Poesie personali


Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
in Poesie (Poesie personali)
Camminerò sul crepuscolo del tempo
per sentire la voce dei morti in guerra
l'eco dei pianti amari di tante mamme
grida di comando di generali stanchi.

Gli spari sepolti insieme a soldati morti
coprono il loro sangue che irriga la terra
dove spunteranno moltissimi fiori silvestri
con mesta voce di morti sempre presenti.

Il cammino del nostro tempo sta bloccato
con le molte lapidi dove i nomi svaniscono
sotto le lacrime e la molta nebbia della vita
insieme alla pioggia che lava tutte le ferite.

Il crepuscolo della vita ha capitoli e indici
con messaggi umani di ricordi sprecati
di anni appena sognati ma non vissuti
perché il tempo non parla ma distrugge.
Composta sabato 18 maggio 2019
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
    in Poesie (Poesie personali)
    Sui nostri monti delle illusioni umane
    spuntano molti sogni perduti nella notte.
    Sentiamo delle grida nascoste negli echi,
    mentre molti uomini con voci di donna
    cantano alla loro luna che lontano dorme.

    Le illusioni umane nascono e muoiono sole
    quando la vita si accontenta di chiacchiere
    imitando le rane che gracidano contente
    sognando un messaggio perduto da tempo.

    Apriamo gli occhi guardando le lontane stelle
    perché in basso troviamo spesso la melma.
    Alziamo gli occhi al cielo con i piedi a terra
    sapendo che abbiamo divine radici in eterno.
    Composta lunedì 14 ottobre 2019
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      Scritta da: M. Ruvini
      in Poesie (Poesie personali)

      Beffardo

      S'era spenta la notte
      e già scherniva l'alba.
      Rise che fuggissi.
      Gridavano gli addii,
      esultavano i rancori,
      spaziavano i passi.
      mentre una valigia
      sobbalzava sui gradini
      appena lavati immacolati.
      Aggrappasti alla ringhiera
      il profumo della pelle,
      la ragnatela della mano
      che il pulsare del sangue
      voleva rubare alla luce
      gli arcigni rossi furibondi,
      il battito delle ali profumate
      dei rami di mimosa fiorita.
      Quella volta liberai gli occhi
      dietro la curva del tuo corpo
      che si piegava a disfare l'ombra,
      mi chiedevo se la strada
      potesse subire o lamentare
      l'interrogativo della mente
      che tutto fosse stato un vuoto
      amplesso di serrate porte.
      Il giorno ciondolava beffardo.
      Composta giovedì 15 aprile 2021
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        in Poesie (Poesie personali)
        Sentiremo il fremito dell'abbandono
        quando soli circoleremo sotto il sole.
        Il cuore batte forte per un abbraccio
        rimasto solo nella memoria del tempo
        perché i sogni veritieri solo sbocciano
        quando un cuore puro s'apre all'amore.

        Affacciamoci alle finestre aperte alla vita
        Affinché le rose rosse sboccino allegre
        quando un sorriso si trasforma in bacio
        un saluto da lontano ci entra negli occhi
        salpando mari procellosi o distanze corte:
        solo così sentiremo il fremito dell'amore.

        La vita passa leggiadra nell'adolescenza
        quando bollono le illusioni nello specchio
        dove fissiamo i nostri occhi d'innocenza
        aspettando che il tempo ci maturi dentro.
        Il tempo vola insieme ai canti delle sirene
        mentre gli anni passano e il cuore freme.

        Viviamo la vita vera da giovani e da adulti
        perché la vecchiaia sarà come Dio vuole
        secondo i canoni che noi ci siamo prefissi.
        Non basta ascoltare gli echi fatui della notte
        bisogna che maturiamo per capire la morte.
        La vita è bella se la viviamo con dolcezza.
        Composta venerdì 30 novembre 2018
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          Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
          in Poesie (Poesie personali)
          Ci fermeremo a contemplare la bellezza
          sul ciglio dei divini tramonti autunnali
          quando l'anima riposa nella memoria
          e si apre lenta come petali di rosa
          baciati dalla purissima rugiada.

          Gli occhi lanciati su fili di fuochi accesi
          con colori che hanno messaggi personali
          si fissano sul candore della natura
          trafitta da voci ancestrali che palpitano
          al suono di una musica celestiale.

          Contemplare la luce che il buio inghiottisce
          ci lascia nel cuore una scia che impallidisce
          quando svegli dormiamo sulle scie notturne
          udendo voci perdute in maschere a colori
          che trafiggono la notte con splendori nuovi.
          Composta venerdì 30 novembre 2018
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            Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
            in Poesie (Poesie personali)
            Lungo un fiume sveglio e antico
            dove Roma aveva portato
            nuovi orizzonti, nacque Bilbilis
            patria di un poeta ironico e sferzante
            con lingua da staffile:
            era Marziale
            che apriva ferite e risate senza fine
            non avendo peli sulla sua lingua.
            Poi in questa terra oggi aragonese
            arrivarono sceicchi musulmani
            con turbanti, scimitarre e corano:
            sorse così l'attuale Calatayud
            cittadina senza troppo chiasso
            dove frutta e cultura
            sono finestre aperte
            al futuro.

            Antichi conventi di monaci cristiani
            Sono ancora in piedi senza frati.
            Strade strette per difendersi
            conservano odori e sapori
            di un tempo musulmano
            lontano dalle rovine romane.
            Vissi un anno in questa cittadina
            quando mia figlia era bambina.

            Oggi sono vecchio seduto a un banco
            con accanto un signore di bronzo
            accarezzando il suo cagnolino:
            segno che uomini e animali
            siamo nati con gli stessi guai.
            Oggi viviamo e domani ce ne andiamo.
            Composta venerdì 30 novembre 2018
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              Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
              in Poesie (Poesie personali)
              Rimbombano i tamburi della notte
              mentre i pipistrelli svolazzano
              sotto la luce dei lampioni
              per inghiottire un boccone.

              Le grida calde del sole d'estate
              si sono chiuse in occhi chiari
              di una giovane che sospira
              aspettando l'avvenire.

              Scorre il tempo come acqua
              che scende dalla montagna
              ascoltando le rane cantare
              al calore della notte chiara.

              Tamburi, grida e rane
              riempiono le ore della sera
              mentre i bimbi giocano correndo
              quando le mamme chiacchierano
              ringraziando un altro giorno.
              Composta venerdì 30 novembre 2018
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                Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                in Poesie (Poesie personali)

                Il Cierzo Vento aragonese

                È terminata la sferzata del tipico vento aragonese
                che rompe alberi e tetti pulendo terra e cielo.

                Il "cierzo" freddo e con forza impressionante
                spazza tutto lungo lo stretto corridoio dell'Ebro:
                piante sradicate senza nessuna compassione,
                rami stroncati che volano e rompono il cuore.

                Nessuno si azzardi a passeggiare leggero e fiero:
                questo vento è più duro della testa di un aragonese
                perché la leggenda dice che Dio lo trasformò in rana
                per la sua cocciutaggine sotto un caldo sole infernale.

                L'Ebro, vino e vento insieme alla tipica danza della "jota"
                sono la ricchezza di questo popolo fiero della sua storia
                che nel canto, nel lavoro, nell'allegria e devozione a Maria
                prega e canta con tanta devozione alla Vergine Pilarica.
                Composta venerdì 30 novembre 2018
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                  Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                  in Poesie (Poesie personali)
                  Il mattino lancia il suo grido
                  nella luce che esce dalle tenebre
                  dove la notte ha depositato delle voci
                  che piangono sonnolente nel silenzio.

                  Avanza la luce negli occhi della gente
                  che cammina nelle strade cittadine
                  dove tutto si muove più lento
                  per partorire un futuro più amico.

                  Il giorno galoppa sugli orologi
                  che marcano il ritmo del lavoro
                  mentre altri seduti negli angoli
                  stendono le mani per campare.

                  Scoppiano i petardi della discordia
                  tra la povertà di molti che piangono
                  e la ricchezza che vive nelle tenebre:
                  ricchi e poveri andranno a braccetto.
                  Composta venerdì 30 novembre 2018
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                    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                    in Poesie (Poesie personali)
                    Dopo mesi ho rivisto la pioggia
                    scrosciare con violenza
                    sui tetti delle case.
                    Ha ripulito tutta la polvere
                    il sudiciume sui colori
                    di tetti bruciati dal sole.

                    I nostri occhi sono più chiari.
                    Vedono le ombre da lontano
                    lavarsi anche loro
                    per non sfigurare
                    quando il cielo piange.

                    Il cielo ha riconquistato la bellezza
                    le nuvole giocano rincorrendosi
                    su binari bianchi e grigiastri
                    tracciati sul cielo celeste.

                    L'ozono ha purificato l'ambiente
                    eliminando lo smog
                    il nuovo mortale veleno
                    su questa nostra terra
                    bella e piena di misteri.
                    Composta venerdì 30 novembre 2018
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