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Le migliori poesie di Dario Pautasso

Nato lunedì 19 settembre 1983 a Moncalieri
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Dario Pautasso

L'ultimo bicchiere

L'ultimo bicchiere
prima che le stelle mi strappino via
Addio bei occhi verdi
Addio pianto eterno
scappo con le mani
che indicano il mondo
dai lati
lo citano dai lati
lo scrutano dai lati.

Dai amico, ancora un bicchiere
l'ultimo bicchiere.

Canta il gallo
e le stelle mi strappano via
Addio arbusti di luce*
Addio gelidi venti.

Nessuno è venuto a raccogliere
brandelli di carne.

Nessuno è venuto a porgermi
meraviglie nei palmi caldi.

Vedi Dio?
Non hai voluto ascoltare il mio
bel canto di gioia.
ed ora è troppo tardi:
nel vetro di questo ultimo bicchiere
si schianta il mondo
in un frastuono d'ebbrezza.

Addio bei capelli di fieno
Addio sorriso da copertina
Arriva il giorno
e le stelle mi strappano via.
Dario Pautasso
Composta sabato 8 febbraio 2014
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    Scritta da: Dario Pautasso

    Dietro una siepe

    Ho paura sai?
    La vita ti percorre lungo troppe vie
    che non posso conoscere:
    alcune sembrano scendere buie
    in un intimo di riflessi
    altre scorrere limpide
    sulla tua pelle perlacea di giovinezza.

    Così, talvolta, le mani
    s'intrecciano sconosciute, nel sonno,
    in desideri evanescenti,
    foss'anche per un solo vaneggio
    di splendore.

    Perdoniamoci.

    Dimmi: dove vai quando sparisci?
    Riposi forse sui tuoi pensieri,
    oppure ti sollevi caparbia
    al di là delle loro dune maestose?

    Se fossi prensile come suolo
    potrei provare a comprendere
    il tuo sapore agreste,
    Ma sei cielo,
    le tue iridi si fondono
    al mare in risacca:
    non è facile trattenerti.

    Ah, un giorno avrò scarpe
    per percorrere tutti i tuoi sentieri
    e l'infantile calma
    per giacere nell'incavo
    dei tuoi palmi gentili. Chissà.

    Guarda fuori, le stelle già ci chiamano
    al loro vespertino altrove
    nella buia caverna dei nostri segreti
    troppo grandi, maestosi, intimi.
    T'allontani ancora Occhi di giada?

    Sì, danza, sulle galassie
    sì, danza
    un ultimo canto d'allegria
    con nuda meraviglia,
    e il mio occhio fermo sulla nuda terra
    solleva oltre l'inconcepibile.

    Sì, danza!
    Ti guarderò ascoltando l'ultimo gorgheggio
    d'uccello
    nell'imbrunire vasto della notte
    che oscura il mio sguardo
    mentre l'amore attende
    silenzioso
    dietro una siepe.
    Dario Pautasso
    Composta mercoledì 19 novembre 2014
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      Scritta da: Dario Pautasso

      È reale

      Nulla è reale
      se non ciò che ci fa star
      bene
      o male.

      Non c'è vita nella vita se stai soffrendo troppo.
      Non c'è morte nella morte se sei in pace.

      Il vuoto è pieno zeppo
      se ti spaventa.
      I fantasmi sono sempre esistiti
      se li hai temuti.

      I tramonti piangono le loro cascate
      di colore
      ai tuoi occhi
      solo quando sollecitano un'emozione.

      Ho visto tanti, troppi tramonti
      in bianco e nero...

      Ho ammirato notti senza luna
      nei colori più sgargianti.

      Anche il tempo si esprime solo
      in gradi di sofferenza,
      e lo spazio nei livelli d'immensità
      con cui ci opprime.
      Dario Pautasso
      Composta sabato 17 novembre 2012
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        Scritta da: Dario Pautasso

        Io vivo in te

        Camminavi per vie sconosciute
        come un fiume che abbandoni il suo corso
        e ad ogni passo straripavi,
        ad ogni passo ti disseccavi.
        Perché questa è la vita.

        Io ero in te.

        Ad ogni passo io ero nei tuoi piedi
        in ogni tua parola c'era il suono
        lontano delle mie parole.

        Fermati ora che puoi, riposa.
        E ascolta.
        Le mie labbra ancora
        parlano sulle tue labbra.
        La mia voce risuona come
        un canto nostalgico
        sulla tua voce.

        Nelle tue mani scorgerai
        i segni indelebili delle mie,
        e li avresti scorti dal primo giorno
        di questa tua stessa vita
        se solo ti fossi fermata a guardarli.

        Sulle tue membra avresti percepito
        il mio desiderio, ed un fremito
        avrebbe scosso il mio corpo,
        dovunque noi fossimo stati.
        I tuoi capelli hanno sempre
        odorato dei miei baci leggeri.
        Io sono in te.

        Quando ridi, quando piangi
        quando mi allontani
        quando mi allontano.
        Io sono in te.

        Sono nato sotto la tua pelle
        quando ancora dovevi nascere.
        ma tutto questo lo scopro adesso
        a poco a poco.

        È sempre stato così,
        così sarà sempre.
        Perché io, io sono in te.

        Quando, guardandoti allo specchio
        sentirai un soffio sul tuo corpo nudo:
        non temere, sarà il respiro della
        mia anima che in te riposa.

        Ed ogni volta che nel mio ventre torna
        a espandersi la fine che m'attende
        ogni volta che la morte torna a gridare
        il mio nome a gran voce,
        non temere!
        Io sono in te
        ma non ti sfiorerò che con il tocco
        lieve dell'amore. Non temere
        che tutto questo possa
        gravare sulla tua bellezza:
        Io sono in te,
        eppure non posso danneggiarti.
        Perché questa vita che pur ci fonde
        è la nostra vita
        e sacra è la sua indipendenza.
        Infinita la sua libertà.

        Non temere.
        Eppure ricorda:

        io vivo in te.
        Dario Pautasso
        Composta mercoledì 15 febbraio 2017
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          Scritta da: Dario Pautasso

          Normale

          Quando hai paura e non sai perché
          quando tutto ti infastidisce
          quando un cruccio diventa un peso insopportabile
          quando cerchi tenerezza senza voler rinunciare alla tua solitudine
          quando anche alzarsi è una fatica troppo grande
          beh, in quei casi, sì, sei normale.

          Sei normale se soffri d'amore fino a tremare
          se il petto ti si chiude per una sconvenienza
          che chiunque giudicherebbe leggera
          ma non tu.
          Non sei normale se tutto questo non accade
          se procedi sempre sicuro sulle macerie, dico
          no! Non sei normale.
          Se non piangi, se non urli, se non scuoti le fronde
          pesanti dei tuoi pensieri
          dimmi tu, come ti senti?

          Se in certi momenti vorresti sparire
          se in altri morire
          ecco, io dico, è normale anche questo.

          Se desideri mostrarti al mondo mentre tutt'attorno
          esplodono le bombe
          ti pare normale?

          Fai di te il meglio che puoi
          ma, Dio, lascia perdere i confronti:
          non è normale.
          Dario Pautasso
          Composta sabato 13 giugno 2015
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            Scritta da: Dario Pautasso

            Verrò a cercarti

            Verrò a cercarti e ti starò vicino
            quando nuovamente ti incamminerai
            nelle desolate terre del dolore,
            là dove c'è sempre una tacita battaglia,
            là dove si è soli tra la moltitudine,
            là dove i consigli sono vana parola,
            verrò a cercarti.

            Non credere che abbia in me
            un motivo più degno d'esistere:
            non ne ho.
            Non credere che le tue dita sottili
            che fragilmente tendi sul fragore del mondo
            per ritrarle ratte e tremanti di paura
            mi sconfortino.
            Non mi sconforteranno.
            Non credere che io ceda nel vederti nascondere
            nella fragile mano i vergognosi occhi
            di cui un tempo vantavi il fulgido bagliore turchino,
            perché io,
            io non cedrò.

            Verrò a cercarti quando ti nasconderai
            nel roveto del tuo rifiuto,
            nelle tetre pianure degli addii.
            E sarò silente nel tuo silenzio
            ben desto quando vorrai parlare...
            e nulla più.

            E se dovesse essere questo
            ciò che è vita,
            se non dovesse esserci altro
            che io farò,
            sarà la mia vita
            e la vivrò pienamente...

            (... cercandoti,
            per starti vicino).
            Dario Pautasso
            Composta mercoledì 8 maggio 2013
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              Scritta da: Dario Pautasso

              Vita dimenticata

              Hai sacrificato la tua vita
              come un folle
              folgorato da elevate
              teorie di perfezione
              e potere e soldi e successo!

              Ma hai mai pensato
              a quando sarai là sotto?
              Ti porteranno i fiori;
              tutti quanti la prima volta,
              diranno: - che lavoratore era!
              Che persona di gran forza e zelo,
              che prodigio dell'economia! -
              I volti bassi e grigi.

              Te li porteranno in dieci la seconda
              e diranno, - che persona orgogliosa era!
              Mi sembra abbia fatto molto
              nella sua vita precisa e forzata. -
              I volti distratti e grigi.

              Verrà uno solo la terza
              e dirà: - non ricordo chi sei
              ma i tuoi fiori son secchi,
              posso cambiarteli amico? -
              Sul volto un sorriso patetico.

              Dopo di che, accontentati
              del vento: lui passerà sempre
              sulla tua lapide a scalfire un poco
              l'epitaffio grondante di
              meraviglioso sudore
              di una vita dimenticata.
              Dario Pautasso
              Composta lunedì 27 giugno 2011
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                Scritta da: Dario Pautasso

                Colui che non può amare

                Vieni la notte
                nelle ore più fredde
                e raccontami dell'amore.
                Liberamente raccontami:
                dei tuoi baci silenziosi
                dei nudi corpi e delle bocche
                insaziabili.
                Raccontami nella notte
                che di giorno non ci colga
                la vergogna.
                Raccontami perché io sappia;
                sciogli un poco queste catene
                di paura.
                Io son colui che non può amare.

                Raccontami della pelle umida
                di trepidazione
                degli occhi folli di passione.
                Raccontami di focosi abbracci
                e tenere carezze e audaci parole.
                Sciogli un poco questa corda
                che mi tiene stretto al palo dell'oblio.
                Io son colui che no può amare.

                Quando grande è l'amore
                per un corpo piccolo come il mio,
                per un sorriso così solo.
                Quanto grande è l'amore
                che giace nel tuo sguardo.
                Raccontamelo ora ch'è notte
                che la vergogna non ci colga
                alle luci del primo sole.
                Parlami degli avvalli del corpo
                dei sorrisi maliziosi e del
                delicato suono del piacere.
                Schiudi il fiore che non sa sbocciare
                nel mio ventre tremante.
                Io son colui che non sa amare.
                Dario Pautasso
                Composta sabato 8 giugno 2013
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                  Scritta da: Dario Pautasso

                  Di giorno, di sera, di notte

                  Di giorno, sì, di giorno mi piaci,
                  mi piace il profumo che il sole
                  distilla dalla tua pelle di bronzo
                  per spanderlo, caldo, tutt'attorno
                  in vibranti sbuffi di vapore.

                  Di giorno mi piaci, sì, mi piace
                  come il debole vento scioglie
                  i fumosi tuoi capelli affocati,
                  poi, nuovamente li raccoglie
                  in precisi rigoli dorati.
                  Sì, di giorno mi piaci.

                  Di sera però, mi piaci di più,
                  allor che il tramonto spande
                  il suo purpureo abbraccio
                  di fili avvolgenti e ghirlande;
                  e il tuo sorriso, fattosi grande
                  da lontano par un miraggio.

                  Sì, di sera mi piaci di più,
                  mi piace la rigorosa brezza
                  che scivolando dalla collina
                  cade al suolo e ti accarezza;
                  il corpo vibra, geme, trema
                  si fa sodo, sodi i rotondi seni,
                  tese le linee della tua giovinezza.
                  Sì, di sera mi piaci di più.

                  Ma è di notte che t'amo,
                  sì, t'amo di notte:
                  le tue forme spezzate, disfatte,
                  eppur ancor rotonde, aggraziate.
                  Nel buio appari minima
                  essenziale. Sol la luna
                  osa ancor accenderti gli occhi,
                  i denti, e quel porta fortuna
                  che ti ho donato quando
                  ancor s'era marmocchi.

                  Di notte sei predatrice,
                  come il luccio nel melmoso lago
                  ed io preda, sconfitto affogo
                  nella tua forte presa di radice.
                  Sì, è di notte che t'amo.
                  Dario Pautasso
                  Composta mercoledì 23 giugno 2010
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                    Scritta da: Dario Pautasso

                    I miei ricordi

                    Se volete sapere come la ricordi
                    non cercate nei miei pensieri
                    cercate nel futuro della mia nostalgia.
                    Lì, al cader del sole
                    vedrete una mano quasi tonda
                    quasi impubere
                    portare un dito di capelli
                    dietro l'orecchio involuto e sereno.
                    Un fiore vi germoglierà
                    tra d'immezzo
                    giallo come un ranuncolo selvatico.

                    Capelli di rame, brace viva, foglie d'autunno.

                    Oh com'è calda la nostalgia
                    con i suoi mirati ritagli
                    le sue sottigliezze scorrette,
                    com'è ingiusta nell'escluder i difetti
                    dietro la sua mano sempre tesa
                    aperta d'innanzi allo sguardo.

                    Ma è lì che dovete cercare
                    se volete sapere come la ricordi.

                    Occhio di terra, d'oliva, e di mare burrascoso
                    occhio liquido di stagno
                    bocca ampia, tesa a cercare...
                    fronte acuta.
                    Molta intelligenza e bisogno di sicurezza:
                    binomio di sconfitta.
                    Amore.
                    Binomio di sconfitta.

                    Ti auguro di perdere in trionfo,
                    che il suono delle fanfare però
                    non spazientisca il germe
                    della mia inedia. sol questo!

                    Lascia che il passato si faccia tale
                    mentre anche la nostalgia
                    si avvicina, irriverente,
                    a portarmi via dal futuro
                    i miei ricordi di te.
                    Dario Pautasso
                    Composta sabato 30 maggio 2015
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