Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Profumo di donna

Il pensier costante
talor assillante
in testa imperante
è l'idea del bello
ed ecco la donna
in veste di amante.
È un'artistica creatura
che rispecchia la natura
con depressioni e rilievi
reali, quelli mentali
te li scatena a parte.
E così da un'afrodisiaca altura
lungo una folta radura
giù a valle si cela,
tra due protuberanze
talor tumide rilevanze,
una paradisiaca apertura
donde per stretta fessura,
cavità virtuale e non certo virtuosa,
si accede alla fucina della vita.
Senza alcun complesso
ma con un naturale amplesso
lungo questo percorso
si genera l'amor filiale,
premessa familiare,
per un rapporto non banale
(solo carnale sarebbe bestiale!)
ma tanto mentale
e la gioia sentimentale
sublima l'amor
con l'apoteosi sensuale.
Allor la sinfonia della voce
è melodia per le orecchie,
l'armonia del corpo
è la bellezza per gli occhi,
lo splendor della luce natia
è la dolcezza per il gusto
con la sinuosità anatomica
a stimolarti il tatto
e il profumo di donna
lo senti dall'olfatto.
Su questo antico senso
del cervello primitivo
germogliò il pensier
e sbocciò la donna,
idea del bello e bellezza ideale,
ma tra pensier e idea,
se l'amante è la donna ideale
con una moglie troppo pensante
e talor anche pesante,
l'ideale di donna è solo la mamma.
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    Scritta da: Giuseppe Silletti
    in Poesie (Poesie personali)

    Si scrive coscienza, si legge finzione

    Veniamo al mondo come
    se fossimo cellule staminali.
    Cosa diventeremo? Un cuore,
    un cervello, uno stomaco?
    Catapultati dall'utero nel mondo
    plasmati dall'immensità del tempo
    che è qui ed ora, ed è stato per altri
    ciò che adesso ci condiziona.
    Un piccolo insignificante verme
    chiamato cultura s'addentra in noi,
    e c'elimina i grugniti, i ruggiti,
    la sete di sangue, il caos del reale.

    Sguazzare nel deserto della vita
    è passione di molti,
    ma cosa succede se la coscienza
    distrugge le barriere e fugge via?
    Le case, le strade, le chiese,
    le scuole, i treni, le auto
    la storia, le tradizioni,
    tutto sussurra la parola "illusione".
    E l'amore, l'amore, che ruolo ha l'amore?
    Se sentimento o passione, mi ricorda un cane
    ch'abbaia per mangiare, e si sente solo
    se l'affetto non vien dato.

    Lentamente, riapro gli occhi...
    Un buio accecante disturba la vista...
    Sono incatenato ma sono libero...
    La pozza di sangue nella quale striscio...
    Le parole che mi frustano,
    parole insignificanti di uomini diversi.

    Date fuoco al mio corpo
    liberate lo spirito.
    Composta martedì 8 luglio 2014
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      Scritta da: Rosita Pavese
      in Poesie (Poesie personali)

      Vicino a me

      Mi sento vicina a te,
      o cuore disilluso, perché mai dovresti logorarmi?
      Ho sempre creduto nell'innamorarmi,
      ora che sei vicino a me come posso allontanarmi?
      Spiegamelo amica mia, tu sei la sola a illuminare il mio pellegrinaggio dentro la selva oscura del mio cuor.
      Come posso rifuggire al mio destino?
      Dentro i miei occhi ho ritrovato la luce più impervia che è la sola che può illuminarmi lungo il mio cammino,
      la sola che può salvarmi?
      Ah ah ah una risata può farlo davvero senza alcuna esitazione in me.
      Oh cuore perduto perché minacci la mia unica meravigliosa esistenza?
      Credi di avere così tanto potere?
      Oh caro cuore non te ne faccio una colpa e non voglio incolparmi di questo.
      Cerco sollievo e pace all'anima mia.
      Chiedo tanto forse?
      Tu sei il solo a colorarmi e rendi la mia esistenza come un vortice di farfalle che volano tutte assieme verso l'infinito.
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        Scritta da: margoth16
        in Poesie (Poesie personali)

        Le parole

        Lei sapeva,
        che le parole sono inutili...
        pallide ombre di ciò che proviamo,
        eppure tentava sempre di comunicare
        con gli altri, e alla fine,
        in quelle stanze sulla collina,
        ripensava,
        a quanto gli uomini ascoltino se stessi,
        innamorati delle loro idee
        e sordi a una musica diversa...
        pronti a giudicare e a trarre conclusioni,
        senza conoscere le cose in sé,
        ma solo le loro apparenze.
        Composta domenica 6 marzo 2016
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          Scritta da: eeolo
          in Poesie (Poesie personali)

          Incredulo amore

          La mente coglie l'istante
          che l'occhio attento trasmette,
          nel labirinto si perde,
          cade,
          annaspa,
          nel buio cerca
          lo spiraglio di luce
          che nel pensiero
          lo forma.

          Quale cosa più bella
          cantare l'amore.
          Quale cosa più bella
          dell'amare.

          Libera
          le mani alle carezze
          non soffocare l'istante
          con tristi parole
          lascia, nel silenzio,
          i nostri corpi vibrare
          ora che hanno toccato
          la confidenza.

          Quale cosa più bella
          cantare l'amore.
          Quale cosa più bella
          dell'amore.

          Dormi, io resto ad accarezzare i sogni,
          incredulo amore.
          Ora che l'istante ha la tua forma ti sento
          incredulo amore.
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            Scritta da: Rosita Matera
            in Poesie (Poesie personali)

            Tu, ragazzo che leggi...

            Tu, ragazzo che leggi,
            volgi gli occhi verso il sole
            che sorride al tuo passaggio
            perché sa che sei speciale
            per ciò che sei, per ciò che puoi fare.

            Sappi che sei unico, originale
            non imitabile, non ripetibile,
            una combinatoria non duplicabile,
            terribilmente forte e terribilmente fragile.

            Sappi che in questo pazzo e
            meraviglioso mondo,
            non nascerà mai più un altro come te...
            è questa la preziosità che ti è stata destinata.

            Per questo gioca sempre, non fermarti,
            non smettere mai di amarti,
            non lasciare che ti cambino
            nel profondo del tuo cuore,
            e se tenteranno di cambiarti
            nonostante il tuo dissenso
            vai altrove,
            dove c'è luce
            perché hai le ali per volare.

            Rifletti bene, esprimi un verso,
            anche se non ti ascolteranno
            perché le parole, se ponderate,
            non sono mai granelli al vento.

            Ed ama, ama sempre,
            ad ogni passo,
            affinché l'odio appassisca
            nella sua radice bieca.

            Costruisci sempre e ovunque,
            anche quando tutto è spento,
            perché il cambiamento
            è inevitabile ma lento,
            e prende colore e forma
            nelle azioni e nei tuoi sforzi,
            splende della stessa luce
            che possiedi negli occhi.

            Tu, ragazzo che leggi,
            sii compagno di te stesso,
            perché solo chi si ama
            potrà amare a piene mani.

            Della semplicità
            fanne sempre la tua bandiera,
            come il fiore che sul ramo
            splende di schietta freschezza.

            Non fermare mai il pensiero
            perché è ciò che fa volare,
            ti dona braccia forti
            per costruire il tuo domani.

            E catturando, lassù, le stelle
            potrai sognare e realizzare,
            e coi colori della bellezza
            potrai dipingere il tuo mondo,
            ma fai in fretta
            perché è già pronto il tuo biglietto
            per il domani...
            soltanto tu lo puoi comprare,
            con la tua buona volontà.
            Composta mercoledì 24 febbraio 2016
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              Scritta da: cove
              in Poesie (Poesie personali)
              Sono nato
              in un prato
              d'infiniti fiori e colori,
              soavi sinfonie
              perpetue erano
              cantate dalle brezze
              che non conoscevano
              la violenza del vento.
              Poi i colori sfumarono,
              i fiori appassirono
              e tutt'intorno stonavano
              risa acidule e ghigni.
              Seppi d'esser
              precipitato nella vita!
              Ma ancora i miei occhi
              vogliono vestire quei colori
              e le mie orecchie
              trovar quiete in quelle sinfonie,
              e un senso
              d'inadeguata colpa mi lacera:
              ma chi sono io
              per correggere il tratto
              che sin dall'alba
              delinea i miei confini?
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