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Poesie di Dario Pautasso

Nato lunedì 19 settembre 1983 a Moncalieri
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Dario Pautasso

Daccapo

Occhi d'un cielo d'inverno,
iridi smeraldine, ghirlande lucenti:
m'avvolgono.
Accasciarmi e risalire
al loro scintillio
è un po' la mia vita.
Così mi geli
infinito ghiacciaio di pace.
Così m'accendi
sole verde, basso,
sole d'alba.

Labbra vermiglie, labbra di carne viva
attendono silenziose, vibranti
come un taglio di luna rossa.
Aspettano labbra più sciatte
ma più coraggiose nel venirgli appresso.
Le accolgono.
Labbra di lampone, ruvide
vellutate,
scelte da mano d'artista.
Labbra nere di cera intiepidita.
Labbra che odorano di vento
e di ciliegia scura.
Le cerco tra le trame del viso.
Le prendo. Le assumo.
Medicina dell'animo, veleno
del mio cuore
frettoloso.

Alle volte ti cerco tutta intera
e la tua espressione volubile,
mutevole di volta in volta,
mi rende cieco.
Sono qui – mi dici.
Eppur dev'essere un altro amore
che sto avvicinando.
Una forma nuova,
un pensiero del tutto diverso.

È bellezza – mi dice qualcuno
- vive di metamorfosi.
Va bene, di nuovo m'accascio
e risalgo.
Come daccapo.
E tu sei la stessa.
Dario Pautasso
Composta giovedì 29 gennaio 2015
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    Scritta da: Dario Pautasso

    Borderline

    Io, io vengo giù dal cielo,
    lucente come un lampo
    che subito ritrae le braccia infuocate
    in un tacito brontolio.
    Colmo i vostri occhi accecati.
    Spalanco le vostre labbra gelate.

    Ma non è che un attimo,
    un gesto folle di vita,
    una danza dissennata e potente:
    chi guarda in alto si commuove,
    qualcun altro applaude,
    qualcuno esulta perfino.

    Ma non basta un attimo, no.
    Non basta il vostro plauso.
    Sono ancora dietro le nuvole
    sono di nuovo nascosto nel buio,
    sospinto dalla tempesta.
    Dario Pautasso
    Composta domenica 18 dicembre 2011
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      Scritta da: Dario Pautasso

      Come si fa?

      Spiegamelo tu: come si fa a dirsi addio
      quando si era così prossimi da sfiorarsi l'animo?
      Come si fa?
      Come si fa a sciogliere questo nodo
      di fune grande come un braccio?
      Come si fa?
      Quando nel sonno le tue mani mi toccavano la schiena
      in un sogno che non dovevo permettermi
      e che per questo era il più bello?
      Dimmi come!
      Come si fa a gettare a mare
      un pensiero che riflette sempre il tuo sole enorme
      nei miei occhi troppo scuri?
      Io non lo so. Non lo so.

      Come faccio se quando penso,
      è la tua immagine
      che mi solleva o mi abbassa?
      Come si fa?
      Come si fa se mentre inseguo un sogno
      ti incontro lungo una strada comune... così
      caparbia, sensibile, giocosa.
      Una mano sotto il mento e l'occhio glauco
      rivolto oltre i soliti spazi?

      Come si fa a chiamare tutto illusione
      se quello che vivo è così reale.
      Perché se anche non sarò presente
      quando ti guarderai nuda davanti allo specchio
      alla ricerca di un passaggio di vita
      e sentirai un soffio di vento oltre le spalle,
      sarà il fiato della mia anima
      che in te riposa.

      Ora non temermi. No!
      Non temere che possa gravare sulla tua bellezza:
      perché la tua vita è la vita Tua,
      sacra la sua indipendenza,
      infinita la sua libertà.

      Eppure ricorda,
      quando cammini veloce
      presa dai tuoi pensieri
      quando ti fermi esausta
      quando ti sollevi
      quando ti riadagi
      quando danzi
      quando ridi e quando piangi.
      Quando ami...
      ... io silenzioso
      sono in te.
      Dario Pautasso
      Composta giovedì 22 gennaio 2015
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        Scritta da: Dario Pautasso

        Non adesso

        Ti dicono alzati
        Ti dicono di sorridere
        Ti dicono la vita è bella!
        Ti dicono un seme muore per ridare vita...
        Hanno gran voce e non fanno nulla, nulla.
        Portano via ratti ratti i loro bambini
        Che guardano un uomo che soffre:
        "non è bene che vedano piangere, capisci"
        S'arrabbiano, "smettila di piagnucolare!"
        Ti dicono, "ehi anche io sono a pezzi"... sai:
        Le tasse da pagare, il mutuo, la cucina nuova
        Mentre tu hai la morte nel petto
        Ed infinite ghirlande d'universo si sfilacciano
        Al suono troppo forte della vita che ti circonda
        e ruota sulle strade infinite del mondo.

        Ti dicono alzati
        Ti dicono di sorridere
        Ti dicono la vita è bella
        Poi ti lasciano solo, disteso, sfinito, morto
        Come una corteccia avviluppata dal tempo
        Come un fiore di gelido vento
        Come uno squarcio di luce verde in un tempio,
        Hanno adempiuto al loro dovere:
        hanno gettato le loro frasi circostanziali.
        Amico, se non capisci, non ti biasimo
        Non è facile. Ma risparmiami tutto questo.
        Leggimi un libro che parli leggero
        Di spazi comprensibili e finiti
        Di visi normali, di sorrisi corretti.
        Suonami la tua vecchia chitarra
        Sposta quest'aria di malattia con note
        Più gentili. Non a me l'Ipocrisia.
        Non adesso.
        Dario Pautasso
        Composta venerdì 18 giugno 2010
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          Scritta da: Dario Pautasso

          Dietro una siepe

          Ho paura sai?
          La vita ti percorre lungo troppe vie
          che non posso conoscere:
          alcune sembrano scendere buie
          in un intimo di riflessi
          altre scorrere limpide
          sulla tua pelle perlacea di giovinezza.

          Così, talvolta, le mani
          s'intrecciano sconosciute, nel sonno,
          in desideri evanescenti,
          foss'anche per un solo vaneggio
          di splendore.

          Perdoniamoci.

          Dimmi: dove vai quando sparisci?
          Riposi forse sui tuoi pensieri,
          oppure ti sollevi caparbia
          al di là delle loro dune maestose?

          Se fossi prensile come suolo
          potrei provare a comprendere
          il tuo sapore agreste,
          Ma sei cielo,
          le tue iridi si fondono
          al mare in risacca:
          non è facile trattenerti.

          Ah, un giorno avrò scarpe
          per percorrere tutti i tuoi sentieri
          e l'infantile calma
          per giacere nell'incavo
          dei tuoi palmi gentili. Chissà.

          Guarda fuori, le stelle già ci chiamano
          al loro vespertino altrove
          nella buia caverna dei nostri segreti
          troppo grandi, maestosi, intimi.
          T'allontani ancora Occhi di giada?

          Sì, danza, sulle galassie
          sì, danza
          un ultimo canto d'allegria
          con nuda meraviglia,
          e il mio occhio fermo sulla nuda terra
          solleva oltre l'inconcepibile.

          Sì, danza!
          Ti guarderò ascoltando l'ultimo gorgheggio
          d'uccello
          nell'imbrunire vasto della notte
          che oscura il mio sguardo
          mentre l'amore attende
          silenzioso
          dietro una siepe.
          Dario Pautasso
          Composta mercoledì 19 novembre 2014
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            Scritta da: Dario Pautasso
            Ogni tanto sorge il sole
            E mi trova ancora sgomento
            S'insinua nelle palpebre
            Mi abbaglia mentre è ancora notte
            Dentro.

            Sarà un sole pallido
            Ma c'è,
            Ed è come scivolare nella meraviglia
            Come portare in seno dei fiori
            Freschi
            Di campo
            Da donare a chi vuoi bene.

            Ogni tanto sorge il sole
            Quando è ancora notte
            Ed io piango di commozione
            Nel vapore di quei fiori
            Odorosi
            Di campo.

            Ecco: la notte celere
            Fa ritorno
            Ricompare quando il sole è ancora alto
            Giunge senza parola
            Meschina
            Fredda
            Ammaliatrice.

            Fa ritorno mentre il sole mi fissa
            Mi avverte "adesso fermati"
            Mi osserva, la notte,
            Severa e forte
            Ed io mi fermo
            Col sole dritto in faccia.
            Taccio.
            Dario Pautasso
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              Scritta da: Dario Pautasso

              Un nuovo filo

              Sospinti da imprevedibili venti
              Vorticano pensieri
              Poggiandosi talvolta su cime di presunte
              Certezze
              Talvolta ancora scivolando nell'aere
              Instabile.
              Come semi di soffioni
              Come polvere inquadrata da un raggio
              Di sole
              Si sollevano
              Dolcemente alti,
              Quindi nuovamente riposano al suolo
              Taciti,
              Tremanti.
              Attendono un nuovo filo di brezza
              Che si lasci cavalcare
              Coraggiosamente.
              Dario Pautasso
              Composta mercoledì 1 ottobre 2014
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                Scritta da: Dario Pautasso

                La notte

                La Notte ha un suono azzurro
                come il mare.
                I pensieri a lungo taciuti
                s'inerpicano alti come trame di rovi.
                S'accendono lumi che la luce del giorno
                non conosce.

                Nel buio sono solo
                solo mio.
                Mi possiedo interamente
                come un abbraccio.

                La Notte è piena, pigra, inerte, ferma:
                s'infrange adagio
                in orde di canti antichi.

                Nel buio sono io
                completamente.
                Il mio corpo non proietta ombre
                non si separa:
                è fedele a se stesso.

                La Notte ha il sapore rotondo
                di un labbro socchiuso.
                Scende in fondo
                nei miei anfratti più scuri...

                ... borbotta, infine
                tace.
                Dario Pautasso
                Composta mercoledì 23 aprile 2014
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