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Poesie di Massimo Ruvini

Crescere nella stima altrui, nato (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Racconti e in Diario.

Scritta da: Massimo
Avrò terra da spargere
sulla fossa come occhio
che resta spalancato
ad accogliere immagini
vivide nell'eterna memoria
...
lacrime di gioia dolcissime
colmerò nel cavo della mano
sarò spettro delle notti insonni
per ricordare il nero del buio
...
tu mi dirai che hai speso
vita, anni, tempo a far male
conscia che il fine è la fine.

Avrò sazia voglia d'essere
Ulisse che acceca il destino.
Massimo Ruvini
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    Scritta da: Massimo

    Tenera sposa

    Un rumore. Mi volto.
    si è svegliata,
    si muove, mi guarda.
    Una mano ravvia
    i capelli disciolti.
    Si volta. Sorride.
    mi guarda.
    chiari occhi
    luminosi, ridenti,
    soddisfatti.
    È meraviglioso
    questo amore,
    immenso intrico
    di strade e collinette.
    Di mani sapienti
    su dossi e curve,
    ingentiliscono amore.
    sazia la fame
    del primo mattino,
    s'arrende docile
    e beve stille pure
    di dolce sapore.
    Mi guarda.
    non teme il giorno
    che spira dinanzi,
    Si è svegliata,
    scuce le labbra,
    arrota la r d'un
    fresco buongiorno.
    Massimo Ruvini
    Composta domenica 9 ottobre 2016
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      Scritta da: Massimo

      Tutta la città

      In questo tempo di primavera
      la piazza dei caffè e delle osterie
      soffoca nel riso e nella spontaneità.

      La gente in ordine di prestigio
      con aria artefatta d'insofferenza
      rimugina nelle pieghe della voce.

      Lei mischia i suoi dolori
      li candida in una nota sola
      apprendista d'un fare muto.

      Bande di sentimenti
      sono ora euforici
      per scambi di risate.

      Lei si ferma per incanto
      e scopre denti piccoli
      quasi strofe strette...

      La ragazza offre gelati
      ma in verità sa guardare
      oltre le ciocche dei capelli.
      Massimo Ruvini
      Composta lunedì 30 marzo 2015
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        Scritta da: Massimo

        Il suo bacio

        Lo affidai al silenzio
        il suo disperso turbamento
        che travalica il chiarore del cielo
        ove si rassegna a giacere indifeso.
        Lo affidai al silenzio
        che rigenera la quiete dell'ombra
        e schernisce le voci arruffate
        ove cresce il confine di larghe maglie.
        Lo affidai a un corpo di donna
        che si concede alla luce indistinta,
        spiraglio di nuove verità.
        E bisbiglia parole calde al mio cuore
        come il suo cuore... il suo bacio.
        Lo affidai al silenzio
        e raccoglie ancora
        innocenti frenesie
        a costringere il tempo.
        Massimo Ruvini
        Composta venerdì 20 novembre 2015
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          Scritta da: Massimo

          Recita amore

          Recita amore sulle labbra belle
          canzona i dubbi dell'inganno
          stupisce la vivacità del canto.

          Ode soave la gloria d'intelletto
          per un incanto che suona stretto
          per l'anomalia d'un verso lasso.

          Beata la recita d'amor nel canto
          glorifica l'ode ch'esalta il vanto
          clara la speranza annoda il manto.
          Massimo Ruvini
          Composta lunedì 13 aprile 2015
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            Scritta da: Massimo

            La voce in gola

            L'inverno
            non chiude
            non conserva
            il passato
            ...
            rompe la fragilità
            dei ricordi
            cancella il merito
            dei pensieri
            ...
            distrugge l'ansia
            del possesso
            torna sempre
            più inquieto
            ...
            lo sguardo
            mira al cielo
            con un sorriso
            bagnato sulla bocca
            sente la delusione
            sfumata nell'ombra
            ...
            la coltre bianca
            soffoca il vento
            d'un vortice
            schiumoso
            abbraccia il silenzio
            che è più marcato
            cresce in spigoli
            e anfratti
            ...
            l'inverno ama
            la neve
            si ricama di merletti
            offre spudorato
            di espiare le speranze
            troppo fragili
            ...
            mima il mutismo
            degli occhi sognanti
            ...
            i muri sempre più neri
            e stretti
            la neve in qualche giro
            precario capriccioso.
            Massimo Ruvini
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              Scritta da: Massimo

              L'istante di nuovi versi

              Sorprendeva come vanità
              la speranza di quel risveglio

              eccitava l'incolumità dei sensi
              scherniva la torre del silenzio

              era come maglio e ferro rosso
              l'univoca simbiosi dell'attesa

              la tua nudità vestita della luce
              enfasi sorpresa del connubio.

              C'era levità e compostezza
              nel tardo muovere della beltà

              per nulla corrugata o seria,
              un passo della mente ride

              accenna ad un acuto insano
              ritorce la voce in gola e ride.

              Amata e riamata con ardore
              la pace scivola sui fianchi

              è serica la pelle non si cela
              offre l'istante di nuovi versi

              un sussurrare delle sillabe
              dissacra mente e cuore.
              Massimo Ruvini
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