Scritta da: Rosita Matera

Ti ho sentito

Ti ho sentito vicino ai miei passi incerti,
mi hai dato coraggio e hai creduto in me.

Ti ho sentito nel fruscio del vento
e nella luce di un cielo che grida Bellezza.

Ti ho visto in quell'alito di vita
che il disperato ha tra le dita.

Ti ho visto tra le macerie di Kabul
accanto a una donna che piangeva dolore.
Tu le porgevi la mano pietosa
per rendere la sua vita meno dolorosa.

Ti ho visto nella luce degli occhi vispi
del bimbo che guarda sua madre,
e negli occhi della madre
che guarda suo figlio.

Ti ho visto nel mare che odora di Te,
nella gioia di una sposa che va incontro al suo sposo.

Ti ho visto negli affreschi del pittore ispirato
e nel coraggio della mano di un chirurgo.

Ti ho sentito nelle cose impossibili da credere vere
ma vere perché volute da Te.

Ti ho visto nella mia immagine allo specchio
che come miracolo hai voluto che ci fossi.

Ti ho sentito nella sabbia,
nella vecchia curva
che raccoglie la legna per accendere il fuoco,
nel fragore della foglia che muore
nella speranza di riveder la primavera.

Ti ho sentito nell'allegro verso degli uccelli,
nel susseguirsi delle stagioni,
nell'uomo stanco che suda e che lavora,
nel vagito del bambino che nasce...
ti ho sentito nel Tutto che sei Tu.

Io ti ho sentito e ora Ti afferro
perché Tu mi hai ispirato queste parole.
Rosita Matera
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    Scritta da: Rosita Matera

    Non arrenderti

    Non arrenderti perché il vento, d'improvviso, rovescia sorti e tempi.
    Ad ogni vento, anche impetuoso, sopraggiunge poi, puntuale, una quiete di montagna, anche se non te lo aspettavi.
    Non arrenderti mai,
    anche se tutto ti sembrerà perduto,
    perché finché avrai tra le dita anche un granello di vita
    tu stringilo con forza,
    poiché quel piccolo granello è un sole immortale che ti batte nelle vene
    ogni volta che sceglierai di volerti ancora bene.
    Rosita Matera
    Composta martedì 31 marzo 2020
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      Scritta da: Rosita Matera

      Migranti

      Nell'occhio del gabbiano
      il riverbero di una nave
      che sta per salpare,
      chissà per quali terre.

      Uomini e donne
      si affollano
      alle ringhiere del mondo
      per la vertigine che preme e non da tregua,
      per non cadere nel vortice del nulla.

      Mani libere
      per fare il segno della Croce,
      e poi un tuffo
      chissà per quali genti,
      chissà per quali giorni,
      chissà per quali luoghi,
      in cerca di un posto dove poter sostare
      per guardare il mondo senza fiato corto

      ... perché un uomo solo
      è un uomo perso,
      perso e solo in mezzo al mare,
      in mezzo agli altri,
      in mezzo al nulla,
      con la paura di parlare troppo forte,
      di guardare troppo fisso,
      di stare al centro di un mondo
      che guarda ma non vede,
      sente ma non ascolta,
      che possiede tutto
      ma non sa dare un valore
      a vite in sospeso che non fanno rumore,
      tra la folla che giudica ma non con conosce
      i moti dell'anima e le sue angosce.
      Rosita Matera
      Composta martedì 5 giugno 2018
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        Scritta da: Rosita Matera

        Non ho le mani vuote

        Io non ho le mani vuote
        se trattengo il canto
        del gabbiano,
        nel suo volo solitario
        mentre torna al nido,
        sotto l'ombra pianeggiante
        del faro addormento.

        Io non ho le mani vuote
        se lascio andare i miei pensieri
        come mille aquiloni lontani
        a cui hanno reciso il filo
        per volare su nel cielo
        fino a Dio e al suo mistero.

        Io non ho le mani vuote
        se alla fine del giorno
        tento di acchiappare stelle
        ma mi addormento ancora prima
        di acchiapparne almeno una.

        Io non ho le mani vuote
        se lascio andare ai ricordi
        ciò che più non mi appartiene
        e che scorre tra le dita
        perché appartiene solo al Tempo.

        No, io non ho le mani vuote
        se lascio stare
        ciò che non conta veramente
        e che è frutto di un capriccio,
        di chimerica illusione,
        o di una mera imposizione
        che io non sento nel profondo.

        No, non ho le mani vuote
        se seguo il vento e la corrente
        e resto ad ascoltare
        il mare e le sue storie,
        riportando al loro posto
        le conchiglie che ha perduto
        per far sorridere di nuovo lo spirito dell'acqua.

        No, io non ho le mani vuote
        perché ogni volta che lascio andare
        ogni cosa alla sua sorte,
        esse tornano nel cuore
        come onda che risale
        e mi riempiono le mani
        molto più di quanto penso,
        perché solo se lascio andare
        ho il cuore e le mani piene.
        Rosita Matera
        Composta sabato 7 luglio 2018
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          Scritta da: Rosita Matera

          Zenith

          Limpidezza che scorre dagli occhi del Sole
          è l'estate,
          che gli dei trascinano in cima al cielo
          e ai miei pensieri,
          intagliati nella luce nuova del mattino.

          La osservo, l'estate, mentre si specchia in traboccanti fontane,
          sui sassi bianchi, freschi di battigia
          nelle tasche odorose
          di rena e di conchiglia.

          Cristalli di sale rifulgono
          tra i capelli
          del pescatore intento
          a volteggiar la nassa
          sullo scoglio selvaggio,
          gigante scolpito da umori salmastri
          che getta il cuore come un amo
          in cerca della sua sirena
          che lo riporti in vita
          scomponendone la pietra.

          Ora la spuma biancheggia
          tra le ali dei gabbiani,
          sulla risacca
          assorta a meriggiare.
          Rosita Matera
          Composta giovedì 21 giugno 2018
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            Scritta da: Rosita Matera

            In assenza di gravità

            Dai comignoli delle case,
            tesi ad ascoltare il vento
            s'aprono le nuvole,
            soffioni ballerini
            in viaggio verso un tetto,
            in assenza di gravità.
            Nel loro cuore
            ebbro di fumo,
            brilla una magica lanterna
            occhio eterno,
            osservatorio
            da cui si vedono orizzonti
            senza spazi, senza venti,
            in assenza di gravità.
            Rosita Matera
            Composta venerdì 25 maggio 2018
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              Scritta da: Rosita Matera

              Le idi di maggio

              Corona che si schiude
              il fiore
              verso il giorno,
              si tuffa nella luce
              di un abbraccio schietto:
              di madre, di terra, di cielo e di pensiero
              che prende corpo
              nella radice,
              anima e mistero
              del colore impastato col fuoco di un tramonto
              che volle rinascere nella corolla scarmigliata
              di un cuore intrepido, strapazzato, assorto e folle,
              intriso di odori, umori e rosse promesse
              che scoppiano come temporali sulla pelle.
              Rosita Matera
              Composta sabato 12 maggio 2018
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                Scritta da: Rosita Matera

                Il Pensiero dell'uomo (il funambolo)

                Il Pensiero dell'uomo è libera interpretazione,
                la somma cosciente di azioni e decisioni.

                Non ha copioni, non vuole padroni,
                né ruoli da recitare a soggetto
                a seconda del pubblico che guarda plaudente.

                Il pensiero è libero di essere libero
                di comporsi, di ricomporsi,
                di spargersi come polvere al vento
                per poter giungere all'Anima del mondo.

                Fa giri su se stesso, si inerpica danzando,
                scrive con l'inchiostro i titoli alla Storia,
                si adagia sulle forme, sui punti e sulle linee, sulle lettere minuscole dell'elzeviro di fondo,
                sui giochi di parole di un concetto astratto rimanendo intatto nell'enigmatico dipinto.
                Il pensiero viaggia, si dilata verso il cuore
                superando forzature, limiti e apparenze,
                compie voli verso il cielo, parabole di luce,
                scivolando sul corrimano della scala dei colori.
                Va su e giù, sull'altalena dei ricordi,
                raccoglie conchiglie sulla spiaggia del Tempo,
                lascia impronte che non si cancelleranno
                perché parti dell'Eterno divenire.
                Poi siede per un poco sul davanzale del presente
                ma già si proietta sulle corde del futuro,
                veleggiando nuove mete senza volto,
                incosciente funambolo sul pentagramma dei sogni.
                Rosita Matera
                Composta martedì 8 maggio 2018
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                  Scritta da: Rosita Matera

                  Lavori in corso

                  Stamane ho visto, nel giro di un istante
                  un campo di papaveri ad onde, tra le case.

                  Eppure ieri son passata
                  dalla strada che ora è in fiamme,
                  presa com'è a dipingersi di rosso...

                  Ad un tratto m'accorgo e sento
                  che anche il cuore ha preso fuoco,
                  forse per colpa di quei papaveri
                  che innamorati della terra
                  si sono accesi così, come fiammiferi.
                  Io sto dentro al quadro e alla cornice
                  del Pittore che spennella solitario,
                  m'ha dipinta nel bel mezzo del campo dei papaveri
                  con indosso un vestito a fiori.

                  Io non guardo se il dipinto ha le forme che volevo,
                  né se gli cola il colore sopra i bordi,
                  m'abbandono soltanto fra questa bellezza
                  che oggi è così forte da togliere pure il fiato.
                  E non penso più al mio ieri, al mio domani, alle prossime stagioni,
                  ai sogni che ho in sospeso e che si disperdono nel vento.
                  Sto col vezzo della nuvola che va senza pensieri
                  che muta la forma tra i suoi lavori in corso.
                  Rosita Matera
                  Composta venerdì 6 aprile 2018
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