Scritta da: Rosita Matera

La più grande ricchezza

Mi chiedi, bambino, perché esiste la pioggia...
perché anche il cielo ha diritto di piangere,
come fai tu
ogni volta che stringi il fazzoletto dei tuoi capricci.

Mi chiedi, bambino, perché esiste la notte...
perché anche il giorno ha diritto al riposo,
come fai tu
ogni volta che ti addormenti teneramente
tra le mie braccia.

Mi chiedi, bambino, perché esiste vento e tempesta...

perché anche il tempo ha diritto
ai suoi malumori,
come fai tu
con le tue grida vivaci
ogni volta che vuoi esser cullato.

Mi chiedi ragazzo perché esiste la guerra, la tristezza, il dolore, la disuguaglianza...
forse perché ogni uomo ha il diritto
di scegliere tra il Bene e il Male:
questa è la tua più grande ricchezza.
Anche tu dovrai scegliere,
ogni giorno che viene
perché questo mondo è tuo,
ti appartiene.
Rosita Matera
Composta sabato 19 agosto 2017
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    Scritta da: Rosita Matera

    La peonia

    La peonia nel vaso d'ambra
    scioglie il vermiglio in miscellanee forme
    acquerellate in rossi diversi,
    il ciliegia, il borgogna, il porpora intenso
    persino l'arancio col suo artiglio fugace
    ma è il rosso rubino
    che squilla più vivo
    come è vivo,
    e ancora vibrante,
    il giovane spirito del fiore reciso.

    E nel vetro in cui s'adagia come una sposa
    l'acqua l'avvolge,
    ne avviluppa la forma, lo spirito, il profumo e il colore,
    e ne sostiene il cuore, caduco e fragile
    perché nel suo trionfale splendore
    la peonia già si sfa
    nelle luci del meriggio
    in questo silenzioso ed eterno cascame,
    ma tornerà di nuovo
    ad adornare la primavera
    quando l'acqua nel vaso d'ambra
    palpiterà d'attesa.
    Rosita Matera
    Composta sabato 9 dicembre 2017
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      Scritta da: Rosita Matera

      Paesaggio d'inverno

      Foglio di carta il cielo,
      dove il sole disegna le case
      con la sua penna d'oro e di neve.
      Sulle montagne sorride
      e si frantuma in gocce d'acqua,
      ognuna diversa e con un'anima di ghiaccio,
      cristalli rilucenti sugli aghi fitti degli abeti.
      Nel bianco candore, il cuore della terra
      arde e si copre per sua timida fattezza,
      e corre, va giù, per ritrovare ristoro e
      poter scorrere nelle vene lignee e tumultuose degli ulivi.
      E corre, va su, come giuliva fonte d'acqua per respirare ancora, libera ed impetuosa,
      nel bacio d'oro del sole
      che soffia appena, alitando cerchi
      sul filo azzurro del lago addormentato.
      Rosita Matera
      Composta giovedì 7 dicembre 2017
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        Scritta da: Rosita Matera

        Gesù, Luce del mondo

        D'un tratto una Luce
        trafigge la notte,
        incendia le stelle
        e ne fa una sola.
        Il silenzio scende come manna dal cielo
        e si stende su tutta la Terra.
        Ora l'occhio del mondo è limpido, non piange più,
        perché dalla sua pupilla è sgorgata una Luce,
        da cui nasce un giorno che tramonto non ha.
        Rosita Matera
        Composta sabato 2 dicembre 2017
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          Scritta da: Rosita Matera

          "Mi è nata una rosa nel cuore" disse la Terra

          "Mi è nata una rosa nel cuore" disse la Terra
          mentre la osservava incredula e assorta.
          Le sbocciò all'improvviso
          quando sembrava che tutto appassisse,
          persino la sua prodiga mano,
          ora inafferabile, fragile e tremula.
          "Mi è nata una rosa nel cuore"
          ripetè la Terra
          mentre cercava di capirne il motivo
          ed annaspava tra nebbie autunnali
          come un viandante che cerca la strada.
          "Mi è nata una rosa nel cuore"
          mormorò la Terra al Cielo,
          con la sua voce
          ormai flebile e stanca.
          E il Cielo comprese
          che quella rosa era sbocciata
          perché la Terra di lui s'era innamorata.
          Così il Cielo
          versò se stesso in quella rosa
          che si tinse di albe e di tramonti,
          e di quell'Amore
          che rende tutto immortale,
          persino la Terra,
          con la sua caduca mano,
          fra le fitte nebbie
          di un gelido autunno.
          Rosita Matera
          Composta mercoledì 29 novembre 2017
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