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Raccolta di Poesie d'Autore


in Poesie (Poesie d'Autore)
Amica mia
se ti senti triste
chiamami
che sia mezzogiorno
che sia mezzanotte
ricorda,
preferisco stare sveglio con te
che dormire scomodo
tra i presentimenti atroci

amica mia
se perdi
tu chiamami
che io ti porto a festeggiare qualcos'altro
guarda che cielo pulito oggi
guarda il mare, sembra una piscina
che bella quella madre che abbraccia il figlio
guarda quei due, si baciano davanti a un caffè
ti ricorderò, amica mia
che c'è sempre un punto di vista
degno di festa

tu chiamami, amica mia
che io non ci metto tanto
a spiegarti
che perdere non è fallire,
perdere è solo
vincere alla prossima

amica mia
se stai vivendo momenti di merda
periodi tosti
giornate tristi
tu chiamami, a qualsiasi ora
ci beviamo un vino insieme
da lontano.
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    in Poesie (Poesie d'Autore)
    Pensavo si dovesse solo correre
    correre e basta,
    è questo che ho imparato a scuola
    correre per entrare in classe in orario
    correre per consegnare il compito in tempo

    pensavo che si dovesse fare questo
    solo questo,
    così mi hanno educato a casa,
    correre, se vuoi diventare il primo
    e correre per non farsi prendere mai

    pensavo fossimo fatti di corsa
    di solo corsa,
    è questo che mi hanno insegnato a lavoro
    correre per raggiungere traguardi più alti
    correre per non lasciare tempo agli altri

    ma io, accanto a me
    ho trovato anche una vita lenta
    una vita che a volte si stanca
    a stare al passo con chi corre

    una vita che ha anche bisogno
    di piccole pause
    di cene a lume di candela
    panchine vista tramonto
    libri che parlano di cuori

    ho trovato davanti a me
    una vita che vuole anche il tempo
    di fermarsi un po'
    per vedere quanto cuore ancora
    gli batte dentro.
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      in Poesie (Poesie d'Autore)
      Restate vicini
      anche quando la vita
      è contraria
      quando i muri si alzano
      e le strade spariscono.
      Mostrate la bellezza
      a chi oramai ha smesso di cercarla.
      Respirate profondamente
      anche senza un motivo
      abbracciate profondamente
      anche senza un perché.
      Certi dolori
      hanno bisogno
      di carezze forti
      prima per andare via.
      Poi, per non tornare più.
      Scusarsi per un errore
      equivale a non averlo fatto;
      fatelo. Fatelo spesso.
      Giudicatevi voi, meglio degli altri
      e non vergognatevi mai di piangere
      per qualcuno: le lacrime non si nascondono.
      Guarite la rabbia leggendo poesia.
      Siate sempre chiari con voi stessi.
      Fatevi mettere all'angolo solo
      per farvi riempire di baci.
      Abbiate cura della vostra solitudine
      e non avrete bisogno
      di altri consigli.
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        in Poesie (Poesie d'Autore)
        Vibra il cellulare. È notte, dopo le tre. Dall'altra parte
        una voce nota, in lacrime. Venite, dice.
        Dice: è a terra. Il suo cuore non
        batte più. Davanti al portone, c'è l'ambulanza.
        Ci sono i vetri rotti, il caos per le scale.
        Poi la rabbia, la rianimazione; il suo corpo
        disteso spento fra le mattonelle accanto al letto
        mentre gli infermieri spingono nel suo petto che non batte
        non batte, non batte e invece poi
        ricomincia. Qualcosa nelle vene ancora
        da dove non si sa ci riporta tutti
        in una preistoria senza spazio, in un
        dislocato asma
        sospeso, cieco intangibile
        levare di tutto il fiato, lì
        dove un mondo vive nella mente
        e nessuno sa perché.
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          Scritta da: Mauro Lo Sole
          in Poesie (Poesie d'Autore)
          "Il tricolore"
          non smetterò mai d'amarti, di lodarti, e di portarti nel cuore, perché sei la storia l'amore il dolore il tricolore!

          Sono la bandiera italiana, tienimi in alto, onorami, rispettami, difendimi e sventolami in segno di fratellanza di vittoria, sono il tuo vessillo nazionale il tricolore, di colore, verde, bianco e rosso.

          "Il bianco, la fede serena alle idee il verde, la perpetua rifioritura della speranza a frutto di bene nella gioventù dè i poeti, il rosso, la passione ed il sangue dei martiri e degli eroi" disse "giose carducci".

          Io rappresento il cielo la terra i monti il mare, garibildi, cavour, mazzini, il re vittorio emanuele...

          l'inno nazionale.

          "Evviva l'italia dal sonno s'è desta dell'elmo di scipio s'è cinta la testa dov'è la vittoria! Le porga la chioma chè schiava di roma ddio la creò".

          Sono il simbolo della patria della repubblica e della libertà...

          "sono la bandiera italiana, il tricolore".
          Viva l'italia!
          Mauro lo sole.
          Composta venerdì 27 marzo 2020
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            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Sbocciano fiori di pietra alle mie dita

            Sbocciano fiori di pietra alle mie dita
            mentre con lo sguardo bevo il cielo che mi nutre
            con voli di tulipani
            e distese di grano
            che allargano i miei polmoni in campi di carne.

            Busso alle porte del tuo segreto
            con rintocchi di campana
            e grida di cornacchia
            e scheggio le mie unghie sulla corteccia.

            Ho piedi marini e braccia come sentieri
            mentre i miei capelli stormiscono alle cime degli alberi
            ed il mio viso si scioglie
            nella corrente dei fiumi.

            La luce del sole nutre la mia pelle
            dove riposa ancora latte di stelle
            ed il sospiro della notte
            che tutto trova e tutto perde.

            Busso alle porte del tuo segreto
            con rintocchi di campana
            e grida di cornacchia
            e scheggio le mie unghie sulla corteccia.

            Esploro il tuo viso nel riflesso delle foglie
            ed ascolto la tua voce nella caduta del sasso sul fondale;
            così catturo un volo di polline
            per fartene collane e bracciali
            ed incendio cataste di fiori per vestirti di fumo.

            Nella radice dell'occhio vive la tua presenza
            e nel cavo delle mani mi riscalda la tua assenza:
            mi siedo sulla terra e bevo il tuo segreto
            fatto di pietre e grano.
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              in Poesie (Poesie d'Autore)
              Il cielo è nero fumo che voltola, sfiocca, imperversa
              come a un fiato d'incendio. Corron ruote di cenere
              per l'infinito campo: borghi d'ocra e fuliggine
              si riproducono e ripercotono.
              Tutto fugge come a un fosco mare.
              Le case impallidiscono di spasimi sulle montagne,
              mostrano i mille occhi alle palpebre chiuse,
              i lampi sono rosei
              come i filari efimeri delle gambe alle ballerine
              in passo finale.
              Le folgori sono come bisce verdi e violette
              spesso han vene di sangue a capo, a coda. Sparve
              la scena dè monti lontani.
              S'opaca la distanza.
              Eccoli dispariti.
              Una dolomia, sola, il chiaro picco mantiene, alto,
              in un canto de la nerezza, teso.
              Piovon tutte le acque,
              a gocce, a schegge, a frecce, a micce ebbre di fuoco.
              Gli uccelli fuggono gli occhi accesi dei gatti saliti sulle piante:
              i gatti fuggono le spire di bragia
              delle folgori:
              le foglie degli alberi tremano per l'universo.
              Io m'abbandono
              a tutti i fiumi oscuri di me stesso che straripano.
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                in Poesie (Poesie d'Autore)

                Lacrima (Maggio 1872)

                Lontano dagli uccelli, dagli greggi, dalle contadine,
                io bevo, accoccolato in qualche brughiera
                circondata da teneri boschetti di noccioli,
                in una tiepida e verde foschia pomeridiana.

                Che mai potevo bere in quella giovane oise,
                olmi senza voce, erba senza fiori, cielo coperto.
                Che cosa succhiavo alla zucca di colocasia?
                Forse un liquore d'oro, insipido, che fa sudare.

                Sarei stato, così a, una brutta insegna di locanda
                poi il temporale mutò il cielo, fino sera.
                Furono paesi neri, laghi, pali,
                colonnati sotto la notte blu, stazioni.

                L'acqua dei boschi si perdeva su sabbie vergini,
                il vento dal cielo, gettava ghiaccioli sugli stagni...
                e dire che, come un pescatore d'oro o di conchiglie,
                non mi sono nemmeno preoccupato di bere.
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