Poesie personali


Scritta da: Stefano Cardarelli
in Poesie (Poesie personali)

Infine... Monte Mario

Mi ricordo ancora il cartello
con la scritta Roma sulla via trionfale
dì fianco correva la linea ferroviaria
una trincea tra la periferia e la campagna
Monte Mario per gli occhi dì un bambino era il balcone su Roma
Le strade che penetravano tra i spazi vuoti
lasciati da un'edilizia della domenica e dei pochi soldi
un anderivieni di regioni e di dialetti sulle strade e sui balconi
fili di panni colorati spaziavano nel cielo di carta
angoli dì negozi, dì visi che ti sembravano immortali
come le storie che narravano
sentivi verso sera l'odore di legno buono
l'odore di farina e pomodoro dell'osteria di Peppinella
questa era Monte Mario negli occhi di un bambino
nelle giornate di giochi sotto il cortile
nel cambiare delle cose
di un pallone di cuoio orfano del suo campetto
nel girovagare con gli amici, in cerca della luna a via Torrevecchia
nel rintoccare delle campane che ricordavano che era domenica
sul ciglio dell'Insugherata verso notte
a mirare lanterne di lucciole su Roma lontana
quando tornavi con il bus dal centro
tornavi a casa.... sì a casa
cara Monte Mario ti ho amata, sedotta, ma non ti ho mai abbandonata.
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    Scritta da: Stefano Medel
    in Poesie (Poesie personali)

    Dannati poeti sentimentali

    Di notte,
    il momento dei poeti,
    degli scrittori,
    dei ribelli;
    ore nel silenzio,
    nel nascondiglio
    tra le tenebre,
    luci soffuse del neon,
    a cercare parole, pensieri,
    idee fugaci e chimere perdute,
    amori infranti,
    donne perdute,
    dimenticate,
    primi amori lontani,
    che non torneranno più,
    ma che non si scordano mai,
    la notte dei poeti maledetti,
    con le loro penne,
    intinte nella memoria e nel ricordo,
    di cose perdute,
    di rabbie sopite,
    di dolore
    e di ferite mal lenite;
    poeti e il loro mondo,
    che scrivono
    un po' per se stessi,
    e per gli altri,
    per tutti,
    anche per te.
    Composta sabato 30 gennaio 2016
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      Scritta da: Stefano Medel
      in Poesie (Poesie personali)

      Sono qui, sono qui

      Sei scostante e distratta con
      La testa lontana,
      chissà dove;
      stai con me
      e pensi ad un altro;
      ed io perdo terreno
      e non so che fare
      per farti capire,
      per dirti che sono qui,
      sono qui,
      ma tu pensi ad altro,
      sono sempre stato con te,
      ma tu non mi senti,
      non capisci,
      non mi senti;
      io che ho sempre dato,
      che ho sempre fatto,
      ma tu non mi senti,
      non mi senti.
      Composta mercoledì 27 gennaio 2016
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        Scritta da: Stefano Medel
        in Poesie (Poesie personali)

        Addio al paese

        Addio al paese,
        dicevi,
        mentre la mano
        mi tenevi,
        e non puoi stare ferma,
        devi sempre andare,
        partire
        al diavolo il paese fetente,
        sei una girovaga,
        una nomade;
        addio al paese dicevi,
        tu ci credevi,
        e adesso,
        anch'io
        che sono qua,
        e chissà dove sei,
        che fai;
        e siamo sempre qui,
        con desiderio
        di andare via,
        da questo posto fetente,
        da questo paese perdente,
        cambiare,
        andare,
        bisogna sempre andare.
        Composta martedì 26 gennaio 2016
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          Scritta da: Stefano Medel
          in Poesie (Poesie personali)

          La notte è un baratro

          La notte è un baratro oscuro,
          di infinite ore insonni,
          dove il tempo si ferma
          e perde di significato,
          dove i pensieri volano
          alle porte della notte;
          quando i poeti scrivono,
          nel silenzio,
          in compagnie delle muse
          benigne della poesia,
          notte,
          nascondimento,
          fatta di ricordi,
          di atmosfere soffuse,
          di silenzi immani,
          notte,
          pensieri,
          ricordi.
          Composta giovedì 28 gennaio 2016
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            in Poesie (Poesie personali)

            Fior di pesco

            Che cade all'improvviso
            Si unisce alla terra
            Candida non si tocca. si soglie
            Ne rimane l'anima,
            ma ce l'ha un'anima?
            Trasparente scivola
            forse sono le sue lacrime
            a lasciare le tracce.
            Come l'incandescente fiamma
            colora le cose, le immortala,
            così il tuo essere.
            no non lo rapisco io... no,
            ma l'occhio si abbassa
            per sfuggire alla tua bellezza,
            non balla con te.
            Puro il blu impaurito
            non doni sorrisi, ma ne strappi per formarne nascosti
            lo si vede lontano, il blu si chiude:
            ecco ti invade la tristezza.
            Cammini nei nostri perché
            scivoli, sì, nelle malinconie
            e accarezzi l'immutabile giro dei petali grigi, poi rosa,
            poi si spengono finendo le gocce che cadono nei cuori.
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