Scritta da: Antonio Belsito
in Poesie (Poesie d'Autore)
Mi sento solo
e non lo dico
perché la debolezza
è un po' vergogna
in questo status
in cui ci si accartoccia
perché tutto è jet set
conto in banca
e far west
e mi sento solo
già al mattino
col mio caffè
e alla sera stringo
il mio cuscino
perché almeno c'è
e me ne fotto
del se
del ma
se ma tu
perché è più facile
infierire che amare
quando tutto vacilla
tra l'insensibilità e il mare
perché tutto è così
e deve andare colà
senza soffermarsi
per poter dire
sì o no
e non c'è più spazio
per la libertà
di una fottuta identità.
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    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Le catacombe dei frati cappuccini

    Siamo a Palermo,
    nei sotterranei del convento
    dei cappuccini
    vegliano passeggieri imprigionati
    dentro nicchie di vetro,
    il tempo incatenato dall'inganno
    dell'arte umana
    scopre a visitatori ammutoliti
    le grida imbalsamate.
    Il silenzio potente
    di labbra senza voce
    strappa lacrime mute agli occhi accesi.
    Gli occhi spenti
    guardano profondamente forte,
    fanno sentire brividi di ghiaccio,
    accendono pensieri
    più profondi del buio dei misteri.
    Poveri morti corpi inginocchiati
    davanti alle lusinghe della vita
    con le mani sospese ad implorare
    una goccia di luce...
    Poveri morti corpi imprigionati
    dentro le vertigini del tempo
    rimasto fermo
    nei sotterranei bui, rotto a tratti
    dal calpestio di vacanzieri erranti
    e qualche guizzo
    di digitali accesi ad ogni passo.
    Una bambina
    sospesa dietro il vetro della nicchia
    si specchia nello specchio
    di visitatori e conta gli anni
    come cifre cresciute a dismisura,
    scopre dentro i palpiti del tempo
    i pensieri atterriti degli sguardi,
    in questo mare estremo che traspare
    come uno specchio icastico
    implora un qualche senso che trapela
    dagli occhi fino al cuore
    e fa sentire un brivido che passa
    come un avviso a non sprecare invano
    la brevità di luce del cammino.
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      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Sogni privati al respiro di una madre

      Che sarà di Te ora?
      Ora che hai aperto gli occhi
      ora che la realtà si affaccia
      ora che non troverai più figli
      a far sorridere i tuoi giorni.
      Avrai ancora la forza di respirare,
      di trovare ragioni per cui non mollare?
      Riuscirà il dolore a trovare pace,
      il tempo a sollevarti dal buio?
      Che sarà di Te ora, madre?
      Senza le vite che hai donato
      senza attimi di Madre per cui gioire
      senza giorni di futuro da rincorrere.
      Che sarà di Te ora?
      Ora che hanno al tuo cuore
      strappato le radici
      ucciso il respiro più bello
      e della tua anima fatto ceneri.
      Che sarà di Te ora?
      Ora che tutto è stato perduto
      dentro un mare di sangue e dolore,
      ora che sei rimasta viva
      a respirarne il sapore
      in questa attesa primavera morta
      in un giorno d'inverno.
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