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Scritta da: Mariella Mulas

Sospirare d'amore

Sospirar d'amore
spesso è destino
a volte consegnato
al tempio
delle illusioni...
E la notte,
custode dei sogni,
porge orecchio
ad ascoltare
solo l'intensità del desiderio...
Forse accende
scintillii di stelle
come promesse
d'incontri poi di sguardi,
forse lascia pure
impresse in orme
sulla sabbia
parole tenere udite,
o non dette invece chiare,
o non sapute donare sincere, e infine inesorabile nel tempo,
cancellate dal vento,
o dalle eterne risacche indifferenti.
Mariella Mulas
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    Scritta da: Mariella Mulas

    Il dolore (per non dimenticare...)

    Ah gioventù d'oggi,
    in un cambio generazionale
    di volti
    che non hanno memorie...
    Eppure scorre sempre
    in questa umanità
    il dolore...
    In ogni luogo della terra
    ove è sempre pur presente
    la serpe del male
    che induce simili a odiare simili,
    e a voler cancellare
    l'esistere di uomini con uomini,
    donne con donne,
    bimbi con bimbi...
    E dove ha origini il massacro
    ancor più menti deformi
    predicano morte...
    Ah gioventù d'oggi,
    inebriati da falsi idoli
    di superiorità d'intenti...
    come giochi virtuali
    unite la maestria del bullismo,
    e incalzando ore
    di rivitalizzate prepotenze,
    urlate il disprezzo di genti,
    come vittoria di una coscienza
    che non ha coscienza e né sa
    cosa fu e cosa è il vero Dolore...
    quel Dolore delle Memorie
    di un Popolo innocente,
    cancellato per delirio
    di onnipotenza
    e che voi decantate
    come drogante baldoria
    da bar, rivisitata dal vostro tempo
    senza visioni di guerre
    e di morti inconsapevoli.
    Mariella Mulas
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      Scritta da: Mariella Mulas

      Quel bacio

      Avrei voluto
      solo un bacio,
      Quel bacio
      che emoziona
      storie di sentimenti.
      Poteva rallegrare
      cuore, far brillare occhi,
      far ridere all'impazzata
      di un allusivo significato
      impresso su incredule
      labbra.
      Avrei voluto far
      riecheggiare quel battito
      che solo romantico,
      riconosceva i segnali
      di un amore che crescendo
      nominava te in ogni sospiro...
      allora incantato dalle illusioni
      di un sogno che ora
      non c'è più!
      Mariella Mulas
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        Scritta da: Mariella Mulas

        Per caso sussurro amico

        Soffermate sempre
        sguardo in sguardo
        per caso incrociato...
        E se colpisce di sincerità
        cercate l'espressione
        della vita...
        È necessario come
        osservarsi riflessi...
        Si potrà forse capire
        se diverrà dialogo
        o silenzio dell'anima.
        Si riuscirà forse così
        a cogliervi l'aria sorridente
        o lontana dai colori
        ammorbidenti linee
        ritratte meste.
        E quegli occhi diverranno
        racconti d'identità,
        pure se ancora sconosciuta,
        ma che infine
        se un sorriso e un saluto
        nasceranno spontanei, allora,
        con un sussurro già amico,
        sentire forse si potrà:
        - Ciao mi chiamo amicizia...
        e tu come ti chiami? -.
        Mariella Mulas
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          Scritta da: Mariella Mulas

          Scrivimi...

          Scrivimi...
          meglio che udire solo suoni
          di parole fuggenti.
          Potrò invece fermare emozioni
          negli occhi,
          per consegnarle al cuore,
          con sillabe di tenerezze...
          scrivimi di te,
          non intimidire pensieri...
          io porrò attente orecchie
          nello sguardo leggente,
          e labbra saranno
          a baciare pensieri.
          Non allontanare ricordi,
          userò le tue frasi
          come fiori di un giardino
          curato, cullato dalle mani
          della natura spensierata.
          Scrivimi, e la mia solitudine
          giacerà infine addormentata
          in zolle di essenze di gioia.
          Mariella Mulas
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            Scritta da: Mariella Mulas

            Decisione

            Ho deciso, lascio passato
            al passato e in sacchetti neri
            ripongo ricordi e rimpianti inutili,
            li stringo con lacci di indifferenza
            forte forte
            e lascio tutto fuori dal portone
            del mio cuore.
            So che ci penserà il tempo
            a consegnarli all'inceneritore
            dell'oblio...
            Poi mi metterò a parlare d'amore
            al primo movimento di innamorati
            che attrae vicino, e racconterò
            loro le emozioni dell'anima
            sia uomo che donna,
            sia al bimbo o bimba,
            sia anche un merlo che ciarla l'ora,
            sia pure un cagnolino o un micio
            e finanche a una mosca improvvisa
            che pur insonnolita di freddo
            sia tentata da un raggio caldo...
            Parlerò d'amore
            anche alla nube lassù, in fondo al cielo,
            al fiore di un mandorlo già vezzoso,
            alla goccia spruzzata sul lavandino,
            a un piatto che profuma appena lavato,
            alla noia di un attimo che si trasforma
            in sorpresa di una poesia...
            Parlerò d'amore al mondo,
            a tutti, belli e brutti,
            poveri e ricchi, giovani e vecchi...
            Parlerò, sensuale e accattivante
            della voglia bellissima d'amare
            e del suo tempo vitale...
            Non aspetterò risposte stupite,
            solo un sorriso tutto per me,
            che amo tutto e niente,
            che credo a tutti e a nessuno,
            che voglio esistere
            di sogni, e non soggiogata
            dal continuo mal di vivere,
            per ore, giorni e ancora qualche anno,
            finché sensi e corpo e mente
            stanchi di me, infine esausti,
            mi lasceranno passare oltre!
            Mariella Mulas
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              Scritta da: Mariella Mulas
              Cantava voce
              il senso dell'amore,
              sussurrava labbro
              il senso della tenerezza,
              e guardava il sorriso.
              E s'innamorò...

              Ma divenne donna
              in un letto di celate spine,
              e consegnò, ignara, il primo
              suo sangue
              e il suo primo stupore.

              Passarono giorni e mesi e anni
              e l'amore divenne dolore,
              il canto pianto
              e il sussurro terrore.
              Ma ancora amò.

              Si abituò agli occhi chini,
              si abbandonò ai silenzi.
              Urlava troppo la gelida gelosia
              di quel compagno severo,
              e senza spensieratezza.

              Cercò parole, ricevette schiaffi,
              cercò sguardi ma ostili
              minacciarono la notte buia
              e la mattina dei passi intimiditi
              e obbligati alla solitudine.

              Bussava il suo cuore,
              voleva il suono del canto.
              sognava la dolcezza,
              supplicava la saggezza
              di un vivere in libertà.

              Trovò il coraggio
              in un giorno di maggio
              e confessò il suo disagio
              e per lasciare quegli occhi duri
              che bramavano senza amare.

              E fu decisa la condanna
              dalla mente possessiva.
              - No, resterai perché sei mia
              e sempre lo sarai... -
              E così impugnò il furore

              come sangue di dolore
              per un amore che non era amore
              ma solo logica malattia,
              negazione di una gelosa follia
              per una donna stanca che andava via.
              Mariella Mulas
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                Scritta da: Mariella Mulas

                A una cagnetta che non c'è più

                Sfiorerò di flash
                la mente
                in piccoli barlumi di memoria
                per gestire malinconia.
                Eri presenza fedele,
                giostra di movenze accattivanti
                tu piccola creatura,
                subito amica del cuore.
                Sei andata oltre anche tu
                E non hai mai lamentato paure,
                eri presenza nel mio pianto,
                eri gioco nella mia allegria,
                e capivi il mio silenzio.
                Accucciata accanto
                lambivi sguardi come carezze
                di coraggio.
                Tu sei oltre ormai
                accanto forse ai miei rimpianti.
                Sfiorerò ancora i giorni senza te
                come quei tramonti
                che incontrano notti senza luna.
                Mariella Mulas
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