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Scritta da: Mariella Mulas

Alture di luna

Su alture di luna
ho usato la vanga del silenzio
per seppellire pensieri...
Li ho sprofondati d'ira rappresa,
li ho rinnegati di luce
e li ho allontanati da frange di ricordi...
Su alture di luna
ho lasciato solitaria una sedia di plastica,
ho pensato a chi seduto, malinconico,
non muoveva passi,
e pur immobile, agile volava senza peso
intrepido a cercare
solo quegli attimi
dove amare non mai bugia nell'anima.
Sulle alture di luna, in effetti,
accaso da sempre il mio io
e canto ogni volta la dolente litania
per ogni ora spenta,
per ogni sogno ingrigito,
per ogni parola non udita,
per tutto il male del mondo.
Modello un attimo di invisibilità
anche nei miei stessi occhi,
solo un attimo per perdermi
nel nulla assoluto di pace.
Mi lascerò andare d'indifferenza
sino al centro dell'abisso...
Ma stanotte c'è la luna.
E m'addormenterò tra le sue alture,
roca di sospiri come sempre nel cuore.
Mariella Mulas
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    Scritta da: Mariella Mulas

    Appunti

    Appunti dell'anima
    in un divenire di stelle
    s'appoggiano a fogli sparsi.
    Ultimi riflessi di sole
    vestono il tramonto
    anche dei pensieri.
    Giunge l'ora
    che palpebre chiudano in sé
    immagini del giorno che fu
    e li trasformino
    in liete favole per bimbi
    così da allontanare
    malinconie della realtà.
    Mariella Mulas
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      Scritta da: Mariella Mulas

      Fiore che non morirà

      Immergo lo sguardo
      in un fiore in boccio,
      posto là
      in un angolo solitario
      che timidamente
      svetta sul suo ramo.
      Avverto già vellutati i suoi petali
      in sfumature rosa giallo oro.
      Immagino l'essenza...
      e in un riquadro della mente,
      ti adagio rosa,
      e so che resterai bella,
      unica ai miei occhi
      in un tempo che non sfiora.
      E quando la realtà ti farà sbiadire,
      e sciupata cadrai
      esausta,
      con sublime dolcezza
      nel mio cuore ti terrò splendente
      in un giardino di colorati pensieri
      e ti coltiverò di gentilezza
      dove mai la malinconia
      della solitudine
      ti sacrificherà all'inesorabile fine.
      Mariella Mulas
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        Scritta da: Mariella Mulas

        Colori di un bacio

        T'amo
        di quell'amore malinconico
        che struggente
        s'attarda nel cuore
        a rinverdire
        romantici passi lievi.
        Vedi ancora quelle orme
        lungo il sentiero
        tra oleandri
        spossati di sole
        ma che di fiori
        vestono sempre braccia
        per allettare ali
        a corteggiare colori.
        Sono io che alito
        il desiderio...
        t'amo
        nelle fredde sere tediate
        di precoce penombra
        che contornano
        sfolgorii di sguardi
        scivolanti di carezze stanche
        e nutre solo ricordi.
        Dimmi odi anche tu
        ancora vie risuonanti
        sentore di risa,
        quei tempi di labbra
        che di passione, al tramonto,
        non sbiadivano
        colori di un bacio
        dato in riva al mare.
        Mariella Mulas
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          Scritta da: Mariella Mulas

          Serenate

          Serenate
          canto alla mia
          irrequieta
          voglia di cieli
          di libertà.
          Serenate d'auspicio
          a risuonare
          nelle menti chiuse,
          in ogni contrada di coscienze
          che patiscono
          penombre di sommesso silenzio.
          Serenate allegre,
          echi
          di respiri in montagna,
          a squarciagola intonate
          da parole accostate
          a voli d'aquile,
          pronte a inseguir
          una preda solo foriera di lamenti.
          Armoniose serenate al ritmo di risacca,
          granelli di sabbia di speranza
          sul cuore del mare,
          onde spumeggianti di sorrisi su scogli
          dove inusuali ma tenaci fiori,
          sbocciati al sole dell'impossibile,
          annunciano che, radiosa,
          può rinascere la primavera
          nell'anima.
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            Scritta da: Mariella Mulas

            Odo un canto...

            Odo un canto...
            e un inquieto suono accanto,
            forse note di violino
            che sommesse poi si liberano
            frizzando di brividi lo spazio...
            Scorrono poi nuovamente lievi
            quasi a voler riconoscere morbidezze
            trovando, all'opposto, inattesi spigoli di toni stridenti.

            E, invece, l'immagine di un archetto tra agili dita
            a carezzare corde
            invoglia solo un tempo sospirato da armonie
            e rassettato da senso di leggerezza
            in cuori ingenui che danzano...
            danzano battiti, nati a sedurre pensieri di felicità
            poi inesorabilmente più frenetici
            in giri di vorticoso destino.

            Questo destino,
            come lupo che lancia ululi alla luna
            di condanna predatrice,
            annusa orme d'innumerevoli sogni lieti
            lungo il percorso di ogni singolo sentiero,
            e, subito dopo, con balzo fulmineo,
            scova divorando quelle arie deboli di attese
            costringendo suoni in vibrati lamenti,
            cupi, ridondanti di sragionata dolenza,
            così che, quelle visioni agognate di paradisi,
            sono esclusivi inferni d'irreale,

            dove venti alteri spogliano rami in primavera,
            dove gocce, credute ristoratrici
            si cristallizzano di sabbia
            su zolle sospiranti già d'arsura,
            fino ad annullare speranze di sguardi all'orizzonte
            in apparenze di sorrisi
            nella vita soggiogata, all'improvviso,
            da sole letture trascritte in spartiti di lacrime.

            Odo un canto, e ancora più forte e infinito
            un inquieto suono accanto... come di cigno morente.

            Mi fascio di penombra di tramonto in questo difficile esistere accompagnandomi, ormai certa,
            a note finali di un violino impazzito.
            Mariella Mulas
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              Scritta da: Mariella Mulas

              Inventarsi l'anima felice

              Dolce oblio
              dell'esistenza stanca
              è inventarsi
              l'anima felice...
              e non scandagliare segreti
              nei ripostigli della memoria...
              Trovare solo ingenuità
              di parole,
              brevi parole,
              balbettate di sorrisi
              in prime pronunce d'amore...
              Dolce quindi alienare passioni
              e accomodare
              unicamente istanti
              dove baci
              sono immagini rosa
              fra labbra,
              e non brividi...
              Circuisco pensieri solitari
              fra antiche pagine
              di romanzi
              per essere apparente,
              senza realtà,
              solo romantica di emozioni,
              granelli di sogni
              che non indagano mai
              nel profondo dell'infelicità.
              Mariella Mulas
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                Scritta da: Mariella Mulas
                Ogni nube, ogni goccia di pioggia,
                ogni bolla d'aria che, tra nubi, tingerà
                un arcobaleno,
                ogni raggio che scintillerà,
                ogni farfalla che si accosterà di voli lieti,
                ogni canto melodioso d'uccelli,
                ogni fiore che con i suoi petali
                rallegrerà il tuo sorriso,
                sarà lungo sguardo d'amore
                che ti accarezza quando non sei con me.
                Mariella Mulas
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                  Scritta da: Mariella Mulas

                  Poetessa dolente

                  Eri brama di parole
                  sussurrate nel labirinto
                  delle sensazioni.
                  Eri tutto...
                  Il sole e le nubi...
                  Il vento
                  e il mare
                  Eri la tempesta.
                  E il paradiso.
                  Eri la solitudine,
                  il poema delle trasgressioni
                  nella vita del dolore folle...
                  Eri il silenzio,
                  vergante lacrime
                  irridenti la malinconia
                  del tuo tempo prigioniero.
                  Eri risate
                  come fiumi
                  che attraversavano
                  l'Io dell'assoluto
                  dei tuoi pensieri.
                  Eri Poetessa dolente
                  di quell'amore ridente
                  che sempre appare
                  struggente di alba eterna
                  anche nel tramonto
                  delle tue parole, ora,
                  che non appartengono
                  al tuo tangibile respiro
                  ma all'anima tua
                  radiante
                  l'emozione immortale...
                  Mariella Mulas
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                    Scritta da: Mariella Mulas

                    Tempo d'autunno

                    Autunno,
                    mani bronzee,
                    carezzevoli
                    di albe già
                    annebbiate
                    da nubi che gonfie
                    si scontrano con primi raggi
                    nascosti...

                    e il vento guarda
                    rami e
                    impaziente corteggia già
                    di foglie al volo
                    desolato...

                    Appare misero
                    in autunno, ora,
                    quel colore che fu
                    abbagliante nei mesi
                    di riflessi limpidi
                    tra boschi risuonanti
                    scampagnate ardite
                    o di un mare
                    invaso da risate e giochi.

                    Ma è solo pausa
                    accudita di silenzio di passi
                    per indurre stanchi arbusti ingialliti
                    a rigenerare di verdi trifogli
                    poi campagne
                    e... di arenili
                    lasciati solo amoreggiare
                    in carezze solitarie
                    di risacca.

                    ... e il tempo d'autunno
                    s'accosta prodigo
                    ai quei richiami di riposo
                    e di sonnolenti bisogni
                    di terra
                    che timorosa di geli
                    ha in seno promesse di germogli
                    che attendendo, certi,
                    voce tiepida d'amore.
                    Mariella Mulas
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