Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Gatto come donna

Il gatto come donna
se ne sta in disparte,
s'accuccia par dorme
ma la sua è solo arte.

Per farti ammaliare
racconta le sue pene
fa finta di star male
con le pietose scene.

Lei accarezzar si fa
mentre par confusa
non andar più in là
non accetta chi l'abusa.

Si fa spuntar l'artiglia
nervosa rizza il pelo
se superi quella soglia
per cominciar disgelo.

Se t'inventi nuova cosa
per stimolarla un poco
lei per natura curiosa
da gatta piace il gioco.

Se da lei lontano stai,
inventandoti una scusa,
solita a non perder mai
come gatta fa le fusa.

Non stargli li attaccato
lei ama l'uomo duro
bello, calmo e pacato
la addolcisce di sicuro.

Felino gatta e come tale,
vuol chi poi sempre sale
forte braccio non fa male,
è carezza, che non duole.
Composta venerdì 8 gennaio 2016
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    Scritta da: Andrea Guidi
    in Poesie (Poesie personali)

    Chiedimi

    Chiedimi se son felice, e
    chiederò lo stesso a te.
    Parlami di ciò che fosti,
    sei e sarai;
    di ciò che perdesti
    quando ti diede
    il tuo primo addio.
    Raccontami dei sorrisi,
    delle carezze sulle
    guance, dei baci che
    desiderasti e che
    mai ti furon dati.
    Io ti parlerò di me,
    di grida e dei sussulti
    di un cuore e dei
    troppi battiti sprecati.
    Composta mercoledì 23 marzo 2016
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      Scritta da: Luigi Berti
      in Poesie (Poesie personali)

      Mamma

      Il tempo che scorre funesto,
      è segnato sopra ogni volto,
      rimane impresso non è un'illusione,
      ci avvolge tutti e fa temere.

      Il tempo scorre con tante domande,
      il tempo inganna chi non lo sente,
      e sul cuore di una Mamma si ferma,
      rimane immobile circonda l'attimo.

      Immenso è il battito che ti avvolge,
      le braccia intorno stringono forte,
      è come restare aggrappati al tempo,
      la mente e l'istante si fondono insieme.

      La Mamma un dolce sollievo d'amore,
      non c'è la paura non c'è il dolore,
      Dio quante volte mi tufferei ancora,
      nelle sue braccia nella sua era.

      Sollevami ora guarisci il mio cuore,
      Il rimpianto rimane ferma il dolore,
      di tutte le volte che non ho dato retta,
      di tutte le volte che non ero presente.

      Ora capisco ogni tua parola,
      che il tempo veloce mi nascondeva,
      ora sento la mia ignoranza,
      prevalere sopra la mia coscienza.

      Sono tuo figlio un figlio onesto,
      con le lacrime ancora addosso,
      che gli è rimasto solo il rimpianto,
      di non aver dato tutto me stesso
      e ogni attimo della mia vita.
      Composta martedì 22 marzo 2016
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        Scritta da: Suffro
        in Poesie (Poesie personali)

        Come Venere all'occhio pare

        Diradatesi le plumbee nubi
        e le tristi piogge,
        sovvien l'azzurro cielo
        a cangiar queste terre,
        con i gomiti poggi a sorregger
        la testa, il guardo spazia sereno
        fin all'ultimo orizzonte,
        ove il mar col ciel si fonde
        ed uccel mi fingo,
        sorvolando questa landa tinta
        da mille cromi e scindo
        mente da corpo e china
        la testa all'immaginazione,
        la carezza del vento cessa
        quest'idillio, questa contemplazione,
        come Venere all'occhio pare,
        questo quadro senza tela,
        in amor di essa cade
        il mio cor che in sue memor si cela.
        Composta martedì 1 marzo 2016
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          Scritta da: Suffro
          in Poesie (Poesie personali)

          L'infanzia

          Rimembro ancor memorie
          di quel dolce tempo,
          sereno e scherno,
          con banal pene e vaste gioie,
          ed un pensier m'è giunto,
          che della fanciullezza
          il candor è il miglior punto,
          riparo dalla fredda brezza
          che l'anima t'avvolge nel divenir maturo,
          eremita in questa valle cruda,
          ove vi era un prato puro,
          e l'immaginazion illusa,
          che ragion di gaiezza furon,
          in quell'età ormai perduta.
          Composta mercoledì 2 marzo 2016
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            Scritta da: Cristallina
            in Poesie (Poesie personali)

            La strada

            Amorevolmente, la strada mi chiama
            Al suo richiamo non resisto
            ma un vuoto dentro l'anima mi
            trattiene.

            Indugio confusa, ma ugualmente parto
            la strada m'accoglie, m'abbraccia, e
            subito mi sento rinata.

            Il vuoto si dissolve
            l'aria mi rigenera
            la mente si solleva
            il cuore si rallegra.

            Il cielo copre tutt'intorno
            percorro la strada
            vivo.
            Composta sabato 27 febbraio 2016
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