Affascinanti Poesie d'Autore


Scritta da: Bernardo Panzeca
in Poesie (Poesie d'Autore)

Quel gradino da bambino

C'era un gradino
quand'ero bambino,
levigato e silenzioso
era per me
un amico prezioso.
Quanti giochi
abbiam fatto assieme
Ricordo quelle giornate
come assai supreme.
Correvo da lui
già presto al mattino
e quando mamma chiamava
lo salutavo con un bacino.
Era davvero
il mio più grande amico,
con lui giocavo
con lui parlavo
e soprattutto
con lui sognavo.
Quanti viaggi
seduti assieme
Per mari e monti
non temevamo
neanche i ponti.
Era di poche parole
ma era fedele
come il sole.
Non si è mai mosso
e quando dovetti lasciarlo
ho provato un gran rimorso.
È passato tanto tempo
ma di tanto in tanto
vado a sedermi accanto.
È molto invecchiato
così come lo sono io,
Ma quando siamo assieme
L'animo nostro
ritorna ad essere come un seme.
Composta domenica 7 marzo 2021
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    Scritta da: Bernardo Panzeca
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    La casa dei nonni

    Quant'era bella
    la casa dei nonni,
    Lì ho trascorso
    i miei più bei giorni.
    Non vi è estate
    Che non ricordi
    Non vi è Natale
    Che io scordi.
    C'era un tavolo
    sempre allungato
    e anche di notte
    era apparecchiato.
    Zii e cugini
    sedevano attorno
    tanto amore
    c'era ogni giorno.
    Era una casa
    tanto profumata
    perché dal sole
    era tanto amata,
    finestre e balconi
    i nonni spalancavano
    già al mattino presto
    i raggi ospitavano.
    Non vi era volta
    che io andavo
    e tanta pace nell'aria
    non respiravo.
    Era una casa tanto Beata
    anche il tempo lo dice da tempo:
    "Non può essere dimenticata."
    Composta venerdì 5 marzo 2021
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      Scritta da: Bernardo Panzeca
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Il grembiule delle elementari

      Ricordo ancora
      quel mio grembiule,
      sulla sedia, in cucina
      sembrava il cielo
      ogni mattina.
      Di un blu intenso
      col fiocco slegato
      quel suo colletto
      appariva arrabbiato.
      Tutti i giorni
      lo indossavo
      e come uno scudo
      io lo portavo.
      Quel suo colore
      tanto divino
      mi concedeva
      la forza di un pino.
      Erano fredde le giornate
      ma con lui addosso
      mi sentivo in estate.
      Era un grembiule
      stirato da mamma
      di sera in sera
      con tanta preghiera.
      Anche oggi
      dopo tanti anni
      ho sempre quel grembiule
      in mezzo ai miei panni.
      Lo tengo in alto
      Nel cielo lassù
      ed ogni mattina
      lo guardo e lui mi tira su.
      Composta giovedì 25 febbraio 2021
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        Scritta da: Bernardo Panzeca
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Le caramelle di mia nonna

        La ricordo ancora
        la mia nonna,
        Col suo grembiule
        profumato di marsiglia
        e il suo pensiero
        rivolto sempre alla famiglia.
        Si alzava presto al mattino
        e con le mani giunte
        ringraziava Gesù Bambino.
        Faceva colazione
        inzuppando il pan nel latte,
        Era la sua colazione preferita
        E toccando la foto di Santa Rita
        Non vi era volta
        che non si baciava quelle sue dita.
        Era buona
        la mia nonna,
        teneva nelle tasche
        sempre tante caramelle
        che luccicavano come le stelle.
        Le donava a noi bambini
        e anche ai non piccini.
        Tanti sorrisi
        comparivano sui visi
        perché quel sapore
        sapeva proprio di amore.
        Non finivano mai
        le caramelle di mia nonna,
        Ed anche oggi
        che lei non c'è più
        Guardando ogni notte lassù
        c'è sempre una caramella
        che somiglia tanto ad una stella.
        Composta mercoledì 24 febbraio 2021
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          Scritta da: Bernardo Panzeca
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Un povero barbone

          Che pena quel barbone
          A guardarlo in terra
          compare un gran magone.
          Tutto solo e mal vestito
          A nessuno viene in mente
          se poverino sia nutrito.
          Ha barba lunga capelli folti
          e due grandi occhi
          chiaramente dalle lacrime travolti.
          È un povero uomo
          disperato e in preghiera
          E con tante stelle
          che lo illuminano ogni sera.
          Non ha più voglia di parlare
          Perché da tempo
          ha smesso ahimè di amare.
          Il cuor suo batte solo per il cielo
          Non vede l'ora di svegliarsi
          tra le braccia della Signora con il velo.
          Composta lunedì 22 febbraio 2021
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            Scritta da: Bernardo Panzeca
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Una farfalla in volo

            Che bella che era
            quella farfalla
            anche di sera,
            Aveva grandi ali
            e comportamenti
            assai reali.
            Non vi era fiore
            che al suo passaggio,
            Non si trovasse
            a proprio agio.
            Non vi era cuore
            che al suo odore
            Non sapesse dell'amore.
            Era tanto bella
            quella farfalla,
            E come tutte
            le cose belle,
            È andata troppo presto
            a danzare tra le stelle.
            Composta domenica 21 febbraio 2021
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              Scritta da: Andrea De Candia
              in Poesie (Poesie d'Autore)
              Vieni, mio dolce amico: sulla bianca
              e soda strada noi seguiteremo
              finché tutta la valle s'inazzurri.
              Vieni: è tanto soave camminare
              a te d'accanto, anche se tu non m'ami.
              C'è tanto verde, intorno, tanto odore
              di timo c'è, e sono così ariose,
              nell'indorato cielo, le montagne:
              è quasi come se anche tu mi amassi.
              Arriveremo giù, fino a quel ponte
              sorretto dallo scroscio del torrente:
              là tu continuerai pel tuo cammino.
              Io resterò sul greto, fra i cespugli,
              dove l'acqua non giunge, fra le pietre
              chiare, rotonde, immote, come dorsi
              di una gregge accosciata. Col mio pianto
              vitreo, pari a lente che non pecca,
              io specchierò e raddoppierò le stelle.
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