in Poesie (Poesie d'Autore)

Sogni privati al respiro di una madre

Che sarà di Te ora?
Ora che hai aperto gli occhi
ora che la realtà si affaccia
ora che non troverai più figli
a far sorridere i tuoi giorni.
Avrai ancora la forza di respirare,
di trovare ragioni per cui non mollare?
Riuscirà il dolore a trovare pace,
il tempo a sollevarti dal buio?
Che sarà di Te ora, madre?
Senza le vite che hai donato
senza attimi di Madre per cui gioire
senza giorni di futuro da rincorrere.
Che sarà di Te ora?
Ora che hanno al tuo cuore
strappato le radici
ucciso il respiro più bello
e della tua anima fatto ceneri.
Che sarà di Te ora?
Ora che tutto è stato perduto
dentro un mare di sangue e dolore,
ora che sei rimasta viva
a respirarne il sapore
in questa attesa primavera morta
in un giorno d'inverno.
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    Scritta da: Andrea De Candia
    in Poesie (Poesie d'Autore)
    Odio la descrizione della notte:
    essa è un atroce lutto, ed il peggiore!
    Pensavo alla pietà di Michelangelo,
    ad un figlio affondato nella morte,
    dentro una bara di mare che fluttua,
    prova di un tempo che beffa e oltrepassa,
    alle ginocchia della madre aventi
    su di sé, nulla, il suo solo ricordo!
    Quando vidi la veste che indossava
    il misero universo che vedevo
    essere tutta solamente nera,
    impassibile, come incorruttibile,
    vidi l'assenza d'un pianto di luce,
    che sono i nipotini delle stelle,
    scorsi la fine di una discendenza!
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      Scritta da: Andrea De Candia
      in Poesie (Poesie d'Autore)
      A me sembra che il sole assommi tutto.
      Luce cadente da un volto di pianto,
      riso aperto sul lutto della vita,
      lancia che tenta invano di trafiggere
      il cuore oscuro di ogni mia pupilla,
      una corona che cerca il suo martire,
      la morte sopraggiunta col cadere,
      la bara-solo-schiena ch'è l'oceano,
      l'inizio d'una decomposizione,
      visibile nel riflesso defunto,
      la materia ch'è un'eco dell'addio,
      l'anello a nessun dito e i veli bianchi
      di "nubi-spose" che corrono a scegliersi,
      a sceglierlo, a non sceglierlo, ch'è uno.
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