Questo sito contribuisce alla audience di

Le migliori poesie di Ileana Mihaela Almen

Operatore spa, nato sabato 25 ottobre 1975 a Alba Iulia (Romania)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione, in Proverbi e in Diario.

Evviva la Poesia!

La Poesia è la musica dell'anima
La Poesia è lo spumante del cuore
Apriamolo adesso per festeggiare il suo nome
Oggi non deve rimanere anonima
La Poesia...
Brindiamo alla sua esistenza
Alla sua forza e bellezza!
Ne basta poco: qualche rima e cadenza
Auguri alla sua permanenza
sul continente della Fantasia
Giornata Internazionale della Poesia!
Auguri a voi poeti, auguri a voi profeti
in questo giorno di grande turbolenza
quando nel mondo regna la paura e sofferenza...
La Poesia porta luce e calore
laddove l'occhio ha lacrime e l'anima dolore
e la parola la trasforma in una fiamma
che fa lume senza fumo, senza ologramma
solamente profumo postumo di agrumo
La Poesia rimane come una quercia monumentale
come un platano o un secolare castagno
che stanno oggi a distanza per decreto
e piangono, soffrendo per la gente in silenzio, in segreto.
Ma gli alberi che sbocciano con frenesia
stano brindando per il giorno della Poesia
con le bandiere di freschezza, contro la forza della pandemia.
Evviva la Poesia.
Ileana Mihaela Almen
Vota la poesia: Commenta

    A te

    A te,
    che hai lasciato cadere le lacrime
    come due gomitoli di sale
    sfilandosi senza nodi dietro alle spalle
    e scivolare lentamente, tra sospiri e singhiozzi
    lungo alla schiena curvata in avanti
    e stai ancora in ginocchio
    con le mani fredde unite, le dita intrecciate
    A te, io, poeta senza nome
    cittadino dei paesi quasi scomparsi
    fantasma dei tuoi sogni morti
    e dei tuoi morti sognati
    Io, ologramma dell'agonie
    e degli urli lanciati verso le stelle
    affogate nel fumo dei crematori
    e delle croci troppo nuove e lucidi.
    Io che avevo già perso tutto
    quando non era rimasto più niente
    cosa potrei dire per renderti meno sofferente!
    A te
    che ti sei perso nel labirinto di te stesso
    ti posso dare se mi guardi
    un po' di forza vitale
    per farti cominciare a camminare
    come fanno i bambini, un passo a volta
    come sarebbe il tuo prima volta.
    Fidati, staccati da quel pavimento
    raggiungimi, vieni così, piano, nel salotto
    vicino al caminetto. Siediti, io accenderò il fuoco.
    A te
    ti vorrei riscaldare anima e corpo
    A te, che sei immenso come il mondo
    A te, ti dedico il mio sguardo puro ma bugiardo
    e dico ciò che tutti vogliono che dico
    sarà tutto bene, anche s'è un mito!
    Ma io ti alzo e ti chiedo stai al caldo!
    E pur se ti ferisce fino al infinito
    questo dolore fresco, impunito
    A te
    che sei simbolo di tutto ciò che è colpito, esausto, impaurito
    A te regalo il pensiero di ringraziare un attimo al cielo perché sei vivo e qualcuno senza volto
    senza nome
    ti pensa e ti offre una spinta
    verso la primavera, verso la vita.
    Ileana Mihaela Almen
    Composta giovedì 26 marzo 2020
    Vota la poesia: Commenta

      Torna a casa!

      Sei uscito con la nave spaziale per portar qualcosa di speciale
      per il compleanno della piccola selene e un alberello vivo per Natale.
      Però, amore, guarda sulla terra è arrivata già la primavera...
      ma non è questo, qui il tempo non scorre come sulla terra
      me hanno detto che hai avuto con un'altra nave, guerra
      che tutto è andato male che tutto è distrutto,
      che non c'è tempo da sprecare che l'universo è in lutto.
      Che tutti quanti sono morti perduti tra le stelle
      e sulla terra son cadute migliaia particelle
      i resti si trasformano in aghi e coltelli
      nei virus invisibili, potenti come i ferri
      e per la gente son i forti, temuti guerrieri.
      Il tuo posto non è là, devi tornar a casa!
      Senza capire dove siete, avete ucciso in massa
      la gente piange in ginocchio, i morti nella cassa.
      È troppo fumo, troppo chaos, hanno pers ogni speranza
      raccogli ogni particella, seguimi la voce e torna casa
      selene aspetta il regalo, ci manchi da morire.
      Ma per il mondo non sei altro che simbolo della fine.
      Stanno per arrivare. Ti porteranno a casa
      ti faranno un intero, com'eri una volta
      apri piano le gabbie, segui le voci che ti chiamano
      dal ricordo del nostro amore.
      Mi sono messo i tuoi capi, per essere sicura che non puoi fallire
      per non dimenticare il tuo profumo, per star tranquilla che vuoi venire.
      Voglio che tu sia tutto come prima, voglio l'uomo che cerava un abete per Natale
      voglio il tuo amore che mi sa togliere il respiro che mi strozza il collo di passione e mi asfissia di baci
      basta se torni, ricominciamo tutto da capo
      faremo un nuovo mondo per tutti che hanno perduto il loro.
      Un altro universo parallelo per continuare vivere a lungo e in buona salute
      nella convinzione che tutto è stato solo un sogno verso il paradiso.
      Niente non sarà come prima, ma avranno l'amore
      saranno felici con i loro cari, con l'intera famiglia.
      Li porteremo anche la primavera rubata e forse, capirà, ognuno a modo suo, che tuttò sto disastro è stato un incidente.
      Ileana Mihaela Almen
      Composta sabato 28 marzo 2020
      Vota la poesia: Commenta
        Il cielo è nero fumo che voltola, sfiocca, imperversa
        come a un fiato d'incendio. Corron ruote di cenere
        per l'infinito campo: borghi d'ocra e fuliggine
        si riproducono e ripercotono.
        Tutto fugge come a un fosco mare.
        Le case impallidiscono di spasimi sulle montagne,
        mostrano i mille occhi alle palpebre chiuse,
        i lampi sono rosei
        come i filari efimeri delle gambe alle ballerine
        in passo finale.
        Le folgori sono come bisce verdi e violette
        spesso han vene di sangue a capo, a coda. Sparve
        la scena dè monti lontani.
        S'opaca la distanza.
        Eccoli dispariti.
        Una dolomia, sola, il chiaro picco mantiene, alto,
        in un canto de la nerezza, teso.
        Piovon tutte le acque,
        a gocce, a schegge, a frecce, a micce ebbre di fuoco.
        Gli uccelli fuggono gli occhi accesi dei gatti saliti sulle piante:
        i gatti fuggono le spire di bragia
        delle folgori:
        le foglie degli alberi tremano per l'universo.
        Io m'abbandono
        a tutti i fiumi oscuri di me stesso che straripano.
        Ileana Mihaela Almen
        Vota la poesia: Commenta

          Divento la tua Notte

          Divento più scura, divento più Notte
          sto diventando onda, sto diventando Morte...
          Ma tu mi senti, mi vedi, ancora mi ami
          e anche dal cielo toccarmi le mani.
          Spogliati di preghiere, di ali e di tutti tuoi anni
          appendi la spada, spegni la luce e butta via
          tutti tuoi algoritmi inutili e la filosofia.
          Dopo, poi scendere... ma vola piano, ti aspetto.
          Sono passate due notti e già mi pare un'anno...
          Ti manca ballare con la Morte in piena notte?
          Lo so, vuoi rimanere un santo nell'Inferno,
          gustarmi dalle labbra la miele e il veleno,
          bevendo dall'Eternità e ritornare in cielo...
          L'Universo stanco ti nega l'ironia sapendo che ci legga il gioco e la pazzia.
          Vieni, succhiami la vita, ricolorati gli occhi, riscaldati di baci e TACI!
          Fammi sentire il rumore della scomposizione, il tremolio che vibra ancora nei capillari secchi,
          il tuo respiro strangolato al mio sguardo agghiacciato che appena vuole abbassare le ciglia e aprire la porta dell'anima.
          Lasciami ascoltare il pensiero, quello di ieri
          quando amavi il sole nella pioggia calda dell'amore!
          Quando sognavi in colori e sentivi da lontano il mio profumo di fumo, di rose e di ambra...
          Fammi sentire femmina, mentimi che sono l'unica, poi attaccami al muro di stelle nere!
          Riempimi di catene e urla forte il mio nome,
          ripeti il mio nome come mi chiedevi sempre!
          Strillalo, cantalo fino che sputerai desiderio e sangue!
          E prima di tornare, fammi capire dove si uniscono i Mondi, chi è l'Angelo e qual è la Morte!
          Quando è Giorno e quando è Notte?
          E deciditi se mi ami no.
          Ileana Mihaela Almen
          Composta giovedì 3 ottobre 2019
          Vota la poesia: Commenta

            Sakura in quarantena

            Pallidi, timidi e spaventati
            sbocciano i primi fiori di ciliegi a Milano.
            Aprono gli occhi, guardano in giro
            e vedono un'immense deserto strano.
            Silenzio... silenzio... silenzio...
            Il vento tacce sotto un piccolo ramo.
            Preoccupati, hanno domandato un castagno
            perché tutto questo silenzio vuoto è sovrano.

            Il vecchio castagno, scambiandosi sguardi con i tulipani,
            raccontò cosa successe nei tempi della fioritura
            di queste puerili, fragili Sakura.
            I fiori di ciliegi hanno capito la sciagura
            poi, abbassando con tristezza i rami
            hanno cominciato a preparare
            un lutto di profumo e stupore,
            con tinta rosa, dolce e amore,
            in un silenzio soave, con calma e dolore.
            Sapevano che in Giappone le vallate
            abbondano di onde profumate,
            che la Cina ha i ciliegi già in fiore
            e troppa gente questo anno
            che non li vede perché muore...

            Per fratellanza, hanno scelto la distanza
            e si considerano anche loro in quarantena
            con tanto odio per ciò che avvelena
            con morte, panico, dolore
            la primavera che adesso prendeva vita e colore,
            la primavera quando mai nessuno muore.

            Un ramo ha fatto un inchino e le condoglianze
            e costruì d'un ramo secco un'antenna
            per dar speranze che la vita fa alleanze
            con la natura pura, com'è la Sakura,
            che lo spettacolo lo fa vedere anche se distanze
            dividono con i muri, abbracci, fiori, amici
            profumi e colori.

            I delicati fiori di ciliegi
            hanno detto tutti in coro
            persuasivo e con voce bassa:
            "Anch'io resto a casa!".
            Ileana Mihaela Almen
            Composta lunedì 9 marzo 2020
            Vota la poesia: Commenta

              Sbocciano fiori di pietra alle mie dita

              Sbocciano fiori di pietra alle mie dita
              mentre con lo sguardo bevo il cielo che mi nutre
              con voli di tulipani
              e distese di grano
              che allargano i miei polmoni in campi di carne.

              Busso alle porte del tuo segreto
              con rintocchi di campana
              e grida di cornacchia
              e scheggio le mie unghie sulla corteccia.

              Ho piedi marini e braccia come sentieri
              mentre i miei capelli stormiscono alle cime degli alberi
              ed il mio viso si scioglie
              nella corrente dei fiumi.

              La luce del sole nutre la mia pelle
              dove riposa ancora latte di stelle
              ed il sospiro della notte
              che tutto trova e tutto perde.

              Busso alle porte del tuo segreto
              con rintocchi di campana
              e grida di cornacchia
              e scheggio le mie unghie sulla corteccia.

              Esploro il tuo viso nel riflesso delle foglie
              ed ascolto la tua voce nella caduta del sasso sul fondale;
              così catturo un volo di polline
              per fartene collane e bracciali
              ed incendio cataste di fiori per vestirti di fumo.

              Nella radice dell'occhio vive la tua presenza
              e nel cavo delle mani mi riscalda la tua assenza:
              mi siedo sulla terra e bevo il tuo segreto
              fatto di pietre e grano.
              Ileana Mihaela Almen
              Vota la poesia: Commenta

                Bacio con profumo di mela

                Stanotte, se mi senti, suono per te una melodia
                strana come me, un po' cupa e piena di malinconia.
                L'ho fatta per te, adesso a mezzanotte
                sfiorando ad occhi chiusi il vecchio pianoforte.
                Ascoltala adesso, domani me la scordo:
                come dimentico le rime, mi perdo anche l'accordo.
                Ti ho arricchito il baule di perle e segreti,
                di frasi belli e falsi, a volte desueti.
                E ci mancava dentro un diamante nero:
                l'ho messo io e se me l'ho concedi
                ti leggo anche il pensiero.
                Adesso ascolta la musica e lasciati portare
                immagina le frasi che scrivo sulla pelle
                e fammi cambiare i verbi di ferro
                in carezze, brividi mai sentiti e fantasie belle.
                Il pianoforte continua a suonar anche da solo
                e già le mie dita ti scrivono sul collo
                parole inventate a luce di candela,
                baci di strega strana, profumo di una Mela.
                E se mi sognerai, non son una chimera.
                Ileana Mihaela Almen
                Composta giovedì 30 aprile 2020
                Vota la poesia: Commenta

                  Un punto rosso

                  Il mondo intero è diventato un paesino
                  un punto rosso sulla mappa del destino.
                  I confini dei paesi, i mari e gli oceani
                  si sono stretti fortemente le braccia, i sogni e le mani.
                  I continenti hanno perso i confini bruciando i concetti
                  di "insieme" o "vicini"...
                  il giorno è notte, la notte è giorno
                  la morte è vita, la veglia è sonno.
                  La luna abbraccia il sole, il sole stringe e bacia la luna
                  la stella che comprende è solo una...
                  l'universo cambia l'ora, la storia si trasforma
                  in sangue e balade: all'asse della terra
                  piangono vene e cascate.
                  La bilancia della vita è carica di tombe
                  tra nuvole appena nate
                  s'inchina e si rompe.

                  Inutile parlare...
                  nessuno vuole guardare.
                  All'improvviso il mondo, né rosso, né rotondo
                  spezzò in due tutto: veleno e antidoto.
                  Un paradosso che fa male alla mente
                  è la delusione che mi prende
                  pensando che in questo mondo
                  non c'è bilancia giusta, non c'è modo
                  per misurare ogni frodo, che ritmi strani la inchina
                  verso il male che fa rima con tutto ciò che ci decentra
                  dalla giustizia divina.
                  Bilancia onesta non ci trovo tra le parole e concetti,
                  perché bilancia è bilancia solamente
                  quando astuta, misurando beffa, mente.
                  Un punto rosso ci rimane ancora il mondo
                  fin quando la bilancia farà il giusto conto.
                  Ileana Mihaela Almen
                  Composta giovedì 19 marzo 2020
                  Vota la poesia: Commenta