Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

La figliata

Nacquero tutti lo stesso giorno.
Nacquero insieme,
tutti gemelli.
Legati all'unica catena.
Nacquero tutti dalla stessa madre,
e uomini di passaggio.
Il veggente si soffermò,
sapeva di essere il penultimo.
Dette il cognome e tirò di lungo.
L'ultimo uomo si fermò
a fare da padre a tutti,
ma da distanza
e senza il cuore.
Composta lunedì 15 febbraio 2016
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    Scritta da: Antonio Recanatini
    in Poesie (Poesie personali)

    Intensamente vivo

    L'aver vissuto intensamente
    non rende migliori,
    semmai più malati degli altri
    più irrequieti,
    perché non credevamo potessimo bruciare il tempo.
    Non un giorno di rimpianti,
    ma una rincorsa a conoscere ciò che manca;
    non un momento di nostalgia,
    ma un profondo pozzo dove pescare immagini.
    L'aver vissuto intensamente
    non porta grandi risultati,
    ma cuore e fegato esausti
    perché non credevamo potessimo morire.
    Non una svolta desiderata,
    ma dei binari dove fissare il fermento;
    non una discesa dopo il volo,
    ma un vero e proprio tonfo nella realtà.
    L'aver vissuto intensamente
    non dona sconti
    semmai una dura accortezza
    perché speravamo nella filosofia dello squilibrio.
    Non un tempo di sensatezza,
    ma la ragione stessa della critica;
    non un bersaglio predefinito
    ma il tempo sufficiente per mirare senza distrarsi.
    La disputa rimane nel groviglio di sensazioni
    sulle tele da colorare e sulle pagine da inventare,
    nelle vittorie e nelle sconfitte fin troppo congiunte.
    I saggi non bruciano il tempo
    essi programmano e marciscono dentro un altro uomo.
    Composta giovedì 30 novembre 2006
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      Scritta da: Stefano Medel
      in Poesie (Poesie personali)

      I sommersi e i salvati

      La società
      è un sistema decomposto,
      in cui, tutto sommato,
      non vale la pena di vivere;
      la società non
      è un sicuro bene,
      la solitudine,
      non è un sicuro male;
      nel sistema,
      hanno la prevalenza
      i peggiori,
      i più cretini,
      gli idioti,
      gli incolti,
      gli stupidi
      e i beceri;
      il peggiore sta a galla,
      e i buoni faticano
      a sopravvivere,
      e sono
      spesso disprezzati,
      finché ci sono.
      La mandria di pecore sociali,
      teme disprezza, chi cerca
      di essere libero,
      di volare,
      di staccarsi
      da branco,
      dal gregge,
      e cerca di uscire dal seminato;
      non odiano tanto il tuo aspetto,
      o i tuoi
      modi,
      ma quello
      rappresenti,
      la libertà.
      Libertà
      che i pecoroni
      rincretiniti,
      non hanno più,
      e ci hanno rinunciato,
      per scelte sbagliate,
      da cui,
      non possono tornare indietro,
      per passivismo,
      inerzia
      conformismo.
      Ma i peggiori stanno a galla,
      gli altri,
      non tanto.
      Composta martedì 23 febbraio 2016
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        Scritta da: Stefano Medel
        in Poesie (Poesie personali)

        Ed io, in mezzo a voi due

        Ed io in mezzo a voi due,
        non c'entro niente,
        sono un ingombro,
        uno scarto,
        un pupazzo,
        un a specie di Pierrot abbandonato;
        ed io tra voi
        sono un di più,
        non mi vedi,
        non mi senti,
        non hai tempo,
        non mi ascolti,
        e non stai con me;
        ed io,
        tra voi due,
        son un intruso,
        e pensi poco a me,
        mi guardi e sei distratta,
        e non capisci,
        non capisci,
        ed io, sono solo
        uno straniero,
        in mezzo a voi,
        e tu non mi pensi,
        non mi vuoi,
        non vuoi.
        Composta venerdì 19 febbraio 2016
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          Scritta da: Stefano Medel
          in Poesie (Poesie personali)

          Cemento

          Per la città,
          mura diroccate,
          asfalto sfrangiato,
          buche e bogi,
          mura imbrattate
          da scritte e pitture,
          deserto metropolitano,
          stesse mura,
          strade polverose e
          affollate di traffico,
          ogni giorno;
          cittadine e città,
          ammalate di noia e
          malinconia;
          cercando un po' di silenzio,
          una speranza,
          un contatto umano.
          Composta mercoledì 17 febbraio 2016
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            Scritta da: Stefano Amoroso
            in Poesie (Poesie personali)

            Naufrago

            Forse...
            son marinaio senza rotta...
            naufrago
            in un mare di pensieri e di emozioni;
            naufrago
            su di un abisso
            il cui fondale non traspare;
            naufrago
            in balia delle onde
            senza punti all'orizzonte;
            naufrago
            a galla ad aspettare
            la marea propizia che mi riporti in riva al mare;
            finché un giorno
            il mare
            con le sue onde,
            le sue maree,
            il suo abisso,
            risucchierà nel suo profondo chi,
            per paura di affondare,
            è già naufrago
            in riva al mare.
            Composta lunedì 22 febbraio 2016
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              Scritta da: geggio
              in Poesie (Poesie personali)

              Tutto se ne va

              Quando ti senti qui da solo
              quando immagini l'infinito
              ma tutto non va

              un goccio ti tira su
              e la rabbia svanisce
              svanisce

              allontanando tutto il peggio
              un sorriso ti sopraggiunge
              io sono qui
              io da solo
              volo
              l'immaginazione dilaga

              tutto hai capito
              perche hai ascoltato

              hai ascoltato
              le cose che non andavano

              e tutto va
              sei qui da solo
              un goccio ti fa rinascere

              uccidendo ogni male
              sei tu da solo
              solo qui

              amandoti
              sorvolando la nottata
              che se ne va

              corri rincorri il tuo sogno

              tutto svanisce in un secondo
              fermati
              fallo tuo

              lasciandoti in un dolce vuoto

              sei tu e tutto se ne va.
              Composta sabato 19 marzo 2016
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                Scritta da: geggio
                in Poesie (Poesie personali)

                Lupo

                Volo nel vuoto più totale
                prima o poi
                la farò finita

                l'alcol mi da la carica
                posso vivere ovunque
                ma non qui
                vorrei essere sempre in questo stato
                leggero e piacevole
                euforico

                solitario ma felice
                questo mondo di uomini
                mi disgusta

                ascoltare ed annusare come un animale
                un animale
                questo è vivere

                vi credete intelligenti
                mangiate merda

                ciechi di spirito

                persi nel vostro vanto
                mi fate schifo

                vorrei ululare come un lupo
                le stelle e la luna farle mie
                il mio sfondo

                siete ingordi
                e tristi
                devo sopportarvi

                ma fottetevi
                stupidi esseri

                non è uno sfogo
                ma un semplice essere

                vivete senza paura senza pensieri
                e il mondo diventerà vostro

                questo mondo è mio
                ululando alla luna.
                Composta sabato 19 marzo 2016
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