Sono una parola al vento
che si abbraccia alle note della musica,
per richiamare la poesia dentro
il cuore di chi l'ha fatto volare via.
Composta domenica 11 ottobre 2015
Sono una parola al vento
che si abbraccia alle note della musica,
per richiamare la poesia dentro
il cuore di chi l'ha fatto volare via.
Non togliermi il sapore
dei tuoi capelli e dei baci salati
quando giacciamo sulla rena fine
del bagnasciuga dove il monotono suono
della risacca, del frangersi infinito delle onde
assomiglia al nostro amarci senza sosta né tregua.
Voglio ancora
sentire il battito
del mio cuore
come campane
a festa la domenica,
voglio che il sole
disperda l'ombre
che i miei passi lasciano,
voglio teneri fiori
spuntati dove
lascio i miei timori,
voglio ancora sentire
il vento sussurrarmi
familiari note,
voglio librarmi
alta nel cielo
oltre nembi tenebrosi
che sfiancano l'anima.
Conosco un tipo, che intreccia lune,
che va di notte, seguendo stelle.
Sul ponte all'aurora d'oggi chiese un dono:
"Regalatemi parole.
Vezzose, acute, scintillanti o rugose. Siano esse marce, già
usate o nuove, fiordalisi o spade, pulite, coincise o inestricabili grovigli.
Parole: scialbe o piccanti, nane o giganti, muti sussurri o urlate in coro.
Regalatemi parole.
Siano esse slegate, folli, senza senso, né morale, né decoro.
Sortite dall'anima, d'un sol respiro
come squilla la vita al primo vagito."
Il tipo, caglia, tra sassi, sale, sabbia e sole.
Ha mani dure, sottil maniere, odia il rumore
passeggia, a piedi scalzi, anche se il cuore duole.
"Al bordo del lago, spezzo rametti.
Le cime orlate di mutanti nubi.
Foglie tremanti al vento d'ottobre.
Il pensiero, viene. S'appoggia, regna, sovrasta. Sconquassa.
Il guizzo d'un pesce, gracchia un corvo, abbaglia d'oro l'ultimo sole.
Il pensiero passa. Al bordo del lago spezzo rametti."
L'aurora è andata anche quest'oggi.
Resterà il dono.
Che siano esse, parole
lago, cime, sole o pioggia e un bel tramonto.
Il tipo va, seguendo stelle.
Si anima di dolce il desiderio
sulle rive del calice assetato,
basterebbe una goccia del tuo cuore
per ubriacarmi, resto muto
davanti al tuo silenzio, imprigionato
dentro un lume cadente di pensieri
nelle ombre che assalgono le vele
senza bava di vento in alto mare
nell'attesa di un sogno per volare
con le ali di un qualche gabbiano.
Non c'è nulla di più bello
che provare quella emozione da brivido.
Quando scali la vetta e guardi l'orizzonte vivido
e percepisci quanto tu eri in basso,
e che in ogni momento puoi precipitare come un sasso.
In ogni istante tutto può finire,
il tuo sogno nel abisso può svanire
e di nuovo alle radici affluire.
Però sei là, su con il vento
, sopraffatto dal momento.
Chiudi gli occhi e respiri.
Ecco, la mente si sofferma
e ti accorgi che corri, corri, corri,
per raggiungere obiettivi
partoriti dall'ambizione,
inconsapevole che la vita
è come una pista sinuosa,
a volte fluida, ma irripetibile,
senza possibilità di ritornare.
Nasci e cresci nell'ingenuità
dolce chimera di un mondo facile,
non sai prevedere,
non sai progettare,
non sai volare da solo
e quando lo farai,
barriere impediranno il tuo cammino.
Puoi gioire, sì, ma puoi cadere,
scivolare nel fango dell'esistenza,
così che le tue ali faticano a risalire,
ti rialzi e voli, voli, voli
come un instancabile uccello migratore,
sulla scia di mete programmate.
Esiti nel tuo volo controvento,
mentre perdono vigore le tue piume
come le foglie dell'albero in autunno
e aspetti, aspetti, aspetti,
fino a quando la speranza
non morirà con te.
Devo trovare l'oblio,
per cercare la disperazione,
quando il tuo passato torna
e la mia solitudine aumenta,
devo cercare quel luogo
dove esistono notti
senza abbracci
e giorni senza baci.
Devo trovare l'oblio,
per ripararmi dal freddo
della tua assenza,
ma se così non fosse,
chiedo solo
che qualcuno mi dica
dove posso trovarlo.
Si ode, in lontananza
si ode la voce del vento
ci racconta di cose lontane,
sconosciute, forse irreali.
Si ode, in lontananza
frastuono di terremoto
ci racconta di cose perdute per sempre
di ansia, paura, dolore, lacrime
ma anche di coraggio
e grinta per ricominciare.
Si ode in lontananza
il pianto di una mamma,
di un papà, di nonni,
amici che hanno perso
una figlia o un figlio,
una nipote o un nipote,
un'amica o un amico
per colpa di altri,
per colpa di chi è troppo insensibile
per pensare al dopo delle loro azioni.
Si ode, in lontananza la parola
di chi rimane sconcertato
da certi avvenimenti,
di chi prova rabbia, insofferenza,
impotenza e non può fare nulla,
se non dimostrare la propria solidarietà,
vicinanza, con parole di affetto,
conforto, amicizia.
Si ode in lontananza si ode, si ode e si ode
bla bla bla, dove basterebbe
il silenzio a parlare
a far capire molte cose
dove solo la voce del silenzio
direbbe tutto
dove solo la voce del silenzio
in certi casi ha davvero importanza
si ode, eppur ancora si ode.
Uomo nacqui o presunto tale;
Dio in terra.
Sentii sempre quel battito in me
che tanto ardevo di provare,
io dovevo vivere
io volevo vivere.
Oggi mi domando se mai vi riuscirò
se domani coraggio troverò
d'essere eccezionale come
tal ruolo che di nascita mi spettava.
Ma uomo nacqui e debole fui
così adesso, triste nei miei occhi,
quell'animo urla.