Scritta da: Rosanna Russo
in Poesie (Poesie personali)
Come un fiore.
S'apre il cuore all'amore
come fiore che ora si desta -
disvelando meraviglia.
Come una nuova primavera
tinge di colori la vita.
Composta giovedì 10 marzo 2016
S'apre il cuore all'amore
come fiore che ora si desta -
disvelando meraviglia.
Come una nuova primavera
tinge di colori la vita.
Azzurro fiore
- il non ti scordar di me
un pegno d'amore
per non dimenticare.
Rosea fragranza -
petalo per petalo
sfoglio ricordi.
Il gatto come donna
se ne sta in disparte,
s'accuccia par dorme
ma la sua è solo arte.
Per farti ammaliare
racconta le sue pene
fa finta di star male
con le pietose scene.
Lei accarezzar si fa
mentre par confusa
non andar più in là
non accetta chi l'abusa.
Si fa spuntar l'artiglia
nervosa rizza il pelo
se superi quella soglia
per cominciar disgelo.
Se t'inventi nuova cosa
per stimolarla un poco
lei per natura curiosa
da gatta piace il gioco.
Se da lei lontano stai,
inventandoti una scusa,
solita a non perder mai
come gatta fa le fusa.
Non stargli li attaccato
lei ama l'uomo duro
bello, calmo e pacato
la addolcisce di sicuro.
Felino gatta e come tale,
vuol chi poi sempre sale
forte braccio non fa male,
è carezza, che non duole.
Chiedimi se son felice, e
chiederò lo stesso a te.
Parlami di ciò che fosti,
sei e sarai;
di ciò che perdesti
quando ti diede
il tuo primo addio.
Raccontami dei sorrisi,
delle carezze sulle
guance, dei baci che
desiderasti e che
mai ti furon dati.
Io ti parlerò di me,
di grida e dei sussulti
di un cuore e dei
troppi battiti sprecati.
Il tempo che scorre funesto,
è segnato sopra ogni volto,
rimane impresso non è un'illusione,
ci avvolge tutti e fa temere.
Il tempo scorre con tante domande,
il tempo inganna chi non lo sente,
e sul cuore di una Mamma si ferma,
rimane immobile circonda l'attimo.
Immenso è il battito che ti avvolge,
le braccia intorno stringono forte,
è come restare aggrappati al tempo,
la mente e l'istante si fondono insieme.
La Mamma un dolce sollievo d'amore,
non c'è la paura non c'è il dolore,
Dio quante volte mi tufferei ancora,
nelle sue braccia nella sua era.
Sollevami ora guarisci il mio cuore,
Il rimpianto rimane ferma il dolore,
di tutte le volte che non ho dato retta,
di tutte le volte che non ero presente.
Ora capisco ogni tua parola,
che il tempo veloce mi nascondeva,
ora sento la mia ignoranza,
prevalere sopra la mia coscienza.
Sono tuo figlio un figlio onesto,
con le lacrime ancora addosso,
che gli è rimasto solo il rimpianto,
di non aver dato tutto me stesso
e ogni attimo della mia vita.
Nello sfondo naturale
di una tela azzurra
il mandorlo in fiore
d'eleganza si veste.
Sembra una dama
dipinta di rosa
che a tutti saluta
nel suo giorno di festa.
Diradatesi le plumbee nubi
e le tristi piogge,
sovvien l'azzurro cielo
a cangiar queste terre,
con i gomiti poggi a sorregger
la testa, il guardo spazia sereno
fin all'ultimo orizzonte,
ove il mar col ciel si fonde
ed uccel mi fingo,
sorvolando questa landa tinta
da mille cromi e scindo
mente da corpo e china
la testa all'immaginazione,
la carezza del vento cessa
quest'idillio, questa contemplazione,
come Venere all'occhio pare,
questo quadro senza tela,
in amor di essa cade
il mio cor che in sue memor si cela.
Rimembro ancor memorie
di quel dolce tempo,
sereno e scherno,
con banal pene e vaste gioie,
ed un pensier m'è giunto,
che della fanciullezza
il candor è il miglior punto,
riparo dalla fredda brezza
che l'anima t'avvolge nel divenir maturo,
eremita in questa valle cruda,
ove vi era un prato puro,
e l'immaginazion illusa,
che ragion di gaiezza furon,
in quell'età ormai perduta.
Amorevolmente, la strada mi chiama
Al suo richiamo non resisto
ma un vuoto dentro l'anima mi
trattiene.
Indugio confusa, ma ugualmente parto
la strada m'accoglie, m'abbraccia, e
subito mi sento rinata.
Il vuoto si dissolve
l'aria mi rigenera
la mente si solleva
il cuore si rallegra.
Il cielo copre tutt'intorno
percorro la strada
vivo.