Poesie personali


Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
in Poesie (Poesie personali)
Un bimbo muore poggiato solo sulle ossa
con occhi spalancati dalla fame.
La madre senza lacrime lo piange
ricordando quando lo partorì sognando.

Il suo seno secco si riempie di dolore
respingendo il sole che la consola.
Il silenzio circonda questo gruppo umano
in un'ora che spaventa il sole tropicale.

Le ombre hanno paura di fermarsi
accanto a un morto con madre senza pane.
Non ci sono speranze al sud dell'equatore
quando il nord getta nei suoi rifiuti
ciò che altri guadagnano col sudore.

È stato distrutto l'equilibrio del mondo,
la povertà si arricchisce di tristezza,
la ricchezza s'ingrassa di negligenza
mentre anche oggi muore un sogno.

Il sud rifiuta le briciole delle ricche mense
dei tanti epuloni vestiti di magnificenza.
È meglio morire con la dignità negli occhi
che essere schiavi di un gioco sporco.

Domani ritornerà il vero figlio dell'uomo
farà risorgere i poveri morti dalla fame,
li guiderà in un antico deserto fiorito
moltiplicando il loro cibo all'infinito.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
    in Poesie (Poesie personali)

    Il primo Venerdì santo

    Giunsero i Cavalieri dell'Apocalisse
    in un pomeriggio di tempesta
    mentre un vecchio cantava la vita
    guardando un bimbo dalla finestra.

    I cavalli non avevano briglie
    su strade con statue di bronzo
    nitrivano con raffiche di nebbia
    incontro all'uomo pieno di silenzio.

    Per la folla fu un giorno come tanti,
    per alcuni fu un giorno di rimpianti.
    Un velo si squarciò nel tempio
    cadendo trenta monete d'argento.

    Il governo di turno si lavò le mani
    scartando una verità che scottava.
    Gli amici si rintanarono dispersi
    in angoli oscuri pieni di spavento.

    Si udì un grido, un tuono, un lamento:
    morì l'Uomo e il mondo pianse contento.
    Fu questo il nostro primo Venerdì Santo
    quando noi accendemmo una fiaccola.

    Il nuovo calendario iniziò da zero
    la sua marcia di virtù e mistero.
    Aspettiamo i Cavalieri dell'Apocalisse
    cavalcare su nuovi cieli senza eclisse.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
      in Poesie (Poesie personali)

      Domenica delle palme a Saragozza

      Gli uomini incappucciati sfilano maestosi
      guardando il mondo da dentro le caverne
      dove pitture rupestri conservano il mistero
      di animali trafitti da religiose leggende.

      Avanzano rami di palme cadenzando il tempo
      ferito da rullio di tamburi pieni di pentimento.
      Il padre e il figlio vestono gli stessi indumenti
      carichi di secoli, orgoglio e umana penitenza.

      Le strade sono mute in pieno mezzogiorno:
      passa il Cristo su un'asinello bianco.
      Lo precede la samaritana con i suoi vent'anni
      in una brocca di creta piena di rimpianti.

      Così si celebra la domenica delle palme
      in questa terra piena di tradizioni e danze.
      Qui, forse, Cristo ha sostituito Ercole
      cambiando le fatiche in pane e gentilezza.

      Inizia con questi suoni la settimana santa
      in questa Aragona piena di tradizioni e vento
      scavando nella voce del tradizionale tamburo
      il nuovo volto di uomini lanciati al futuro.
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        in Poesie (Poesie personali)
        Canterò un sogno di giovinezza
        rinchiuso nel cielo di una notte
        insieme a un uccello senza voce
        con ali chiuse in una gabbia, solo.

        Vidi un bimbo con occhi azzurri
        che giocava con un filo di luce
        cercando di scavare nell'ombra
        mentre un corvo beccava l'aurora.

        Uscì il sole con le sue lunghe ombre
        dipingendo un quadro che porto negli occhi:
        una grande ombra con becco di cicogna
        offriva il suo corpo senza vergogna.

        Nacque così uno strano ricordo
        scaraventato sulle strade del mondo.
        Non so se quel giorno ebbe la sua sera
        come ogni uomo la sua ombra.

        Restai solo anche quella volta
        sfogliando un fiore in penombra.
        Un gatto bianco miagolò nell'aria
        cancellando il sogno appeso all'alba.
        Vota la poesia: Commenta
          in Poesie (Poesie personali)

          Tergi-Verso

          Sei in ogni umano ed è danneggiata la mia realtà
          come un angelo in volo se ne va.

          Mi ricordava Bologna di notte,
          occhi profondi come grotte.
          L'odore dei giornali alle cinque del mattino.
          Guardava la strada da un finestrino...
          La città vuota era una ridente campagna,
          il viso mio si bagna...
          da questa ultima giornata non ho più sue notizie.

          Accarezzo il gatto masticando liquirizie...
          Ho il cuore di crema,
          rido come una scema.
          Ho perduto il suo volto
          nell'orchestra dei violini
          io l'ascolto.
          Il richiamo suo mi viene a cercare,
          non so come cambiare.
          Ho chiuso la porta dei pensieri
          confondendo i miei emisferi.

          Se mi cerchi dentro a un sogno...
          sei profumo di castagno,
          porti giara e primavera
          immergendomi le mani nell'acquasantiera.

          Prego il Dio del mondo e dell'universo,
          con poesie tergiverso.
          Con l'anima confusa, il timore se ne va...
          a bordo di una nuvola,
          cantando forte il tempo volerà...
          dimenticando questa mesta favola.
          Vota la poesia: Commenta
            in Poesie (Poesie personali)

            Alla vita

            Adagiate sul letto,
            i corpi stretti,
            occhi negli occhi,
            le mani abbracciate,
            ti conduco nel riposo notturno alla volta di una nuova alba.
            Osservo già colma di malinconia
            questa tua purezza,
            un'innocenza che nessun adulto possiede,
            un bene immane e sacro che ogni bambino dovrebbe avere.
            Socchiudi i tuoi occhi avviandoti nei sogni
            che ti accompagneranno anche questa notte
            e mi ostino a studiarti,
            a respirare profondamente il candore che ti adorna.
            Ti proietto in un futuro poco lontano,
            nell'indipendenza che acquisirai anno dopo anno,
            abbracciando la tua libertà restituendomi la mia,
            ormai inutile perché devota a te,
            oh mia ragione di essenza.
            Cavalcherai e combatterai i giorni che ti attraverseranno oltraggiosi
            e ti macchierai come tutti noi di peccati,
            atti disadattati alla persona,
            mole di morale che rotola aggrovigliandosi raccattando di tutto.
            Una notte di domani mi chiederai la mano come oggi
            e sarai lucida e chiara quando mi domanderai dove ti abbia condotta,
            cosa sia tutto ciò che ti avvolge e stravolge ferendoti con ferocia.
            Forse sarai debole come me,
            bagnerai il cuscino che ti cullerà e io allora sarò forte anche per te,
            come non lo sono oggi
            e ti guarderò osservando anche i tuoi peccati
            e ti dirò che stai solamente vivendo.
            Composta giovedì 9 febbraio 2017
            Vota la poesia: Commenta
              Scritta da: Lucia Quarta
              in Poesie (Poesie personali)

              Nel sogno

              Tutto in una notte semplicemente,
              gli occhi sbiaditi, il cuore fragile
              di chi ha amato tanto.
              Sei l'oceano nel quale affonderai.
              Sei l'ombra del cuore.
              Quella che ti asciuga le lacrime
              che nessun altro vede.
              Ma se un giorno la incontrerai
              abbine cura e tieni la stretta.
              Perché sto pensando a te
              perché sei un'ombra che torna
              sempre nel mio sogno!
              Notte.
              Composta mercoledì 8 febbraio 2017
              Vota la poesia: Commenta
                Scritta da: Barbara Pelosi
                in Poesie (Poesie personali)

                L'universo

                Vasto, forse infinito,
                avvolto da mistero e mito,
                così buio, così perso:
                l'irraggiungibile Universo.

                In realtà è fonte di luce,
                di energia pura riluce.
                Uno solo oppur milioni
                in diverse dimensioni?

                Non restiamo incatenati,
                dall'immenso confinati,
                ma viviamo la realtà
                di diverse civiltà
                che già forse nel passato
                un contatto hanno cercato.

                Spazio e tempo navighiamo
                e la mente liberiamo,
                perché questo è il cammino
                preparato dal destino.
                Vota la poesia: Commenta