Scritta da: Rosita Matera

"Mi è nata una rosa nel cuore" disse la Terra

"Mi è nata una rosa nel cuore" disse la Terra
mentre la osservava incredula e assorta.
Le sbocciò all'improvviso
quando sembrava che tutto appassisse,
persino la sua prodiga mano,
ora inafferabile, fragile e tremula.
"Mi è nata una rosa nel cuore"
ripetè la Terra
mentre cercava di capirne il motivo
ed annaspava tra nebbie autunnali
come un viandante che cerca la strada.
"Mi è nata una rosa nel cuore"
mormorò la Terra al Cielo,
con la sua voce
ormai flebile e stanca.
E il Cielo comprese
che quella rosa era sbocciata
perché la Terra di lui s'era innamorata.
Così il Cielo
versò se stesso in quella rosa
che si tinse di albe e di tramonti,
e di quell'Amore
che rende tutto immortale,
persino la Terra,
con la sua caduca mano,
fra le fitte nebbie
di un gelido autunno.
Rosita Matera
Composta mercoledì 29 novembre 2017
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    Scritta da: Rosita Matera

    Sapemmo solo tenerci per mano

    Persi non fummo,
    perché siamo foglie al vento
    dello stesso ramo,
    sale sparso
    sulla spiaggia bianca,
    scintille
    di un'unica stella...

    persi non fummo,
    come quelle pagine
    che tu strappasti
    e ricomponesti
    nel libro che ci vide scrivere al buio
    parole eterne

    persi non fummo,
    come fuochi di paglia
    che si disperdono nel vento
    e si confondono col crepuscolo
    senza lasciare traccia tra le pieghe della terra

    persi non fummo mai,
    perché sapemmo perdonarci i limiti
    i fremiti, le parole dette e non dette
    rimaste a metà tra le mani,
    e per questo fanno rumore

    persi non fummo,
    perché ci sapemmo incrociare,
    come quei rami che toccano il cielo
    fiorendosi accanto senza mai appassire

    persi non fummo,
    e come dadi gettati per caso
    cademmo sempre nel modo giusto

    persi non fummo
    perché tra la fretta convulsa del mondo
    sapemmo solo tenerci per mano.
    Rosita Matera
    Composta sabato 25 novembre 2017
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      Scritta da: Rosita Matera

      Come le rose

      Il perché delle cose è scritto nel vento,
      in un fugace e impreciso presentimento,
      nella sabbia che ti sfugge dalle mani,
      e mentre ne afferri il senso pensi già al domani.

      Domani è un breve fotogramma in moviola
      che non segue il tuo pensiero
      né la tua parola

      non ama essere preso, semmai solo sfiorato
      o dalla tua mente soltanto immaginato...

      La bellezza del domani consiste proprio in questo:
      non accetta consiglio, né pensiero, né pretesto,
      vive in quello spazio che divaga a metà
      tra i nostri sogni e la realtà.

      "Vedi" disse un giorno il padre al figlio,
      "è giusto che ti dia per la vita un consiglio:
      non cercare d'afferrare il domani o la fortuna
      perché son mutevoli come la luna,
      e neanche di cercare il perché delle cose
      che in infondo sono folli o meravigliose
      perché amano il caso e sono capricciose

      non svelano mai le carte, neanche per poco
      perché senza regole fanno il loro gioco."

      Da allora non cercai più d'afferrare il domani
      e di far progetti che fuggono dalle mani,
      né di cercare il perché delle cose
      perché fanno il loro corso proprio come fan le rose.
      Rosita Matera
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        Scritta da: Rosita Matera

        Nel verso del poeta

        Ad una ad una
        le foglie cadono
        senza un valido motivo
        che abbia potuto scuoterne
        il margine e lo stelo,
        intrise di fiamma e di mistero.

        Forse il vento, col suo tuono,
        ha spirato forte stamattina
        fino a stordirne il nerbo...
        ma in fondo il vento non è reo
        del loro viaggio inesorabile.

        Ora si sciolgono fra ombre fragili
        di rami intenti ad imbiancare.

        Ultima speme,
        come lacrime
        scendono tra le braccia della terra
        che le raccoglie, pietosa e martire,
        nel grande libro dell'esistenza,
        dove nulla va mai perduto
        persino il suono d'una farfalla,
        per vederle poi rinascere
        nel verso eterno del poeta.
        Rosita Matera
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