Questo sito contribuisce alla audience di

Dolcetto o scherzetto - il ricatto dolce dell'orrore

Dorme la Sera, si sveglia la Luna-
Occhio di veglia sopra il Mondo
L'attesa è tesa, bambini in attesa
Comincia la festa arancione con profumo di
dolciumi
E tutte le maschere si cercano l'intesa nei
sguardi voraci, vivaci...
Tutti diventano i complici dell'enigmatica testa di
zucca sciocca.
Tace il Silenzio per poter sentire la voce del
mese che sta per finire.
Ottobre di rame si lascia il trono
Occulta i profumi, i colori, pastelli
Soltanto il nero lasciando, ai pipistrelli.
Con viola dipinge costumi e volti
Hennà e carbone e tanto arancione...
Evadono i demoni, i spiriti dei morti
Ringraziando in ginocchio davanti fuochi
Zucche acese illuminano il cammino dei Morti
E le formule di ricatto spaccano in quattro
le ragnatele del silenzio:
Trick or treat? Dolcetto o scherzetto?
Tornano le anime bloccate nei Purgatori,
Ombre abbracciano i loro salvatori.
Ileana Mihaela Almen
Composta lunedì 21 ottobre 2019
Vota la poesia: Commenta

    Post Halloween

    In una sinfonia pittoresca d'autunno-
    stagione mistica di favola e poesia,
    mela cotogna assopisce con un bel profumo
    la nebbia dei pensieri e della nostalgia.
    Stiracchia lunghe braccia di miasmi strani
    sul mio destino, sui capelli tuoi
    e il Cielo plumbeo si posa il gomito sopra un monumento
    facendo scorrere pacatamente il Tempo
    per non sentire il peso di ogni movimento
    dei nostri passi e di ogni suo Momento.
    Il paese sonnecchiando brama il vento
    brillante e smacchiato, post Halloween.
    Ileana Mihaela Almen
    Composta domenica 27 ottobre 2019
    Vota la poesia: Commenta

      La pioggia dentro al sole

      Stronza. Innamorata. Una bastarda
      Ma fatta di amore.
      Quell'amore che non riesci a controllare,
      che ti fa impazzire.
      Sono quel che volevi, anima e cuore,
      impulsiva e dolce, tutto insieme
      fino a non capire cosa sono.
      Dolce. Impulsiva.
      Racchiudimi in questo momento
      perché sai di avermi.
      Ecco! Ora puoi, perché vuoi essere tu
      a sentirti dominatore ed io vittima.
      Invece noi ci interscambiamo.
      Sempre in lotta mentre facciamo amore.
      Voglio sentirti gridare io ora il mio nome.
      Saremo pianto nel pianto, ma di gioia.
      perché vorrei essere una tua lacrima.
      No, stavolta fino alla fine:
      voglio essere pioggia, e tu il sole.
      La pioggia dentro al sole
      e faremo un bel temporale.
      Perché siamo lacrime che scendono dal cielo
      anime viaggianti, sotto lo stesso sole.
      e corriamo tra i temporali.
      Ileana Mihaela Almen
      Composta lunedì 4 novembre 2019
      Vota la poesia: Commenta

        I papaveri rossi di settembre

        Annoiato e arrossato di rabbia
        che da qualche ora si sbatteva nella finestra oscurata,
        cominciò a lanciare delle frecce bollente
        sulle palpebre ancora chiuse fortemente.
        Oh, che carino, poveretto Sole...
        per la prima volta lo trascurai
        dimenticai anche di salutare il mondo...
        Avevo capito: il mattino stava per andare
        così, di fretta alzai la serranda, aprii la finestra
        e con un sorriso un po' storto e gli occhi quasi aperti, lo salutai con il pensiero
        perché il globo d'oro rosso tondo tondo
        mi picchiò dalla retina al cervello,
        che non vedevo più ne terra e ne cielo...
        poi, come scusa mi regalò un papavero grande, grosso
        Ho cominciato a vedere tutto in rosso:
        un campo enorme di fiori con quattro petali scarlatti
        e a forma di stella dei stimi raggiati
        delicati, selvaggi ma saggi che volevano raccontare la loro storia: come il rosso sangue li difende dal vento, ma se li porti dentro,
        perdono subito tutto il loro abbigliamento:
        i petali leggeri e soavi muoiono.
        Dicevano di essere i figli di una Dea e sorridendo domandarono se ne avevo sonno ancora...
        Peccato che erano così lontano, proprio nel racconto del Sole
        Non li potevo baciare, nemmeno toccare...
        Sul tardi mi buttai sul letto come i bambini
        con un lecca-lecca guardando il rossetto
        che rimaneva sopra come un'impronta di petalo di papavero rosso.
        Di notte, si affacciò Dio del sonno, con un mazzo di papaveri tra le braccia.
        Mi sussurro di chiudere le finestre, abbassare le serrande e di pensare solo a te.
        Obbedii: vestita solo del loro nero profumo
        ti accarezzai il viso, dolcemente, come un angelo dal paradiso
        ma non senza farti un invito all'amore
        con passione e ardore
        Perché sai, Il papavero non è soltanto il fiore della consolazione, è troppo rosso, rosso sangue...
        E poi, perché credi che questo estate è rimasto con noi così tanto sennò per contare, anche una volta sola, le macchie rosse dei campi e per amarci almeno una volta sola,
        anche così, da lontano, perdutamente, come i papaveri nel vento...
        o nel campo di grano.
        Ileana Mihaela Almen
        Composta sabato 21 settembre 2019
        Vota la poesia: Commenta