Scritta da: Rosita Matera

Abbi cura

Abbi cura dell'oggi e non del domani
perché se coltiverai bene il terreno
del tuo tempo che vivi al presente,
nascerà una pianta robusta
che fiorirà solo grazie al tuo amore.

Abbi cura di ogni cosa
che il destino vorrà regalarti,
anche se piccola o malandata,
tu guardala col cuore,
non darla mai per scontata:
la sedia bianca vecchia e scrostata
con la sua storia tracciata nel legno,
il gatto randagio di cui nessuno si accorge
che ha un mondo da poterti donare,
dell'esile stelo che regge il papavero,
se tu lo bagnassi crescerebbe più fiero

... perché sarà la tua dedizione, la tua cura, il tuo tempo
a dare un valore persino al vento che soffia.

Porterai energia e persino la vita
a tutto ciò, che stringendo al petto,
amerai con tutto te stesso:
al tempo, ai ricordi, alla ruga sul viso,
alla luna che parla regalandoci sogni.

Abbi cura di ogni piccola cosa,
che sia anche un pugno di terra
perché da una piccola zolla incolta,
se tu saprai averne cura,
potrà nascere, a sorpresa, una rosa
che diffondendo il suo profumo
farà nascere in te un pensiero d'amore,
e quel pensiero, invadendo il tuo cuore
ti renderà un uomo migliore.
Rosita Matera
Composta lunedì 27 aprile 2015
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    Scritta da: Rosita Matera

    Ogni uomo sta al mondo

    Ogni uomo sta al mondo col suo carico di storia,
    ripiegato sui propri pensieri quotidiani
    stringe al petto la giacca dei ricordi,
    guardando in basso per paura di cadere.

    Lumeggiano bianche le pietre scoscese,
    ci passeggiano ragazze
    raccogliendo i loro sogni,
    parlano sottovoce ed affidano al domani
    i loro batticuori presi a caso dalla calca.

    Il vecchio s'appoggia al suo segreto affanno
    e in ogni ruga vi è il racconto della vita.

    Ogni uomo sta al mondo col suo carico di storia
    e nessun indovino potrà mai capire appieno
    le infinite sfumature che si celano nei versi
    che ognuno porta raccolti nel suo cuore.
    Rosita Matera
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      Scritta da: Rosita Matera

      L'uomo che sei

      C'erano semi da seminare. "Ci penserà il vento" pensò il contadino.
      Ma il vento, quel giorno, non giunse puntuale
      e i semi caddero nell'indifferenza.

      C'erano braccia da afferrare nella stazione dei dimenticati.
      "Ci penserà il prossimo che passa per caso" pensò il viandante.
      Ma il prossimo, quel giorno, non giunse puntuale
      e le braccia caddero nella miseria.

      C'era un cuore di donna da riempire, di gioia, d'amore, di vita vera.
      "Ci penserà un altro, non io" pensò il vigliacco.
      Ma l'altro uomo, quel giorno, non giunse puntuale
      e la donna cadde in una lacrima immensa.

      C'erano un bambino da educare,
      da forgiare bene come vaso d'argilla.
      "Ci penserà il maestro che incontra" pensò l'egoista che aveva da fare.
      Ma il maestro non giunse puntuale e il bambino divenne un uomo brutale.

      Ma un giorno, un uomo vide i semi da seminare.
      "Ci penserò io" disse a se stesso
      alzando subito la manica al cuore.

      E quel giorno giunse puntuale
      e i semi crebbero all'infinito.
      Poi quell'uomo, soddisfatto di questo,
      afferrò le braccia dei dimenticati.
      "Ci penserò io che passo per caso" pensò aprendo la propria mano.

      E quel giorno giunse puntuale,
      e quelle braccia crebbero e costruirono il mondo.
      Poi quell'uomo incontrò la donna
      caduta sola nella sua lacrima.
      "Ci penserò io che amo senza chiedere nulla".
      E quel giorno giunse puntuale,
      e la donna fiorì nel suo sogno d'amore.
      Quell'uomo incontrò il bambino
      da forgiare come vaso d'argilla.
      "Ci penserò io", affermò sorridendo,
      e il bambino diventò un uomo vero.

      Quell'uomo ora non è lontano
      ed è a un passo tra il cielo e il cuore,
      si muove in silenzio senza farsi notare,
      è in ognuno di noi quando decide di amare.
      Rosita Matera
      Composta lunedì 23 marzo 2015
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        Scritta da: Rosita Matera

        A quelli che pensano

        A quelli che pensano
        che leggere sia tempo perso
        perché hanno troppa fretta di arrivare,
        che le parole non abbiano valore,
        perché sulla bilancia non pesano nulla.
        A quelli che ritengono
        gli uomini di un tempo ormai superati,
        perché non possiedono il giusto metro
        per poter misurare lo spessore dell'oggi,
        a quelli che darebbero schiaffi anche alle nuvole
        per interrompere il loro inutile pianto.
        A quelli che vorrebbero riempire il silenzio
        perché è un insopportabile taglio nel suono.
        A quelli che trovando un sasso, anche il più piccolo,
        che d'improvviso gli sbarra la strada
        lo scaraventano giù nel dirupo
        senza fermarsi un poco a pensare.
        A tutti quelli che pensano
        che una donna
        sia solo una pagina nel libro dell'uomo,
        che i bambini coi loro sogni a colori
        in fondo fanno solo rumore,
        che nella tasca dell'uomo canuto
        non sia rimasta più fantasia,
        e che un fiore nasca per poi morire
        senza un vero e proprio motivo.

        A queste persone rispondo
        che i mattoni di cui è fatto il mondo
        sono stati costruiti attraverso il Pensiero,
        riportato sui libri che ancor oggi ci parlano,
        che le parole hanno grande valore
        perché hanno cambiato il volto alla storia,
        che gli uomini di un tempo hanno saputo lottare
        e con la pazienza misurano l'oggi.
        Che la terra, senza le nuvole
        morirebbe subito d'arida assenza,
        e che il silenzio è benedizione
        perché fa nascere pensieri più freschi.
        Che sotto il sasso, se sai guardare
        cresce l'erba di un'idea per cambiare.
        Che le donne hanno un'anima grande
        che contiene tutto il sapere,
        che i bambini fanno rumore
        per insegnarti che la Vita è splendore,
        che l'uomo canuto inventa ogni giorno
        un modo nuovo di vivere il Tempo
        e che il fiore vive e poi muore
        per esprimere il suo canto al Signore.
        Rosita Matera
        Composta venerdì 24 gennaio 2014
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          Scritta da: Rosita Matera

          La preghiera dell'albero

          Verso un cielo bianco
          d'uggia incerta
          rami secchi s'inerpicano
          sui gradini del sole,

          battuti, provati
          e da tempo già muti
          ma brucianti di vita
          nella scorza ritorta.

          Come dita protese
          i rami spogli sul tronco,
          danzano inerti imploranti di Vita.
          Mi par di sentire
          la loro voce che vibra,
          parole sommesse
          che il vento echeggia e sospira:
          è la preghiera dell'albero
          che desidera nascere ancora.

          E quel vento che ora carezza
          ed ora flagella
          e non da tregua col suo vortice lento
          ora si strugge per l'albero vecchio
          che soffre mandando iperboli al cielo.

          Ma dal ramo più freddo e ricurvo
          che ha saputo perdonare percosse
          è sgorgata una lacrima verde

          gemma di Vita
          che prepotente scioglie
          il cuore ferito del gelido inverno.
          E nella radice ruggisce un fuoco nuovo,
          si schiude il cielo
          ed è già primavera.
          Rosita Matera
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