Poesie di Dario Pautasso

Nato lunedì 19 settembre 1983 a Moncalieri
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Dario Pautasso

Sei Donna

Già m'avvolgevi,
ch'ancora sconoscevo i colori
e tutto il mondo,
con allegro vibrar materno,
ed ora che ogni cosa pur scopro e sondo,
sei il mio vital perno,
ancor...

Ma non solo la mamma
che allor fu il fuoco
e la gemma.
Sei l'amante e l'amica,
la sorella di gioco
o d'amor compagna
e di vita: sei la donna.

Antica d'orgoglio
e di cuor, la tua mente
eppur non cede all'inganno
dei sensi più vivi,
e se soffri più forte
più forte riparti,
ché l'aspre salite
annuncian più dolci declivi...

Più presto il tuo viso
s'è spoglio
dell'infantil leggerezza,
più lesta dell'uomo, di corpo
sbocciavi,
e di testa;
eppur ora, col volto sporto
alla novella brezza
marzolina,
ancor nutri negli occhi
di bambina
lo sguardo e la fiamma
d'immortal giovinezza:
sei donna.
Dario Pautasso
Composta venerdì 8 marzo 2013
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    Scritta da: Dario Pautasso

    Vita dimenticata

    Hai sacrificato la tua vita
    come un folle
    folgorato da elevate
    teorie di perfezione
    e potere e soldi e successo!

    Ma hai mai pensato
    a quando sarai là sotto?
    Ti porteranno i fiori;
    tutti quanti la prima volta,
    diranno: - che lavoratore era!
    Che persona di gran forza e zelo,
    che prodigio dell'economia! -
    I volti bassi e grigi.

    Te li porteranno in dieci la seconda
    e diranno, - che persona orgogliosa era!
    Mi sembra abbia fatto molto
    nella sua vita precisa e forzata. -
    I volti distratti e grigi.

    Verrà uno solo la terza
    e dirà: - non ricordo chi sei
    ma i tuoi fiori son secchi,
    posso cambiarteli amico? -
    Sul volto un sorriso patetico.

    Dopo di che, accontentati
    del vento: lui passerà sempre
    sulla tua lapide a scalfire un poco
    l'epitaffio grondante di
    meraviglioso sudore
    di una vita dimenticata.
    Dario Pautasso
    Composta lunedì 27 giugno 2011
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      Scritta da: Dario Pautasso

      Mattina d'estate

      Gettato supino sul villoso prato
      col cielo di giada che volge al giorno
      ascolto il passo appesa sospirato
      delle lumache nel loro cauto ritorno
      ai bui anfratti, alle segrete loro
      al doveroso ristoro or che la brina
      al sol nascente si solleva e scema
      in vacillanti vapori di fugace bruma.

      E d'esse, una, che nel braccio mio disteso
      ha trovato impedimento al natural cammino
      d'ogni animal notturno quand'è mattino,
      s'arresta, incerta, finché col corpo teso
      scivolatami sopra, torna al crocevia
      dei folti steli d'erbe, ed io illeso
      tremo al solletico di quel dolce viaggio
      inciso sull'arto dal lucente segno che tutt'intorno irraggio.

      Le fronde strepitano al frizzante vento
      e tra di esse innumerevoli frullii d'ali
      d'uccelli, che ora paion dieci, ora cento
      alcuni vociferando aspri, altri sussurrando canti
      di richiami d'amore o di volgar confronti
      di chi vive la libertà, e ogni giorno col suono
      d'ugola che a noi par donato da nude divinità,
      dettano leggi sulle rispettive proprietà.

      E l'allodola che tra tutti innalza il suo sublime suono
      e il frenetico merlo, che al suolo schiocca brutale
      e una gazza che grida rauca il suo gemer infernale
      e il fischiare fine dello storno
      e poi ancor di tutti gl'altri passeracei
      un sol brulicante assolo di contorno,
      finché il collo incassato e goffo di un airone
      con l'ampie ali e 'l volo leggiadro e fino
      dal fremer tutt'intorno distoltami l'attenzione,
      mi solleva alla mente il ricordo fanciullino
      d'un giorno cupo, tra le mani un grigio aquilone.
      Dario Pautasso
      Composta martedì 23 novembre 2010
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