Poesie personali


Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
in Poesie (Poesie personali)
Ancora sentiamo le grida della morte
racchiuse in occhi di vecchi della guerra
che oggi novantenni tremano di spavento.
Portano stampato a fuoco nel loro cuore
violenza e cinismo dei soldati delle SS
uomini senza nessuna pietà e timore.

L'esaltazione della violenza umana
diventa bandiera della nuova religione
di una nazione il cui capo non ha fede
ma è satana che domina i suoi pensieri.
Milioni di morti nel secolo scorso
per aumentare frontiere e sepolcri.

Nemmeno i bambini venivano risparmiati
per questa nefasta filosofia di menti malate:
"I bambini non sono il nemico;
il nemico è il sangue che portano dentro.
Il nemico è il bambino che cresce,
l'ebreo che sarà il futuro
che può essere pericoloso".
Questa l'orribile e satanica spiegazione
dei responsabili dei forni crematori.

Un secolo di miseria e di atroci guerre
distruzioni di cultura e morti innocenti.
Fantasmi del potere e della vigliaccheria
esaltati dalla prepotenza e dall'ipocrisia.

Chi semina la morte raccoglie vendetta
riducendo l'uomo da dio a brutta bestia.
Ci sono molte spine nel cuore dell'uomo:
speriamo che pronto nascano dei bei fiori.
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    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
    in Poesie (Poesie personali)
    L'allegria sboccia quando un bambino ride
    quando il sole riscalda con dolcezza la vita
    mentre la mamma ci fa grandi con i sorrisi.
    La vera allegria nasce con un cuore sincero
    senza rimorsi, malumori o strani malintesi.

    L'allegria è il vero volto sorridente del cuore
    che scandisce bene i veri passi dell'amore.
    Non ha spine sulla sua lingua quando parla
    perché i suoi fiori sono di un velluto soffice
    che non ferisce la delicatezza né ha rancore.

    La nostra allegria spesso nasconde il volto
    quando l'amico piange e ha in casa un morto
    o quando le ingiustizie umane sono così tante
    che le lacrime sgorgano amare dai nostri occhi
    perché il cuore batte così forte e poi scoppia.

    Chi ha il dono della vera allegria nella sua vita
    la faccia crescere, la coltivi con amore e sorrisi.
    È meglio regalare agli amici e ai poveri nemici
    il più bel sorriso pieno di educazione e rispetto
    che spezzare il filo dell'amicizia e dell'affetto.
    Composta giovedì 6 settembre 2018
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
      in Poesie (Poesie personali)
      Adesso che abbiamo ancora tempo
      togliamoci la nostra ridicola maschera
      sia di pulcinella che di altri farsanti.
      Le pezze a colori non ci serviranno:
      saremo noi stessi quando moriremo
      a leggere quello che abbiamo fatto!

      Su tessuti di lino in attesa che sboccino
      rose rosse d'amore e gigli di pio pudore
      scriviamo la nostra corta storia personale
      imparando a rispettare la vita che abbiamo.

      Potremo depositare il nostro calice pieno
      di programmi, giustizia, dolcezza e amore
      aiutando i poveri vecchi che si svegliano soli
      negli angoli oscuri sui marciapiedi del dolore.
      Composta giovedì 16 agosto 2018
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        in Poesie (Poesie personali)
        Cactus e spine un binomio vitale
        dove vita e morte si danno la mano
        per non distruggere la primavera
        racchiusa nei fiori aperti al cielo.

        Uomo e donna vanno a braccetto
        ricordando che uno è fatto di creta
        l'altra di carne e di bellezza divina
        formando una bella coppia felice.

        Le spine pungono anche gli umani
        ferendo spesso il cuore e le mani.
        Cactus e fiori sono marito e moglie
        le spine ci svegliano per lavorare,
        mentre i fiori sono i figli da amare.

        La coppia della vita su questa terra
        matura col vento, pioggia e tempesta.
        Quando le spine ci pungono e cantano
        ricordiamoci che potremo essere santi.
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          Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
          in Poesie (Poesie personali)
          Siamo esseri viventi chiusi nel circolo del tempo
          che non fugge mai perché non sa dove andare.
          Il tempo non ha limiti, non ha frontiere né memoria
          non ha calendari, anni, mesi, giorni, ore o minuti:
          noi lo abbiamo imprigionato nella nostra storia.

          Siamo noi che inchiodiamo il tempo negli orologi,
          il tic tac delle lancette non marca il tempo che corre
          segna il nostro battito del cuore che spinge a vivere,
          a crescere sotto il sole e la luna, cantado con le stelle.

          Il tempo non ha inizio, fine, cuore o testa che pensi;
          siamo noi ad alimentarlo vedendo come invecchiamo
          portandoci appresso i nostri ricordi e le strane rughe
          per ricordarci che siamo passeggeri con certa paura.

          Siamo uomini sbocciati dalla creta del gardino perduto:
          la donna, nostra carne modellata da Dio, ci sta accanto.
          Entriamo in questo mondo con un atto di amore eterno
          per maturare tutti sotto il bel sole e le lucenti stelle.
          Composta lunedì 15 agosto 2918
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            Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
            in Poesie (Poesie personali)
            Immergersi nella luce del giorno che avanza
            cantare insieme inni di lode e riconoscenza
            ascoltare voci di esseri invisibili nel mattino
            comprendere l'allegria degli uccelli all'aurora
            è iniziare il giorno pieno di misteri e candore.

            Ho passeggiato nel silenzio maturo del giorno
            con odore alla notte che lenta è sparita muta
            nascondendosi nella luce del sole che avanza
            nel cielo azzurro dove le stelle si nascondono
            per non essere oggetto di sguardi senza volto.

            Uomini, donne, animali visibili e tanti invisibili
            ci muoviamo in labirinti senza entrate e uscite.
            Luce e tenebre sono le due porte del cammino
            con l'avviso: vivi decente e sarai molto felice.
            Tutto si muove eppure stiamo fermi sulla terra.

            Questo è il vivere umano su un mondo di luci
            dove le tenebre servono per riposare tranquilli.
            Sognare un bel domani pieno di allegria e pace
            mentre tutto tace maturando il nostro domani.
            Siamo viventi e morendo rivivremo in eterno.
            Composta lunedì 27 agosto 2018
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              Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
              in Poesie (Poesie personali)
              Ho visto dei prati verdi lungo il fiume
              che scende lento baciando le sue rive
              dove le tante pietre levigate dall'acqua
              hanno forme strane guardando in alto.

              Scendo anch'io lentamente e mi siedo
              su un macigno mentre l'acqua mi lava
              scivolando con dolcezza verso il mare
              che la riceve baciando l'azzurro cielo.

              Nel silenzio del mattino ascolto la brezza
              che scivola sulle mie mani e sul mio viso
              mentre gli occhi li ho fissi sul cormorano
              con becco giallo e petto bianco che tace.

              Il mattino si veste di colori e canti d'uccelli,
              l'acqua scorre soave sul suo letto di sempre.
              Il sole scintilla fisso nel suo specchio di onde
              mentre prego che il giorno sia pieno di sogni.
              Composta lunedì 17 settembre 2018
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                Scritta da: Alessandro Petrelli
                in Poesie (Poesie personali)
                Vorrei farti credere che la felicità sia dalla mia parte,
                tra le centinaia di acclamazioni ricevute,
                nelle opulente feste che mi vedono partecipe.

                Ma la verità è che molto probabilmente sta dalla tua,
                su quel divano,
                in quel film messo a caso,
                tra le braccia della tua compagna,
                negli occhi ingenui del tuo bambino.
                Composta sabato 24 aprile 2021
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                  Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                  in Poesie (Poesie personali)
                  Non sempre i nostri giorni
                  si nutrono di amore e fantasia
                  perché la vita avanza lenta
                  ma con grandi ideali
                  che nascono nel cuore dell'uomo
                  durante la notte che non tace
                  sognando un momento di pace.

                  Siamo stati forgiati dal Creatore
                  che ci dona la vita,
                  la vista e l'udito
                  per captare la bella musica
                  del cielo infinito.
                  La sua presenza è che ci spinge
                  a raggiungere alte vette
                  ricche di celeste silenzio.
                  Spesso ci spingiamo solitari
                  su strade sconosciute della vita
                  in attesa che sgorghi d'improvviso
                  una fonte di miele per addolcire i giorni
                  pieni di chimere e sogni.

                  Saper leggere questo cielo
                  che ci copre e ci protegge
                  è il dono più bello
                  che l'uomo possa ricevere.
                  Il cielo è una ricca biblioteca
                  di libri antichi e voci nuove
                  che leggono e scrivono i grandi versi
                  sul vero, umano e intimo Amore.
                  Composta martedì 21 dicembre 2021
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                    Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                    in Poesie (Poesie personali)
                    Ho scoperto ieri mattina una voce perduta
                    quando l'aurora già riposava dietro l'orizzonte.
                    Era una voce di persona adulta che cantava
                    una canzone antica mentre il suo cuore palpitava
                    nell'attesa di baciare una rosa rossa senza spine.

                    La luce avanzava nel nuovo giorno già sveglio
                    assaggiando una tazza di caffè a sorsi lenti.

                    I miei occhi si aprivano alla luce del nuovo giorno
                    cercando di captare le note che singhiozzavano
                    in una malinconica canzone cantata da un uomo
                    che da lontano ricordava l'amore della sua donna.
                    Sicuramente viveva solo nella sua casetta verde.

                    Era circondata da aiuole di rose di tutti i colori
                    mancava la sua Rosa che amava e non c'era più.
                    Composta mercoledì 6 novembre 2019
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