Poesie personali


Scritta da: Andrea De Candia
in Poesie (Poesie personali)

Vicenda d'acque

La mia vita era come una cascata
inarcata nel vuoto;
la mia vita era tutta incoronata
di schiumate e di spruzzi.
Gridava la follia d'inabissarsi
in profondità cieca;
rombava la tortura di donarsi,
in veemente canto,
in offerta ruggente,
al vorace mistero del silenzio.
Ed ora la mia vita è come un lago
scavato nella roccia;
l'urlo della caduta è solo un vago
mormorio, dal profondo.
Oh, lascia ch'io m'allarghi in blandi cerchi
di glauca dolcezza:
lascia ch'io mi riposi dei soverchi
balzi e ch'io taccia, infine:
poi che una culla e un'eco
ho trovate nel vuoto e nel silenzio.
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    Scritta da: Andrea De Candia
    in Poesie (Poesie personali)

    Vertigine

    Afferrami alla vita,
    uomo. La cengia è stretta.
    E l'abisso è un risucchio spaventoso
    che ci vuole assorbire.
    Vedi: la falda erbosa, da cui balza
    questo zampillo estatico di rupi,
    somiglia a un camposanto sconfinato,
    con le sue pietre bianche.
    Io mi vorrei tuffare a capofitto
    nella fluidità vertiginosa;
    vorrei piombare sopra un duro masso
    e sradicarlo e stritolarlo, io,
    con le mie mani scarne;
    strappare gli vorrei, siccome a croce
    di cimitero, una parola sola
    che mi desse la luce. E poi berrei
    a golate gioiose il sangue mio.

    Afferrami alla vita,
    uomo. Passa la nebbia
    e lambe e sperde l'incubo mio folle.
    Fra poco la vedremo dipanarsi
    sopra le valli: e noi saremo in vetta.

    Afferrami alla vita. Oh, come dolci
    i tuoi occhi esitanti,
    i tuoi occhi di puro vetro azzurro!
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      Scritta da: Andrea De Candia
      in Poesie (Poesie personali)

      Alpe

      Sulla parete strapiombante, ho scorto
      una chiazza rossastra ed ho creduto
      che fosse sangue: erano licheni
      piatti ed innocui. Ma io ne ho tremato.
      Eppure, folle lampo di tripudio
      e saettante verità sarebbero
      un volo e un urto ed un vermiglio spruzzo
      di vero sangue. Sì, bello morire,
      quando la nostra giovinezza arranca
      su per la roccia, a conquistare l'alto.
      Bello cadere, quando nervi e carne,
      pazzi di forza, voglion farsi anima;
      quando, dal fondo d'una fenditura,
      il cielo terso pare un'imparziale
      mano che benedica e i picchi, intorno,
      quasi obbedienti a una consegna arcana,
      vegliano irrigiditi. Sulle vette,
      quando la brezza che ci sfiora è l'alito
      di vite arcane riarse di purezza
      ed il sole è un amore che consuma
      e, a mezza rupe, migrano le nubi
      sopra le valli, rivelando a squarci,
      con riflessi di sogno, la pensosa
      nudità della terra, allora bello
      sopra un masso schiantarsi e luminosa,
      certa vita la morte, se non mente
      chi dice che qui Dio non è lontano.
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        Scritta da: Rosita Matera
        in Poesie (Poesie personali)

        Ricordati di ricordare

        Chiunque tu sia,
        da qualsiasi posto tu provenga,
        a qualsiasi latitudine o longitudine tu sogni, ridi e vivi,
        ricordati di ricordare le stelle che hai dimenticato
        nel quaderno, sotto il banco, in fondo all'aula.
        Lo hai chiuso in un giorno di pioggia
        quando i pugni facevano male,
        confondendosi col fragore
        dei lampi sulla strada.

        Ricordati di ricordare
        sempre da dove vieni,
        il luogo dove hai giocato
        la terra che ti ha cullato quel giorno che hai visto il mondo,
        perché nei granelli di quella terra
        è racchiusa la tua umiltà,
        che è la tua grandezza,
        ciò che ti rende una persona vera.

        Ricordati di ricordare
        dove vai, senza esitare,
        saranno tante le vie sbagliate
        che fuorvieranno il tuo percorso
        ma se apri i pugni
        che un giorno lontano facevano male
        ritroverai la strada, i sogni, le stelle racchiuse nel quaderno,
        perché non è mai troppo tardi per potersi ritrovare,
        poter stringere le proprie mani come si fa con un amico.

        Ricordati di ricordare
        che mai sarai del tutto solo
        se sarai in buona compagnia
        dei pensieri più elevati.

        Ricordati di ricordare
        che la libertà non serve a nulla
        se prima o poi non la unisci
        alla libertà di qualcun altro
        poiché, se tu non ami,
        quell'amore si disperde,
        come un bel profumo che nessuno avrà sentito

        e infine ricordati di ricordare
        di stare calmo, di non arrabbiarti
        se hai perduto un solo treno...
        ne passano tanti se sai guardare nella giusta direzione,
        e soprattutto ricordati di ricordare
        che il viaggio della vita è troppo bello, troppo grande, troppo importante
        per perderti dietro a piccolezze
        a cui dai troppo peso sulla bilancia dell'esistenza.
        Apri i pugni ed abbandona tanti inutili rancori,
        e vedrai che da quei pugni usciranno un paio d'ali.
        Composta venerdì 17 febbraio 2017
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          in Poesie (Poesie personali)
          Se esiste un Dio
          non denaro chiederei
          e nemmeno salute.
          Se Dio fosse davanti a me
          non eternità vorrei
          e neanche paradisi o promesse.
          Dinnanzi ad un qualsiasi Dio
          il tuo sorriso vorrei, sentire il tuo calore.
          Chiederei la nostra felicità, limitata si ma unica,
          null'altro vorrei, nulla che un Dio possa regalarmi.
          Solo un tuo si desidero.
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            Scritta da: Luca Zecca
            in Poesie (Poesie personali)

            Il freddo può toccar anima

            Il freddo può toccar anima
            ma lo spirito mio non raggiunge,
            e se la mente nella solitudine strugge
            il cuore sempre sa trovar rima.

            Non dobbiamo trovar pena adesso,
            se siamo in questa vita è perché
            dobbiamo imparare a elevarci sopra il riflesso.

            Nelle miliardi di possibilità di mondi
            è una colpa fermarsi in questa materialità,
            ci è stato dato uno spirito eterno nell'immortalità.

            Qual miglior prova di questa tra mortali
            per capire quanto davvero valiamo?
            Ma come ci superiamo se non giochiamo?

            Giochiamo con chi vede nella morte la fine,
            con chi nell'arricchirsi il suo unico fine,
            chi usa solo cattiveria e l'anima ha fine.

            Non facciamoci preoccupare dal domani
            noi che siamo eterni! Il tempo è
            un gioco che abbiamo tra le mani.

            Preoccupiamoci di portare luce tra queste
            tenebre di stolti e malvagi; è inutile
            tenere per sé il dono guardandoli dalle finestre.

            Colpa non ha mai chi si mette in gioco,
            ma chi avendo un dono non ne lascia ricordo.
            Composta mercoledì 15 febbraio 2017
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              Scritta da: TheMech
              in Poesie (Poesie personali)

              Prendile la mano

              Quante volte abbiam cercato
              di metter un po' di sale alla nostra vita,
              accorgendosi soltanto dopo di averla addolcita con un po' di zucchero?
              Spavaldo cavaliere, prendile la mano
              e portala con il cuore lontano,
              dove nessun può sapere,
              che sapore la vita può avere.
              Composta venerdì 15 febbraio 2013
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