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Scritta da: Nadia Consani

La perfidia del tempo

Il tempo,
col suo flusso altalenante
strappa brandelli di emozioni,
logora la volontà di proseguire,
o aiuta il tuo respiro
per riprendere la corsa.
Non è un amico costante, il tempo,
ma un subdolo surrogato
per lenire i tormenti,
o per non perdere la fiducia del domani.
Vorrei poter fermare
quel pendolo che stordisce la mente,
come quando giri su te stesso
e vertigini annientano il tuo volere.
Attimi di benevolenza ci regala, il tempo,
e allora tu respiri,
guardi oltre le nuvole e ringrazi,
poi ti rigetta, con perfida rivalsa
e allora cerchi di non affogare
in quel mare fatto di niente,
mentre un filo invisibile
ti induce a raggiungere la riva.
Nadia Consani
Composta mercoledì 14 settembre 2016
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    Scritta da: Nadia Consani

    Controvento

    Ecco, la mente si sofferma
    e ti accorgi che corri, corri, corri,
    per raggiungere obiettivi
    partoriti dall'ambizione,
    inconsapevole che la vita
    è come una pista sinuosa,
    a volte fluida, ma irripetibile,
    senza possibilità di ritornare.
    Nasci e cresci nell'ingenuità
    dolce chimera di un mondo facile,
    non sai prevedere,
    non sai progettare,
    non sai volare da solo
    e quando lo farai,
    barriere impediranno il tuo cammino.
    Puoi gioire, sì, ma puoi cadere,
    scivolare nel fango dell'esistenza,
    così che le tue ali faticano a risalire,
    ti rialzi e voli, voli, voli
    come un instancabile uccello migratore,
    sulla scia di mete programmate.
    Esiti nel tuo volo controvento,
    mentre perdono vigore le tue piume
    come le foglie dell'albero in autunno
    e aspetti, aspetti, aspetti,
    fino a quando la speranza
    non morirà con te.
    Nadia Consani
    Composta lunedì 28 settembre 2015
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      Scritta da: Nadia Consani

      Ancora tu, luna

      Luna,
      misteriosa e brillante,
      sempre regali, malandrina,
      il tuo servizio agli amanti,
      e concedi soltanto, egoista,
      un pallido bagliore ai miei ricordi,
      attraverso le persiane socchiuse
      nel caldo della sera.
      Sei la stessa di un tempo lontano,
      sei menestrello di utopie
      come quando regalasti un sogno
      che si è perso come bolla di sapone,
      bella, colorata, ma evanescente
      e troppo fragile per non svanire.
      Sei ancora in alto, curiosa, in attesa,
      come quando leggevi i nostri pensieri
      mentre sapevamo di guardare, distanti,
      lo stesso cielo.
      Malinconica è la memoria
      mentre mi fai volare ad occhi chiusi
      verso mete irraggiungibili
      dove l'illusione diventava concretezza,
      poi, ancora vestita di emozioni,
      dopo il tuo calare all'orizzonte,
      grido al bianco dell'aurora
      che per un attimo ho vissuto felice
      la mia realtà sognata.
      Nadia Consani
      Composta domenica 2 agosto 2015
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        Scritta da: Nadia Consani

        I cipressi che a Bolgheri

        Sempre alti e schietti
        sono i cipressi che a Bolgheri
        van da San Guido in duplice filar.
        Rinnovata emozione annulla il presente
        e ricordi di giovinezza balzano prepotenti
        sul vetro della mia vecchia auto,
        sotto il sole caldo di Giugno.
        Il maestrale soffia leggero tra le chiome,
        forse stanche per l'usura del tempo
        ma ancora solenni nella prospettiva,
        come quando da bambina
        furono al mio cospetto per la prima volta,
        percorrendo le emozioni del poeta.
        Cerco in alto i nidi dei rusignoli,
        e il volo delle passere
        e il profumo delle chiome,
        ma c'è silenzio intorno
        e solo polvere e sciatti cespugli.
        Neppure i puledri allietano la vista
        e i papaveri sono scomparsi
        dai campi di grano, dove un asino bigio
        rosicchiava un cardo rosso e turchino
        Forse non è l'ora adatta, penso,
        o forse tutto è cambiato
        per effetto dell'umana negligenza
        e la gaiezza dei cipressi è rimasta nel passato.
        Nadia Consani
        Composta domenica 7 giugno 2015
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          Scritta da: Nadia Consani

          Dedicata

          Quando impreviste parole
          regalano gioia e stupore insieme,
          volano lontano pensieri incontrollati
          come aquiloni in balìa del vento,
          oltrepassano quel monte che separa vecchie emozioni,
          sfiorano il tuo viso stanco
          come amorevoli carezze mai conosciute.
          La ragione è violentata da mille perché,
          mentre il profumo del biancospino
          si spinge oltre i confini dell'impossibile.
          Si erano spezzati teneri germogli
          appena concepiti dalla primavera,
          distacco blindato da un futuro crudele
          che ha lasciato un segno indelebile
          su due essenze provate dalla vita,
          ma un giorno non lontano
          su una nuvola vista mare,
          troveranno una risposta a quei mille perché.
          Nadia Consani
          Composta lunedì 8 giugno 2015
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            Scritta da: Nadia Consani

            La mano di maria

            Venni a Lourdes con animo inquieto,
            ma non v'era il buio dentro di me,
            cercavo solo uno spiraglio
            per liberarmi dalle pene.
            Quel giorno tiepido di Maggio,
            dietro ad una processione di fedeli
            lenta,
            assorta,
            interminabile,
            ti miravo da lontano posta nella nicchia
            come icona di una rivelazione
            e mi chiedevo se davvero c'eri.
            All'istante una goccia,
            come lacrima dalla pietra asciutta,
            sul mio capo dubbioso sentii cadere,
            fredda come ghiaccio,
            pesante,
            impossibile, perché
            soltanto più in là
            dalla roccia sotto i tuoi piedi,
            grondava l'acqua.
            Fu un bonario scapaccione
            di madre al figlio,
            come a dire eccomi, sono qui ad ascoltarti.
            Sento ancora il gelido,
            inspiegabile
            tocco della tua mano, Maria,
            monito materno a rafforzare la mia fede.
            Nadia Consani
            Composta venerdì 6 giugno 2014
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              Scritta da: Nadia Consani

              Mamma

              Avevi la fierezza di regina,
              e la consapevolezza della tua femminilità,
              eri madre dolce e severa insieme,
              eri moglie sempre innamorata,
              eri donna forte, coraggiosa,
              lottavi per la vita e l'amore
              e la tua presenza era lo scoglio
              su cui poggiare le nostre ali
              di bambini e poi di adulti.
              La tua schiena aveva superato le fatiche,
              la miseria e le difficoltà,
              ma ti aveva mantenuta bella, la tua forza.
              Il brio regalava un segno
              indelebile sulle tue labbra,
              anche quando il tempo
              non aveva più clemenza
              e il profumo di borotalco
              ti rendeva fresca, sempre,
              come un fiore appena colto,
              anche quando il sonno eterno
              ti ha portata via con sé.
              Nadia Consani
              Composta domenica 10 maggio 2015
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                Scritta da: Nadia Consani

                Coraggio

                Cumuli d'incertezza e paura di fragilità
                si alternano, insistenti,
                al coraggio di sopravvivere
                sopra un campo minato
                da incontrollabile follia,
                la tua.
                Tentennano le foglie
                nell'impeto del vento,
                metafora di lucida smania
                a voler vedere rami spezzati
                e arrendevole debolezza,
                ma radici ben piantate
                non si lasciano scalfire,
                ben coperte da un manto
                di solida determinazione
                a voler combattere i soprusi
                di stupide rivalse.
                Il limbo dell'oblio
                ferma la volontà della saggezza,
                del perdono,
                dei sentimenti
                e resti imprigionato
                da catene ossidate dal rancore,
                dall'indifferenza,
                dalla perseveranza a camminare
                sulla strada della solitudine.
                Un giorno non lontano
                il vento dovrà frenare la sua ira,
                perché anche tu sarai vecchio
                e stanco
                e solo,
                e mai vincitore assoluto.
                Sì, durante questi temporali
                l'albero avrà perso qualche foglia,
                sarà indebolito da ferite indelebili
                futili trofei della tua ambizione,
                ma almeno nelle ultime primavere
                avrà di nuovo fiori
                e canti di uccellini.
                Nadia Consani
                Composta venerdì 1 maggio 2015
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                  Scritta da: Nadia Consani

                  La coscienza dei poeti

                  L'alba è il mio mantello
                  che copre i sogni della notte,
                  i rumori sono assopiti
                  e fuori dalle persiane
                  brilla ancora una stella,
                  sentinella della luna ruffiana.
                  Poi,
                  il risveglio di gente fortunata
                  che può andare a lavorare,
                  copre il silenzio
                  di bocche che hanno fame.
                  Guardo in alto,
                  dove vanno a finire i pensieri
                  e cerco una risposta
                  a tutte le miserie di questa società.
                  Trattengo il fiato,
                  caduca apnea di riflessione,
                  che non trova risposta
                  a tutti gli ingenui perché.
                  Oh, se i governanti fossero poeti!
                  Nadia Consani
                  Composta domenica 19 ottobre 2014
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                    Scritta da: Nadia Consani

                    Tenerezza

                    Avanzava lentamente
                    assorta nella sua insicurezza,
                    piccola vecchia donna
                    dai capelli imbiancati di vita vissuta.
                    Vestiva con nobile gusto,
                    riflesso della sua dignità,
                    camminava sfidando il tempo
                    con la forza di chi non si arrende,
                    eppure fermava il passo
                    quasi ad ogni respiro,
                    poggiando la sua mano tremula
                    sul bastone dal pomo d'argento.
                    Emblema del prossimo divenire,
                    mi ha regalato una lacrima di tenerezza.
                    Nadia Consani
                    Composta martedì 30 settembre 2014
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