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Belle Poesie d'Autore da leggere


Scritta da: Cristina Metta
in Poesie (Poesie d'Autore)

Cuore comanda

Credi solo alla notte oltre le stelle alte,
al formicolio dietro la schiena davanti a bellezza
e al richiamo d'amore che infuria nei battiti.
Credi a ogni tuo sogno.
Sii ciò che il tuo cuore comanda
quando davanti allo specchio leggi negli occhi
serra i denti quando acuto il dolore
resta affamato.

"Sole in Tempesta".
Composta domenica 8 dicembre 2019
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    Scritta da: Andrea De Candia
    in Poesie (Poesie d'Autore)
    I
    parto dal trampolino, dalla vetta,
    sono sangue di luce, punta aguzza
    che si vede circondata da notte -
    belva che spinge alla mia non memoria -
    mi tuffo e nell'abbandonare i piedi
    la certezza del terreno di prima
    sono sasso bevuto dalla musica
    e mi chino nel sonno che mi chiama,
    lago che ha meritato la sua pace.

    Ii
    nuota, musica, tu, luce di suono,
    sfiora, tocca la pinna del mio orecchio contamina, volgendo al bene, l'animo,
    risveglia il bimbo che culla l'adulto
    nel sonno della sua coscienza, semina
    nubi, lacrime, vento, fiori, terra...

    iii
    si nuota ovunque, tranne che in sé stessi - pupille, plancton verso l'estinzione -
    lo afferma il buio, balena in silenzio
    spalancato come amaca su abissi -
    ho prosciugato l'oceano dell'animo
    ed attirato altrove sono corso
    via col corpo, una barca trascinante
    tutto il peso della sabbia d'un'alba
    che stentava a vedersi all'orizzonte.
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      Scritta da: Andrea De Candia
      in Poesie (Poesie d'Autore)
      I
      Non cade la tua anima nel sonno,
      tutt'al più si riposa e vede l'ombra
      amaca e culla, tormento e cupezza,
      lenzuolo insradicabile ed atavico,
      gocciano note, carillon di luce,
      si riaccende l'infanzia dove sembra
      che a lutto il tempo usurpi lo spazio
      con un solo colore – quello lì! –
      e il vento è dito su nessuna bocca,
      chiede invano il silenzio tra gli assenti...

      II
      Tutto è sonno, ma senza che sia corpo,
      ovunque è aria che rammenta assenza
      di anima, le strade srotolate,
      come zerbini a soglie d'orizzonte,
      solo indicano dove può arrivare
      lo sguardo in questa vita, e in nessun altra!

      III
      Tutto era nascita, era preghiera,
      era l'implorazione di fermarsi –
      Notte regina che non ha pietà:
      si distende e non copre veramente! –
      era sbocciato il fiore delle palpebre
      e sotterrato dalle imposte chiuse
      non ebbe l'acqua di nessuna luce! –
      il silenzio portò le cose al grido
      e il grido stesso si adeguò al silenzio! –
      fu preda del sadismo l'indifeso,
      quello che volle definirsi dio
      finì per esser solamente sangue
      da cui nacque una folla di carnefici,
      e nel buio sarebbe l'uniforme
      culla se non vi fossero le stelle,
      sale di luce gettata violenta
      sulle ferite di pupille insonni.
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        Scritta da: Bernardo Panzeca
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        La notte

        Che bislacca la notte.

        Al suo calar
        S'inerpica il cor
        Su in alto
        Per le stelle
        Frugando
        Tra le più belle
        Come fosse
        Un fantolino
        Alla ricerca
        di un giochino.

        Che bislacca la notte.

        Ci si appisola
        Rimembrando
        Ciò che nel dì
        Si è scordati
        Per poi
        Con l occhi chiusi
        Far ritorno
        In tal giorno
        A riacciufar
        Il filosofar.

        Che bislacca la notte

        Mondi fatati
        E manieri d'oro
        Si rangiungono
        D'un colpo
        Più veloci
        Di uno schioppo
        Senza ansie
        O timori
        Che al sole
        Son come le viole.

        È proprio bislacca la notte

        E non può esser diversamente

        Per chi come lei brinda con la botte.
        Composta venerdì 3 gennaio 2020
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          Scritta da: dantino
          in Poesie (Poesie d'Autore)
          Provai ad essere forte, e non mi fu consentito.
          Provai a vivere per me solo, e per me stesso, e non mi fu concesso.
          Chiesi quale fosse il ruolo per semplificarmi, anche solo il camminare.
          Mi dissero ch'ero libero, ogni qual volta loro si sarebbero distratti.
          Non ebbero mai un attimo di stanchezza, vivevano del mio vivere, con un sorriso beffardo e vigile.
          Composta martedì 31 dicembre 2019
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