Poesie personali


Scritta da: John
in Poesie (Poesie personali)

Lettera di un soldato

Soffia forte un'altra notte
il vento solo
Inghiotte lento
il tempo di ogni uomo
Io perso nella torma
ripenso a quella volta
In cui la mia orma
si prostrò incolta
Tra buio e soldati
con le mani nel fango
per quanto ci siamo amati piango.
Ti ho persa già da tempo
Ora il vento, toglie il mio ultimo momento.
Composta mercoledì 1 marzo 2017
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    Scritta da: Mariella Mulas
    in Poesie (Poesie personali)

    Decisione

    Ho deciso, lascio passato
    al passato e in sacchetti neri
    ripongo ricordi e rimpianti inutili,
    li stringo con lacci di indifferenza
    forte forte
    e lascio tutto fuori dal portone
    del mio cuore.
    So che ci penserà il tempo
    a consegnarli all'inceneritore
    dell'oblio...
    Poi mi metterò a parlare d'amore
    al primo movimento di innamorati
    che attrae vicino, e racconterò
    loro le emozioni dell'anima
    sia uomo che donna,
    sia al bimbo o bimba,
    sia anche un merlo che ciarla l'ora,
    sia pure un cagnolino o un micio
    e finanche a una mosca improvvisa
    che pur insonnolita di freddo
    sia tentata da un raggio caldo...
    Parlerò d'amore
    anche alla nube lassù, in fondo al cielo,
    al fiore di un mandorlo già vezzoso,
    alla goccia spruzzata sul lavandino,
    a un piatto che profuma appena lavato,
    alla noia di un attimo che si trasforma
    in sorpresa di una poesia...
    Parlerò d'amore al mondo,
    a tutti, belli e brutti,
    poveri e ricchi, giovani e vecchi...
    Parlerò, sensuale e accattivante
    della voglia bellissima d'amare
    e del suo tempo vitale...
    Non aspetterò risposte stupite,
    solo un sorriso tutto per me,
    che amo tutto e niente,
    che credo a tutti e a nessuno,
    che voglio esistere
    di sogni, e non soggiogata
    dal continuo mal di vivere,
    per ore, giorni e ancora qualche anno,
    finché sensi e corpo e mente
    stanchi di me, infine esausti,
    mi lasceranno passare oltre!
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      Scritta da: Donatella
      in Poesie (Poesie personali)

      Controvento

      Fuori i primi soli che annunciano l'arrivo della primavera
      Dentro il gelido vento che toglie la vita
      Il tempo non cancella,
      siamo noi con la volontà a farlo.
      Ma se questa manca
      resto un Don Chisciotte
      che lotta contro i mulini,
      che inarrestabili segnano il consumarsi dei giorni.
      Dulcinea è riflessa in un altro specchio.
      Composta mercoledì 15 febbraio 2017
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        Scritta da: Giovanni Minio
        in Poesie (Poesie personali)

        La vita è forse un verso

        Anni di piombo, plumbeo questo mare.
        Mi vedo distrutto dal tutto, dal tutto.
        Il lutto di mio padre.
        Plumbeo questo cielo,
        fatto di nubi oscure,
        fatto di mille paure.
        Il mare è calmo come il mio cuore
        che più non sa dove andare,
        come muoversi.
        Mi sento, mi tormento,
        mi interpreto e mi domando:
        "Cos'è che penso?"
        Affondo nel piombo di questo tramonto
        e guardo stupito l'universo.
        La vita è forse un verso?
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          Scritta da: Gandi
          in Poesie (Poesie personali)

          Ho saputo aspettare

          Che importa se
          i colori sono mutati
          e il viaggio a piedi
          si è arrestato oltre
          il fango della via,

          se la casa ha difeso
          i divani soffici come letti
          e profondi come barche,

          se ho saputo aspettare
          tutta la vita,
          alla ricerca delle rughe,
          dei capelli radi.

          Che importa se
          il brio del viso è allegro,
          se mi getto tra le sue braccia,

          la furbizia della vita,
          amante più dell'amore
          che della mia illusione,

          se la casa ha protetto
          i tappeti grossi e bianchi
          come pascoli di lana.

          Ho saputo aspettare
          tutta la vita.
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            Scritta da: Claudio De Lutio
            in Poesie (Poesie personali)

            La Maschera

            Chi sei?

            Che dietro a forma, oblunga o orizzontale
            hai il viso e come naso un dosso artificiale
            le guance e sopracciglia talvolta non coperte
            due fori troppo semplici per occhi fatti ad arte.

            Chi sono?

            Che vuoi ch'io sia, se non quello che vedi!
            Vera materia o sagoma, fa come meglio credi!
            Rotonda, colorata, con gemme o brillantini,
            or triste ora felice, per grandi e per bambini.
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              Scritta da: Walter Girardi
              in Poesie (Poesie personali)

              Scacchi

              Questa è la storia di dame e cavalieri
              A singolar tenzone in campi bianchi e neri
              Lui, l'unico di lettere che la fila può saltare
              Cavallo in e4 si sente mormorare
              Il destriero si muove nel posto designato
              Il centro del terreno è stato conquistato
              La Torre si scambia con il suo sire
              Dietro gli alleati andando a sparire
              Il Fante repentino, si muove di traverso
              La battaglia ancora lunga, nulla ancora è perso
              Continua tra i due regni, lo scontro decisivo
              Difendere il sovrano è l'imperativo
              Anche la regina arriva in loro aiuto
              Si sposta di lato per proteggere il marito
              Il pedone di soppiatto in fondo cerca di arrivare
              Perché quello che desidera potrà poi diventare
              Il Re Nero nel angolo ormai è disfatto
              Partita finita, lo scacco è Matto.
              Composta venerdì 10 febbraio 2017
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                Scritta da: Andrea Sergi
                in Poesie (Poesie personali)

                Il canto del cigno

                Guardai il cielo
                di nuvole stanche scolpito
                in attesa
                che un vento borioso
                e deciso
                le soffiasse più in la.

                Che s'aprisse d'immenso
                tingendo quel telo
                sfumando quei nembi d'azzurro
                esplodendo di sole
                e di luce.

                Ma non venne
                e le nuvole si strinsero
                a branco, come lupi famelici,
                minacciose
                e scacciarono via
                anche il poco chiarore
                rimasto

                mentre apparivano
                come lame taglienti
                dei riflessi di luce
                che saettando
                sembravano affettassero
                il cielo scomparendo
                per incanto

                lasciando

                come un urlo un boato
                che scuoteva il silenzio
                in un vibrare crescente
                nel tintinnare dei vetri.

                Arrivò l'acqua, gocce come
                acini d'uva trasparenti
                che man mano ingrossando
                disegnavano cerchi rimbalzando
                nel vuoto.

                Addio estate.
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