Scritta da: Rosita Matera

Libertà è saper rinascere

Rami in fiore, è primavera
... la libertà è saper rinascere come un soldato che torna a casa
dopo la guerra, finita e vinta,
e tra le labbra un sapore antico,
sapore autentico di libertà.
Anche il sole s'è già levato,
ed il prigioniero ha cancellato
tutte le sbarre dal suo pensiero,
pensiero alto che può volare,
pensiero intenso di libertà.

Il bambino, stanco e chino
che nei campi lavorava,
di nascosto guardava il cielo
per far volare il suo pensiero,
pensiero schietto di cose buone
e di una speranza che non muore,
di quel sogno chiamato ancora
da tutti gli uomini "libertà"
... perché il pensiero ha mille spazi
come il cielo che ognuno ha negli occhi.
La donna, un dì piegata
dalla sorte e pane amaro,
s'è sfilata giù dalla testa
le sue memorie ed ora canta...
canta a Dio ed al domani
perché ora ha nuove ali
e spiagge bianche senza confini,
dove ognuno può urlare al mondo
il suo grido di Libertà.
Rosita Matera
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    Scritta da: Rosita Matera

    Rinascita

    La voce del vento
    s'increspa sull'acqua
    ed urlando furiosa
    ferisce la terra.
    E la terra paziente,
    muore e risorge
    in una piccola gemma che sgorga dal tronco.
    Nel silenzio d'un cielo bianco
    il passero
    compone il nido come fa il tessitore
    e disegna in volo un
    cerchio di luce
    dove racchiude gli echi del tempo.
    Luce di brina, pura bellezza
    che scorre nel petto dell'albero spoglio
    ... e già ricoperto di tremule gemme
    avvinte dal freddo che impetuoso infierisce.

    Nel crepitio d'un impulso improvviso
    l'inverno sente
    un fremito in petto,
    vita che palpita nella vena del tronco
    che schiude i rami per abbracciare la luce.

    Il freddo sbrina il cuore
    per la fiamma che arde
    scorrendo dai rami
    e giù per il tronco
    per fluire fra i petali
    del tutto che nasce.
    Rosita Matera
    Composta venerdì 12 gennaio 2018
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      Scritta da: Rosita Matera

      Costellazioni

      Le foglie portarono nel petto
      quello strano fuoco che le arse,
      e come piccole fiammelle
      non smisero di illuminare
      la strada buia del viandante
      che le vide tramutarsi
      in costellazioni ambrate
      da cui echeggiano
      le voci degli avi, dei miti
      e di quegli uomini
      che portarono nel petto quello strano fuoco
      che brilla su per il cielo
      dove respirano ancora
      in infinite costellazioni.
      Rosita Matera
      Composta martedì 9 gennaio 2018
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        Scritta da: Rosita Matera

        Vuoi catturare le nuvole?

        Oggi i rami
        confabulano storie
        e trattengono le nuvole
        tra i loro sottili pensieri.
        Non vogliono più
        lasciarle andare
        quelle bianche e sospese barche
        che sembrano trattenute da ancore invisibili.
        "Ma le nuvole appartengono a me"
        sembra mormorare il cielo
        al ramo che le trattiene con tutte le sue forze,
        bizzoso bambino che non vuole saperne.
        E il vento, incurante,
        trascina le nuvole dove vuole,
        su e giù, per le onde di un cielo invernale.
        Così le nuvole, libere, riprendono il loro viaggio,
        poiché nulla, qui in terra, potrà mai trattenere
        ciò che per natura
        non gli può appartenere.
        Rosita Matera
        Composta martedì 9 gennaio 2018
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          Scritta da: Rosita Matera

          Bianco

          Bianco,
          come nuvole
          che si confondono coi miei pensieri,
          onde mutevoli
          sul piano del cielo.

          Bianco,
          come la pace
          nel frullo schietto della colomba,
          che seppe osare oltre i confini
          che tu costruisti
          col filo spinato della tua rabbia.

          Bianco,
          come il fiore di loto
          che emerge dal fango delle avversità
          più forte del vento che spira contrario,
          tenace perché profuma di vita.

          Bianco,
          come il marmo
          su cui ho scritto solo ciò
          che ho scolpito col fuoco sacro dei sogni.

          Bianco,
          come ali
          che non ho voluto perdere,
          quelle e a cui tu non credesti
          solo perché non potevi vederle.

          Bianco,
          come il foglio su cui
          non si disegna, né si scrive lasciando a Dio
          opera e parola.

          Bianco,
          come neve
          che si scioglie pian piano
          sulle colline delle mia ferite
          da cui ora fluisce
          un fiume bianco.
          Rosita Matera
          Composta giovedì 28 dicembre 2017
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