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Scritta da: Rosita Matera

Non arrenderti

Non arrenderti perché il vento, d'improvviso, rovescia sorti e tempi.
Ad ogni vento, anche impetuoso, sopraggiunge poi, puntuale, una quiete di montagna, anche se non te lo aspettavi.
Non arrenderti mai,
anche se tutto ti sembrerà perduto,
perché finché avrai tra le dita anche un granello di vita
tu stringilo con forza,
poiché quel piccolo granello è un sole immortale che ti batte nelle vene
ogni volta che sceglierai di volerti ancora bene.
Rosita Matera
Composta martedì 31 marzo 2020
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    Scritta da: Rosita Matera

    Migranti

    Nell'occhio del gabbiano
    il riverbero di una nave
    che sta per salpare,
    chissà per quali terre.

    Uomini e donne
    si affollano
    alle ringhiere del mondo
    per la vertigine che preme e non da tregua,
    per non cadere nel vortice del nulla.

    Mani libere
    per fare il segno della Croce,
    e poi un tuffo
    chissà per quali genti,
    chissà per quali giorni,
    chissà per quali luoghi,
    in cerca di un posto dove poter sostare
    per guardare il mondo senza fiato corto

    ... perché un uomo solo
    è un uomo perso,
    perso e solo in mezzo al mare,
    in mezzo agli altri,
    in mezzo al nulla,
    con la paura di parlare troppo forte,
    di guardare troppo fisso,
    di stare al centro di un mondo
    che guarda ma non vede,
    sente ma non ascolta,
    che possiede tutto
    ma non sa dare un valore
    a vite in sospeso che non fanno rumore,
    tra la folla che giudica ma non con conosce
    i moti dell'anima e le sue angosce.
    Rosita Matera
    Composta martedì 5 giugno 2018
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      Scritta da: Rosita Matera

      Non ho le mani vuote

      Io non ho le mani vuote
      se trattengo il canto
      del gabbiano,
      nel suo volo solitario
      mentre torna al nido,
      sotto l'ombra pianeggiante
      del faro addormento.

      Io non ho le mani vuote
      se lascio andare i miei pensieri
      come mille aquiloni lontani
      a cui hanno reciso il filo
      per volare su nel cielo
      fino a Dio e al suo mistero.

      Io non ho le mani vuote
      se alla fine del giorno
      tento di acchiappare stelle
      ma mi addormento ancora prima
      di acchiapparne almeno una.

      Io non ho le mani vuote
      se lascio andare ai ricordi
      ciò che più non mi appartiene
      e che scorre tra le dita
      perché appartiene solo al Tempo.

      No, io non ho le mani vuote
      se lascio stare
      ciò che non conta veramente
      e che è frutto di un capriccio,
      di chimerica illusione,
      o di una mera imposizione
      che io non sento nel profondo.

      No, non ho le mani vuote
      se seguo il vento e la corrente
      e resto ad ascoltare
      il mare e le sue storie,
      riportando al loro posto
      le conchiglie che ha perduto
      per far sorridere di nuovo lo spirito dell'acqua.

      No, io non ho le mani vuote
      perché ogni volta che lascio andare
      ogni cosa alla sua sorte,
      esse tornano nel cuore
      come onda che risale
      e mi riempiono le mani
      molto più di quanto penso,
      perché solo se lascio andare
      ho il cuore e le mani piene.
      Rosita Matera
      Composta sabato 7 luglio 2018
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        Scritta da: Rosita Matera

        Zenith

        Limpidezza che scorre dagli occhi del Sole
        è l'estate,
        che gli dei trascinano in cima al cielo
        e ai miei pensieri,
        intagliati nella luce nuova del mattino.

        La osservo, l'estate, mentre si specchia in traboccanti fontane,
        sui sassi bianchi, freschi di battigia
        nelle tasche odorose
        di rena e di conchiglia.

        Cristalli di sale rifulgono
        tra i capelli
        del pescatore intento
        a volteggiar la nassa
        sullo scoglio selvaggio,
        gigante scolpito da umori salmastri
        che getta il cuore come un amo
        in cerca della sua sirena
        che lo riporti in vita
        scomponendone la pietra.

        Ora la spuma biancheggia
        tra le ali dei gabbiani,
        sulla risacca
        assorta a meriggiare.
        Rosita Matera
        Composta giovedì 21 giugno 2018
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          Scritta da: Rosita Matera

          In assenza di gravità

          Dai comignoli delle case,
          tesi ad ascoltare il vento
          s'aprono le nuvole,
          soffioni ballerini
          in viaggio verso un tetto,
          in assenza di gravità.
          Nel loro cuore
          ebbro di fumo,
          brilla una magica lanterna
          occhio eterno,
          osservatorio
          da cui si vedono orizzonti
          senza spazi, senza venti,
          in assenza di gravità.
          Rosita Matera
          Composta venerdì 25 maggio 2018
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            Scritta da: Rosita Matera

            Le idi di maggio

            Corona che si schiude
            il fiore
            verso il giorno,
            si tuffa nella luce
            di un abbraccio schietto:
            di madre, di terra, di cielo e di pensiero
            che prende corpo
            nella radice,
            anima e mistero
            del colore impastato col fuoco di un tramonto
            che volle rinascere nella corolla scarmigliata
            di un cuore intrepido, strapazzato, assorto e folle,
            intriso di odori, umori e rosse promesse
            che scoppiano come temporali sulla pelle.
            Rosita Matera
            Composta sabato 12 maggio 2018
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              Scritta da: Rosita Matera

              Il Pensiero dell'uomo (il funambolo)

              Il Pensiero dell'uomo è libera interpretazione,
              la somma cosciente di azioni e decisioni.

              Non ha copioni, non vuole padroni,
              né ruoli da recitare a soggetto
              a seconda del pubblico che guarda plaudente.

              Il pensiero è libero di essere libero
              di comporsi, di ricomporsi,
              di spargersi come polvere al vento
              per poter giungere all'Anima del mondo.

              Fa giri su se stesso, si inerpica danzando,
              scrive con l'inchiostro i titoli alla Storia,
              si adagia sulle forme, sui punti e sulle linee, sulle lettere minuscole dell'elzeviro di fondo,
              sui giochi di parole di un concetto astratto rimanendo intatto nell'enigmatico dipinto.
              Il pensiero viaggia, si dilata verso il cuore
              superando forzature, limiti e apparenze,
              compie voli verso il cielo, parabole di luce,
              scivolando sul corrimano della scala dei colori.
              Va su e giù, sull'altalena dei ricordi,
              raccoglie conchiglie sulla spiaggia del Tempo,
              lascia impronte che non si cancelleranno
              perché parti dell'Eterno divenire.
              Poi siede per un poco sul davanzale del presente
              ma già si proietta sulle corde del futuro,
              veleggiando nuove mete senza volto,
              incosciente funambolo sul pentagramma dei sogni.
              Rosita Matera
              Composta martedì 8 maggio 2018
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                Scritta da: Rosita Matera

                Lavori in corso

                Stamane ho visto, nel giro di un istante
                un campo di papaveri ad onde, tra le case.

                Eppure ieri son passata
                dalla strada che ora è in fiamme,
                presa com'è a dipingersi di rosso...

                Ad un tratto m'accorgo e sento
                che anche il cuore ha preso fuoco,
                forse per colpa di quei papaveri
                che innamorati della terra
                si sono accesi così, come fiammiferi.
                Io sto dentro al quadro e alla cornice
                del Pittore che spennella solitario,
                m'ha dipinta nel bel mezzo del campo dei papaveri
                con indosso un vestito a fiori.

                Io non guardo se il dipinto ha le forme che volevo,
                né se gli cola il colore sopra i bordi,
                m'abbandono soltanto fra questa bellezza
                che oggi è così forte da togliere pure il fiato.
                E non penso più al mio ieri, al mio domani, alle prossime stagioni,
                ai sogni che ho in sospeso e che si disperdono nel vento.
                Sto col vezzo della nuvola che va senza pensieri
                che muta la forma tra i suoi lavori in corso.
                Rosita Matera
                Composta venerdì 6 aprile 2018
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                  Scritta da: Rosita Matera

                  Lassù c'è un cuore indecifrabile

                  Come voler contare le stelle del firmamento per racchiuderle in un barattolo,
                  come voler trattenere tutti i granelli di sabbia nella mano stretta a pugno,
                  come il viaggiatore errante che percorre tutte le strade, palmo a palmo, senza mai sentirsi a casa,
                  come un giocatore che ha dimenticato lui per primo le regole del gioco,
                  e le cerca invano, in qualche sperduto angolo di mondo...
                  come quell'angelo che ha dimenticato il profumo del Paradiso,
                  e per questo non sa più come spiccare il volo,
                  come l'indovino che crede di vedere tutto
                  senza conoscere niente della propria anima,
                  come qualsiasi uomo che voglia possedere ogni cosa sotto questo cielo
                  senza aver mai conosciuto la bellezza di un cuore innamorato,
                  così è chi vuole governare la Vita e le sue regole, quadrando il cerchio che sul foglio non riesce.

                  La vita è lieve abbandono,
                  un volo verso la corrente cieca
                  di un vento sconosciuto
                  che non ha volto, non ha occhi,
                  ma lassù ha un cuore indecifrabile.
                  Rosita Matera
                  Composta venerdì 23 marzo 2018
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