sì, lo ammetto, talvolta, si chiude.
              E mi devo concedere solitario
              alla lotta eterna dell'io.

              Amore, non voltiamo più le spalle
              all'incompreso. Siamo uccelli, siamo gialli girasoli,
              volti al sole nel giorno più bello.
              Non tutto può essere ammissibile alla mente.
              Ragiona sul sentimento e avrai scordato il sentimento.

              Facciamo di mille errori grano per per le stagioni buie
              e non sperpero di gioia,
              non abbattimento di volontà.

              Facciamo sbocciare fiori
              dove tutti si aspettano il freddo dell'inverno,
              nelle lande dove apparirebbe impossibile,
              lasciamo intercorrere un fascio di luce
              tra i nostri visi che, giocosi,
              tornano a specchiarsi.
              Occhi tuoi nei miei.
              Cielo e terra.
              Dario Pautasso
              Composta lunedì 31 agosto 2015
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                Scritta da: Dario Pautasso

                La mia tristezza

                Prova a chiedere ad un bambino
                cosa non vada,
                perché stia piangendo:
                allargherà le braccia,
                scuoterà la testa,
                piangerà, dirà: "non lo so",
                "ho paura".

                È la tristezza.

                Io talvolta mi aggiro
                muto come una tomba,
                le gambi tremanti.
                "Cosa c'è che non va?".
                "Sono un bambino", vorrei dire.
                Ma allargo le braccia,
                e sussurro "ho paura".

                È la mia tristezza.
                Dario Pautasso
                Composta giovedì 16 luglio 2015
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