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Poesie criptiche

Le poesie criptiche sono poesie enigmatiche in cui non si riesce a capire con certezza il soggetto.


in Poesie (Poesie criptiche)

Cercavo Sera e Silenzio

Sentivo un bel profumo di verde selvatico
e di cemento freddo di una città
immersa nel silenzio, il fumo lontano
di lavoro che, da poco alzato voleva riposo.
Volevo quel posto dentro di me,
dentro la casa, forse sotto la finestra,
per guardarlo dal letto.
Così, alla fine trovai il posto
dove tutto il tempo è Sera!
Non saprei dire se me lo ricordo
ovvero l'ho inventato proprio io...
Un posto dove si capisce
se si arriva o si parte...
Dove i desideri diventano tramonti
e le presenze se ritirano taciturne indietro.
Ricordandomelo, rivedo la lentezza dei gesti
talmente lenti che il tempo diventava visibile.
Solamente un ombra... ombra di capelli lunghi
lisci, che ballavano nel vento,
il viso intero coprendo...
Restai così un bel tempo
sforzando tutti i nervi nella ricerca di un minimo particolare. Niente...
I movimenti dei capelli hanno perso un po' il ritmo e riuscii a intravedere gli Occhi
Ma che meraviglia! Erano l'essenza della sera,
intensamente contornati, pieni di vita e di energia.
Parevano gli occhi di un angelo oscuro
caduto per caso nella parte destra della finestra.
Peccato: i capelli sventolati di là, di qua
mi oscurarono subito la scoperta
Ma in cambio il buio mi regalò
l'ectoplasma di una camicia bianca, un po' sbottonata... Oddio! Mi sembrava proprio un Dio, un angelo della Notte, che vagava sulle note di pianoforte
Pareva Lui, che "seats à droite"
Sai, esistono quelle ore quando rinunci a un'identità, anche la tua
anzi, la vedi pure come si dissolve senza un spasmo, senza un rifiato.
Ma ti rimane quel orgasmo nel cuore
di aver vissuto tutto il Tempo dalle sue origini,
concentrato nella luce di uno sguardo perduto nel vento dei capelli e della memoria
ma rimani felice di aver trovato la Sera e il Silenzio, da qualche parte, "à droite".
Composta domenica 5 maggio 2019
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    in Poesie (Poesie criptiche)

    Da lontano

    Come un fulmine che mira l'asse sagittale del corpo
    ci penetrò di colpo
    il chicco della cognizione della morte,
    lontano, là, sotto il sole di fuoco
    davanti al campo di grano come un deserto
    celato da un gioco equivoco di raggi e vapore
    de calore.
    Inerti e vili siamo rimasti così lontano
    guardando perduti il campo di grano
    immerso nei cerchi di silenzio strano.
    Nell'immensa morte, un girasole
    si volta lentamente
    come fissarci negli occhi con la forza della mente
    poi, con un inchino quasi meschino:
    quel fiore confidente del giallo re bollente
    ci invitò all'ultima orgia e sceneggiatura
    del mese d'oro della mietitura.
    Ma io rimassi ancora guardare da lontano
    le spighe svelte, splendente
    con quella doratura...
    Non capivo più quale delle due è più dura:
    la vita o la morte.
    Composta domenica 4 agosto 2019
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      in Poesie (Poesie criptiche)

      Negazione

      Adesso, per me parla solamente la Negazione
      con tutte le sue voci, ritmate e stonate,
      parla con parole storte e canta in sonate
      come un corvo trionfante che ingloba nei suoi occhi tutto il buio della notte.
      L'Immaginazione non si stacca più dalla strana realtà...
      sembrando un spirito malefico che prova reincarnarsi, qui e là...
      Così, la Fantasia partorì due gemelle:
      una creatura fantasmatica e una realtà già mortificata.
      La prima neonata assorbì, come una vampira affamata, tutto il sangue della sua gemella
      abbandonandola nel regno freddo della desolazione e della decomposizione.
      Un buio assoluto si affonda nel vortice
      del non significato
      e devo pagare per questo peccato con un lutto
      moltiplicato in se stesso.
      Così, la riflessione e la lucidità si vestono di Negazioni.
      Un crollo continuo mi tira la mano
      portandomi indietro, da dove venni: da nessuna parte, da nessuna era...
      Mi portò là, dove cominciò e finì Tutto:
      nell'assurdo immaginario della Negazione.
      Composta lunedì 7 marzo 2011
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        in Poesie (Poesie criptiche)

        Divento la tua Notte

        Divento più scura, divento più Notte
        sto diventando onda, sto diventando Morte...
        Ma tu mi senti, mi vedi, ancora mi ami
        e anche dal cielo toccarmi le mani.
        Spogliati di preghiere, di ali e di tutti tuoi anni
        appendi la spada, spegni la luce e butta via
        tutti tuoi algoritmi inutili e la filosofia.
        Dopo, poi scendere... ma vola piano, ti aspetto.
        Sono passate due notti e già mi pare un'anno...
        Ti manca ballare con la Morte in piena notte?
        Lo so, vuoi rimanere un santo nell'Inferno,
        gustarmi dalle labbra la miele e il veleno,
        bevendo dall'Eternità e ritornare in cielo...
        L'Universo stanco ti nega l'ironia sapendo che ci legga il gioco e la pazzia.
        Vieni, succhiami la vita, ricolorati gli occhi, riscaldati di baci e TACI!
        Fammi sentire il rumore della scomposizione, il tremolio che vibra ancora nei capillari secchi,
        il tuo respiro strangolato al mio sguardo agghiacciato che appena vuole abbassare le ciglia e aprire la porta dell'anima.
        Lasciami ascoltare il pensiero, quello di ieri
        quando amavi il sole nella pioggia calda dell'amore!
        Quando sognavi in colori e sentivi da lontano il mio profumo di fumo, di rose e di ambra...
        Fammi sentire femmina, mentimi che sono l'unica, poi attaccami al muro di stelle nere!
        Riempimi di catene e urla forte il mio nome,
        ripeti il mio nome come mi chiedevi sempre!
        Strillalo, cantalo fino che sputerai desiderio e sangue!
        E prima di tornare, fammi capire dove si uniscono i Mondi, chi è l'Angelo e qual è la Morte!
        Quando è Giorno e quando è Notte?
        E deciditi se mi ami no.
        Composta giovedì 3 ottobre 2019
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          in Poesie (Poesie criptiche)

          Autunno

          NIENTE...
          A parte un sacchettone pieno di fantasme acromatici
          che invadono l'Autunno di ottone
          che si è fermato
          un po' spaesato
          davanti al portone.
          L'Autunno mi stava fissando
          o forse io che fissavo lui
          Poi, mi pareva accattanare risposte
          e mi fermai...
          Niente...
          meglio niente... oramai...
          Pensavo di aver scoperto tutto
          e di poter capire abbastanza
          dal tutto al niente.
          Poi, l'aria delle foglie che svenivano,
          conquistando la mia stanza
          adesso mi bastava per capire
          che non avevo mai saputo abbastanza.
          NIENTE...
          quarantaquatressimo autunno
          per accettare tutto questo fumo...
          Io, che conoscevo bene solo la vita esterna
          delle risposte profonde,
          io, che trovavo delle soluzioni per le cose,
          che in solenne stanze
          non esigevano inevitabilmente una soluzione.
          Mà sto NIENTE
          mi accarezza dolcemente l'encefalo,
          slargato come un deserto...
          E se devo qualche spiegazione a "NIENTE"
          non mi viene veramente... un incidente!
          la mente tace in santa pace
          nell'Autunno con la nebbia vorace.
          Niente!
          Solo un sentimento fissurato della vita...
          Io e L'Autunno ci avviciniamo come due abissi
          uniti di niente.
          Composta giovedì 3 ottobre 2019
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            in Poesie (Poesie criptiche)

            L'Angelo del Mare

            Silenzio intenso che si consuma se stesso,
            pace di piombo tra le stelle.
            La Luna si mangia se stessa nel mare
            in fumo pesante di incenso.
            L'autofagia.
            L'epifania di un angelo caduto sul Mare
            perché non può camminare-
            la sabbia fa troppo male,
            scotta anche di notte, di Cecità.
            L'indifferenza ha mangiato tutte le briciole conchigliare di Memoria...
            e l'angelo commette l'autofagia.
            Il Silenzio si auto divora,
            l'angelo si mangia le mani
            Il Tempo pietrificato è portato via
            e così non c'è nessuna putrefazione...
            fumo perduto d'incenso amaro,
            il braccio mi vola sul mare man mano
            Il Silenzio si è ingerito intero
            tra terra e mare, tra mare e cielo.
            Rimaste dall'angelo solo le ali
            combattono tra di loro come spartani
            mangia il simbolo di "guardiano"
            Così dall'ombra di piume cadute sul mare
            nacque un angelo nuovo
            L'Angelo del Mare!
            Nello stesso tempo, un altro angelo guardava indifferente
            l'autofagia di un Re perdente.
            Composta giovedì 3 ottobre 2019
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              Scritta da: Renzo Mazzetti
              in Poesie (Poesie criptiche)

              Animali

              Il filosofo ideatore e lo studioso giornalista
              Scrittori di libri e di repubblica fondatori
              Conformi piccoli borghesi piccoli-piccoli:
              Il profondo antico necessita di schiavitù
              Il saputo Pinocchio comodo elettore attuale
              Butterebbe Grillo e sceglierebbe il Cavaliere.
              Un cane senza guinzaglio museruola padrone
              Passeggia annusando per il centro di Firenze
              Al passaggio pedonale si ferma calmo aspetta
              Il verde appare guarda qua e là poi attraversa.
              Un gatto in vacanza a Valverde di Cesenatico
              Davanti alle strisce si ferma guarda e aspetta
              Veloce attraversa e poi intorno curioso graffia.
              Composta martedì 23 luglio 2019
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